La Vitamina K

Tutto sulla Vitamina K

La vitamina K è un micronutriente che appartiene al gruppo delle vitamine liposolubili (assieme alle vitamine A, D e E) ed è molto importante per il nostro organismo.

Le funzioni che svolge sono molteplici, così come le sue proprietà e i rischi che derivano da una sua assunzione eccessiva. Impareremo anche come ottenere un apporto adeguato attraverso l’alimentazione. Cominciamo, però, col conoscerla meglio.

 

Vitamina K, questa sconosciuta

Quando si parla delle vitamine e della loro importanza, si fanno degli esempi:

“vitamina A, contenuta nelle carote e nel latte, ha proprietà antiossidanti; vitamina B, si trova nei cereali e nei legumi, è importante per il sistema nervoso; vitamina C, è la vitamina dell’arancia, rafforza il sistema immunitario…”

La vitamina K viene spesso dimenticata. Questo è un male, perché, come abbiamo già detto, si tratta di una sostanza fondamentale per noi.

Dal punto di vista scientifico, le vitamine K sono suddivise in 3 sottogruppi:

  • Vitamina K1: è la forma presente in natura – più precisamente nei vegetali – ed è quindi quella che assumiamo attraverso l’alimentazione.
  • Vitamina K2: è prodotta dai batteri dell’intestino; da sola è insufficiente per soddisfare il nostro fabbisogno ed è per questo che dobbiamo introdurre vitamina K1 con l’alimentazione.
  • Vitamina K3: di origine sintetica, è prodotta in laboratorio e inserita in farmaci che vengono assunti per risolvere problemi di carenza.

Ogni sottogruppo ha funzioni specifiche per l’organismo:

  • La vitamina K1 è importantissima per i processi ematici; in particolare, per quello di coagulazione del sangue.
  • La vitamina K2 svolge un’azione fondamentale per rafforzare le nostre ossa, poiché favorisce l’assorbimento del calcio.
  • La vitamina K3 regola i processi di coagulazione del sangue, infatti è presente nei farmaci che curano le disfunzioni ematiche. Inoltre è da assumere in caso di carenza di vitamina K1. Secondo alcuni studi sarebbe in grado di inibire lo sviluppo di tumori al seno, al colon, alle ovaie, allo stomaco e ai reni.

 

Rischi da sovradosaggio e da carenza

Per quanto riguarda l’apporto giornaliero consigliato, quello della vitamina K è di 100 grammi: si tratta di una dose tutt’altro che massiccia, facilmente raggiungibile con una dieta equilibrata (nel prossimo paragrafo vedremo gli alimenti che la contengono).

La sovrabbondanza di vitamina K nell’organismo, infatti, provoca la tendenza del sangue a coagularsi e, quindi, a non scorrere più in maniera fluida: in poche parole, aumenta il rischio di trombosi. Le persone che soffrono di emofilia – e che quindi fanno uso di farmaci coagulanti – sono maggiormente a rischio e devono prestare ancora più attenzione.

Esiste anche la possibilità che sia l’organismo stesso a produrre vitamina K in sovrabbondanza (nella tipologia K2) e in questo caso la conseguenza sarebbe la comparsa di eczemi o acne.

D’altro canto, la carenza di vitamina K può determinare diverse disfunzioni; le più importanti sono:

  • Problemi di coagulazione e di eccessivo sanguinamento.
  • Problemi gastrointestinali.
  • Problematiche legate alla scarsa produzione di bile da parte del fegato.

Tra i fattori di rischio, invece, abbiamo:

  • La malnutrizione, che non garantisce l’apporto quotidiano di cui parlavamo prima.
  • L’assunzione eccessiva e cronica di alcolici.
  • Condizioni che limitano l’assorbimento vitaminico: in primis la celiachia, ma anche fibrosi cistica, colite ulcerosa e ostruzioni biliari.
  • L’assunzione di alcuni farmaci – come antibiotici, anti-convulsionanti, sulfamidici – può alterare la funzione epatica o distruggere la flora intestinale.

 

In quali alimenti si trova?

Concludiamo parlando degli alimenti che contengono buone quantità di vitamina K, e che quindi vanno inseriti nella nostra dieta.

La fonte più ricca di questo nutriente è senz’altro rappresentata dalle verdure a foglia verde, quindi:

  • Lattuga.
  • Spinaci.
  • Broccoli.
  • Cavoli.
  • Cavolini di Bruxelles.
  • Cime di rapa.
  • Asparagi.
  • Piselli.
  • Verza.

Altri alimenti che contengono vitamina K, anche se in quantità decisamente minore, sono:

  • Legumi, come lenticchie e soia.
  • Carni rosse (per lo più nel fegato).
  • Alcuni frutti, cioè kiwi, lamponi e more.

 

Se avete domande, i nostri esperti saranno ben lieti di rispondervi. Vi aspettiamo!