Terreno fertile? Dipende dallo Stile di vita

 Giovedì 22 settembre 2016 si celebra per la prima volta la giornata nazionale del “Fertility Day”, che rappresenta il punto centrale delle iniziative previste dal Piano Nazionale della Fertilità per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sul tema della prevenzione dell’infertilità e quindi della salute sessuale e riproduttiva di donne e uomini. Ma che cos’è l’infertilità? Una coppia infertile è una coppia che dopo un anno di rapporti regolari e non protetti non riesce a concepirefigli. Non bisogna dimenticare, però, che una non trascurabile percentuale di coppie riesce ad avere un figlio dopo due anni di tentativi, per cui molti preferiscono parlare di infertilità dopo 24 mesi (secondo i criteri della Organizzazione Mondiale della Sanità). Invece, se una coppia ha già avuto figli ma non riesce ad averne altri, si dice affetta da infertilità secondaria. Secondo i dati dell’Istituto Superiore della Sanità, aggiornati al 2015, indicano che l’infertilità riguarda circa il 15% delle coppie. Le cause dell’infertilità sono numerose e di diversa natura. Ciò significa che, in Italia, 1 coppia su 5 non riesce ad avere figli o ha difficoltà a procreare per vie naturali. Fino a 20 anni fa la percentuale era circa la metà. Le cause della infertilità sono a pari merito tra i due sessi; circa il 40% riguarda la componente femminile e l’altro 40% la componente maschile, vi è poi un 20% di natura mista.  Negli ultimi 50 anni il numero di spermatozoi nel maschio si è ridotto della metà; abbiamo bambini di sesso maschile che nei primi 10 anni di vita vengono colpiti da criptorchidismo (ritenzione testicolare), da orchiti e dalla torsione del funicolo spermatico, patologie che danneggiano la fertilità. Durante l’età puberale, nel maschio, le patologie che danneggiano la fertilità sono a carico ormonale o il varicocele. Dai 14 ai 20 anni i colpevoli sono soprattutto le infezioni genitali e gli stili di vita alterati mentre nel maschio adulto, dai 20 ai 40 anni, possono manifestarsi anche problemi più o meno gravi di sessualità. Nella donna, di contro, fra i 10 e i 15 anni le patologie più danneggianti sono i disturbi del comportamento alimentare, le infezioni genitali e le alterazioni ormonali. Tra i 15 e i 20 anni sono tipici, nella donna, stili di vita disequilibrati e disturbi della ovulazione spesso conseguenti ad eccesso o difetto ponderale.Nella donna adulta, invece, la fertilità è minata frequentemente da ovaio policistico, disturbo ovulatori, infezioni genitali o fibromi. Cosa possiamo fare per prevenire tutto ciò? Bisogna lavorare sulla correzione dello stile di vita. La salute riproduttiva inizia già nel bambino e continua nell’adolescente la cui funzione riproduttiva va difesa evitando stili di vita scorretti e cattive abitudini (come ad esempio il fumo di sigaretta e l’alcool), particolarmente dannose per gli spermatozoi e per gli ovociti. E’ essenziale inoltre evitare, fin dall’ infanzia, l’obesità e la magrezza eccessiva e la sedentarietà, oltre a fornire strumenti educativi ed informativi agli adolescenti per evitare abitudini che mettono a rischio di infezioni sessualmente trasmesse o gravidanze indesiderate. Durante le visite pediatriche, per i bilanci di salute, è opportuno discutere di pubertà, sessualità con i pazienti ed i genitori, educare a “stili di vita” protettivi. Al fine di favorire la fertilità, nella donna, non si può prescindere dallo stile di vita e dall’alimentazione che sono le basi non solo per la salute generale e ginecologica, ma anche, in caso di gravidanza, per la salute ed il corretto sviluppo del feto. Anche quando si è alla ricerca di un figlio, la dieta va studiata con un medico specialista o un nutrizionista, ma è bene ricordare i fattori nutrizionali più generali che possono favorire la fertilità.  Ogni dieta ‘in rosa’ dovrebbe prevedere:

▪ il consumo di proteine di origine vegetale, in particolare di legumi, e di cereali integrali (pane, pasta e riso)

▪ il corretto apporto di vitamine

▪ la supplementazione di ferro eme (una componente dell’emoglobina e di altre proteine contenuto in piccola parte nel ferro alimentare) derivato da prodotti animali, quali la carne, e di ferro non-eme derivato da alimenti di origine vegetale

▪ consumo di frutta e verdure che vada dalle 5 alle 7 volte al giorno

▪ l’utilizzo di olio extravergine di oliva a crudo

▪ il rispetto del fabbisogno giornaliero di acido folico, presente in particolare nelle verdure a foglia verde scuro, da addizionare quando necessario con integratori nutrizionali

Occorre, invece, fare attenzione a: ▪ all’eccessivo consumo di latte scremato e derivati

▪ al consumo di grassi saturi, presenti prevalentemente nei grassi di origine animale (burro, lardo, strutto) a discapito dell’apporto di carboidrati e grassi insaturi

▪ all’eccessivo consumo di proteine animali e fritture

▪ cibi troppo raffinati Per gli uomini, è bene, già in età infantile e durante lo sviluppo puberale, evitare un eccessivo aumento ponderale (spesso causa di uno squilibrio ormonale con riduzione del principale ormone maschile, il testosterone, e un aumento degli ormoni “femminili” gli estrogeni) e la sedentarietà, associati ad abitudini alimentari non appropriate.

Di contro, è importante favorire una dieta equilibrata, completa e ricca di antiossidanti, e il contenimento dei fattori di rischio – mantenere un peso adeguato, attività fisica moderata e costante, stile di vita salubre, assenza di consumo di sostanze d’abuso e dopanti – rappresentano poche e semplici regole utili per ottimizzare la fertilità e la sessualità, e per preservare l’organismo in salute. Vi sono, infine, cause che hanno una rilevanza strettamente medica, ovvero tutte le patologie in grado di alterare la struttura e la funzione del testicolo o del pene o delle ovaie o della vagine come il tumore. Sono presenti anche fattori genetici che rappresentano circa lo 0,9% delle cause totali di infertilità sia maschile che femminile.

3emmer Dott.Marianna Maione, Biologo Nutrizionistaimg_2270