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cibi alleati contro il freddo

5 alleati contro il freddo, iniziando a combatterlo a tavola

Le temperature rigide dell’inverno possono essere combattute a tavola, per questo abbiamo preparato dei consigli per includere nella vostra dieta cibi e piattiche sono veri e propri alleati contro il freddo.

Il nostro organismo provvede perfettamente al mantenimento di una temperatura corporea confortevole, tramite un meccanismo chiamato termoregolazione. Questo meccanismo è altamente efficiente mantenendo uno stile di vita sano, e non introducendo più calorie o grassi.

 

Primo consiglio: scegliere i cibi ricchi di vitamine

 

Il freddo ed il clima rigido generano stress e rischiano di abbassare il tono dell’umore. Consumare pasti completi e ricchi di vitamine e sali minerali permette di contrastare i disagi dell’inverno.

Consumare ogni giorno vitamina C è un valido aiuto per mantenere le difese immunitarie forti e vigili contro i malanni di stagione, la vitamina C è idrosolubile, ovvero non si deposita e non si accumula nel tessuto adiposo del nostro corpo, proprio per questo, è fondamentale assumerla quotidianamente. Assicurati ogni giorno agrumi e verdure a foglia verde scuro come broccoli, spinaci e cavoli.

 

È importante sfatare il mito per cui il freddo si contrasta aumentando le calorie e i cibi grassi,  vi presentiamo alleati contro il freddo, gustosi e salutari

 

I cibi che riscaldano le serate dopo una giornata di lavoro invernale sono quelli ricchi di antiossidanti e leggeri per la digestione. Infatti una digestione normale ed efficiente permetterà, di conseguenza, una normale ed efficiente termoregolazione. La strategia migliore per vincere il freddo.

 

1 – Minestrone o Vellutata con verdure di stagione, per scoprire cosa offre l’orto nel mese di gennaio leggi la spesa di gennaio.

 

2 – Miele. Le sue virtù antimicrobiche, nutrizionali ed energizzanti potenziano il corpo e lo spirito. Dolce ma senza troppe calorie, è l’ideale per dolcificare infusi o tisane. Ricco di minerali e vitamine come potassio, magnesio, ferro e vitamine A, B, C ed E.

 

3- Noci, Mandorle, Nocciole. Sono ricchi di acidi grassi essenziali ma anche di minerali come il magnesio, il ferro, il rame, il selenio, il manganese o lo zinco. Sono inoltre ottime fonti proteiche vegetali da utilizzare in dolci o insalate.

 

4- Cioccolato fondente. Il cacao fa bene al cuore, migliora i livelli del colesterolo buono, è ricco di antiossidanti ed è ricco di teobromina che innalza i livelli di attenzione, favorisce la concentrazione e allontana il senso di fatica.

 

5- Tisane. Questo alleato contro il freddo in realtà è un insieme di preziose piante indispensabili, in qualsiasi momento della giornata, per mantenere l’organismo sano, idratato e detossificato. Consumate appena pronte ancora fumanti sono l’ideale.

 

Le tisane, oltre ad essere uno dei classici alleti contro il freddo, sono ottime per conciliare il sonno, quelle più adatte sono : Papavero, Tiglio e Passiflora; mentre le tisane per la depurazione del fegato sono: Tarassaco, Curcuma, Menta, Cardo Mariano; ed una tisana per il benessere dello stomaco dovrebbe contentere: Camomilla, Liquirizia, Melissa, Malva.

 

 

alternative vegetali al latte

Alternative vegetali al latte: le 4 migliori opzioni

Il latte è un alimento fondamentale nella fase di sviluppo, meno indicato e spesso più difficile da digerire da adulti, vediamo 5 alternative al latte da provare a colazione.

Perché il latte risulta difficile da digerire?

Il latte di mucca è composto per l’80% di acqua, un buon tenore di proteine e di grassi (di cui circa il 50% è costituito da acidi grassi saturi come l’acido palmitico, circa il 25% da acidi grassi insaturi come l’acido oleico, mentre il resto è costituito da acidi grassi polinsaturi come l’acido linoleico), Vitamine  A, B1, B2, B3, B5, B6, biotina, acido folico, B12, C, D, E, e minerali.

E’ questa sua ricchezza che ne fa un alimento fondamentale nella fase di sviluppo

I carboidrati del latte sono rappresentati dal lattosio, molecola che viene digerita dall’enzima lattasi. Crescendo, questo enzima diminuisce e di conseguenza diminuisce la nostra capacità di digerire correttamente il latte.

Inoltre le proteine del latte, sono sostanze verso cui alcune persone sviluppano ipersensibilità.

 

Cosa dice la ricerca sul consumo di latte?

Diversi studi,tra cui uno studio del 2012 pubblicato sulla rivista BMC Dermatology  hanno dimostrato che il consumo di latte ha un ruolo nella formazione dell’acne, in particolare: ‘’La dieta a carico glicemico e le frequenze di assunzione di latte e gelato erano positivamente associate all’acne vulgaris’’.

Nel 2014 è la volta dell’ International Journal of Cancer che pubblica uno studio sull’associazione tra il consumo di latte e il possibile rischio di cancro alle ovaie e alla prostata , questo per i possibili effetti tossici diretti dei metaboliti del lattosio sugli ovociti o mediante stimolazione compensatoria della gonadotropina.

Inoltre non è dimostrato da nessuno studio che il latte, in età adulta, possa migliorare lo stato di salute delle ossa.

 

Le alternative del latte quali caratteristiche devono avere?

Molte alternative al latte a base vegetale forniscono nutrienti simili e possono essere altrettanto nutrienti del latte convenzionale. È importante evitare le alternative del latte con ingredienti nascosti che possono avere un impatto negativo sulla salute. Questi includono:

 

Zucchero: lo zucchero è camuffato da molti nomi (ad esempio saccarosio, destrosio, glucosio, fruttosio, sciroppo di fruttosio, sciroppo di glucosio, maltodestrine, lattosio, maltosio, ecc.) La dipendenza da zucchero è un vero problema, motivo per cui è consigliabile evitare zuccheri aggiunti il più possibile .

Aromi naturali: questi includono componenti aromatici derivati ​​da prodotti vegetali o animali. Tuttavia, non hanno più nulla in comune con il cibo da cui provengono, a parte gli stessi componenti chimici.

Regolatori acidi: i regolatori acidi, come i fosfati, vengono aggiunti alle alternative del latte per mantenere il pH durante lo stoccaggio. Tuttavia, qui c’è molta polemica che circonda l’uso di alte concentrazioni di fosfati come additivo alimentare, motivo per cui dovrebbero essere consumati solo in piccole quantità.

 Le 4 migliori alternative al latte:

 

  1. LATTE DI COCCO

Il latte di cocco è una buona alternativa priva di latticini. È prodotto a partire dal cocco ed è una buona fonte di sostanze nutritive, tra cui magnesio, ferro e potassio. Il latte di cocco contiene anche acido laurico, un acido grasso a catena media che viene facilmente assorbito dal corpo e utilizzato per produrre energia.

  1. LATTE DI MANDORLE

Il latte di mandorla – una miscela di mandorle e acqua finemente macinate – è una valida alternativa al latte  per chi vuole evitare i latticini. È quasi privo di allergeni e non contiene né lattosio, né proteine ​​di soia né glutine. Il latte di mandorla ha proprietà anti-infiammatorie e può essere più facile da digerire rispetto al latte.

Unici nei del latte di mandorla sono che viene spesso addolcito con zucchero aggiunto e arricchito con molti altri nutrienti. La cosa migliore da fare è comprare del latte di mandorle semplice e biologico.

 

  1. IL LATTE DI RISO

Il latte di riso è un alimento particolarmente adatto per chi ha problemi di funzionalità intestinale, in particolare, della mobilità del colon, poiché ne aiuta la regolarizzazione.

 

E’ altamente digeribile perché ricco di zuccheri semplici, privo di colesterolo e quindi adatto a chi ha problematiche come dislipidemie, trigliceridi alti e problemi cardiovascolari.

 

  1. LATTE D’AVENA

Il latte d’avena è un’altra buona alternativa al latte, poiché non contiene né latte né proteine ​​del latte.

Il chicco di avena è ricco di fibre, ha carattere saziante ed è un valido alleato nella gestione degli stati ansiosi.

Secondo alcuni studi l’avena sembrerebbe anche ridurre i livelli di trigliceridi e di colesterolo “cattivo” nel sangue. L’utilizzo di avena è vantaggioso in caso di stitichezza. Il latte d’avena può essere un valido aiuto anche per chi segue diete dimagranti: attenua il senso di fame ed è al contempo un prodotto ipocalorico.

Alga Klamath: componenti e proprietà nutri-terapeutiche

Alga Klamath: componenti e proprietà nutri-terapeutiche

L’ alga Klamath prende il suo nome dal lago in cui si è sviluppata in Oregon, nel Nord degli Stati Uniti,  un lago incontaminato ricco di sostanze nutritive di origine vulcanica con acque alcaline (pH 9-11). Il suo nome scientifico è Aphanizomenon Flos Aquae (AFA). Appartiene al Phylum dei cianobatteri ovvero dei procarioti.

Rispetto alle alghe più diffuse presenta iodio solamente in tracce: circa un microgrammo in 2 grammi (dose media consigliata) di Klamath, quindi in quantità paragonabili a quelle di alimenti d’uso comune. Le alghe verdi, rosse o quelle brune sono invece le comuni alghe marine, ricche di iodio e  utilizzate nell’industria alimentare e farmaceutica. Esse appartengono agli eucarioti.

Le componenti attive dell’alga Klamath

Le componenti attive dell’alga Klamath sono minerali ed oligoelementi, vitamine, antiossidanti: carotenoidi e glutatione, acidi grassi essenziali, amminoacidi e il 70 % di proteine complete. La caratteristica assoluta sta nella proporzione dei suoi 8 amminoacidi essenziali, praticamente identica a quella ritenuta ottimale per il corpo umano.

Le proteine dell’ alga Klamath sono assimilabili dal nostro organismo al 73% contro il 37% e il 20% rispettivamente di spirulina e clorella, e solo il 18% delle carni rosse.

Le proprietà nutri-terapeutiche

Le proprietà nutri-terapeutiche della Klamath derivano dai suoi numerosi nutrienti e soprattutto dalla loro cooperazione sinergica:

  • incremento della lucidità mentale e miglioramento dell’umore grazie alla presenza di diversi amminoacidi precursori dei neurotrasmettitori celebrali;
  • effetto tonico ed energizzante per l’organismo dovuto alla presenza di coenzimi e  minerali;
  • bilanciamento del sistema delle proteine nel corpo e miglioramento dell’assorbimento anche di quelle incomplete provenienti da alcuni alimenti a basso valore o scarso coefficiente proteico;
  • aumento delle difese immunitarie, con una azione di tipo immunomodulante piuttosto che immunostimolante;
  • normalizzazione del metabolismo dei grassi con riduzione del colesterolo e trigliceridi;
  • ripristino di una normale permeabilità e funzionalità intestinale;
  • azione antivirale soprattutto contro i virus dell’herpes e dell’epatite;
  • miglioramento della pelle grazie alla elevata biodisponibilità di acidi grassi essenziali, beta-carotene e sali minerali tra cui lo zolfo, il rame e il magnesio.

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