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Essere fuori forma non è solo un problema estetico

Quando essere fuori forma non è solo un problema estetico

Essere fuori forma non è solo un problema estetico

È necessario imparare a mangiare per consentire al nostro organismo di funzionare al meglio e garantirci un pieno di salute per il nostro benessere psico-fisico. Oggi vediamo quanto sia importante seguire un’alimentazione equilibrata e un corretto stile di vita e grazie ai quali ritrovare una buona forma fisica.

 

I rischi di uno stile di vita scorretto

Televisione e giornali ci indicano precisi standard femminili e maschili, spesso sbagliati o estremi, con la conseguenza di perdere l’obiettività e assumere abitudini alimentari scorrette. Bisogna infatti sapere che la nostra forma fisica dipende da diversi fattori, come età, sesso, altezza e tipologia corporea. Risulta quindi chiaro come sia necessaria una valutazione soggettiva in base alle proprie caratteristiche personali, non ci si può imporre di modificare il nostro corpo su modelli dettati.

Questa mala informazione e l’assunzione di atteggiamenti e abitudini poco sani, sono la causa principale di una scorretta forma fisica, che andrà a danneggiare il nostro benessere. Infatti, una condizione di sovrappeso o di eccessiva magrezza rappresentano due grossi fattori di rischio per la salute e, pertanto, devono essere considerati con la giusta attenzione.

Essere in sovrappeso costituisce un rischio legato alla possibilità di sviluppare numerose patologietra cui diabete, disturbi al cuore, ipertensione. Nella migliore delle ipotesi si possono verificare danni alla colonna vertebrale e in generale alle articolazioni.

Il caso opposto al sovrappeso è l’eccessiva magrezza. Anche qui sussistono pericoli importanti per la salute: il soggetto sottopeso non introduce energia a sufficienza con gli alimenti, pertanto il suo corpo è costretto a “rubare” l’energia agli organi interni, consumando, per esempio, i muscoli. Spesso queste persone possono andare incontro ad alterazioni ormonali, abbassamento delle difese immunitarie, variazioni d’umore, indebolimento delle ossa.

Ma attenzione, per le persone normopeso la situazione non è necessariamente migliore. Chiunque può andare incontro uno stile di vita scorretto che richiede un intervento mirato e l’apporto di tutti i giusti nutrienti nella propria dieta.

 

Rieducare alla giusta alimentazione

Quando si parla di alimentazione sana, è facile storcere il naso pensando che questa comporti la totale rinuncia ai piccoli piaceri della tavola e associarla all’immagine malinconica di persone che mangiano solo gambi di sedano. Eppure, se si guarda all’etimologia della parola dieta, si comprende subito che non è solo questione di cibo: infatti, dieta deriva dal greco “daita” che significa “stile di vita”. Così fare dieta o, meglio, scegliere un’alimentazione equilibrata ha a che vedere direttamente con la qualità della vita. Dopotutto, nutrirsi non significa solamente soddisfare i bisogni fisiologici del corpo, ma anche godere dello stare a tavola assieme e del il gusto del cibo, che sono decisamente incisivi sul nostro benessere.

Ecco perché una giusta rieducazione alimentare è fondamentale per andare a creare le basi volte al raggiungimento di uno stile di vita “ideale che mirerà all’acquisizione di un equilibrio esteriore e interiore. Per poterlo fare al meglio, è indispensabile affidarsi a uno specialista del settore che saprà correggere l’alimentazione affiancata alla giusta attività fisica. Bandite invece le diete fai da te, le quali potrebbero essere ancora più pericolose di un alterato stato fisico di peso corporeo.

 

Consigli naturali per mangiare bene e tenersi in forma

I ritmi di ogni giorno ci portano a trascurare quello che decidiamo di mangiare. Eppure, basta davvero poco per cominciare ad adottare una dieta equilibrata.

Cominciamo con qualche piccolo accorgimento da seguire senza troppe rinunce e sacrifici.

  • Scegliere la qualità: buttiamo via scatolette, lattine e cartoni. Iniziamo a mangiare cibo vero e sbarazziamoci di tutti i prodotti alimentari trasformati. Inoltre, ridurre l’assunzione di carboidrati semplici come farina bianca e zucchero, poiché è stato riscontrato un possibile legame tra questi e il diabete.
  • Non saltare mai i pasti: partiamo sempre da una sana prima colazione che ci regala tutta l’energia necessaria per affrontare la giornata. Consumare almeno tre pasti equilibrati al giorno evita al nostro organismo di sentire fame e rallentare il nostro metabolismo.
  • Ridurre i latticini: passata l’infanzia, non abbiamo più bisogno di questo alimento. Inoltre, meglio sostituire i formaggi con yogurt e prodotti caseari più magri, da consumare comunque occasionalmente. Preferire invece grandi quantità di verdure a foglia verde, sia cotte che crude, fagioli e pesce, tutti cibi ricchi di calcio.
  • Mangiare molte verdure: ogni pasto dovrebbe essere accompagnato da un piatto di verdure, che devono essere sempre super fresche.
  • Mangiare con consapevolezza: mastichiamo ogni boccone lentamente e soffermandoci sui colori, sugli odori e sul sapore del cibo che si sta ingerendo. Rallentare i ritmi e sbarazzarsi delle distrazioni aiuterà a percepire in tempo reale il senso di sazietà.
  • Imparare a cucinare: mangiare sano significa cambiare il proprio stile di vita e il primo passo per farlo è abolire una volta per tutte i piatti pronti. Imparate a farvi ispirare dal cibo e a far diventare ogni pasto un momento di divertente sperimentazione.

 

Queste sono solo alcune delle sane abitudini che possiamo adottare. Per ottenere un consiglio mirato e ulteriori informazioni, i nostri esperti nutrizionisti sono a vostra disposizione. La salute non aspetta!

Evento Simposio di Metodo 3 Emme: le Ragioni per Condividere i Risultati Raggiunti

Simposio di Metodo 3 Emme: condividere i risultati è importante

A pochi giorni dal Simposio di Metodo 3 Emme – l’evento che vuole festeggiare i primi 5 anni di attività – vi sveliamo i motivi per i quali abbiamo deciso di condividere i risultati raggiunti. Quando trovi una soluzione concreta per il benessere e la salute degli individui, serve a nulla tenere per sé i successi. Sì, perché questi sono imprescindibili dall’impegno e si accompagnano – quasi sempre – a ostacoli e contrattempi da superare.

Evento Simposio di Metodo 3 Emme: le Ragioni per Condividere i Risultati Raggiunti

Era il 2010 quando capimmo che le nostre fatiche nel cercare di sviluppare un programma capace – allo stesso tempo – di stimolare la perdita di peso, mantenendo la massa magra inalterata e riequilibrando i livelli dell’organismo avevano generato i frutti sperati. Eravamo sulla buona strada per offrire alle persone un’alternativa: un Metodo per tornare in forma e in salute.

Oggi, a 5 anni di distanza dalla nascita di Metodo 3 Emme, abbiamo deciso di festeggiare insieme a tutte le persone che – ogni giorno – ci aiutano a trasformare quello che ormai è un sogno lontano in realtà. Il Simposio sarà l’occasione per incontrare i nostri collaboratori (agenti, erboristi e consulenti), aggiornarli sui risultati conseguiti e ascoltare le loro esperienze.

 

Simposio di Metodo 3 Emme: una giornata per il benessere comune

Noi la chiamiamo la Rete del Benessere: è un gruppo di persone di cui fanno parte gli otre 300 centri autorizzati 3 Emme sparsi in tutta Italia, gli agenti e i collaboratori del progetto. Ed è proprio all’insegna del fare rete che si svolgerà l’Evento Ufficiale del 29 marzo a Riccione.

Gli inviti sono stati accolti con entusiasmo, ma tutti ci hanno ripetuto una stessa domanda a cui vogliamo dare risposta qui:

“Perché condividere i risultati di Metodo 3 Emme e renderli pubblici?”.

Noi abbiamo almeno 3 ragioni valide per farlo e vogliamo raccontarle anche a voi.

Simposio di Metodo 3 Emme: gli obiettivi dell’evento

3 motivi per condividere i risultati di Metodo 3 Emme in occasione del Simposio di Rimini

#1 – Informare

Il modo migliore per far conoscere Metodo 3 Emme. È quello che facciamo quotidianamente grazie ai nostri collaboratori sul territorio e in rete, attraverso la pagina Facebook e il blog. Così non raccontiamo solo in cosa consiste il percorso di 3 Emme, ma aiutiamo le persone a imparare uno stile di vita sano.

Dimagrimento, benessere e salute: sono i 3 pilastri su cui poggia la nostra attività e che hanno bisogno di essere raccontati al maggior numero di persone possibili. Ecco perché lo faremo, ancora una volta, in occasione del Simposio di Metodo 3 Emme (il 29 marzo a Riccione).

#2 – Sensibilizzare

Informare non basta. Quello che serve, per coinvolgere il pubblico attorno alle tematiche che ci stanno a cuore, è una vera e propria opera di sensibilizzazione. Dire che l’alimentazione è fondamentale per il nostro benessere psico-fisico serve a poco, se chi ci ascolta non è sulla nostra stessa lunghezza d’onda.

Il Simposio di Metodo 3 Emme, quindi, sarà l’occasione per condividere con i nostri collaboratori e con gli utenti sul web i risultati del percorso con l’obiettivo di avvicinarli ancora di più alla nostra mission.

#3 – Confrontarsi

L’abbiamo ripetuto tante volte: il nostro successo è dovuto anche alla Rete del Benessere. È grazie ai nostri collaboratori – agli erboristi e agli agenti, tra gli altri – che Metodo 3 Emme ha potuto raggiungere un pubblico così vasto. È grazie a loro che tante persone non solo hanno perso peso, ma si sono rimesse in salute.

Ed è proprio confrontandoci con loro, ascoltandone le esperienze e le testimonianze, che possiamo crescere ancora di più rispondendo in modo efficace alle esigenze delle persone.

 

Metodo 3 Emme: persone, oltre ai risultati

Insomma, se scegliamo di condividere i traguardi raggiunti è perché Metodo 3 Emme è – prima di tutto – una rete di persone accomunate dall’attenzione verso benessere, alimentazione e salute. Una community che trova nello stile di vita ideato dal Dott. Mariani la risposta alle sue domande: una soluzione reale, un’alternativa efficace.

Noi vogliamo andare avanti, sviluppando sempre più le potenzialità del metodo. Per farlo, abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti: dei collaboratori che ci terranno compagnia al Simposio di Metodo 3 Emme, ma anche del vostro.

 

Raccontateci le vostre storie!
È con le vostre testimonianze che potremo migliorare. Scriveteci un’email o contattateci su Facebook. Siamo curiosi di sapere come avete vissuto le 6 settimane del percorso.
Disturbi Alimentari: Cause e Rimedi

Tutto quello che c’è da sapere sui Disturbi Alimentari

Disturbi Alimentari: Cause e Rimedi

I disturbi alimentari consistono in disfunzioni del comportamento nella scelta dei cibi che danneggiano in modo significativo la salute fisica e psicologica.

Vediamo quali sono i principali fattori di rischio che scatenano questi disagi e come affrontarli.

 

In cosa consistono e quali sono le cause principali

Le patologie caratterizzate da un’alterazione delle abitudini alimentari e da un’eccessiva preoccupazione per il peso e per le forme del corpo, si chiamanodisturbi alimentari. Questi insorgono prevalentemente durante l’adolescenza e colpiscono soprattutto il sesso femminile. I comportamenti tipici di una persona che soffre di uno di questi disturbi sono: digiuno, restrizione dell’alimentazione, crisi bulimiche (l’ingestione una notevole quantità di cibo in breve tempo accompagnata dalla sensazione di perdere il controllo), vomito autoindotto, assunzione impropria di lassativi e/o diuretici, intensa attività fisica finalizzata alla perdita di peso.

Ma perché si verifica questo tipo di patologia?

Avere un disturbo dell’alimentazione significa che si sta comunicando un disagio profondo: pensare in modo ossessivo al cibo-corpo-peso diventa un anestetico che consente di non sentire la sofferenza. Non sono, dunque, malattie dell’appetito, ma vere e proprie “malattie d’amore”. Esiste infatti una strettissima correlazione tra cibo e psiche. Ciò che decidiamo di mangiare non è solo frutto di scelte imposte dalla società, ma anche una conseguenza dei nostri schemi mentali e del valore che diamo al cibo stesso in termini emotivi. Per questa ragione diamo al cibo un ruolo primario, per cercare di tamponare i nostri disagi, conflitti e paure.

 

Anoressia, bulimia e obesità

Nella classificazione di questi disturbi rientrano principalmente: l’anoressia, la bulimia e l’obesità. Vediamoli nello specifico.

  • L’anoressia inizia come una cura dimagrante: l’intento è quello di controllare la propria immagine e, di conseguenza, controllare tutto. Ci si illude che cambiando il proprio corpo sia possibile cambiare anche la propria vita. Ma il riflesso allo specchio non restituisce la realtà: la persona anoressica non si vede mai abbastanza magra. Il primo sintomo è la negazione della fame, per poi passare al calcolo ossessivo delle calorie ingerite.

Questo disturbo si manifesta così in modo evidente: il corpo, scarno e denutrito, diviene una tela su cui dipingere l’immagine di un dolore interiore, un disagio che le parole non possono esprimere.

L’anoressia può portare danni molto gravi alla salute come insufficienza renale, perdita di capelli e denti, arresto cardiaco. L’interruzione del ciclo mestruale è il primo indicatore e può portare a gravi forme di osteoporosi.

Questo disturbo, nonostante spesso rappresenti l’altro lato della medaglia delle persone anoressiche che non riescono più a controllare la fame, lascia sul corpo segni meno evidenti e per questo è più difficile da riconoscereLe conseguenze sono comunque devastanti sulla salute di chi ne soffre: il vomito autoindotto causa problemi gastrici, erosione dello smalto dentale, disidratazione, ipotalassemia e disfunzioni cardiache.

  • Obesità: se si esclude quella che è conseguenza di disfunzioni metaboliche, anche l’obesità si associa a fattori psicologici. È una vera e propria malattia sociale, che riguarda un numero sempre maggiore di persone di ogni età, anche bambini. Come nella bulimia, anche nell’obesità si è di fronte a una dipendenza, cambiano solo le modalità. Il cibo è scelto con cura e assunto fino ad aumentare di peso in modo spropositato. Il grasso rappresenta una barriera difensiva per proteggersi dalle difficoltà del vivere. Chi soffre di questo disturbo insorge in gravi danni alla salute quali patologie cardiocircolatorie e malattie metaboliche come il diabete.

 

Come affrontare il disagio

Il meccanismo per cui “ingurgitiamo” quel tipo di alimento o quell’altro, non è perciò solo fisiologico, ma soprattutto emotivo. Per far fronte ai disturbi legati all’alimentazione diventa perciò indispensabile affidarsi a dei professionisti che, tramite terapie e percorsi specifici, forniranno un supporto psicologico alla persona sofferente, accompagnato da una corretta rieducazione alimentare.

Quando si accusa un problema alimentare, la prima cosa da fare è dunque quella di rivolgersi a un familiare, a un parente, a un amico o, meglio ancora, a un’associazione. Chiedere aiuto, pur essendo difficile, è il favore più grande che la persona possa fare a sé stessa e a chi le vuole bene.

 

E voi, avete avuto o conoscete qualcuno che soffre di disturbi alimentari? Se vi va, raccontateci la vostra esperienza. Gli esperti nutrizionisti di Metodo 3 Emme vi aspettano anche sulla nostra pagina Facebook!

 

Coloranti alimentari e Iperattività

Metodo 3EMME: Coloranti Alimentari e Iperattività

Coloranti alimentari e Iperattività

Tutti noi abbiamo sentito parlare, almeno una volta, dei coloranti alimentari e del fatto che i cibi che li contengono andrebbero evitati. Il perché vadano evitati è presto detto: fanno male alla nostra salute.

Quello che invece molti non sanno è che uno dei problemi che derivano dall’assunzione di coloranti è l’iperattività infantile. Di questo vi parleremo oggi.

 

Cos’è l’iperattività

L’iperattività è un disturbo dell’umore, che colpisce i bambini dai 3 ai 9-10 anni. La manifestazione principale di questo disturbo è un costante stato di agitazione, accompagnato dalla tendenza a distrarsi facilmente.

Altri sintomi sono:

  • Incapacità di controllare gli impulsi.
  • Difficoltà a svolgere attività per un tempo prolungato.
  • Loquacità eccessiva (spesso manifestata interrompendo bruscamente i discorsi altrui).
  • Disinteresse nel partecipare ad attività collettive.
  • Eccessiva attività fisica, in parole povere il soggetto non riesce a stare fermo, muove le gambe, cambia posizione, lancia oggetti.
  • Difficoltà a seguire le regole.
  • Impulsività, che può sfociare in comportamenti aggressivi, il tutto accompagnato però da un carattere introverso e sensibile.
  • Insonnia, sonno disturbato e irregolare.
  • Difficoltà nell’apprendimento, a fronte di un quoziente intellettivo tutt’altro che basso.

È chiaro, quindi, che l’iperattività può essere un bel problema, soprattutto dal punto di vista sociale. Un bambino che ne soffre è percepito dai suoi coetanei come “diverso” da loro, addirittura come “pericoloso”, e, di conseguenza, viene escluso dal gruppo.

 

Cosa c’entrano i coloranti?

Per rispondere a questa domanda potremmo partire dai vari studi condotti a partire dagli anni 70 sugli effetti negativi causati dal consumo di alimenti contenenti additivi. Oppure parlare più specificatamente dello studio compiuto dall’Agenzia Britannica per la vigilanza sui cibi, che nel 2004 ha stabilito chiaramente il legame che intercorre tra alcuni dei coloranti più diffusi e disturbi come iperattività e deficit dell’attenzione.

Tuttavia, per rendere meglio l’idea, pensiamo sia più utile dirvi che l’Unione Europea, nel 2010, ha stilato una lista dei coloranti artificiali potenzialmente dannosi per la salute dei bambini. Eccoli:

  • Tartrazina (E102), già vietato in Svizzera è contenuto in frappè, macedonie e sorbetti.
  • Giallo di Chinolina (E104), utilizzato anche per produrre insetticidi, è vietato in Australia e si trova in alcune torte di compleanno.
  • Giallo Arancio S (E110), contenuto nelle torte.
  • Rosso Allura AC (E129), anche questo si può trovare nelle torte.
  • Azorubina (Carmoisina) (E122), contenuto in frappè, macedonie e sorbetti.
  • Rosso Cocciniglia (E124), si ottiene attraverso l’essicazione di un insetto, si trova sempre in frappè, macedonie e sorbetti.

Secondo la normativa adesso in vigore, tutte le derrate alimentari contenenti queste sostanze dovrebbero recare la scritta «può influire negativamente sull’attività e l’attenzione dei bambini». Purtroppo però l’uso del condizionale “dovrebbero” sta ad indicare che l’apposizione di questa dicitura non è obbligatoria: infatti, la scelta spetta ai singoli stati.

 

La soluzione: Metodo 3 EMME

Preso atto del fatto che tutte le sostanze elencate in precedenza hanno effetti negativi per il nostro organismo, resta un solo problema: come bisogna fare per evitare di assumerle?

È qui che entra in scena il Metodo 3 EMME. Il nostro programma di alimentazione, infatti, è Nutraceutico, mette cioè al primo posta la salute e il benessere della persona, da perseguire garantendo l’apporto di tutte le sostanze nutritive indispensabili.

Il primo passo del percorso 3 EMME consiste nel disintossicare l’organismo, ripulendolo dalle tossine. Per far ciò, è fondamentale l’assunzione di frutta e verdura, in quanto si tratta di alimenti che influiscono positivamente sull’Indice di Massa Corporea (che è l’indicatore più importante, perché ci dice quanto siamo distanti dl nostro peso-forma).

Ecco spiegato perché, nel percorso alimentare di 3 EMME, frutta e verdura sono considerati i cibi più importanti. Infatti i nostri esperti consigliano di assumerle 5 volte al giorno!

Vi ricordiamo che se avete delle domande da farci, o vi servono dei chiarimenti su questo o altri argomenti, noi di 3 EMME siamo sempre a vostra disposizione. Contattateci!

L'importanza della dieta in menopausa

La dieta in menopausa

L'importanza della  dieta in menopausa È vero che in menopausa si tende a ingrassare? La dieta può prevenire o migliorarne le complicazioni? Oggi cerchiamo di rispondere a queste domande e a fornirvi qualche consiglio utile per vivere con serenità anche questo momento delicato.

Che cos’è la menopausa e quali sono i disagi che ne derivano

La menopausa è quel periodo della vita di una donna in cui avvengono importanti cambiamenti a causa della drastica diminuzione degli estrogeni, i principali ormoni ovarici femminili. Questa fase si verifica solitamente intorno ai 45 e i 55 anni di età, ed è spesso causa spesso di ansia, irritabilità, variazioni repentine della temperatura corporea, gonfiore addominale, aumento di peso, sbalzi di umore, nonché insonnia, stanchezza, mal di testa. In particolare, l’aumento di peso è causato da variazioni metaboliche che provocano un rallentamento del metabolismo con una diminuzione della massa magra ed aumento della massa grassa, localizzata soprattutto a livello di addome, fianchi e glutei. Inoltre, la densità ossea, che fisiologicamente diminuisce nel corso della vita, tende a diminuire ancor più velocemente favorendo così la fragilità ossea. Per ridurre al minimo tutti questi effetti l’alimentazione e lo stile di vita giocano un ruolo primario.

 

L’importanza della dieta mediterranea

Un esempio di alimentazione corretta ed equilibrata è rappresentato dalla dieta mediterranea, che oltre a essere gustosa e apprezzata in tutto il mondo, è ideale anche nel particolare periodo della menopausa.

Questa dieta si basa sulla prevalenza di alimenti di origine vegetale come legumi, frutta, verdura, pasta, pane, riso, farro, orzo, olio extravergine d’oliva.

Prevede anche alimenti proteici di origine animale come il pesce, le carni bianche e le uova, che devono essere alternati a quelli di origine vegetale (legumi) e consumati in giusta quantità.

Vediamo, ora, qualche consiglio utile per ritrovare e mantenere delle corrette abitudini alimentari.

  • Evitare la monotonia, non saltare i pasti e mangiare a orari regolari: è importante variare sempre la scelta degli alimenti e consumare frutta e verdura di stagione, usando la fantasia nella preparazione delle pietanze.

Anche gli orari dei pasti sono molto importanti e vanno rispettati, non bisogna mai saltare i pasti, soprattutto la prima colazione, che ci regala l’energia per affrontare la giornata. Tutto questo perché in questo modo il metabolismo viene stimolato, non la fame, la varietà delle pietanze non annoia, ed è più facile perdere peso se in eccesso, o mantenere il peso forma.

  • I fitoestrogeni, gli ormoni femminili nel piatto: questi sono delle particolari sostanze che possiedono un’azione ormonale simile a quella degli estrogeni femminili, e aiutano quindi a combattere i disturbi della menopausa. Alcuni tipi di alimenti che contengono fitoestrogeni sono: legumi (fagioli, ceci, lenticchie, piselli), sedano, salvia, mandorle, noci, semi di lino, la soia (ad esempio gelato, polpette e germogli di soia, tofu).
  • No agli eccessi di proteine di origine animale: un eccesso di questi alimenti, che sono anche ricchi di grassi, potrebbe determinare un aumento del colesterolo e anche un aumento di peso. Assumendo dosi elevate di latte e formaggi, oltre che carne e salumi, ad esempio, si va più facilmente incontro all’osteoporosi, perché elimina una maggiore quantità di calcio con le urine.

Ci sono altri tipi di alimenti che possono fornirci un giusto apporto di calcio, come:

–          Legumi

–          Mandorle

–          Sesamo

–          Cereali integrali

–          Broccoli

–          Cavoli

–          Le alghe della cucina macrobiotica

–          Tutte le verdure che, oltre al calcio, contengono alcune vitamine come quelle del gruppo B e K, che favoriscono la produzione di sostanze indispensabili per la salute dell’osso.

  • Non dimentichiamo l’importanza dell’acqua: l’acqua è un elemento necessario e insostituibile per tutte le funzioni del nostro organismo, e rappresenta un’ottima fonte di calcio: un litro può arrivare a contenere fino a 300 mg di calcio, cioè circa un terzo del fabbisogno giornaliero di un soggetto adulto in buona salute.
    In menopausa, per aiutare le nostre ossa, sceglieremo un’acqua ad alto contenuto di calcio e bicarbonato con basso contenuto di sodio.

 

Parola d’ordine: movimento

Il movimento è già di per sé indispensabile per la donna a tutte le età. Numerosi studi hanno inoltre messo in evidenza che un’attività fisica di lieve e media intensità in menopausa è utile per prevenire e combattere i disturbi e le malattie che possono insorgere in questa fase della vita di una donna.

Quando arriva la menopausa, infatti, c’è la tendenza a ingrassare a causa del rallentamento del metabolismo e della ritenzione idrica causati dalla riduzione degli estrogeni, ma si verifica anche perché a volte la donna mangia di più e in modo disordinato, per motivi psicologici legati al malumore.

In questo caso, gli sport e gli esercizi aerobici ci aiutano molto, in quanto consente di bruciare grassi e il mantenimento del peso forma. Le attività maggiormente consigliate sono:

–          Marcia

–          Corsa

–          Bicicletta

–          Nuoto

–          Sci di fondo

 

Insomma, anche in questo caso, la soluzione migliore è condurre un buon stile di vita. Cominciamo allora a seguire una sana alimentazione e a praticare un po’ di esercizio fisico, da sempre preziosi alleati per la nostra salute!

 

Se hai voglia di condividere con noi le tue esperienze o regalarci qualche suggerimento, ti aspettiamo anche sulla nostra pagina Facebook!

Concentrazione

Trucchi e consigli per mantenere la concentrazione

Concentrazione

Riuscire a mantenere il giusto livello di concentrazione è un requisito fondamentale per svolgere qualsiasi attività, in ambito lavorativo, ma non solo. Pensate ad uno studente che deve preparare un esame, o ad uno sportivo in procinto di compiere il proprio esercizio: anche in questi ambiti, come in quello lavorativo, per ottimizzare i tempi e massimizzare i risultati è necessario essere ben focalizzati su ciò che si sta facendo.

Purtroppo, però, le mille preoccupazioni quotidiane, la stanchezza fisica e mentale e altre problematiche simili possono influire negativamente sulla nostra capacità di concentrazione. Per questo abbiamo deciso di darvi una mano, con i nostri consigli in merito.

 

Suggerimenti pratici

Partiamo con alcuni accorgimenti che riguardano aspetti maggiormente “pratici”. Sebbene all’apparenza possano sembrare banali o scontati, spesso sono proprio questi a fare la differenza.

1. Trovare l’ambiente giusto.

Quando dobbiamo concentrarci, è fondamentale che l’ambiente che ci circonda sia adeguato a tale scopo, quindi che sia allo stesso tempo confortevole, accogliente e privo di fonti di distrazione. Queste condizioni non sempre (o meglio quasi mai) si ritrovano nella nostra realtà, sta quindi a noi cercare di ricrearle. Ascoltare musica rilassante con delle cuffie insonorizzate, abbassare la suoneria del cellulare, spegnere la televisione sono solo alcuni dei mille modi per creare il giusto ambiente.

2. Evitare le interruzioni.

Interrompere un lavoro o una sessione di studio improvvisamente è molto controproducente. Secondo alcuni studi per ritrovare la giusta concentrazione un soggetto medio impiega dai 10 ai 15 minuti, motivo per il quale sarebbe meglio evitare di fermarsi nel bel mezzo di un’attività importante.

A volte, però, non interrompersi è impossibile, ad esempio per necessità fisiologiche, oppure se un nostro superiore richiede urgentemente la nostra presenza. In questi casi, un accorgimento molto utile è quello di descrivere su un block notes l’attività che stiamo svolgendo, registrando passo dopo passo i nostri progressi: così, una volta tornati al nostro lavoro, potremo riprendere esattamente dal punto in cui l’avevamo lasciato.

3. Mantenersi in forma.

Concentrazione e stanchezza non vanno assolutamente d’accordo. Per limitare al massimo la sensazione di stanchezza è importantissimo mantenersi in buona forma, in primis con una costante attività fisica, ma anche migliorando la quantità e la qualità del sonno. Dormire il giusto numero di ore, e nella maniera più “riposante” possibile, è fondamentale!

 

Come allenare la concentrazione

Anche la capacità di trovare e mantenere la giusta concentrazione può essere allenata. A tal proposito, vi proponiamo 4 ottimi esercizi:

  1. Memoria visiva: osservare per qualche minuto un’immagine ricca di dettagli; successivamente, provare a ricreare l’immagine, oppure ad elencare il maggior numero di dettagli possibile. Questo allenamento per la parte visiva della memoria permette di migliorare anche la concentrazione.
  2. Spelling al contrario: esercizio semplice e divertente, molto adatto per i bambini, consiste nel ripetere lettere che formano una parola al contrario, partendo dall’ultima e arrivando alla prima.
  3. Tecnica del pomodoro: più che di una tecnica di allenamento, si tratta di una tecnica di time management (gestione del tempo) che può essere molto utile per “imparare” a lavorare o studiare in maniera più proficua. Funziona così: prima di iniziare un’attività, impostare un timer tipo quelli da cucina (il classico è a forma di pomodoro, da qui il nome della tecnica) a 25 minuti, lavorare fino allo scadere del tempo, dopo di che fare una pausa di 5 minuti; poi ricominciare, inserendo una pausa più lunga (15/20 min) ogni 4 periodi.
  4. Tecnica del mancino: utile per migliorare la propria forza di volontà e combattere le distrazioni; consiste nel cambiare la propria routine quotidiana, compiendo azioni che non facciamo abitualmente (ad esempio lavandoci i denti con la mano sinistra se siamo destri, oppure rifacendo il letto se di solito non lo facciamo). Questi gesti non saranno fatti “per abitudine”, ma saranno frutto di una nostra scelta, di una volontà imposta da noi.

 

E l’alimentazione?

La domanda che sorge adesso è questa: esistono dei cibi che aiutano a migliorare la concentrazione? La risposta è ovviamente sì, ne esistono diversi. Di seguito elencheremo i più importanti, che sarebbe meglio inserire nella propria alimentazione:

  • Frutta secca, in particolare noci e mandorle. Contiene molti acidi grassi essenziali, che favoriscono il buon funzionamento del cervello e della memoria; è consigliata soprattutto la mattina.
  • Tè verde. Contrasta la stanchezza e mantiene il nostro corpo vigile e sveglio, senza appesantire troppo, dato il basso contenuto calorico. Un’ottima variante è la tisana rosmarino e salvia, che dona energia e buonumore.
  • Avena. Come tutti i cereali integrali è un supporto preziosissimo per il suo alto contenuto di fibre; in più è ricchissima di vitamine, specialmente di timina (B1) che è utile per il sistema nervoso: per questo l’avena è indicata per chi soffre di ansia, stress o insonnia.
  • Ginseng e Guaranà. Queste due piante provenienti da luoghi così distanti (rispettivamente dall’Asia orientale e dall’Amazzonia) hanno in realtà proprietà simili: aiutano la concentrazione e contrastano la sensazione di affaticamento.
  • Cioccolato fondente. Una piccola quantità apporta al nostro organismo una buona quantità di zuccheri, indispensabili per concentrarsi.
  • Salmone. Contiene vitamina B e grassi sani (i famosi Omega-3), entrambi utili per lo sviluppo del sistema nervoso e per l’effetto antiossidante.
  • Avocado. Anche questo frutto è ricco di Omega-3 e antiossidanti, e favorisce uno stato di benessere generale.
  • Mirtilli. Contengono vitamina C, ferro, calcio, fibre e potassio, a fronte di un basso contenuto calorico. In particolare, la buona concentrazione di potassio rende questo frutto un toccasana per la memoria, tanto che viene consigliato per prevenire malattie degenerative come il morbo di Parkinson.
  • Acqua. Sembra una sciocchezza, o un ovvietà, ma le nostre cellule celebrali devono essere ben idratate per funzionare al meglio. Un litro al giorno è la dose minima, l’ideale sarebbe 2 litri.

 

Questi sono i nostri consigli. Come avete visto, anche in questo caso il raggiungimento della situazione di benessere passa per ciò che mangiamo.

Se avete bisogno di qualche chiarimento, o volete chiederci qualcosa, siamo a vostra disposizione, anche sulla nostra pagina Facebook!

La Vitamina E aiuta a ringiovanire

La vitamina E: dove si trova e a cosa serve

L’inverno è il periodo migliore per sfruttare le potenzialità della Vitamina E: ringiovanisce le cellule del cervello e regala forza alla memoria e ai muscoli. Oggi vediamo nello specifico quali sono i benefici che apporta e in quali alimenti possiamo trovarla.

 

Proprietà e i benefici

Il passaggio ai mesi freddi è forse il più delicato di tutto l’anno. Meno luce, diminuzione della temperatura e aumento dell’umidità portano a un calo delle energie nel nostro organismo, che tende a subire più facilmente le tossine e i batteri dell’ambiente esterno.

Cosa fare? Un valido aiuto ci viene dagli alimenti che contengono Vitamina E.

Mai come in questo momento abbiamo bisogno di questa preziosa sostanza, una tra gli antiossidanti più potenti che rallenta l’invecchiamento delle cellule e protegge le loro membrane.

Ecco qualcuna tra le sue innumerevoli proprietà.

  • È fondamentale nella produzione di energia, aumenta la potenza muscolare, la forza fisica e la resistenza alla fatica.
  • La sua azione migliora la lucidità mentale, la concentrazione e la memoria.
  • Ha un’efficace azione antidiabete e anticancro.
  • Rinforza la salute degli occhi.
  • È importantissima per la salute e la bellezza della pelle: la idrata, ha proprietà antinfiammatorie, la protegge dai danni del sole e riduce le cicatrici.
  • Accresce la formazione ossea e riduce la gravità dell’artrite infiammatoria negli anziani.

Insomma, la Vitamina E è davvero un grande ricostituente.

 

In quali alimenti è contenuta

Vi proponiamo una lista in cui riportiamo gli alimenti che hanno una maggiore concentrazione di vitamina E, da assumere nella giusta dose giornaliera di 20 mg.

  • I semi di girasole: ottimi a merenda o durante tutto l’arco della giornata. Possono anche essere usati per guarnire insalate o zuppe.
  • La paprika o il peperoncino rosso in polvere: vi sarà utile sapere che, se aggiungete un po’ di questi alimenti, potete ottenere la dose di vitamina E che vi occorre.
  • Le mandorle: hanno moltissime proprietà e sono ottime come spuntino. In alternativa potete anche impiegare il latte di mandorla, che trovate in qualsiasi supermercato.
  • I pinoli: vengono generalmente utilizzati per preparare il pesto, ma dovete anche sapere che sono ottimi da soli aggiunti a una macedonia di frutta o alla vostra insalata di stagione.
  • Le arachidi: sono perfette per fare uno spuntino salato o tritate, per guarnire qualsiasi sostanza.
  • Basilico e origano: si sposano con qualsiasi sugo da impiegare su pasta e pizza, ma forse non tutti sanno che sono ottimi per insaporire insalate di pomodori e panini. Altre piante ad alto contenuto di Vitamina E sono salvia, timo, prezzemolo e cumino.
  • Le albicocche secche: oltre a essere mangiate a colazione o merenda, possono anche essere aggiunte a una macedonia. Non fatele mai mancare in casa!
  • Le olive verdi: sono molto usate soprattutto nella nostra cucina mediterranea. Vi consigliamo di aggiungerle nel sugo della pasta, nelle insalate o da sole con pane abbrustolito.
  • Gli spinaci cotti: sono ottimi stufati, perché non perdono le loro caratteristiche nutritive principali e si possono anche impiegare in numerose ricette in cucina o come contorno da affiancare a un bel secondo.

Altri alimenti ricchi di Vitamina E sono: olio di germe di grano, nocciole, olio di semi di lino, mais e olio di canola, broccoli, olio di soia, pistacchi, peperoni, kiwi, mango, pomodoro, asparagi.

Inoltre, è bene tenere a mente che la cottura, i processi di congelazione e la raffinazione riducono il contenuto di Vitamina E nei cibi, così come l’esposizione alla luce e all’aria.

 

Possibili controindicazioni

Integrare dosi troppo alte di Vitamina E può anche essere causa di alcuni rischi, come l’inibizione della coagulazione del sangue e l’aumento del rischio di emorragie. Perciò non abusate di noci, semi e oli derivati. Soprattutto se avete problemi di massa corporea, poiché sono cibi ipercalorici.

Inoltre, sebbene sia vitale per il corpo, non significa che possa essere consumata in dosi esagerate con gli integratori. Spesso sono prescritti per risolvere una carenza, a assumerne più del necessario può causare alcuni effetti collaterali. E ricordate: è indispensabile chiedere sempre un consulto al proprio medico o erborista di fiducia di fiducia.

 

Per qualsiasi ulteriore chiarimento, i nostri esperti nutrizionisti sono sempre a vostra completa disposizione. Non esitate a contattarli!

Come proteggere il nostro corpo in Inverno

Freddo: il Nemico di Mani e Piedi

freddo_mani_piedi Curare e proteggere la pelle in inverno è indispensabile per mantenerla bella e giovane, perché il freddo – specialmente se secco – è un grande nemico della nostra cute. Bisogna prestare attenzione soprattutto a quelle parti del corpo estremamente delicate come mani e piedi,che possono risultare disidratate e screpolate. Vediamo come prendercene cura al meglio.

Rimedi e strategie per proteggere la pelle

Il clima pungente di questi mesi è la causa principale del rallentamento delle attività delle pelle, in quanto questa deve trattenere il calore del corpo. Per non parlare dello smog, le cui polveri – soprattutto in città – la rendono non solo più sensibile e irritabile, ma ne ostacolano anche la rigenerazione. Inoltre, i lavaggi troppo frequenti possono avere l’effetto di seccare la cute, oltre che il vento e le esposizioni prolungate all’aria condizionata. Riserviamoci qualche ritaglio di tempo per coccolate la nostra pelle. Ecco una lista di validi suggerimenti che possiamo seguire per proteggerci dal gelo. Per le nostre mani:

  • Quando fa molto freddo, sarebbe bene lavarsi le mani con un sapone non aggressivo.
  • Scegliere una crema emolliente. Le più indicate sono quelle a base di avocado, burro di karité e cocco se la pelle è particolarmente secca.
  • Prima di andare a dormire, regalarsi un trattamento speciale: un bel massaggio con olio di mandorle oppure olio di jojoba.
  • In casa usare guanti di gomma sia per lavare i piatti, sia se è necessario tenere le mani in acqua per qualunque altra ragione.

Per i nostri piedi:

  • Alla sera, effettuare sempre una buona detersione e cura del piede preferendo l’utilizzo di strumenti delicati, come la pietra pomice.
  • È fondamentale l’utilizzo di detergenti naturali e l’applicazione di creme emollienti specifiche.
  • Effettuiamo, dopo ogni pediluvio, un buon massaggio, utile per l’assorbimento della sostanza idratante applicata e per il miglioramento della circolazione.
  • Due volte a settimana, possiamo un bell’impacco idratante sui nostri talloni, a base di burro di karité, olio di mandorle e di oliva, che va tenuto ad agire per almeno venti minuti. In questo modo si andrà a idratare in profondità e ad alleviare punti duri.

 

Qualche consiglio in più

La regola d’oro per affrontare questo periodo, in cui le condizioni atmosferiche sembrano spegnere la vitalità, è quella di prestare attenzione ai segnali che ci invia il nostro corpo. Quando notiamo che la pelle è secca e disidratata, dobbiamo sapere che necessita di trattamenti ad hoc che riescano a ristrutturarla. Ma esistono anche una serie di ulteriori accorgimenti che possiamo seguire per prevenire e attenuare i fastidi che questa stagione così aspra regala alla nostra cute. Elenchiamone qualcuno.

  • Eliminare il fumo, che provoca la chiusura dei vasi capillari.
  • Proteggere dal freddo le parti esposte specialmente quando la temperatura è inferiore ai cinque gradi e non dimenticare di coprirci con guanti, calze e scarpe sufficientemente caldi.
  • Evitare il più possibile di lasciare mani e piedi bagnati o umidi.
  • Evitare di mettere le mani fredde su fonti di calore intenso, in quanto si rischierebbe solo di peggiorare la situazione per via dello sbalzo termico.
  • Svolgere un’attività fisica ha un’importante azione preventiva poiché svolge un effetto benefico sul circolo venoso.
  • Applicare creme emollienti e nutrienti massaggiando alcuni minuti due o anche tre volte al giorno.

 

Anche l’alimentazione fa la sua parte!

Un ulteriore valido aiuto che ci viene incontro nella cura della pelle per mantenerla in salute è l’alimentazione. Nella stagione fredda abbiamo infatti bisogno di fare il pieno di vitamine e antiossidanti. Via libera allora a frutta e verdura di stagione: dagli agrumi alla melagrana, dalla cicoria ai broccoli, senza dimenticare la cipolla per la sua grande azione depurativa e disintossicante. Inoltre, da ricordare che le proteine che provengono da legumi, pesce azzurro e carni bianche sono sempre da preferire. Cercate, invece, di evitare zuccheri e carboidrati raffinati che intossicano la pelle.   Conoscevate questi rimedi? Se desiderate suggerircene altri potete farlo anche tramite la nostra pagina Facebook!

Tutti i vantaggi per chi pratica Yoga

I benefici dello Yoga

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Lo yoga è una delle discipline che di giorno in giorno guadagna sempre più popolarità perché la sua pratica apporta numerosi benefici. Scopriamoli assieme.

 

Lo Yoga come cura

Per conoscere la vera essenza dello yoga, partiamo dal significato della parola stessa. Nella lingua originale significa “unione”, un’unione che si riferisce alla connessione tra corpo, mente e spirito. È infatti fondamentale prendere coscienza del fatto che emozioni e pensieri hanno delle ripercussioni sul nostro corpo e l’efficacia dello yoga è profondamente connessa all’idea di unire le diverse parti che ci compongono.

Ognuno trova dei benefici diversi dalla pratica di questa attività, ma tutti trovano comunque una grande serenità proprio perché lo yoga agisce su tutti i livelli dell’essere umano: fisico, energetico, emotivo e spirituale. In molti considerano lo yoga come metodo terapeutico in grado di prevenire e curare molte patologie, poiché le posizioni che si assumono mettono in gioco ogni più piccolo angolo del corpo umano e portano ossigeno a tutte le cellule. Avviene dunque uno sviluppo armonico di tutti i muscoli del corpo, organi, nervi e ossa. Inoltre, non essendoci movimenti rapidi, non c’è nessuno spreco di energia.

 

Impariamo a respirare

Particolare attenzione è necessario prestarla alla respirazione, poiché questa è strettamente associata allo yoga, tanto che difficilmente si possono separare le due cose.

Purtroppo l’uomo moderno ha disimparato a respirare in maniera corretta. Probabilmente, anche a causa dell’aria inquinata, si è soliti riempire i polmoni solo in piccola parte. Mentre nella respirazione Yoga si cerca di riempire completamente di aria i polmoni, partendo dal basso ventre per arrivare alla parte superiore del torace, un po’ come si farebbe con un sacco. Tutto questo avviene lentamente, con naturalezza e cercando sempre di seguire il flusso naturale del respiro.

La respirazione è dunque l’elemento fondamentale perché costituisce la base di ogni posizione e movimento, oltre che essere il ponte per arrivare alle emozioni. In questo modo è fondamentale imparare a sincronizzare le posture con la respirazione.

Ora, riportiamo un semplice esercizio contro lo stress, chiamato Ujjayi (il respiro vittorioso), molto efficace per imparare la respirazione corretta. Per eseguirlo, vi basterà un tappetino e una stanza tranquilla. Cominciamo.

  1. Sedersi in posizione meditativa.
  2. Mantenere gli occhi chiusi.
  3. Portare l’attenzione alle narici e alla respirazione lenta e profonda.
  4. Chiudere parzialmente la glottide abbassando leggermente il mento verso lo sterno.
  5. Inspirare lentamente concentrandosi sul suono “SA” prodotto dall’aria che passa dalla trachea.
  6. Espirando osservare il suono “HAM”.
  7. Mantenere la concentrazione sul suono prodotto.
  8. Ripetere dai 10 ai 20 respiri.

 

Ritroviamo il benessere psico-fisico

Lo yoga può essere praticato a tutte le età e i vantaggi che ne derivano sono sempre più riconosciuti. Vediamone alcuni.

  • Migliora le prestazioni sportive: lo yoga è ritenuto in grado di accrescere la flessibilità e la mobilità del nostro corpo. In questo modo diventa una disciplina adatta anche per contribuire all’allenamento di coloro che praticano sport a livello agonistico.
  • Concilia il sonno: comprende infatti l’esecuzione di particolari esercizi di rilassamento che consentono all’organismo di avvicinarsi con più serenità al momento del riposo.
  • Disintossica l’organismo: gli esercizi svolti “massaggiano” gli organi interni attraverso il respiro e a migliorare la circolazione sanguigna dell’organismo.
  • Rallenta l’invecchiamento: in generale,praticare un esercizio fisico regolare per tutta la vita ci aiuta a mantenerci più giovani e a invecchiare meglio. Le posizioni dello yoga meno complesse possono essere praticate lungo tutto il corso della vita.
  • Sconfigge il mal di schiena: sessioni costanti di yoga per chi soffre di mal di schiena possono rivelarsi un vero e proprio toccasana, in grado di prevenire la comparsa dei dolori e di ridurre la necessità di assumere medicinali. Inoltre, numerosi esercizi di yoga aiutano a migliorare l’elasticità della colonna vertebrale e quindi a rilassarci dalle tensioni.
  • Migliora la concentrazione: Praticare alcune posizioni dello yoga in maniera corretta, in particolare quelle che richiedono equilibrio, fanno sì che la mente impari a concentrarsi più facilmente, e a non lasciarsi distrarre per mantenere la posizione. Questo processo si rivelerà efficace anche nello svolgimento delle attività quotidiane.

 

Per concludere, possiamo dire che lo yoga è allo stesso tempo scienza e terapia; una cultura che conduce l’individuo ad uno stato di benessere, salute psico-fisica ed entusiasmo per affrontare la vita quotidiana.

Perché non provare?

 

 

Cellulite Addominale: cause e rimedi

Obiettivo pancia piatta: come Eliminare la Cellulite Addominale

pancia_piatta

Oggi parliamo della cellulite addominale. Scopriamone le cause, come si può prevenire e quali sono i rimedi naturali più efficaci.

 

Cause principali

Innanzitutto, elenchiamo le principali cause che portano alla comparsa della cellulite. Questo proprio perché quando si cerca di rimediare a un fastidio, comprendere da cosa deriva ci porta già a metà dell’opera. Vediamo allora da cosa può nascere questo inestetismo.

  • Alimentazione scorretta: una dieta squilibrata, ricca di grassi e condimenti è all’origine di fenomeni di ritenzione idrica e ristagno di liquidi, dovuta alla mancanza di elasticità dei vasi sanguigni.
  • Disfunzioni di tipo ormonale: l’eccessiva attività degli estrogeni può causare ritenzione idrica.
  • Abitudini posturali: scarpe inadatte, abiti troppo stretti e tutto ciò che altera la postura e ostacola la circolazione sanguigna.
  • Fattori ereditari: all’origine della cellulite esiste anche una predisposizione genetica legata a fattori come una maggiore attività ormonale, fragilità capillare e una cattiva circolazione.

A questo punto, una volta riconosciute le cause, va anche sfatata la correlazione tra cellulite e i problemi di peso e grasso corporeo: non è infatti necessario essere grassi per essere soggetti a questo fastidio; persone magre possono infatti soffrire di ritenzione idrica.

 

Rimedi e cure più efficaci: partiamo dall’alimentazione

La cellulite è normalmente riconosciuta come un fastidio legate a gambe e glutei, ma, in realtà, questo inestetismo può colpire anche la pancia. I rimedi sono generalmente gli stessi, con la differenza che possiamo compiere un’azione più mirata al punto critico.

Prima tra tutte le soluzioni troviamo indubbiamente l’alimentazione. Una dieta sana ed equilibrata è sicuramente il principio per ottenere buoni risultati.

La dieta più efficace contro la cellulite prevede alimenti proteici a basso contenuto calorico, come carni bianche. Sono inoltre consigliate le verdure cotte al vapore, come carciofi, cicoria e tarassaco, alimenti dagli effetti drenanti e disintossicanti. Non possono mancare neanche agrumi, mirtilli, ananas e peperoni. Sono caldamente consigliati anche cocomero, ciliegie, fragole e cetrioli perché ricci di acqua e ottimi antiossidanti.

Tra i cibi da eliminare, troviamo invece quelli raffinati, ovvero lo zucchero bianco e tutti gli alimenti che lo contengono e le farine bianche. Questi possono essere tranquillamente sostituiti con equivalenti integrali e il miele. Ad esempio, avena, segale e orzo biologici depurano il tratto digerente e hanno un ottimo effetto sgonfiante. I cereali grezzi sono perfetti a colazione o nelle zuppe.

Inoltre, prima dei pasti, una bella porzione di verdura ha un’azione rinfrescante, digestiva e remineralizzante.

Come spuntino o merenda possiamo preparare un bel centrifugato con tanta frutta e anche verdura. Per gli accostamenti possiamo sbizzarrirci con la fantasia!

Per un’azione drenante e sgonfiante alla sera, prima di andare a letto, è molto indicata una tisana a base di anice o melissa.

Si consiglia, infine, di bere tanta acqua, preferibilmente povera di sodio, e di eliminare invece caffè e alcool.

 

Il nostro programma fitness

Per combattere i fastidiosi cuscinetti sulla pancia, bisognerebbe associare all’alimentazione sana anche l’attività fisica. Questa, infatti, ha un effetto tonificante sui muscoli e, stirando la pelle, ne attenua gli inestetismi, soprattutto se si privilegiano le zone colpite da cellulite.

Tra gli sport più consigliati, troviamo sicuramente nuoto, jogging e acquagym, i quali migliorano la funzionalità dell’apparato cardiocircolatorio e regolarizzano la circolazione.

Ma, se non avete tempo di andare in palestra, vi proponiamo un semplice allenamento che potrete praticare anche a casa. Ora non ci sono più scuse!

Innanzitutto, procediamo a riscaldare il corpo con una bella camminata o magari qualche salto alla corda.

E ora, partiamo!

Ecco una prima serie di addominali.

  • Posizionarsi con le gambe divaricate all’altezza delle spalle
  • Flettere leggermente le ginocchia
  • Tenere glutei e addominali contratti, bacino immobile
  • Alzare le braccia all’altezza delle spalle
  • Flettere le braccia, portando le mani vicino ai muscoli pettorali
  • Girare il busto a destra e poi a sinistra, facendo attenzione a non muovere i fianchi
  • Fare tre serie da venti ripetizioni

Passiamo ora a quelli obliqui.

  • Continuare la sessione di allenamento con le flessioni laterali del busto
  • Partire dalla posizione di partenza, ovvero con le gambe divaricate all’altezza delle spalle
  • Sollevare le braccia al di sopra della testa
  • Flettere il busto lateralmente, facendo attenzione a non girare le spalle
  • Fare venti flessioni per lato, due volte

Non ci sono dubbi: il miglior modo per evitare la cellulite addominale, è uno stile di vita corretto all’insegna dell’attività fisica e di un’alimentazione sana ed equilibrata.

Per ulteriori chiarimenti i nostri nutrizionisti sono sempre a vostra disposizione.