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Risotto alle rape rosse - Ricetta 3EMME

Risotto alle rape rosse – Ricetta 3EMME

Abbiamo già parlato delle numerose proprietà benefiche della rapa o barbabietola rossa. Oggi è il momento di applicare la teoria con una ricetta molto semplice da preparare, saziante e piena di minerali e vitamine: il risotto alle rape rosse. Ti proproniamo la tradizionale ricetta italiana di questo primo piatto, reinterpretata allo stile Metodo 3EMME. Pronto? Mani ai fornelli!

Ingredienti per 4 persone

300 gr di riso Carnaroli

2 rape rosse cotte

La parte bianca di due porri grandi

Olio extravergine di oliva

Mezzo bicchiere di vino bianco

Acqua calda salata

4 cucchiai di parmigiano grattugiato poco burro

Come preparare il risotto alle rape rosse

  1. Comincia frullando le rape rosse e lasciandole in frigo per almeno un’ora.  Durante l’oretta di riposo mescola di tanto in tanto le rape.
  2. Taglia a rondelle fini il porro e fallo appassire a fiamma medio-bassa con dell’olio extra vergine di oliva.
  3. Aggiungi il vino e continua a far disfare i porri per almeno 10-15 minuti. Versa quindi il riso e fallo tostare bene. Coprilo con acqua calda salata e girare delicatamente. Fai cuocere al dente il riso.
  4. Togli dal fuoco e unisci prima il burro e poi il parmigiano. Servi il riso nel piatto e decoralo con pezzetti di rape frullate ancora fredde.

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Valore ORAC (per 100 g) = 940

Rape rosse          450

Porri                   490

* La Oxygen Radical Absorbance Capacity (ORAC), letteralmente “Capacità di Assorbimento dei Radicali dell’Ossigeno“, è l’attuale standard industriale per stimare la forza di un antiossidante.

Alga Klamath: componenti e proprietà nutri-terapeutiche

Alga Klamath: componenti e proprietà nutri-terapeutiche

L’ alga Klamath prende il suo nome dal lago in cui si è sviluppata in Oregon, nel Nord degli Stati Uniti,  un lago incontaminato ricco di sostanze nutritive di origine vulcanica con acque alcaline (pH 9-11). Il suo nome scientifico è Aphanizomenon Flos Aquae (AFA). Appartiene al Phylum dei cianobatteri ovvero dei procarioti.

Rispetto alle alghe più diffuse presenta iodio solamente in tracce: circa un microgrammo in 2 grammi (dose media consigliata) di Klamath, quindi in quantità paragonabili a quelle di alimenti d’uso comune. Le alghe verdi, rosse o quelle brune sono invece le comuni alghe marine, ricche di iodio e  utilizzate nell’industria alimentare e farmaceutica. Esse appartengono agli eucarioti.

Le componenti attive dell’alga Klamath

Le componenti attive dell’alga Klamath sono minerali ed oligoelementi, vitamine, antiossidanti: carotenoidi e glutatione, acidi grassi essenziali, amminoacidi e il 70 % di proteine complete. La caratteristica assoluta sta nella proporzione dei suoi 8 amminoacidi essenziali, praticamente identica a quella ritenuta ottimale per il corpo umano.

Le proteine dell’ alga Klamath sono assimilabili dal nostro organismo al 73% contro il 37% e il 20% rispettivamente di spirulina e clorella, e solo il 18% delle carni rosse.

Le proprietà nutri-terapeutiche

Le proprietà nutri-terapeutiche della Klamath derivano dai suoi numerosi nutrienti e soprattutto dalla loro cooperazione sinergica:

  • incremento della lucidità mentale e miglioramento dell’umore grazie alla presenza di diversi amminoacidi precursori dei neurotrasmettitori celebrali;
  • effetto tonico ed energizzante per l’organismo dovuto alla presenza di coenzimi e  minerali;
  • bilanciamento del sistema delle proteine nel corpo e miglioramento dell’assorbimento anche di quelle incomplete provenienti da alcuni alimenti a basso valore o scarso coefficiente proteico;
  • aumento delle difese immunitarie, con una azione di tipo immunomodulante piuttosto che immunostimolante;
  • normalizzazione del metabolismo dei grassi con riduzione del colesterolo e trigliceridi;
  • ripristino di una normale permeabilità e funzionalità intestinale;
  • azione antivirale soprattutto contro i virus dell’herpes e dell’epatite;
  • miglioramento della pelle grazie alla elevata biodisponibilità di acidi grassi essenziali, beta-carotene e sali minerali tra cui lo zolfo, il rame e il magnesio.

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L'importanza dei minerali - Metodo 3EMME

Con i sali… in zucca

L’organismo umano necessita di nutrienti indispensabili per il suo corretto funzionamento, per questo definiti come essenziali. Tra questi meritano un’ attenzione particolare i minerali, che rappresentano il 4% del peso corporeo e si possono classificare in base al fabbisogno giornaliero.

Definiremo macroelementi i minerali di cui sono necessarie quantità superiori a 100 mg al giorno come calcio, magnesio, potassio, sodio, cloro, fosforo e zolfo e microelementi (o oligoelementi) i minerali il cui fabbisogno giornaliero è poco significativo, di cui il nostro corpo necessita in quantità infinitesimali tra i quali ferro, rame, zinco, manganese, iodio, cobalto, molibdeno, fluoro, vanadio, selenio e cromo.

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I minerali, che rappresentano il 4% del peso corporeo, sono nutrienti indispensabili per il corretto funzionamento del corpo umano.

La loro importanza è relativa alle numerosissime funzioni che sono tenuti a svolgere all’interno dell’organismo, partecipando alla formazione delle strutture cellulari e tissutali, contribuendo alla formazione di molecole enzimatiche, svolgendo una funzione fondamentale negli scambi cellulari di tipo osmotico, regolando l’eccitabilità nervosa e muscolare, il volume sanguigno e il metabolismo dell’acqua.

Essendo i minerali indispensabili per l’organismo, ma non essendo quest’ultimo in grado di sintetizzarli, questi nutrienti devono essere assunti con gli alimenti e devono essere in equilibrio quantitativo, in quanto un loro eccesso o carenza è causa di numerose malattie organiche. (1)

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Dove trovarli?

Cibi ad elevato contenuto di fibre, frutta e verdura. Recentemente lo studio condotto da Moyib OK e collaboratori (2) ha dimostrato come le noci ad esempio, sia crude che cotte, siano un ottimo nutriente in quanto oltre ad essere ricche di grassi insaturi (mono e polinsaturi, con relativo ruolo di protezione da malattie cardiovascolari), proteine e vitamine ( con importante ruolo antiossidante), contengano un elevato contenuto di minerali quali fosforo, calcio e magnesio (importante minerale implicato nella regolazione della pressione sanguigna) e bassi livelli di sodio e potassio vantaggiosi in condizioni ipertensive.

Come diceva Ippocrate : “ Fa che il Cibo sia la tua Medicina e che la Medicina sia il tuo Cibo”.

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3EMMEr Dott.ssa Laura Ferri, Biologo Nutrizionista

 

(1) Il TAO dell’alimentazione, Dott. Mauro Mario Mariani

(2) Potentials of raw and cooked walnuts (Tetracapidium conophorum) as sources of valuable nutrients for good health. Moyib OK, Falegbe O, Moyib FR. Afr J Med Med Sci;