Articoli

L’importanza dell’Attività Fisica nella Crescita del Bambino

sport_bambini

L’attività sportiva è un elemento fondamentale affinché i bambini crescano sani e forti. Fare movimento, infatti, non solo apporta benefici all’organismo contribuendo a uno sviluppo armonico dei muscoli e dello scheletro, ma favorisce anche un corretto funzionamento del metabolismo.

Oggi vediamo come introdurre i nostri figli al mondo dello sport e delle sane abitudini.

 

Il movimento fa bene, e non solo al fisico

Lo sport va praticato regolarmente e associato a una vita sana ed equilibrata. È un eccezionale strumento di prevenzione sia delle malattie organiche e malconformazioni, sia dei disagi del bambino a livello emotivo, dovuti a uno stile di vita scorretto e non sufficientemente stimolante.

Vediamo quali sono i principali benefici che apporta l’attività fisica.

  • Irrobustisce il fisico e ne previene le malattie
  • Sviluppa e aiuta a mantenere sano l’apparato osseo
  • Aiuta a controllare il peso corporeo
  • Aiuta a ridurre il grasso e la pressione sanguigna
  • Riduce lo stress, l’ansia, la depressione e la sensazione di solitudine
  • Prepara i bambini all’apprendimento futuro
  • Migliora il rendimento scolastico
  • Aiuta a controllare vari rischi comportamentali, le abitudini alimentari scorrette, il ricorso alla violenza

Il movimento è dunque importante ai fini del corretto sviluppo psico-fisico, in quanto garantisce un fisiologico accrescimento e dona ai bambini molti benefici che conserveranno anche in età adulta.

Infatti, oltre alla sfera puramente fisica, l’attività motoria ha un ruolo determinante in termini psicologici, educativi e sociali. 

Attraverso lo sport, il divertimento e il gioco, i bambini e gli adolescenti imparano alcuni dei valori più importanti della vita, quali: amicizia, solidarietà, lealtà, lavoro di squadra, autodisciplina, autostima, fiducia in sé e negli altri, rispetto degli altri, modestia, comunicazione, leadership, capacità di affrontare i problemi, ma anche interdipendenza. Tutti principi, questi, alla base dello sviluppo.

 

Quale sport scegliere?

I genitori che desiderano per il proprio figlio una determinata attività sportiva possono proporgliela, ma per gli esperti l’ideale sarebbe che i genitori facessero sperimentare al bambino diverse discipline, così da far scegliere lo stesso interessato sulla base delle proprie preferenze, abilità e caratteristiche.

In generale, sarebbe opportuno che il bambino praticasse attività quali atletica leggera, nuoto, ginnastica. Cioè attività complete e che coinvolgono in maniera bilanciata i diversi apparati. Oppure, nel caso di sport “asimmetrici” come la scherma, il tennis, il tiro con l’arco o di attività che sollecitano in modo particolare la schiena (ad esempio la danza e la ginnastica artistica), sarebbe indicata l’associazione con una pratica in grado di “compensare” e ridistribuire l’impegno. 

Teniamo presente che, comunque, è sempre il medico pediatra il migliore alleato nel momento della scelta di un’attività fisica adatta al nostro bambino.

Le discipline sportive collettive sono in genere apprezzate dai bambini dai 7-8 anni in poi in quanto riescono a coniugare con l’impegno atletico, il divertimento e lo spirito di squadra, cioè la collaborazione al fine di conseguire un risultato.

Gli sport individuali (ginnastica, sci, nuoto, ciclismo, canottaggio, scherma, arti marziali) richiedono la capacità di resistere alla fatica, la capacità di concentrazione, il senso di responsabilità.

Ma come possiamo invogliare i nostri figli a fare sport?

Ricordarsi sempre che il buon esempio dei genitori è fondamentale. Nel tempo libero, andate in bicicletta insieme oppure fate delle passeggiate all’aria aperta. Il processo imitativo, tipico dell’età evolutiva, porta i bambini ad osservare ciò che fanno i genitori e a riprodurlo.
Ecco qualche consiglio:

  • Abituate i vostri figli a muoversi fin da piccoli: diventerà per loro uno stile di vita quotidiano e una sana abitudine per crescere bene.
  • Dimostratevi attivi, energici, utilizzate parte della vostra giornata per praticare giochi di movimento o sport insieme a loro.
  • Permettete ai bambini di fare l’attività motoria che più preferiscono: una cosa fatta con piacere aumenta la motivazione, il divertimento e la costanza con cui viene praticata.
  • Fate conoscere loro diversi modi di muoversi, stimolando la loro curiosità e aiutandoli a sfruttare al meglio le tante energie che possiedono in questa fase della vita.
  • Diminuite gli orari dedicati a tv e videogiochi e aumenterete il tempo che i vostri figli dedicheranno al movimento.
  • Non spingeteli troppo verso l’agonismo: il movimento deve essere uno stile di vita quotidiano, deve rappresentare una valvola di sfogo e un’alternativa ai doveri scolastici. È importante non forzare troppo i bambini verso la competizione eccessiva e non riversare su di loro le proprie ambizioni personali.

 

E per quanto riguarda l’alimentazione?

L’alimentazione di un bambino che svolge regolare attività fisica non deve essere diversa da quella degli altri bambini o da quella degli adulti che praticano sport. Semplicemente, va calibrata in base alla disciplina scelta e all’intensità con cui si pratica. Se infatti il bambino svolge un’attività fisica non agonistica, non è necessario aumentare l’apporto di calorie o attuare dei cambiamenti radicali nella dieta. Tutto dipende comunque dallo stile di vita del bambino e dalle abitudini alimentari adottate dall’intera famiglia.

Nei casi in cui il bambino svolga un’attività fisica intensa, che significa almeno un’ora per tre volte a settimana, si potrà sicuramente concedere qualche caloria in più. Molto importante che il bambino beva molto per reidratarsi e recuperare i sali minerali che si tendono a perdere con la sudorazione.
Affinché l’alimentazione non interferisca con il corretto svolgimento dell’attività fisica è inoltre importante anche scegliere l’ora giusta in cui mangiare: meglio tre ore prima di fare sport in modo che l’organismo riesca a iniziare la digestione. Il pasto dovrebbe inoltre essere equilibrato e leggero evitando alimenti ricchi di grassi e di zuccheri.

Mangiare in maniera corretta non è difficile, basta scegliere i cibi in maniera accurata e razionale, leggere attentamente le etichette per sapere bene cosa si mangia e individuare le giuste quantità per compensare al quotidiano bisogno energetico. Evitare infine gli eccessi, di zucchero, di sale, di quantità.

Una regola importantissima per l’alimentazione dei bambini, è quella del “3+2” che prevede, oltre ai tre pasti principali (colazione, pranzo e cena) due mini pasto a metà mattina e metà pomeriggio.

Le regole della corretta alimentazione di un bambino che fa sport, non sono quindi molto diverse da quelle degli adulti. Non si tratta infatti di modificare la composizione della dieta, ma rispettare alcune semplici regole che garantiscono all’organismo in crescita un apporto equilibrato e corretto di tutti i nutrienti. 

 

In conclusione, le buone abitudini richiedono uno stile di vita più dinamico e meno sedentario per crescere in salute nel corpo e nello spirito. Lo sport, associato sempre a un corretto regime alimentare, rappresenta per bambini e ragazzi un elemento sicuro e fondamentale per una buona crescita, emotiva, intellettiva e fisica.

 

Per qualsiasi dubbio, i nostri esperti sono sempre a vostra disposizione. Non esitate a contattarci!

 

 

 

Esercizi per Tonificare le Braccia

esercizi_braccia

Noi donne siamo così preoccupate da gambe, addominali e glutei che spesso dimentichiamo di pensare alla tonicità delle nostre braccia.

Oltre al fattore estetico, c’è poi da considerare il lato funzionale: molte patologie derivate da scorrette posture assunte durante il lavoro, possono provocare spiacevoli dolori, che se trascurati portano a vere patologie.

Vediamo allora come possiamo prenderci cura delle nostre braccia attraverso un allenamento mirato e qualche buona abitudine.

 

Un piano di allenamento semplice ed efficace

Prima di ogni allenamento, è bene ricordare di preparare i muscoli con un po’ di riscaldamento, così da poter dare il massimo e, soprattutto, evitare di farsi male. Bisogna praticare per almeno 10 minuti un’attività fisica che faccia salire la frequenza cardiaca per aumentare sia la temperatura che l’afflusso di sangue all’interno delle fibre muscolari. Ad esempio, basta anche solo camminare a ritmo veloce e far oscillare le braccia con vigore.

Ora siamo pronti per iniziare. Ecco tre esercizi che, se applicati con costanza, nel giro di un mese porteranno subito i primi miglioramenti.

  • Scolpisci i bicipiti

L’obiettivo è quello di rinforzare il bicipite, il muscolo che, dalla spalla, scorre internamente verso il gomito.

Da seduti con le gambe divaricate, afferrate con la destra un manubrio da 1 chilo. Ora piegate in avanti il busto, in modo da appoggiare il gomito alla parte interna della coscia corrispondente, appena sopra il ginocchio. A questo punto distendete il braccio in basso e, mentre inspirate, flettete il gomito e avvicina il pesino alla spalla. Espirando, tornare alla posizione iniziale. Eseguite 10 ripetizioni e poi ripetere con l’altro braccio. Dopo la prima settimana, aumentare a 20 ripetizioni.

Se il bicipite è debole, con questo esercizio si rischia di incarnare la colonna nel tentativo di imprimere una spinta maggiore. È un errore: per evitarlo, contraete gli addominali.

  • Definisci i tricipiti

L’obiettivo è quello di allenare in modo intenso i tricipiti, ma anche parte dei muscoli della schiena e delle spalle.

Seduti, appoggiate le mani sul bordo della sedia e distendete le gambe. Ora, facendo forza sulle braccia, sollevate i glutei dalla sedia e portate il bacino in avanti. Da questa posizione inspirare e, piegando i gomiti scendere il più possibile con il bacino. Espirando, tornare in posizione di partenza.

La prima settimana fermarsi a 10 ripetizioni. Dalla seconda in poi, arrivate a 20.

Con il tempo, potete rendere l’esercizio più intenso con questa piccola variante: appoggiate i piedi su un rialzo, per esempio un cuscino o uno sgabello più basso della sedia. In questo modo aumenterà l’intensità dello sforzo in allenamento.

  • Disegna la schiena

L’obiettivo è quello di sollecitare i tricipiti e rinforzare i dorsali, cioè i muscoli che corrono lungo la colonna vertebrale. Durante l’esercizio, infatti, si muovono le braccia, mentre la schiena deve restare perfettamente ferma.

Seduti a terra, con le gambe incrociate. Afferrate la banda elastica, portate le braccia in alto e tenete i gomiti piegati ad angolo retto e l’elastico un po’ in tensione. Poi inspirate, e nel frattempo avvicinate le scapole e allontanate tra loro le mani, in modo da allungare l’elastico. Inspirate e tornate alla posizione iniziale.

Cominciate con una serie da 8-10 ripetizioni. Poi, dalla seconda settimana, aumentate pure con due serie da 20.

Il segreto per ottenere un sforzo molto efficace? Controllare che la fase di ritorno, quelli in cui vi riportate alla posizione di partenza, sia lenta tanto quanto quella di andata, quando allontanate le braccia e distendete l’elastico.

 

Sport e alimentazione

Per completare il vostro programma d’urto conta anche quello che portate in tavola. È infatti importante mantenere un’alimentazione varia che garantisca un apporto adeguato di tutti i nutrienti indispensabili. Essi sono fondamentali per sviluppare una buona muscolatura e uno scheletro robusto, per avere una forma fisica ottimale e l’energia necessaria per affrontare un’attività fisica. Una dieta corretta, inoltre, fornisce all’organismo le molecole utili per svolgere le funzioni fisiologiche, promuove un incremento della massa muscolare e ottimizza il lavoro fisico.

Inoltre, è bene ricordare che l’assunzione di acqua è fondamentale per chi pratica un’attività fisica. L’apporto idrico deve essere abbondante e distribuito in tutto l’arco della giornata, anche durante l’allenamento. La quantità di acqua che devi assumere dipende dalle perdite dovute alla sudorazione, alle condizioni climatiche, alla durata e all’intensità della prestazione fisica.

Sport e integrazione

Per raggiungere risultati migliori, suggeriamo di assumere 4 cpr di Nova Superfood con un frutto venti minuti prima dell’esercizio per aumentare la prestazione e 4 cpr di Nova Superfood con un frutto appena finito per favorire l’anabolismo.

 

Un consiglio in più

Praticate un’attività all’aria aperta! Gli esercizi che abbiamo visto, tonificano la muscolatura delle braccia. Ma non basta. Se nei giorni in cui non vi allenate, vi dedicate a uno sport aerobico, il risultato sarà migliore. Praticare uno sforzo costante, come la bicicletta o il nuoto, per almeno 20 minuti consecutivi, infatti, accelera il metabolismo e permette di asciugare gli eventuali accumuli di grasso. E, se lo strato adiposo sottopelle si assottiglia, i muscoli risulteranno di più. Dovete solo scegliere qual è la disciplina che fa più al caso vostro.

 

Un buon allenamento, un’alimentazione equilibrata e uno stile di vita sano sono la ricetta vincente per le vostre braccia.

 

 

 

 

 

 

 

Attività Fisica in Spiaggia per Mantenersi in Forma d’estate

attività fisica spiaggia

Mare, sole, spiaggia. L’estate offre tantissime possibilità di movimento e attività fisica per mantenersi in salute anche durante le vacanze. Vediamone qualcuna.

 

Alleniamoci al mare per un’estate in tutta salute

Se è vero che i vacanzieri generalmente si dividono in patiti della montagna e amanti del mare, non è altrettanto vero che i primi siano sempre pronti a scalare le cime più impervie e i secondi stiano tutto il tempo a poltrire sotto l’ombrellone. Chi sceglie il mare, sa bene quanta attività fisica possa svolgersi fra un bagno di sole e l’altro. Spesso le vacanze oltre ad essere un momento prezioso per il relax, diventano un’occasione imperdibile per praticare un po’ di sano sport all’aria aperta. C’è chi, quando pensa alla spiaggia, pensa immediatamente al dolce far niente e c’è chi, invece, non vede l’ora di mettere piede sulla sabbia per migliorare la propria forma fisica.

Oltretutto, negli ultimi anni, il popolo dei vacanzieri che sceglie di abbinare le vacanze al fitness è in aumento. E in aumento sono anche gli sport che si possono praticare lungo i lidi e nei villaggi turistici, ce ne sono davvero di tutti i tipi e per tutti i gusti: sono mille le attività che si possono fare trascorrendo lunghe giornate al mare.

 

Sport estivi: ce n’è per tutti i gusti

Ecco alcuni esempi delle attività che possiamo praticare per mantenerci in forma anche al mare.

  • La corsa sulla sabbia morbida dà maggiori benefici muscolari rispetto a quella praticata su strada. La superficie mobile, infatti, oltre a ridurre il rischio di infiammazioni a muscoli e a tendini, fa affondare l’appoggio. In questo modo lavorano glutei, muscoli anteriori e posteriori di coscia, gamba e piede per spingere il corpo verso l’alto. Non solo: correre scalzi è l’ideale per chi soffre di vene varicose. La corsa sul bagnasciuga comporta però anche un notevole dispendio energetico (in un’ora si consumano fino a 450-500 calorie). Tale attività va quindi affrontata per gradi e sarebbe indicato qualche esercizio di stretching alla fine e abbinata a una dieta equilibrata.
  • Lacqua running è l’alternativa per chi preferisce “stare al fresco”.  si pratica immersi nell’acqua fino alla vita. Il metodo ideale per rassodare i glutei, snellire l’interno coscia e rafforzare tutti i muscoli del corpo. Per praticarla non sono richieste particolari abilità, dato che è costantemente mantenuto il contatto con il fondo del mare.
  • La Playagim èun altro modo per fare movimento divertendosi al mare. Tale disciplina nasce dalla fusione di danza, aerobica, arti marziali, camminata, acquagym e stretching, il tutto strutturato armonicamente e senza richieste fisiche eccessive. Prevede una graduale immersione del corpo a diversi livelli di profondità dell’acqua. Il programma si svolge a corpo libero, senza alcun attrezzo e si articola in cinque fasi, alcune accompagnate da ritmo musicale, altre dai suoni naturali della spiaggia e dal frangersi delle onde. Gli esercizi sono studiati per intervenire su ogni fascia muscolare e prevedono, se lo si desidera, movimenti mirati per le zone particolarmente “critiche”.
  • Nuoto:  Meglio preferire una situazione di massima sicurezza e non uscire al largo con il mare mosso. Cerchiamo di avvertire sempre qualcuno prima di partire e non esageriamo: un lavoro aerobico graduale e calibrato è decisamente più efficace di un lavoro intenso ma affannato e di breve durata. Sessanta minuti di nuoto fanno consumare dalle 400 alle 700 calorie circa, che possono leggermente aumentare se siamo in mare aperto e a una temperatura più bassa.
  • Beach tennis: Giocare a beach tennis allena i muscoli dei glutei e delle cosce e una bella sudata che elimina tossine e stress cittadino è assicurata.
  • Beach volley: Diventata ufficialmente una disciplina olimpica, si gioca in cinque su due campi divisi dalla rete e a fine della partita è d’obbligo una corsa per fare un tuffo tonificante che lavi via sabbia e sudore.
  • Snorkeling: Muniti di maschera e boccaglio (non è necessaria un’attrezzatura professionale) potete osservare i fondali marini insieme ai bambini e contemporaneamente tenervi in forma. Nuotare rassoda i muscoli di cosce, glutei e braccia: mezz’ora di snorkeling fa bruciare fino a 200 calorie.

 

Come fare attività fisica in tutta sicurezza

A qualunque attività decidiate di dedicarvi durante la stagione estiva, uno solo è l’avvertimento degli esperti: non esagerate! Dopo un lungo inverno passato spesso seduti, magari senza aver fatto chissà quanta attività fisica, non è consigliabile eccedere con lo sport e cercare di recuperare il tempo perduto durante le vacanze. Dietro l’angolo, infatti, c’è il rischio di infiammazioni, piccoli infortuni e slogature. Quindi è meglio andare per piccoli passi e iniziare con una breve corsa al mattino, per poi aumentare gradualmente l’intensità dell’allenamento. Mai iniziare ad allenarsi senza aver fatto qualche esercizio di riscaldamento e subito dopo è importante chiudere con lo stretching e una profonda respirazione.

Inoltre ricordate di prediligere una dieta ricca di sali minerali e vitamine per reintegrare al più presto i liquidi perduti durante l’allenamento e non dimenticare di riposare: la vacanza è fatta anche per recuperare energie.

 

Abbiamo visto che, con le giuste precauzioni, è possibile fare sport anche durante il periodo estivo, sempre senza rinunciare al divertimento. Le attività che possiamo praticare anche sotto il sole sono davvero numerosissime. A voi la scelta!

Camminare o Correre: cosa fa meglio alla Salute?

dimagrire-jogging-running-corsa-camminataMeglio una passeggiata, lunga e tonificante, o una corsa veloce e brucia grassi?

Da anni gli esperti si dividono in due diverse scuole di pensiero che propendono, ciascuna, per una delle due attività fisiche. Vediamo le motivazioni nello specifico.

 

Se correre fa dimagrire camminare fa stare meglio

Una recente ricerca i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Arteriosclerosis, Thrombosis and Vascular Biology dell’ American Heart Association, si è avvalsa della partecipazione volontaria di oltre 33.000 corridori e di circa 15.000 camminatori di età compresa tra i 18 e gli 80 anni. È stato rilevato che la camminata ha un valore preventivo nei confronti dell’infarto del 9% contro solo il 4% della corsa. Ma non è tutto, il colesterolo cala del 7% con la camminata rispetto al 4.2% della corsa e, più o meno, gli stessi valori per la pressione sanguigna. Dunque, una camminata a passo sostenuto è la migliore soluzione per restare in forma e scongiurare le malattie cardiache. La corsa, invece, sembra avere effetti negativi sul fisico pur essendo più efficace per dimagrire.

 

Svantaggi della corsa: eccesso di sforzo fisico e psicologico

Correre e camminare, anche se all’occhio possono differire solo per la quantità di sforzo impiegato, sono due movimenti differenti. Il problema principale della corsa è l’eccessiva sollecitazione alla quale vengono esposte le articolazioni, le ossa (soprattutto schiena, caviglie e ginocchia) e non ultimi i muscoli. Queste sollecitazioni negli anni posso favorire l’insorgere di fastidiosi problemi. Inoltre, lo sforzo fisico eccessivo della corsa sovra-stimola la produzione di endorfina, una sostanza coinvolta nei processi che regolano le attività cerebrali dell’umore, e secondo alcuni studiosi, con il tempo si potrebbe sviluppare una specie di dipendenza psicologica da fitness.

Una camminata a ritmo sostenuto ha invece diversi vantaggi pratici rispetto alla corsa. Primo fra tutti il fatto che essa non necessita di molto sforzo fisico ed è alla portata di chiunque, perché non serve una preparazione atletica particolare, mentre per la corsa, un minimo di allenamento è quasi sempre indispensabile.

 

Meno stress e più benefici per chi cammina

Un importante punto a favore per i camminatori è lo stato mentale che accompagna i soggetti durante l’allenamento. Esso infatti è decisamente molto meno impegnativo e stressante (sia psicologicamente che fisicamente) nella camminata piuttosto che nella corsa. È infatti dimostrato scientificamente che camminare riduce i livelli di cortisolo nel sangue e aiuta a combattere lo stress.

La corsa invece, pur avendo questi effetti collaterali, è molto più efficiente nel bruciare grassi e calorie, ed è quindi più indicata per chi volesse perdere peso velocemente. Tuttavia, magrezza non è sempre sinonimo di salute.

 

 

In conclusione, il fattore più importante per raggiungere dei risultati efficaci è sempre la costanza. Meglio un chilometro di camminata a passo sostenuto senza fermarsi che la stessa distanza in corsa, interrotta continuamente per riprendere fiato.

Ed ora, non resta che augurarvi buon allenamento!

 

Come combattere i Crampi in Modo Naturale

rimedi-naturlai-crampi-attività-fisica

A tutti noi sarà capitato, almeno una volta nella vita, di avvertire un crampo. Vediamo cosa succede quando veniamo colpiti da questo dolore fastidioso, quali sono le cause scatenanti e con che rimedi possiamo prevenirli e curarli in modo naturale.

Cos’è un crampo?

Per crampo si intende uno spasmo involontario della muscolatura striata, che insorge in modo repentino e doloroso presentandosi come una fitta acuta. Si verificano più comunemente a carico degli arti, ma possono anche interessare determinati organi interni. È per questo motivo che il termine “crampo” viene abitualmente riferito a qualsiasi dolore di tipo spastico che interessi la muscolatura, compresa quella addominale.

I sintomi collegati ai crampi sono:

  • Spasmi muscolari dolorosi
  • Indurimento del muscolo colpito dal crampo
  • Contrazione fissa del muscolo, visibile anche a occhio nudo

 

Perché ci colpiscono i crampi

I crampi possono colpire chiunque: sia sportivi che non, sia di giorno che di notte. La possibilità di contrarre un crampo in seguito a uno sforzo muscolare aumenta specie se ci si muove in un ambiente freddo o nei mesi dove il caldo è eccessivo, causa la sudorazione. Durante il sonno i crampi colpiscono per di più i muscoli del polpaccio, la cui violenta contrattura comporta l’estensione del piede. Frequenti sono anche episodi di crampi in fase di gravidanza.

Le cause di generazione dei crampi possono essere molteplici:

  • Il freddo
  • La disidratazione, dovuta anche a un’eccessiva sudorazione
  • Carenza o eccesso di sali minerali come calcio, magnesio e potassio
  • Insufficiente ossigenazione muscolare
  • Sforzo prolungato o improvviso
  • Effetto collaterale di alcuni farmaci (come per esempio i diuretici) o di sostanze chimiche con cui si entra in contatto
  • Come sintomo di malattie neurodegenerative

 

Rimedi naturali per curare i crampi

Ora, vediamo quali rimedi naturali possono aiutarci a prevenirli.

 

Alimentazione

rimedi naturali per i crampi sono quelli generalmente forniti da una dieta sana ed equilibrata, capace di apportare i nutrienti necessari per l’esercizio fisico praticato o il regime di vita adottato. Tra questi, troviamo i sali minerali (soprattutto potassio, magnesio, calcio e sodio), gli antiossidanti, e le vitamine che si possono assumere direttamente da frutta e verdura di stagione.

Vi sono alcuni alimenti importanti per tale scopo. Eccone alcuni esempi:

  • Banane
  • Latte
  • Formaggio
  • Yogurt
  • Pesce
  • Uova
  • Verdura a foglia verde
  • Fegato
  • Frutta secca e semi oleosi
  • Prugne
  • Fichi

 

Fitoterapia

La santoreggia ha un’efficacia notevole sui crampi. Lo stesso vale per l’avena, l’elicriso e la chelidonia. Anche il biancospino possiede buone proprietà che agiscono efficacemente sui crampi muscolari. L’equiseto e l’ortica, invece, sono utili per la rimineralizzazione dell’organismo. Mentre la maca delle Ande o l’alga spirulina apportano una notevole quantità di aminoacidi per i muscoli e vitamine del gruppo B per la funzionalità del sistema nervoso e muscolare. Anche le bacche Acai possono essere degli ottimi alleati per apportare vitamine e antiossidanti

 

Oli essenziali

L’aromaterapia può aiutare molto in caso di crampi. Sia prima di praticare attività fisica per aiutare a sciogliere i muscoli e a prepararli allo sforzo, sia olii essenziali distensivi per aiutare i muscoli a rilassarsi. L’olio essenziale di maggiorana è assai efficace. Altri olii essenziali utili sono l’olio essenziale di rosmarino, ginepro e canfora.

 

Attività fisica

Altri modi per evitare l’insorgenza di crampi è il praticare in maniera equilibrata l’attività fisica. Parola d’ordine: stretching! Se abbinato al riscaldamento che precede il movimento, favorisce l’allungamento naturale dei tessuti muscolari.

Le persone che si dedicano regolarmente all’attività fisica, non dovrebbero mangiare nelle 2-3 ore che precedono l’allenamento. Importante è anche evitare di consumare pasti troppo abbondati prima delle sessioni.

Altro punto fondamentale è il mantenimento di una buona idratazione. Specie nei periodi estivi, quando la sudorazione è maggiore, il sodio contenuto nel sale da cucina è indispensabile per mantenere l’equilibrio idrico del corpo, per non aumentare le perdite di liquidi e favorire – di conseguenza – la disidratazione. In commercio si possono trovare integratori naturali di magnesio, potassio e sodio specifici per l’attività sportiva.

 

 

Abbiamo visto a quanti utili accorgimenti possiamo seguire per curare i crampi senza ricorrere all’utilizzo dei farmaci.

Se volete comunicarci i vostri dubbi o consigli rimanete in contatto con noi e seguiteci sulla nostra pagina Facebook.

 

L’Attività Fisica in Pausa Pranzo

attivita-fisica-fitness-pausa-pranzo

Dedicare la pausa pranzo allo svolgimento dell’attività fisica rappresenta la scelta ideale per coniugare i ritmi frenetici delle nostre giornate con la necessità di mantenersi in salute.

In questo modo, infatti, non perdiamo tempo, ci ricarichiamo di energie positive (grazie alle endorfine messe in circolo) e possiamo diluire l’attività su più giornate.

Così, ci alleniamo con una frequenza più elevata e possiamo ridurre l’intensità degli esercizi. Il risultato? Avvertiamo meno lo sforzo fisico e il peso dell’allenamento.

Oggi vi diamo qualche consiglio per organizzare delle perfette pause pranzo in movimento.

 

Qual è l’allenamento più adatto alla pausa pranzo?

In realtà sono diversi gli allenamenti che possiamo fare in pausa pranzo. Attività che possono essere svolte sia all’aria aperta (magari durante la bella stagione), sia all’interno di palestre e centri sportivi. Noi ve ne presentiamo 3 tipologie diverse:

  1. Corsa o bicicletta;
  2. Attività a corpo libero (come gag, total body o danza);
  3. Allenamenti cardio (ne sono esempi il tapis roulant e la cyclette).

Se tra queste attività non ce n’è nessuna che fa al caso vostro, potete sempre optare per una bella passeggiata – o una corsetta leggera – al parco. Ovviamente, se questa è la soluzione che preferite, portate con voi un abbigliamento comodo (tuta e scarpe da ginnastica). In questo modo, anche senza andare in palestra, vi sentirete comunque motivati a svolgere l’attività con lo stesso impegno.

L’importante, inoltre, è che fissiate un ritmo per i vostri allenamenti in pausa pranzo. Una frequenza di 3 allenamenti settimanali della durata di almeno 30/45 minuti è l’ideale.

Se risultasse troppo impegnativa, potete concentrare l’attività fisica in due sessioni della durata di un’ora ciascuna.

Ad ogni modo, ricordatevi di non strafare e di organizzarvi in modo tale da avere il tempo necessario per cambiarvi – prima e dopo l’allenamento – e rinfrescarvi.

 

Allenarsi in pausa pranzo: alcuni suggerimenti

Ora che avete scelto a quale attività fisica dedicarvi durante la pausa pranzo, ecco qualche consiglio per organizzarvi al meglio.

  • Mangiate qualcosa almeno un’ora prima dell’allenamento. Preferite cibi leggeri, ma energetici. Perfetti i carboidrati (in quantità limitata, così da evitare di sovraccaricare il vostro organismo) e la frutta.
  • Fate sempre una colazione bilanciata e non dimenticatevi dello spuntino di metà mattina.
  • Bevete molta acqua, prima e dopo l’attività fisica.
  • Nel borsone, insieme ai panni di ricambio e al necessario per lavarsi, portate con voi un piccolo spuntino da fare al termine dell’allenamento.
  • Se non siete abituati a svolgere attività fisica, introducetela nella vostra routine settimanale per gradi. Iniziate con un allenamento di 45 minuti e mantenete il ritmo per 3 settimane consecutive. Poi aumentate a due sessioni della stessa durata. Dopo due settimane, se vi sentite pronti, passate a 3 sedute di 30/45 minuti circa e cercate di mantenere un ritmo costante.

 

Fare attività fisica in pausa pranzo conviene!

Come vi abbiamo detto, allenarsi in pausa pranzo offre enormi vantaggi. Benefici che non servono solo a dimagrire, ma anche a mantenersi in forma.

L’attività fisica, infatti, aiuta il nostro organismo a mantenere nel tempo il giusto stato di equilibrio. Un benessere generalizzato che dona elasticità e resistenza, utile anche per bruciare la massa grassa mantenendo inalterata quella magra.

E voi, quale momento della giornata preferite per fare attività fisica? Che tipo di allenamento scegliete? E come vi organizzate?

Lo sport a tempo di musica

sport-fitness-musica-dimagire-zumba

Per molti di noi, praticare sport in maniera regolare è una vera fatica. Al solo pensiero di metterci in tuta, uscire di casa e dirigerci da qualche parte per iniziare a sudare, ci viene voglia di barricarci tra le mura domestiche e chiudere la porta a doppia mandata.

Ed è un vero peccato, perché lo sport è una delle attività più salutari, sia per il corpo che per la mente.

Oggi vi diamo un suggerimento che può apparire scontato, ma che – invece – è molto valido per combattere la riluttanza e darvi la carica giusta. Siete pronti per un po’ di sport a tempo di musica?

 

Gli effetti positivi della musica sull’attività sportiva

Uno dei grandi poteri della musica è quello di migliorare la performance sportiva. Fino al punto che ne è stato vietato l’ascolto durante le gare.

La musica, infatti:

  • Rapisce tanto chi l’ascolta da far sembrare più breve il tempo dedicato all’attività fisica.
  • Fa percepire meno la fatica, perché l’attenzione viene spostata in altre direzioni (si parla di effetto di dissociazione).
  • Ha il potere di infondere energia (effetto stimolante) e di placare le sensazioni ansiogene (effetto sedativo). Infatti, promuove stati umorali positivi, come vigore ed euforia. Mentre vengono mitigati quelli di tensione, depressione e rabbia. Se ascoltata ad elevata intensità, può modulare la sensazione esperienziale. Insomma, la musica può fare sembrare divertente un allenamento intenso, perché rimodella il modo in cui il cervello interpreta i sintomi di affaticamento.
  • Porta a seguire il suo ritmo (effetto di sincronizzazione) e, quindi, a non perdere quello dell’allenamento, con un miglioramento della performance. Scegliendo con cura le canzoni, infatti, è possibile creare delle playlist dal ritmo costante. Un’abitudine che garantisce lo stesso passo per tutta la durata dell’attività.
  • Permette di acquisire nuove abilità motorie (effetto di apprendimento). Questo è vero perché la musica aiuta ad esplorare differenti piani di movimento, stimolando la coordinazione.
  • Può portare a raggiungere lo “stato di flow”, come logica conseguenza di tutti i vantaggi precedenti. Lo stato di flow è uno stato di profonda motivazione e concentrazione, che – in questo caso – aiuta a dare il massimo in termini di prestazioni.

 

Sport e musica per tutti i gusti

Oggi la maggior parte delle discipline sportive si praticano a ritmo di musica. Non c’è che l’imbarazzo della scelta.

Molte sono legate indissolubilmente alla musica, come tutti i tipi di danza ovviamente, ma anche l’aerobica e le sue varianti. Ne sono esempi il gag, il total body, lo step, la zumba e l’aquagym.

Perfino la maggior parte delle discipline che per loro natura non sono direttamente collegate al ritmo, oggi vengono praticate sulle note di una qualche melodia.

È un grande classico andare a camminare, correre o in bicicletta con le cuffie nelle orecchie, che danno energia e ritmo. E, se non lo sapete, persino il nuoto si può praticare con gli auricolari. Infatti, sono stati inventati lettori indossabili anche in acqua: la forza della musica, si sa, non ha barriere.

Per non parlare dello spinning e dell’hydrobike, che devono il loro grande successo proprio alla musica, che così diventa un vero e proprio strumento di allenamento.

Basta pensare che, secondo uno studio condotto da uno psicologo dello sport dell’Università londinese di Brunel, le migliori canzoni per fare esercizio fisico dovrebbero avere un tempo che va dai 120 ai 140 battiti al minuto. In realtà, non dipende tutto dalla vivacità della melodia. Infatti, sempre secondo lo studio, fondamentale è anche l’impatto culturale e i ricordi richiamati dalle canzoni utilizzate.

 

Provare per credere

Noi crediamo molto nella forza che ha la musica nello stimolare la motivazione e la carica necessarie all’attività sportiva. Se anche voi difettate di queste due componenti importanti, vi consigliamo di provare ad aiutarvi con la musica.

Provate e fateci sapere com’è andata!

 

Aumentare il Metabolismo basale con l’Attività Fisica

metabolismo-fitness-dimagrire

Non riuscite a dimagrire nonostante gli sforzi? Seguite un’alimentazione corretta, ma l’ago della bilancia non vuole saperne di spostarsi? Allora, probabilmente, avete un metabolismo basale rallentato.

Bene, questo è il post che fa per voi!

Oggi parleremo di come, attraverso l’attività fisica, si possa accelerare il metabolismo basale e perdere, così, i chili in eccesso. Vi daremo anche qualche suggerimento alimentare, per rendere il quadro più completo.

 

L’unione di attività anaerobica e aerobica

Il metabolismo basale è il dispendio energetico necessario a mantenere le funzioni vitali di base (respirazione, circolazione sanguigna e attività del sistema nervoso) e lo stato di veglia. In che modo lo si può aumentare?

  1. Attraverso l’attività fisica anaerobica, che permette di incrementare la massa magra. Dovete sapere che più muscoli abbiamo, più aumenta il fabbisogno energetico basale. Infatti la muscolatura è un tessuto vivo, in continuo rinnovamento e con esigenze metaboliche molto alte (circa 10 volte superiori a quelle del tessuto adiposo). Un miglior tono muscolare aiuta a bruciare maggiori calorie anche mentre siamo a riposo. Va da sé, quindi, che se vogliamo accelerare il nostro metabolismo basale dobbiamo aumentare e rinforzare i nostri muscoli attraverso un’attività fisica ad hoc. L’ideale sarebbe praticare almeno due/tre volte a settimana, senza mai scendere sotto questa soglia, esercizi anaerobici mirati a tonificare la massa muscolare. Un consiglio: durante la giornata, cercate di contrarre attivamente la muscolatura tutte le volte che potete. Appiattite la pancia, contraete i quadricipiti e i glutei, stringete i pugni. Tutti questi movimenti contribuiscono a rafforzare la muscolatura e, quindi, ad accelerare il meccanismo di consumo energetico.

 

  1. Attraverso l’attività fisica aerobica, che induce un aumento del metabolismo basale. Infatti, mentre compiamo un’attività di resistenza, il metabolismo aumenta notevolmente. Così bruciamo un’elevata quantità di calorie, fino a diverse ore dopo l’allenamento. Pensate che gli effetti benefici di quest’attività si manifestano per 5-8 ore. Ma possono protrarsi fino a 12 ore, in caso di allenamenti particolarmente intensi. Un consiglio: se avete poco tempo da dedicare allo sport adottate alcune sane abitudini. Come scendere le scale a piedi, parcheggiare a qualche centinaio di metri dal luogo verso cui siete diretti, scegliete la bicicletta al posto della macchina e usate la scopa anziché l’aspirapolvere.

L’allenamento ideale, quindi, consiste nell’unire le due attività: potete partire da un’attività anaerobica ad alta intensità (pesi, macchinari, corpo libero), per poi concludere con un’attività aerobica (camminata, corsa, cyclette, zumba) della durata di mezz’ora circa. Questo è solo un esempio. Per essere certi di seguire un allenamento efficace, rivolgetevi al vostro preparatore atletico che saprà certamente darvi le dritte giuste.

 

Aiutarsi con l’alimentazione

Anche un’alimentazione mirata può accelerare il metabolismo basale. Vediamo insieme alcuni semplici suggerimenti:

  • La regola d’oro è quella di non saltare mai la colazione e gli spuntini, a metà mattina e pomeriggio. A parità di cibo assunto nell’arco della giornata, consumarlo in più pasti a distanza ravvicinata tra loro aiuta il nostro metabolismo a velocizzarsi. Se, invece, facciamo passare troppo tempo tra un pasto e l’altro, il metabolismo provvederà ad adattarsi alla mancanza di cibo attraverso un rallentamento.
  • Inoltre, è una sbagliato eliminare completamente i grassi dalla propria dieta. Infatti, avere nella dieta una piccola percentuale di lipidi impedisce al metabolismo di rallentare troppo.
  • Consumare con regolarità gli alimenti acceleratori del meccanismo di consumo energetico, come: cereali integrali, spezie (quali peperoncino, pepe, cannella e zenzero), aglio, mele, agrumi, sedano, broccoli, tè verde, semi di lino, di zucca e di girasole.

 

È ora di mettersi in moto!

Ora che vi abbiamo fornito questi consigli, tocca a voi! È arrivato il momento di applicarli. Vedrete che il vostro metabolismo risulterà più veloce e vi benefici non tarderanno ad arrivare.

Fateci conoscere i vostri risultati, siamo curiosissimi!

 

Esercizi per rassodare l’interno coscia

fitness-esercizi-rassodamento-interno-coscia

L’interno coscia è un punto del corpo che noi tutte vorremmo sodo. Avere cosce compatte e dalla pelle liscia dà sinuosità all’intera figura.

Purtroppo la maggior parte di noi non può godere per natura di questo privilegio.

Questa parte del corpo infatti – poiché è scarsamente usata nei movimenti quotidiani e perché ha la pelle più sottile rispetto alle altre – è una delle più bersagliate da smagliature, cellulite, cuscinetti di grasso localizzato e perdita del tono muscolare. Noi vogliamo lottare per preservare questa zona. E invitiamo anche voi a farlo. Ed è per questo che oggi vi suggeriremo alcuni preziosi esercizi che, se seguirete con attenzione, porteranno all’aspetto del vostro interno coscia dei miglioramenti.

 

Lottiamo contro la perdita del tono muscolare

Vediamo insieme alcuni semplici esercizi che, se eseguiti con costanza e regolarità – 2/3 volte a settimana per qualche mese – porteranno a un miglioramento notevole dell’aspetto del vostro interno coscia e di tutta la parte alta delle vostre gambe.

Ognuno dei seguenti esercizi conduce a un miglioramento del tono muscolare e ad altri benefici.

 

  • Esercizio per riattivare la circolazione

Sdraiatevi a terra in posizione supina. Allungate le gambe e distendetele verso l’alto. Apritele e chiudetele con movimenti lenti e regolari, cercando di divaricarle sempre un po’ di più. Eseguite 3 serie da 12 ripetizioni.

 

  • Esercizi per aumentare l’elasticità e ridurre i cedimenti muscolo-cutanei

Ancora in posizione supina, alzate le gambe e formate un angolo di 90° con le ginocchia. A questo punto esercitate due forze contrarie:

– In un caso, mentre cercate di mantenere le gambe più vicine possibili, con la forza delle mani tentate di allontanarle.

 – Nell’altro caso, mentre cercate di allontanare le gambe l’una dall’altra, con la pressione delle mani tentate di avvicinarle

 

 

  • Esercizio per assottigliare la circonferenza delle cosce

Sdraiati su un fianco e con le gambe distese, sollevate le gambe fino a circa 30° da terra. Effettuate 3 serie da 15 movimenti e poi ripetete sull’altro fianco.

 

 

  • Esercizio per drenare la ritenzione idrica

Seduti su una sedia, posizionate un pallone tra le gambe. Stringete le gambe e poi allentate la pressione, ma senza far cadere il pallone. Eseguite 3 serie da 15 pressioni l’una.

 

Camminata a passo svelto e alimentazione sana

Per completare il lavoro di tonificazione, sarebbe opportuno accompagnare gli esercizi specifici con un po’ di attività sportiva aerobica.

Quelle più efficaci per il miglioramento estetico delle gambe sono la corsa e, ancora meglio, la camminata a passo svelto. Ogni volta che il piede poggia sul suolo si creano delle vibrazioni all’interno delle gambe, che costituiscono un efficace meccanismo di tonificazione.

Non si deve però dimenticare che i problemi dell’interno coscia non sono dovuti solo a muscolature poco allenate, ma anche a eventuali accumuli di adipe.

È quindi fondamentale seguire un’alimentazione equilibrata e sana. Sono bandite le diete improvvisate, con dimagrimenti repentini a effetto yo-yo, che mettono ancor più a dura prova la tonicità della pelle. Anche in questo caso Metodo 3 Emme può venire in aiuto, insegnandovi a nutrirvi in modo regolare e sano.

 

Vi è stato utile questo post? Noi anche oggi abbiamo fatto il massimo per starvi vicini.

 

Importanza dei Tempi di Recupero e Attività Fisica

benessere-sport-attività-fisica-dimagrimento

L’approfondimento di oggi riguarda i tempi di recupero, cioè i tempi di riposo tra un allenamento e l’altro o tra le varie parti di questo. Argomento di cui si conosce poco, nonostante la sua importanza.

Spesso al termine di una sessione di allenamento ci troviamo spossati e non riusciamo a capire il perché di tanta stanchezza, fisica e mentale. Altre volte ci sentiamo sfiniti ancora prima di finire, proprio mentre svolgiamo attività fisica.

Spesso, questa condizione fisica è causata dall’inosservanza dei tempi di recupero, oppure dalla loro sottovalutazione. Per questo, oggi cerchiamo di capire insieme perché sono così importanti e come applicarli durante le nostre sessioni di allenamento.

 

La durata dei tempi di recupero è fondamentale

Quando pratichiamo attività fisica, di qualunque tipo si tratti, è importante prestare attenzione ai tempi di recupero. Tanto che la loro durata rappresenta una variabile importantissima nella programmazione di un allenamento.

Non solo di quello pesistico, riguardo al quale i tempi di recupero sono più noti perché pianificati e segnalati nelle apposite schede, ma di tutte le attività fisiche.

I tempi di recupero si possono suddividere in due tipologie:

  • Breve termine: è il recupero che avviene tra le diverse serie di uno stesso esercizio, o tra un esercizio e l’altro all’interno del medesimo allenamento. Questo rappresenta uno dei parametri principali dell’allenamento. In linea generale, dobbiamo sapere che più basso è il numero delle ripetizioni o più è alta l’intensità dell’esercizio, più lunghi dovrebbero essere i tempi di recupero che, di solito, variano dai 30 secondi ai 5 minuti.

 

  • Medio-lungo termine: è il recupero che intercorre tra diverse sedute di allenamento.

Il tempo necessario affinché il processo di recupero si svolga interamente e correttamente dipende da:

  • Variabili individuali

–       Condizione psico-fisica

–       Esperienza di allenamento

–       Età e sesso

–       Nutrizione e idratazione

–       Uso di integratori e farmaci

–       Stress

–       Stile di vita

 

  • Variabili dell’allenamento

–       Carico utilizzato o intensità dell’esercizio fisico

–       Obiettivi dell’atleta e tipo di forza da sviluppare

–       Velocità di esecuzione

Ancora, il recupero comprende due tipi di approcci:

  • Passivo: consistente nel semplice “lasciar fare” al nostro corpo, senza indurgli ulteriori stimoli.

 

  • Attivo: caratterizzato da specifiche attività (esercizi al suolo, stretching, elettrostimolazione, massaggi) o dal semplice rallentamento di ritmo o intensità degli esercizi.

 

I tempi di recupero: un allenamento dentro l’allenamento

I tempi di recupero hanno un impatto significativo sulle risposte acute e croniche di natura metabolica, ormonale e cardiovascolare. Durante questi tempi, infatti, il nostro organismo subisce importanti modificazioni innescando processi di:

  • Riparazione, per il ripristino dello stato funzionale ottimale.

 

  • Potenziamento delle difese, in vista di un prossimo eventuale attacco da fronteggiare.

 

  • Smaltimento dei sottoprodotti metabolici generati, in particolare dell’acido lattico.

I tempi di recupero intra allenamento influiscono positivamente anche sulla creazione stessa dell’acido lattico. Se gli intervalli sono pianificati adeguatamente, l’acido lattico si accumula più lentamente, con conseguente incremento della capacità dell’atleta di portare a termine il programma previsto. Al contrario, se i tempi di recupero sono troppo brevi, il livello di lattato risulterà molto alto e anche sportivi molto allenati faticheranno a completare l’allenamento.

 

Rigenerazione delle energie, grazie alla creazione di un composti metabolici che fanno da magazzino di energia nelle cellule dei vari tessuti.

Il recupero attivo ha la funzione di accelerare questi processi di ripresa dell’organismo. Inoltre fa in modo che i muscoli si mantengano attivi, ossigenando di conseguenza sangue e tessuti, cosa che non accade con una brusca variazione tra l’esercizio fisico e il riposo completo.

 

I tempi di recupero sono quindi un vero e proprio allenamento dentro l’allenamento. Senza il rispetto di queste pause il training non avrebbe né gli stessi benefici sul fisico, né lo stesso rendimento.

 

E voi, tenete nella dovuta considerazione i tempi di recupero quando svolgete attività fisica?

Raccontateci la vostra esperienza, o confrontatevi con gli erboristi che si occupano di Metodo 3 Emme. I nostri collaboratori sono esperti, oltre che di alimentazione corretta, anche di attività fisica. Approfittatene!