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Ricette Light a base di Piselli

Tornano le ricette di Metodo 3EMME e questa volta i protagonisti sono i piselli: legumi particolari nella forma e nel gusto, ma anche ricchi di proprietà benefiche.

Ricette light a base di piselli, per rimanere leggeri e mangiare sano

Fibre, sali minerali e vitamine (tra cui l’importantissima vitamina K) sono presenti in grande quantità nei piselli, così come le proteine. L’abbondanza di tutti questi elementi molto nutrienti li rende un vero e proprio concentrato di energia, utile soprattutto per chi non mangia carne, come vegetariani e vegani.

Dopo questo breve excursus, andiamo al sodo. È il momento delle ricette. Quest’oggi ve ne proponiamo 3: risotto ai piselli, contorno vegetariano con piselli e insalata d’orzo con piselli e patate.

Siete pronti? Partiamo!

Risotto ai piselli

Piatto tipico del Nord Italia (in particolare del Veneto, dove viene chiamato “risi e bisi”), semplice ma gustoso, del quale vi presentiamo una versione molto “leggera”.

Ingredienti (per 2 persone):

  • 500 ml di brodo vegetale
  • 120/140 grammi di riso per risotti
  • 100 grammi di piselli
  • 1 scalogno
  • 1/2 bicchiere di vino
  • 1 cucchiaino di margarina vegetale

La preparazione è molto rapida e per nulla complicata. Innanzitutto mettete a bollire il brodo e, contemporaneamente, fate rosolare lo scalogno tritato in una padella antiaderente con un cucchiaino di margarina vegetale.

Aggiungete poi il riso in padella e fatelo rosolare per qualche minuto a fiamma alta. Nel frattempo, in una pentola a parte, dovete far bollire anche i piselli.

Una volta tostato il riso, abbassate la fiamma e aggiungete nell’ordine: il vino, il brodo (un po’ alla volta, mescolando di tanto in tanto per non far asciugare troppo) e infine i piselli (già bolliti).

A questo punto il più è fatto. Dovete solamente portare il vostro risotto a fine cottura per circa 20 minuti e, alla fine, impiattare.

Contorno vegetariano a base di piselli

Una ricetta veloce, facile e adatta a tutte le stagioni. Il tutto rigorosamente light!

Ingredienti (per 4 persone):

  • 500 grammi di piselli
  • 1 carota
  • 1 gambo di sedano
  • 1/2 cipolla
  • 1 cucchiaino di Olio extra vergine d’oliva

Prendete una padella spaziosa e metteteci dentro i piselli, il sedano, la carota e la cipolla (tutti tagliati a cubetti, a parte i piselli ovviamente). Coprite con coperchio e mettete sul fuoco a fiamma media.

Dopo circa 5 minuti aggiungete un po’ di sale (senza esagerare, mi raccomando!). Continuate quindi la cottura per altri 20 minuti, dando una mescolata di tanto in tanto.

Passati i 20 minuti spegnete il fuoco, condite con un goccio d’olio extra vergine d’oliva e servite ben caldo.

Insalata tiepida con orzo, piselli e patate

L’ultimo piatto di oggi è sempre molto leggero, ma anche particolare e gustoso. Si tratta di una portata unica, ideale sia per il pranzo che per la cena.

Ingredienti:

  • 250 grammi di orzo perlato
  • 200 grammi di piselli
  • 2 patate grandi
  • 1 cucchiaino di Olio extra vergine d’oliva

Per prima cosa lavate l’orzo, asciugatelo bene e mettetelo a cuocere in una pentola a pressione con 1,5 litri d’acqua, per circa 10 minuti (a coperchio chiuso).

Contemporaneamente, in un’altra pentola, fate bollire i piselli e le patate (precedentemente sbucciate e tagliate a dadini).

Trascorsi i 10 minuti, versate i piselli e le patate – già cotti – nella pentola dell’orzo, aggiungete un pizzico di sale e cuocete per altri 5 minuti.

Infine, scolate il vostro composto e ponetelo in una ciotola sufficientemente grande. Condite poi con un filo d’olio d’oliva (meglio se spremuto a freddo) e lasciate raffreddare per un po’, fino ad ottenere – come dice il nome della ricetta – un’insalata tiepida.

Siamo arrivati alla fine. Voi conoscevate già queste ricette? Ne avete altre da proporci?

Fatecelo sapere, qui sotto nei commenti oppure sulla nostra pagina Facebook!

Le proprietà della ciliegia

Arriva la bella stagione e sulle nostre tavole ritroviamo una serie di frutti che, per motivi climatici, non vedevamo da parecchi mesi. Tra essi, uno dei più apprezzati è sicuramente la ciliegia.

LE proprietà benefiche delle ciliegie e i consigli alimentari degli esperti. Per dimagrire con gustoIl colore acceso e il sapore molto dolce e gustoso fanno sì che questo frutto sia amato da grandi e piccini. Non per niente, quando si comincia a mangiarle si dice che una tira l’altra.

Come se non bastasse, le ciliegie sono anche ricche di proprietà benefiche per la nostra salute. Ed è proprio questo quello di cui vogliamo parlarvi oggi. Prima, però, conosciamo meglio queste piccole delizie.

Composizione e valori nutrizionali

Per conoscere le proprietà di un alimento, bisogna prima sapere come è fatto.

Per quanto riguarda le ciliegie, il loro sapore dolce fa supporre che contengano una gran quantità di zucchero e – quindi – che siano molto caloriche. Questo è vero, a metà: gli zuccheri nelle ciliegie ci sono, ma sono a basso contenuto glicemico. Quindi le calorie sono poche: 38 Kcal per 100 grammi.

Nel dettaglio, 100 grammi di ciliegie contengono:

  • 80 grammi d’acqua.
  • 16 grammi di carboidrati, di cui 13 grammi sono zuccheri.
  • 2 grammi di fibre.
  • 1 grammo di proteine.
  • 0,3 grammi di minerali (soprattutto, potassio e fosforo).
  • 14 mg di vitamine (K, A e C)
  • 0,2 grammi di grassi.

Proprietà delle ciliegie: nutritive e salutari

Arriviamo alle proprietà delle ciliegie, che, per comodità, divideremo in nutrizionali e salutari.

Le proprietà nutritive sono quelle che derivano direttamente dalla presenza di vitamine e minerali:

  • Vitamina K > favorisce la coagulazione del sangue
  • Vitamina A > rafforza il sistema immunitario e la vista
  • Vitamina C > anch’essa è utile per migliorare il sistema immunitario, in più fa bene alla pelle
  • Potassio > regola la pressione sanguigna
  • Fosforo > contribuisce all’assorbimento del calcio a livello intestinale
  • Alcol périllile > una sostanza particolare, sembra (non è dimostrato scientificamente) contrasti l’insorgere di alcuni tumori, come quelli al seno, alla pelle e allo stomaco

Le ciliegie hanno anche altri effetti benefici per la salute dell’uomo e, infatti, possono essere usate per scopi terapeutici. Nello specifico si parla di:

  • Proprietà diuretiche e lassative, dovute alla presenza di un particolare zucchero (il sorbitolo).
  • Proprietà antiossidanti, grazie alla presenza dei flavonoidi, sostanze nemiche dei tanto temuti radicali liberi, e degli antociani, che favoriscono la micro-circolazione capillare e quindi garantiscono apporto nutritivo a tutte le cellule.
  • Proprietà anticoagulanti, dovute alla vitamina K.
  • Protezione dalle scottature: caroteni e altri sali minerali proteggono la pelle e favoriscono un’abbronzatura omogenea.
  • Prevengono l’artrite, sempre per la presenza degli antiossidanti (flavonoidi e antociani).
  • Combattono l’insonnia e permettono di regolare il ciclo sonno-sveglia.

Come inserire le ciliegie nella dieta

Le ciliegie hanno un basso indice di calorie, quindi inserirle nel quadro di un’alimentazione sana non è un problema. Chiaramente, non bisogna esagerare: mangiarne troppe, oltre a far ingrassare, può portare ad altre sgradevoli conseguenze, come mal di pancia e gonfiore.

Il suggerimento di Metodo 3EMME è di consumarle come spuntino, meglio se pomeridiano. Vanno bene da sole, ma possono essere anche accompagnate da altri frutti di stagione, come fragole, pesche o albicocche. Il loro sapore fresco sarà un vero toccasana durante i torridi pomeriggi estivi!

 

Se vi sono piaciuti i nostri consigli, tornate a trovarci. Il nostro blog è sempre aggiornatissimo.

Se invece avete delle domande da farci, scriveteci qui sotto. Vi aspettiamo!

Le Proprietà Benefiche della Pera

Le Proprietà della Pera

Le Proprietà Benefiche della Pera

L’ideale per la nostra salute è beneficiare di quello che la natura ci offre. Oggi abbiamo deciso di parlarvi della pera, un alimento in grado di regalare una marea di benefici al nostro organismo. Scopriamoli insieme.

 

Le varietà

La pera è il frutto commestibile dell’albero del pero, pianta che appartiene alla famiglia delle rosacee e che ha origini nelle zone più temperate del continente europeo.

Ciascuna varietà di questo frutto ha caratteristiche peculiari quanto alla grandezza, alla forma, al colore e al sapore. Tra le più diffuse troviamo:

  • Pere William, la qualità più coltivata in Italia; selezionate in Inghilterra alla fine del 1700, hanno aspetto tondeggiante, buccia sottile e polpa succosa.
  • Pere Max Red Bartlett, di grandezza media, con buccia liscia di colore giallastro e polpa biancastra e molto succosa, sono ampiamente utilizzate dall’industria per l produzione di succhi.
  • Pere Conference, dalle dimensioni medie, hanno buccia verde-giallo, mentre la polpa è dolce e succosa, di colore bianco giallastro.
  • Pere Kaiser, di grandi dimensioni, con buccia rugginosa su base giallastra, polpa bianco giallastra, appena granulosa e dal sapore acidulo.
  • Pere Coscia, piccole, di colore giallognolo, presentano polpa granulosa e sapore dolce. Si coltivano in particolar modo in Toscana.

Dato che queste differenti varietà di pere hanno periodi di maturazione diversi, che spaziano da luglio a gennaio, sono disponibili quasi durante tutto l’arco dell’anno.

 

I benefici

Grazie a un fitocomplesso ricco di sostanze preziose, tutte le varietà di pere vantano diverse proprietà benefiche. Eccone le principali.

–          Fanno bene alle ossa. Le pere contengono una buona quantità di calcio e potassio, che aiutano a mantenere sane le nostre ossa e le nostre articolazioni. Questo le rende dei preziosi alleati nella battaglia contro l’osteoporosi. Sembra addirittura che le pere ostacolino il processo di rarefazione del tessuto osseo, dovuto alla progressiva perdita di minerali nel nostro corpo. Le proteine contenute, inoltre, fortificano i nostri muscoli.

–          Aiutano il cervello. Il boro è un altro degli elementi essenziali per il nostro organismo, contenuti all’interno di questi frutti, il quale aiuta a migliorare la prontezza di riflessi e la capacità di immagazzinare informazioni. Non solo, ci rende più vigili, migliora la memoria e aiuta il corpo a modulare l’energia proveniente dai grassi e dagli zuccheri.

–          Sono potenti antiossidanti. Grazie all’azione dei radicali liberi,non solo ci aiutano a mantenere l’elasticità della pelle, ma aiutano anche a prevenire ipertensione e ictus. La pera, infatti, è particolarmente indicata per coloro che devono tenere sotto controllo la pressione sanguigna.

Ricordiamo, inoltre, che ognuno di questi frutti è costituito da circa l’85% di acqua. Non solo, è particolarmente ipocalorico – ogni 100 grammi contiene circa 33 Kcal – e l’elevato contenuto di fruttosio consente di ottenere maggiore energia e senso di sazietà. Le pere sono ottime durante il periodo estivo, perché rinvigorisce il corpo e ne controlla la temperatura.

 

Una ricetta: cracker alle pere, semi di zucca e pepe nero

Per concludere, anche se sono già molto buone da sole come snack, vi proponiamo una ricetta davvero gustosa per cucinare le pere, adatta anche a chi segue una dieta vegana: i cracker alle pere, semi di zucca e pepe nero. Ecco come si prepara.

Ingredienti:

–          30 gr di pere essiccate a fette in forno

–          3-4 grani di pepe nero

–          100 gr di farina di farro

–          1 presa di sale

–          60 gr di crema di nocciole

–          30 gr di semi di zucca

–          Olio extravergine di oliva q.b.

Procedimento:

Tritate grossolanamente i semi di zucca e versateli in una ciotola. Aggiungete la farina di farro, il sale e mescolate il tutto.

Ora, versate al centro la crema di nocciole e acqua fino ad ottenere un composto compatto. Se non fosse sufficiente, aggiungete un goccio di olio extravergine.

Stendete l’impasto tra due fogli di carta da forno fino a uno spessore di 2-3 mm. Tagliate l’impasto in triangoli irregolari e disponeteli su una teglia ricoperta precedentemente con carta da forno.

Fate cuocere in forno a 190° per circa 10 minuti, finché i cracker non risultano dorati. Lasciate raffreddare e servite.

 

E tu, conosci altre proprietà della pera? Comunicacelo attraverso i commenti, ci trovi anche sulla nostra Pagina Facebook!

Dieta e Celiachia: cosa mangiare e cosa no

Dieta e Celiachia: Tutto Quello che c’è da Sapere

Dieta e Celiachia: cosa mangiare e cosa no

Se state leggendo questo articolo, probabilmente sapete già che cos’è la celiachia, oppure volete conoscerne alcuni aspetti particolari, diciamo più pratici.

Noi, comunque, partiremo dalle nozioni base, per poi arrivare a parlare concretamente di alimentazione e dieta.

 

Cos’è la celiachia?

La celiachia è un’intolleranza permanente al glutine, una particolare proteina presente in molti cereali.

Il problema deriva dal fatto che l’intestino di un individuo celiaco non riesce ad assorbire questa sostanza, che viene quindi riconosciuta come tossica. La conseguenza è un’infiammazione delle pareti intestinali, che non funzionano più a dovere e quindi non assorbono più tutte le sostanze nutritive contenute nel cibo e di cui il corpo avrebbe bisogno.

Il fatto curioso è che la causa che scatena la reazione a livello dell’intestino è l’organismo stesso, in particolare il sistema immunitario: per questo la celiachia è definita come una patologia autoimmune.

Gli effetti per un celiaco che ingerisce glutine vanno al di là del semplice malessere. Come già detto, infatti, l’infiammazione delle pareti intestinali comporta il mancato assorbimento delle sostanze nutritive contenute nel cibo, che sono fondamentali per il corretto funzionamento dell’organismo.

La conseguenza è una sola: chi soffre di celiachia deve assolutamente evitare il glutine. Semplice a dirsi, un po’ meno a farsi, come vedremo.

 

Alimentazione: cosa mangiare e cosa no

ALIMENTI SENZA GLUTINE

Cominciamo con un elenco di tutti i cibi che sono sempre e naturalmente privi di glutine:

  • Carne e pesce, purché privi di additivi (quindi se sono preconfezionati vanno sempre controllati).
  • Uova.
  • Frutta, verdura e legumi, con lo stesso discorso dei cibi preconfezionati da controllare (ad es. minestrone di verdure già pronti).
  • Latte e derivati. Attenzione a formaggi spalmabili, yogurt alla frutta o al malto, burro light, panna condita, budini, latte condensato: non sono sicuri al 100%!
  • Funghi.
  • Alcuni cereali sono naturalmente privi di glutine: riso, mais, grano saraceno, manioca, quinoa, miglio, amaranto e sorgo.
  • Oli di origine vegetale, mentre quelli derivati da cereali sono da controllare.

 

ALIMENTI CHE CONTENGONO GLUTINE

Ci sono poi i cibi assolutamente vietati, che vanno cioè eliminati completamente.

Innanzitutto i cereali “incriminati”, cioè quelli che contengono glutine. Eccone un elenco, con l’aggiunta di alcuni cibi che da essi derivano (attenzione: alcuni cibi, non tutti!).

  • Grano (tutti i tipi tranne quello saraceno): pane, pane integrale, pasta, pizza, focaccia, grissini, piadine, cracker, biscotti, fette biscottate, brioches, salatini, torte, pasticcini, e simili… È praticamente impossibili elencarli tutti!
  • Segale: pane, grissini, crackers.
  • Orzo: biscotti, zuppe, paste, bevande (caffè ma non solo…).
  • Malto: è utilizzato per fare molte bevande (soprattutto alcoliche) come birra, whisky, gin, vodka e amari. Inoltre può essere trovato in alcune zuppe, negli yogurt ai cereali, nei fiocchi di cereali e nei pop-corn.
  • Farro: Zuppe o pasta.
  • Avena: Farina e fiocchi di cereali.
  • Kamut: Farine, biscotti, fette biscottate.
  • Spelta: farine per biscotti o dolciumi in genere.
  • Greunkern (o grano greco): pani, pizze, grissini, zuppe, piadine ecc.

Oltre a questi, vanno evitati:

  • Tutti i cibi infarinati e impanati (carne, cotolette, verdure in gratin).
  • Lievito naturale (o lievito madre).
  • Creme, panna montata e besciamella.

 

ALIMENTI A RISCHIO

Tra queste due categorie, quelle dei cibi proibiti e di quelli innocui, si trovano quelli a rischio, cioè quelli che in teoria sarebbero permessi, ma che è sempre meglio controllare con attenzione. Ci riferiamo a:

  • Salse e sughi pronti.
  • Olio di semi.
  • Insaccati.
  • Dolcificanti.
  • Lievito per dolci o per il pane.
  • Patatine surgelate.
  • Purè in polvere.
  • Gelati, yogurt o budini (dovrebbe essere indicato sulla confezione se contengono glutine o meno).
  • Dadi da brodo.
  • Minestre già pronte.
  • Margarina.
  • Maionese.
  • Chewing gum.

Il fattore di rischio per questi alimenti sta nella fase di produzione, dove possono essere stati contaminati da altri cibi contenenti glutine, oppure nell’utilizzo di additivi.

 

La dieta celiaca

Osservando le liste che abbiamo riportato sopra, una persona celiaca potrebbe scoraggiarsi, pensando a tutte le pietanze che non potrà più mangiare. Una volta questo era vero: essere celiaci significava dire addio a tutti quelli alimenti.

Per fortuna, oggi non è più così. Infatti moltissimi dei prodotti teoricamente vietati hanno un corrispettivo gluten free, cioè senza glutine; tra i più diffusi: pasta, biscotti, cracker, pancarrè e simili.

A guidare un celiaco nella scelta dei prodotti da acquistare c’è il simbolo della spiga barrata, che certifica l’assenza di glutine (o meglio – per l’esattezza – segnala un contenuto di glutine non nocivo poiché inferiore a 20 parti per milione)

Anche i ristoranti e i locali pubblici stanno diventando sensibili alla questione: infatti, sono sempre di più quelli che presentano un menù apposito per celiaci. Lo stesso discorso vale per le mense scolastiche o universitarie.

I celiaci, inoltre, sono aiutati anche dallo stato, visto che hanno diritto a poter ritirare gratuitamente in farmacia una certa quantità di alimenti senza glutine.

 

Se volete approfondire questo argomento, o avete qualcos’altro da chiederci scrivete! Abbiamo anche una Pagina Facebook.

Ricette a base di Farro

Le Proprietà Benefiche e terapeutiche del Farro

Ricette a base di Farro

Oggi andiamo alla scoperta delle proprietà terapeutiche, i benefici e le controindicazioni del farro, un cereale spesso sottovalutato. Vediamo una ricetta leggera e appetitosa per cucinarlo in modo semplice e valorizzarne le caratteristiche.

 

I benefici del farro

Il farro è un cereale straordinariamente adatto alla nostra alimentazione, in quanto dotato di proprietà nutrizionali superiori a quelle degli altri cereali. Analizziamo i suoi principali componenti.

–          Potassio: importante per il corretto svolgimento dei processi osmotici delle cellule

–          Fosforo e magnesio: costituenti fondamentali per la salute di ossa e denti

–          Vitamina A e B: importanti per la salute e la bellezza della pelle

A questi vanno aggiunti altri aspetti come l’alto contenuto di fibre e l’indice glicemico basso che ne fanno un ottimo alleato di chi vuole perdere peso.

A chi è consigliato questo cereale?

  • A chi ha il diabete. Il farro ha un indice glicemico inferiore a riso e pane bianco, ciò vuol dire che rispetto a questi alimenti ha una minore capacità di aumentare la glicemia. All’interno di un menù settimanale di un diabetico il farro può essere una valida alternativa alla pasta.
  • A chi soffre di stitichezza. Grazie all’elevato contenuto di fibra, il farro può essere considerato un alimento con proprietà lassative ed è quindi consigliato in caso di stipsi.
  • A chi vuole dimagrire. Il farro è un ottimo alimento all’interno di una dieta dimagrante. L’indice glicemico basso e l’alto apporto di fibra che caratterizzano il farro ci permettono di essere sazi più a lungo e di contenere così il senso di fame.
  • Alle donne in gravidanza. Le proprietà nutrizionali sopraesposte sono benefiche anche per una donna in gravidanza, visto che:
    • La fibra migliora la stipsi di cui una donna in gravidanza soffre di frequente
    • L’indice glicemico basso riduce il rischio che insorga il diabete gestazionale
    • Il ridotto apporto di calorie evita l’aumento eccessivo del peso
    • Il basso contenuto di sodio permette di prevenire l’ipertensione gravidica
  • Ai bambini. Il farro fa bene anche ai più piccoli per i preziosi nutrienti che contiene e per il fatto che è un prodotto biologico. Tuttavia, nei loro confronti va usata qualche accortezza in più: soprattutto se molto piccoli, per le prime volte, è meglio farlo assaggiare in piccole quantità per accertarsi che sviluppi allergie.

 

A chi può far male: controindicazioni

Il farro, come il comune grano tenero, contiene glutine. Non è dunque adatto a chi soffre di celiachia o di intolleranza a questo elemento e deve dunque seguire una dieta senza glutine. Chi è invece allergico alle proteine del grano, potrebbe invece tollerare le proteine contenute nel farro, che risultano di più facile tollerabilità. Inoltre, l’elevato contenuto di fibre del farro, in particolare la sua versione integrale, potrebbe rendere questo alimento controindicato in soggetti con particolari problemi intestinali o digestivi

Questi sono comunque aspetti da valutare con attenzione a seconda della salute e delle problematiche individuali.

 

Una ricetta: farrotto alla zucca e rosmarino

Dato che il farro è un prodotto base dell’alimentazione umana da molti secoli, sono tantissime le ricette che abbiamo a disposizione per gustare al meglio questo prodotto.

Per avvolgere di gusto le vostre giornate, abbiamo scelto di presentarvi un primo piatto semplice e gustoso: il farrotto alla zucca e rosmarino. Ecco come si cucina.

Ingredienti:

–          380 gr di farro perlato

–          500 gr di zucca già pulita

–          ½ porro

–          Olio Evo

–          Rosmarino

–          Pepe

Preparazione:

  1. In un tegame mettete due cucchiai d’olio extravergine e aggiungete il porro tritato, portate sul fuoco e fate rosolare a fuoco lento.
  2. Tagliate a cubetti la zucca e aggiungetela al soffritto. Ora, aggiungete anche il farro sciacquato.
  3. Coprite abbondantemente di acqua, salate e fate cuocere per circa 30 minuti (se dovesse asciugare aggiungete altra acqua).
  4. Tritate finemente il rosmarino e aggiungetelo qualche minuto prima della cottura del farro.
  5. Servite aggiungendo un po’ di pepe macinato al momento.

 

E voi, conoscevate tutte le proprietà e i benefici di questo cereale? Veniteci a trovare anche sulla nostra Pagina Facebook e suggerite le vostre ricette a base di farro!

Metodo 3 Emme: frutta e verdura a volontà

Metodo 3 Emme consiglia: Frutta e Verdura a volontà

Metodo 3 Emme: frutta e verdura a volontà

La lezione numero 1 per chi decide di seguire Metodo 3EMME, sia che cerchi di perdere peso, sia che desideri semplicemente mantenere o ritrovare un buona stato di forma, è una sola: riconoscere l’importanza della frutta e della verdura.

Queste due categorie di alimenti costituiscono il fondamento di tutto il Metodo. Oggi vi spiegheremo il perché.

 

Proprietà e benefici

Il motivo principale per cui frutta e verdura sono indispensabili per qualsiasi dieta è l’elevatissimo contenuto di sostanze nutrienti, fondamentali per l’organismo. Vediamole una per una:

  • ACQUA: costituisce circa il 70% del nostro corpo e, inoltre, svolge un ruolo fondamentale per la conservazione e la riproduzione delle cellule. Non a caso, tutti i nutrizionisti consigliano di bere molto e, per l’appunto, di mangiare frutta e ortaggi, in quanto alimenti con un alto contenuto d’acqua.
  • VITAMINE: sono importantissime, soprattutto per la funzione che svolgono a livello metabolico: permettono, infatti, di assorbire tutte le sostanze nutrienti presenti nel cibo che mangiamo. In più favoriscono la formazione di nuove cellule, prevenendo l’invecchiamento ed esercitando una forte azione antiossidante.
  • FIBRE: favoriscono l’eliminazione delle sostanze nocive dall’organismo, regolano le funzioni intestinali e aiutano a tenere sotto controllo il colesterolo. Gli alimenti vegetali sono l’unico modo che abbiamo per assumerle.
  • SALI MINERALI: anche i minerali aiutano il metabolismo, senza dimenticare l’importante contributo nella regolazione delle funzioni cellulari. Tra di essi è da ricordare il potassio, che aiuta chi soffre di problemi cardiovascolari o di ipertensione.
  • ZUCCHERI: presenti soprattutto nella frutta – sotto forma di fruttosio – sono energia pronta all’uso; la contemporanea presenza di fibre fa sì che gli zuccheri siano assorbiti in maniera ottimale dall’organismo (cosa che, ad esempio, non avviene coi dolci).

Un altro aspetto da sottolineare è che frutta e verdura assicurano sì un ottimo apporto a livello di elementi nutrizionali, ma senza appesantire eccessivamente.

Ciò è dovuto in parte al basso contenuto di calorie, in parte alla presenza delle fibre – che, tra le loro innumerevoli proprietà, hanno anche quella di provocare senso di sazietà.

 

All’interno del Metodo

Quanto appena detto dovrebbe avervi fatto capire perché frutta e verdura sono così importanti per una corretta alimentazione. Ora vediamo come collocarle nel Percorso alimentare di 3EMME.

Per fare ciò, basta avvalerci della nostra Piramide Alimentare, cioè di un modello che ordina i diversi cibi in base alla frequenza di assunzione consigliata.

Piramide Alimentare Metodo 3 Emme

Come potete vedere frutta e verdura si trovano nella parte bassa della piramide, tra gli alimenti che vanno consumati tutti i giorni.

Anzi, vi diremo di più: il primo passo che consigliamo a chi decide di intraprendere la strada di Metodo 3EMME è l’assunzione di frutta e verdura 5 volte al giorno. Vi assicuriamo che non esiste modo migliore per liberare l’organismo da tutte le tossine generate da abitudini alimentari errate, e per prepararlo ad un nuovo stile di vita.

Altri consigli che possiamo darvi al riguardo sono:

  1. Cercate di consumare sempre la verdura cruda e la frutta allo stato più naturale possibile (no preconfezionata). Questo perché con la cottura e gli altri processi di trasformazione molte delle vitamine contenute in questi prodotti (in particolare la vitamina C) tendono a deteriorarsi e scomparire.
  2. Per quanto riguarda la frutta, consigliamo di non mangiarla durante i pasti principali (pranzo e cena); al contrario, è perfetta come spuntino di metà mattina o metà pomeriggio. L ’unica eccezione può essere quella di utilizzarla per arricchire le insalate.
  3. All’interno delle due categorie, cercate di variare il più possibile tra i diversi alimenti. Ad esempio, se decidete di mangiare 3 frutti in 3 diversi momenti della giornata (mattina-pomeriggio-sera), non mangiate 3 mele, ma piuttosto una mela, un’arancia e una banana.

 

Frutta e verdura di stagione

L’ultima indicazione che vi diamo, è quella di privilegiare sempre i prodotti di stagione.

Per aiutarvi e “guidarvi” nella scelta, ecco 2 tabelle con i principali frutti e ortaggi e i mesi dell’anno in cui potete trovarli.

Tabella Frutta e Verdura di Stagione

Tabella Frutta e verdura di Stagione

Se avete qualche dubbio riguardo al Metodo, non esitate, scriveteci! I nostri esperti saranno felici di aiutarvi.

Combattere l’Ansia grazie a una Sana Alimentazione

Combattere l'Ansia con l'Alimentazione

Superare l’ansia senza ricorrere all’utilizzo dei farmaci significa fare alcuni cambiamenti per quanto riguarda lo stile di vita, che includono anche il cambiare dieta. Ci sono, infatti, cibi che aiutano a contrastare l’ansia e altri che, invece, contribuiscono a farla crescere. Di conseguenza, una corretta scelta di alimenti degli alimenti che mangiamo può ridurre drasticamente il livello di ansia.

 

Che cos’è l’ansia

L’ansia è uno stato di tensione diffuso e persistente che non abbandona mai chi ne soffre. Lo stato emotivo associato a una condizione di allerta verso qualcosa di esterno che si caratterizza con un eccesso di preoccupazione, una reazione esagerata rispetto alle reali condizioni.

Secondo i dati dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), il numero delle persone che vivono con frequenza importante degli stati d’ansia ammonta a circa 400 milioni.

Capire le cause che sono alla base di un disturbo legato alla sfera della mente non è sempre semplice. L’ansia può sicuramente scaturire da motivazioni esterne come un forte stress, ma altre volte non sembra esserci un motivo scatenante. In generale, comunque, è possibile individuare tre tipologie di fattori che influiscono sulle persone determinando stati d’ansia.

–          Stili di vita intensi

–          Fattori genetici ereditari

–          Disquilibri più o meno naturali di sostanze chimiche presenti nel cervello

Sicuramente, il primo provvedimento da adottare in questa particolare situazione è quello di rivolgersi a un esperto, che saprà indicarci il giusto percorso da seguire sulla base delle nostre esigenze personali. Nel frattempo, possiamo comunque seguire una serie di accorgimenti che di sicuro ci aiuteranno a migliorare il nostro stato emotivo ansioso, a partire da una sana alimentazione.

 

I cibi da evitare

Innanzitutto, bisogna sapere che ci sono alimenti che causano l’aumento dell’ansia, perciò è importante fare in modo di non mangiare cibi che contribuiscono allo stato di agitazione.

Quindi, cosa è bene evitare?

I cibi meno indicati sono sicuramente quelli fritti, i carboidrati ad alto indice glicemico, gli zuccheri raffinati e le bevande alcoliche.

Bisogna anche tenere contro del tipo di ansia di cui si soffre. Se si hanno attacchi di panico, possibilmente bisognerebbe evitare il caffè, poiché questa bevanda aumenta la frequenza cardiaca e può, quindi, scatenare un attacco di panico. Se, invece, è un disturbo di ansia generalizzato e legato alla depressione, il caffè può anche avere degli effetti benefici (sempre in dosi moderate).

 

Otto alimenti per curare l’ansia

Vediamo ora gli alimenti che, grazie al loro alto contenuto di vitamine e sostanze nutritive, calmano mente e corpo aumentando l’energia e stabilizzando l’umore.

  • I cereali integrali: si possono trarre molti benefici dagli alimenti a base di cereali integrali, come la pasta di semola di grano duro e il pane. Gli studi hanno dimostrato che i veri cereali integrali (non gli “alimenti integrali” che contengono ingredienti trasformati) fanno molto bene alle persone che soffrono di ansia.

Questi cereali, infatti, regalano una sensazione di tranquillità grazie alla presenza di triptofano, una sostanza che si trasforma in serotonina, l’ormone della “felicità”.

  • Le alghe: come i cereali integrali, sono ricche di nutrienti (magnesio e triptofano) che aiutano a ridurre la sensazione d’ansia, e ne costituiscono una valida alternativa per chi è intollerante al glutine.
  • I mirtilli non sono solamente un frutto delizioso, sono un vero e proprio “super alimento”. Ricchi di vitamine e fitonutrienti (nutrienti vegetali), contengono un’alta percentuale di antiossidanti che allievano lo stress.
  • Le bacche di Acai: sono considerate anch’esse un super cibo, e ultimamente hanno ricevuto una grande quantità di attenzioni dalla stampa. Forse troppa. Sebbene le sue proprietà strabilianti siano state più trovate pubblicitarie mai dimostrate a livello di ricerca scientifica, sono comunque ricche di nutrienti come il mirtillo.
  • Le mandorle: sono un alimento spesso sottovalutato. Esse contengono zinco, nutriente fondamentale per il mantenimento di uno stato d’animo equilibrato, e contengono ferro e grassi insaturi, parte importante di una dieta equilibrata.
  • Il cioccolato: specialmente quello fondente, senza aggiunta di zuccheri o latte, è ottimo in quanto riduce il cortisolo, l’ormone dello stress che provoca i sintomi dell’ansia. Inoltre, alcuni composti al suo interno migliorano l’umore.
  • Radice di Maca: non è esattamente un alimento popolare nei negozi di alimentari delle nostre latitudini, ma distribuita in polvere può essere aggiunta a molti cibi e bevande e si può trovare nei negozi di alimenti naturali. Si ritiene che questa radice abbia più fitonutrienti che qualsiasi altro tipo di frutta e verdura, tra cui magnesio e ferro che servono a controllare l’ansia e a migliorare la salute generale e la forza fisica.
  • Tisana alla valeriana, melissa, passiflora: risultano essere degli ottimi calmanti rilassanti prima di andare a dormire.

 

In conclusione, l’alimentazione può essere una valida alleata contro l’ansia. Questo disturbo, infatti, ha una ricaduta organica molto forte sul nostro organismo, che si traduce in sintomi e in risposte metaboliche ben precise (disturbi digestivi, aumento/perdita di peso). Associando il sostegno emotivo che ci può fornire solo uno specialista a un corretto regime alimentare, possiamo ritrovare il giusto equilibrio psico-fisico.

Combattiamo lo stress mangiando!

Dieta e Alimentazione per gli Anziani

Alimentazione per Anziani: Dieta e Cibi Consigliati

Dieta e Alimentazione per gli Anziani

L’alimentazione è un aspetto primario della nostra vita, indipendentemente dall’età. Ciò che cambia con il passare del tempo è il modo in cui il nostro organismo assimila ciò che mangiamo, cioè il metabolismo.

Molti di noi, specialmente i non più giovanissimi, avranno notato una maggiore facilità a prendere qualche chilo, oppure un allungamento dei tempi di digestione dopo un lauto pasto: sono tutti segnali di un rallentamento del metabolismo. Andiamo a scoprire le cause di questo fenomeno e come farvi fronte.

 

Cambiamenti dovuti all’età

Alcuni studi hanno dimostrato come già dai 40 anni il fabbisogno energetico del nostro corpo cominci a calare: inizialmente circa del 5% ogni 10 anni; tra i 60 e i 70 anni del 10%; oltre i 70 anni ancora di più.

Queste trasformazioni sono dovute principalmente al cambiamento dello stile di vita, che diventa sempre più sedentario e privo di attività fisica.

Altri cambiamenti riscontrabili con l’avanzare dell’età – e molto evidenti negli over 70 – sono:

  • Diminuzione della sensazione di fame o sete (connessa al calo del fabbisogno energetico)
  • Difficoltà digestive, in particolare da assorbire elementi essenziali come vitamine, ferro e zinco.
  • Riduzione della muscolatura scheletrica e del tessuto osseo, con conseguente rischio di osteoporosi; la causa è da ricercare nella difficoltà ad assorbire alcune sostanze importanti, come il calcio.
  • Problemi cardiovascolari, sebbene non derivanti direttamente da fattori anagrafici, affliggono un gran numero di anziani.

Da tutti questi motivi nasce la necessità di un’alimentazione diversa, che si adatti alle esigenze di ciascuno.

 

La corretta alimentazione

Vediamo ora alcune indicazioni utili per un regime alimentare in linea con i bisogni e le necessità della cosiddetta “terza età”.

Come già detto, il fabbisogno medio di un individuo cala sin dai 40 anni. Anche se, la distribuzione degli alimenti non è poi tanto diversa da quella consigliata a persone più giovani; ciò che cambia è la quantità e, soprattutto, la qualità degli alimenti.

Infatti, ci sono 2 particolari micronutrienti che negli anziani scarseggiano e che devono essere assolutamente introdotti nell’organismo attraverso il cibo. Stiamo parlando di vitamine e sali minerali.

Le vitamine aiutano il sistema immunitario e attivano il metabolismo, oltre a proteggere dai radicali liberi. In particolare, negli anziani è carente la vitamina D, che è contenuta nella carne di pesce azzurro (sgombro, trota, salmone, sogliola, sardine, tonno).

Per quanto riguarda i sali minerali, quelli necessari sono:

  • Ferro, poiché viene assorbito con molta difficoltà dall’intestino.
  • Calcio, utile contro il deterioramento delle ossa.
  • Potassio, regola la pressione sanguigna.
  • Zinco, aiuta il sistema immunitario.
  • Selenio, ha proprietà antiossidanti.
  • Magnesio, giova alle cellule, in particolare a quelle del cuore.

Invece, un elemento da consumare il meno possibile è il sodio – contenuto nel sale e in tutte le pietanze salate – perché tende ad alzare troppo la pressione.

 

Cibi: quali sì e quali no

Vediamo ora quali sono gli alimenti particolarmente consigliati per gli anziani:

  • Frutta e verdura (di stagione), ricche di fibre e di liquidi, in più garantiscono l’apporto di moltissime delle vitamine e dei sali minerali di cui abbiamo parlato prima.
  • Pesce azzurro, contiene i grassi insaturi, cioè quelli “buoni” che fanno benissimo.
  • Carni bianche, forniscono proteine senza appesantire troppo (evitare metodi di cottura “pesanti” tipo frittura e simili)
  • Cereali, quindi riso, farro, orzo, meglio ancora se integrali.

Cibi che invece andrebbero evitati sono:

  • Formaggi stagionati, molto grassi e difficili da digerire.
  • Alimenti preconfezionati, perché contengono additivi e sale in gran quantità; vanno preferiti SEMPRE gli alimenti freschi.
  • Carni rosse, non fanno certamente bene al cuore (soprattutto i salumi).
  • Dolciumi, a causa dell’elevato contenuto di zuccheri.
  • Alcolici: consigliamo solo mezzo bicchiere di vino durante i pasti, per il resto liquori e superalcolici vanno eliminati.

Chiudiamo ricordando un ultimo, fondamentale, aspetto che non deve essere assolutamente trascurato: l’idratazione. Bere sempre tanta acqua al giorno!

 

Se avete domande da farci non esitate, i nostri esperi sono a vostra disposizione!

La Verità sul Latte: fa bene o fa male alla Salute

La Verità sul Latte: fa bene o fa male alla Salute?

Le raccomandazioni ufficiali ne caldeggiano il consumo dalla nascita fino alla vecchiaia. Eppure, sempre più studi ne negano i benefici, rilevandone piuttosto i danni. Di cosa stiamo parlando? Del latte! Andiamo a scoprirne di più.

 

Perché è considerato dannoso

Si è sempre parlato di latte associato al benessere del corpo e delle ossa, ma siamo proprio sicuri di questa affermazione?

Quello che molti non sanno, a causa di una mala informazione, è che il latte e i suoi derivati sono, in realtà, grandi nemici del calcio.

Lo sappiamo, questa è una notizia che potrebbe sconvolgere la vita di non poche persone, visto che sono decenni che ci ripetono la stessa cosa ogni giorno: il latte fa bene! Ma, studi scientifici dimostrano che i latticini sono la causa della diminuzione di calcio nelle ossa. Sono, infatti, altamente acidificanti e, di conseguenza, dannosi per la salute: il sodio e le proteine animali in essi contenuti stimolano l’aumento di acidità nel sangue. Così, il nostro corpo preleva minerali alle ossa, con lo scopo di contrastare lo stato di acidosi. Il risultato è una diminuzione di calcio.Di pari passo con l’aumento del consumo di latticini aumentano, quindi, i fattori di rischio legati a patologie come l’osteoporosi e l’artrite.

E, allora, come implementare il calcio, nutriente fondamentale per la nostra salute?

Per raggiungere il fabbisogno giornaliero di calcio esistono tante altre alternative al latte, andiamole a scoprire insieme.

 

Come bilanciare una dieta senza latticini

Per bilanciare l’apporto di sostanze nutritive, bisogna correttamente sostituire il latte con altri alimenti in grado di apportare gli stessi nutrienti, in particolare calcio e proteine. Vediamo quali sono i cibi con il maggior contenuto di calcio.

  • Cavolo: Oltre a fornire più di un quarto della dose quotidiana di calcio di cui avremmo bisogno, il cavolo contiene vitamina A, un elemento nutritivo che si prende cura della vista come della pelle, prevenendo i segni dell’età.
  • Broccoli: Mangiare broccoli significa non solo assumere calcio, ma anche vitamina C: questa verdura, infatti, ne contiene quasi il doppio dell’arancia. Una dieta ricca di broccoli può essere associata, secondo i ricercatori, ad un minor rischio di contrarre alcuni tipi di cancro, come quello al colon o alla vescica.
  • Cime di rapa: le cime di rapa sono un ortaggio tipicamente italiano. Sono ricche di minerali, soprattutto di calcio, ma contengono anche molte vitamine.
  • Fagioli di soia: i fagioli di soia sono ricchi di vitamina E, di vitamina C, di magnesio e potassio e sono un’ottima fonte di proteine (11 g su 100 di prodotto).
  • Tofu: è molto amato dai vegetariani e considerato un’ottima fonte di proteine. Non tutti però lo conoscono come riserva di calcio: fatto a cubetti e inserito in mezza tazza, può contenere circa 434 milligrammi di calcio. Conviene, dunque, mangiarlo e le ricette per gustarlo non mancano essendo il tofu un alimento molto versatile.
  • Mandorle: contengono il 12% del fabbisogno giornaliero di proteine e sono ricche di vitamina E e potassio. È vero che sono “grasse”, ma i grassi che contengono sono quelli “buoni” che aiutano ad abbassare i livelli di colesterolo (ovviamente, se mangiate con moderazione). Oltre a questo, sono ricche di calcio: 23 mandorle ne contengono circa 45 milligrammi.
  • Salmone: mezza scatoletta di salmone può contenere 232 milligrammi di calcio e provvedere al 44% del fabbisogno giornaliero di questo minerale. Il salmone è anche un’ottima fonte di proteine.

 

Un’altra alternativa: il latte vegetale

Esistono diverse tipologie di latte vegetali dalle altissime qualità nutrizionali, molto più di quanto l’industria lattiero-casearia possa immaginare o sostenga possa avere il latte vaccino. Ecco qualche esempio.

  • Latte di riso: è una combinazione di riso bollito, sciroppo di riso e amido di riso. Questo latte è spesso arricchito di vitamine e minerali. Molti marchi commerciali propongono anche gusti aromatizzati alla vaniglia e al cioccolato.
  • Latte di semi di Canapa: questi semi hanno un alto valore nutrizionale, e di conseguenza il latte che se ne ricava è un ottimo sostituto proteico.
  • Latte di soia: la sua quota proteica è pari a quella del latte vaccino, mentre, per quanto riguarda i grassi, oltre ad essere presenti in minore quantità, sono anche nettamente migliori, poiché appartengono alla categoria di quelli insaturi. Inoltre, è in grado di ridurre il livello di colesterolo e la presenza di Vitamina E partecipa alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo.
  • Latte di cocco: è un’altra gradevolissima alternativa; non è difficile da trovare e può essere un’ottima base per frullati e smoothie.

Quando scegliete la vostra alternativa al latte assicuratevi, come in ogni acquisto, di leggere etichette e indicazioni varie sulle confezioni: molti sono arricchiti con zuccheri artificiali o aromi non naturali. Consigliamo l’autoproduzione, che è più semplice da fare che da pensare!

 

Ora, è chiaro che i bambini hanno bisogno del latte, specie di quello materno, ed è altrettanto chiaro che gli adulti non ne hanno bisogno, e non ne traggono vantaggio.

Ecco perché è fondamentale imparare a mangiare in modo sano scegliendo gli alimenti più giusti per il nostro benessere. La soluzione migliore è quella di mettersi nelle mani di persone esperte e competenti, che saranno in grado di indirizzarci e seguirci.

 

Per qualsiasi richiesta di consigli e informazioni, i nostri fidati erboristi sono sempre a vostra disposizione.

Arriva la Primavera: depuriamoci

Arriva la Primavera: Depuriamoci!

Arriva la Primavera: depuriamoci

La primavera è arrivata e, come era tradizione fare dalle nostre nonne e mamme incominciare a fare pulizie di casa profonde, è arrivato anche il momento di “pulire” il nostro organismo. Vediamo qual è l’alimentazione più corretta che possiamo seguire per ritrovare una buona forma psico-fisica in questo particolare periodo.

 

Occhio ai cambi di stagione

Disintossicare significa eliminare tossine, intendendo tutte le sostanze nocive per il nostro corpo, che derivano dagli alimenti o che si producono nei processi digestivi.
La salute del nostro organismo dipende fortemente dal rapporto tra la quantità di tossine introdotte e la quantità che riusciamo ad eliminare attraverso gli organi emuntori.

Tutto funziona bene finché la quantità introdotta è pari a quella espulsa. Tuttavia, quando la quantità introdotta diventa maggiore di quella espulsa, si deposita nei tessuti, intossicando l’organismo e creando il terreno adatto all’instaurarsi di diverse patologie.

Questo potrebbe verificarsi in particolare durante il passaggio dall’inverno alla primavera, in quanto, durante i mesi freddi, a causa dell’alimentazione più calorica e del minor esercizio fisico si tende ad accumulare massa grassa e tossine e, con l’arrivo della primavera, le scorie accumulate vengono smaltite dall’organismo. Così facendo, si crea un carico di lavoro eccessivo che causa sensazione di stanchezza e mancanza di energia, oltre a gonfiori diffusi e ritenzione idrica.

Nel cambio di stagione è quindi importante aiutare l’organismo ad eliminare tossine e batteri che affaticano il fegato, l’intestino e i reni con trattamenti depurativi. È consigliabile, quindi, mantenere una corretta alimentazione ed è raccomandabile rinforzare ulteriormente l’organismo attraverso una “pulizia mirata” che lo disintossichi dagli accumuli presenti.

 

Consigli alimentari

Per ristabilizzare il nostro organismo, è bene seguire una dieta sana ed equilibrata. Ecco, allora, qualche suggerimento sul piano alimentare:

  • Assumere frutta e verdura fresca in quantità
  • Masticare bene e lentamente tutti i cibi
  • Evitare di assumere latte e derivati
  • Meglio dire no alle carni rosse

Possiamo inoltre aiutarci con alcuni alimenti in grado di apportare una grande fonte di energia e un’azione depurativa. Eccone qualcuno.

  • Il cardo marino: noto per la sua proprietà di proteggere le cellule del fegato dalle sostanze tossiche.
  • Il carciofo: migliora la composizione della bile aumentando la funzionalità del fegato.
  • La bardana: attiva la funzionalità epatica e ha proprietà diuretiche.
  • Il tarassaco: stimola la secrezione biliare aumentandola ed è utilissimo se c’è sofferenza epatica.
  • La rucola: svolge un’azione stimolante e diuretica.
  • Il Tè verde: oltre ad essere ricco di antiossidanti che ritardano l’invecchiamento cellulare, contiene catechina, una sostanza che rende ancora più efficiente il lavoro del fegato.
  • L’ananas: noto per la sua grande azione diuretica dovuta agli acidi organici in esso presenti.
  • Gli asparagi: ipocalorici e con un buon contenuto di fibra, aumentano il senso di sazietà e regolano le funzioni intestinali.
  • I frutti rossi: sono una miniera di antiossidanti che salvano le cellule dall’effetto dei radicali liberi.
  • Il prezzemolo: è ricco di vitamina C (che rinforza le nostre difese) e di vitamina A, contiene potassio e poco sodio e quindi è ottimo contro la ritenzione idrica.
  • Il radicchio: ha proprietà depurative, diuretiche e lassative. Il radicchio verde, poi, è uno dei vegetali più ricchi di ferro.

Risultano molto utili anche le alghe, le quali sono un ottimo aiuto per il riequilibrio psico-fisico apportando micronutrienti essenziali alla riattivazione di energia, al corretto andamento delle funzioni cellulari e dei processi metabolici. In genere, tutte le alghe sono caratterizzate da un’abbondante presenza di iodio, calcio, magnesio e potassio, hanno un alto contenuto di fibre dietetiche con proprietà sazianti e leggermente lassative.

 

Più acqua e meno sale e alcol

Ultimo suggerimento, e non per questo meno importante, è incrementare l’azione depurativa ricordandosi di bere molti liquidi, anche sotto forma di tisane e infusi, e preferire l’acquaoligominerale a basso residuo e scarso contenuto di sodio. Al contrario sarà necessario fare attenzione al consumo di alcolici. L’alcol, infatti, esercita un’azione tossica sul fegato.

Per contrastare la ritenzione idrica data dal sodio contenuto nel sale da cucina, oltre a evitare questo il più possibile, è consigliabile scegliere vegetali ricchi di potassio, come patate, spinaci, kiwi e banane. Da limitare anche i condimenti: sebbene l’olio extravergine di oliva contenga preziose sostanze antiossidanti è bene non esagerare: per sfruttarlo al meglio va usato a crudo e non più di 2-3 cucchiaini per ogni pasto principale.

Per concludere, ecco un esempio di infuso che possiamo preparare per consentire al nostro organismo di contrastare gonfiori e ritenzione idrica.

Questi gli ingredienti in parti uguali: radice di tarassaco, foglie di gramigna, foglie di ortica, foglie di carciofo e cicoria.

Ora, mettete le erbe in acqua fredda e quindi portarla a bollore per cinque minuti circa. Spegnete la fiamma e lasciate a macerare per pochi minuti, quindi filtrare. Una volta pronto, il decotto dura 24 ore; visto il suo sapore amarognolo è consigliato un cucchiaino di miele. Berne una-due tazze al giorno lontano dai pasti.

 

Abbiamo visto quanto sia importante aiutare l’organismo ad adattarsi al cambio di stagione per ripartire con una nuova carica di energia, e possiamo farlo semplicemente con i mezzi che troviamo in natura, i quali risultano essere sempre efficaci. Non ci rimane altro che incominciare le grandi pulizie di primavera!

 

Avete qualche richiesta di chiarimento o ulteriori consigli? I nostri esperti nutrizionisti sono a vostra disposizione!