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DIABETE: NON PIÙ DI SEI CUCCHIAINI!

La malattia dovuta all’eccesso di zucchero, il diabete, risulta essere una vera e propria pandemia. Dal greco pandemos, ‘tutto il popolo’ la pandemia consiste in “un’ epidemia la cui diffusione interessa più aree geografiche del mondo, con un alto numero di casi gravi ed una mortalità elevata”. La pandemia silenziosa più diffusa al mondo è il diabete. Basti pensare che in Italia i diabetici rappresentano il 5,8% della popolazione, con un incremento della prevalenza del 60% negli ultimi vent’anni. Secondo i dati diffusi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità entro il 2030 il diabete rappresenterà in Europa la quarta causa di morte. Ogni anno, ci sono in Italia più di 70 mila ricoveri per diabete, principalmente causati da complicanze quali ictus cerebrale ed infarto del miocardio, retinopatia diabetica, insufficienza renale e amputazioni degli arti inferiori. Il consumo di farmaci per il diabete, Indicatore importante del sistema salute, è andato aumentando negli ultimi dieci anni del 4% ogni anno. Il diabete di tipo 2 (ovvero quello su cui si può agire attraverso la prevenzione dei fattori di rischio), nel 2010 affliggeva già 285 milioni di persone, che potrebbero diventare 438 milioni nel 2030, con una progressione di 21mila nuovi casi al giorno. Da questi numeri preoccupanti  scende in campo direttamente l’American Heart Association (Aha) con una pubblicazione di nuove linee guida in materia di prevenzione cardiovascolare. Il documento consiglia a partire dai 2 sino ai 18 anni di non superare 25 grammi di zucchero al giorno, ovvero circa sei cucchiaini da the. Occorre definitivamente mettere al bando le bibite zuccherate industriali, basti pensare che una di 330 ml contiene circa 9 cucchiaini da the di zucchero. Attualmente si calcola che i bambini italiani fra 2 e 9 anni raggiungono quota 87 grammi pari a una quindicina di cucchiaini e al 20% del fabbisogno di calorie giornaliere. Secondo le indicazioni dei cardiologi americani, invece, non bisognerebbe superare il 5-10%. Non sia di consolazione che la media europea è di 97 grammi.

Miriam Vos, prima firma del documento dell’American Heart Association e professore associato di Pediatria presso la facoltà di Medicina della Emory University di Atlanta ha dichiarato che “La quantità di 25 grammi al giorno è tarata su ragioni scientifiche ma anche pensata per essere gestita dai genitori senza troppi sforzi. Riteniamo che per la maggior parte dei bambini non assumere più di sei cucchiaini di zucchero aggiunto ai cibi al giorno sia un obiettivo possibile e soprattutto fonte di salute”.

Added Sugars and Cardiovascular Disease Risk in Children. A Scientific Statement From the American Heart Association

Miriam B. Vos, Jill L. Kaar, Jean A. Welsh, Linda V. Van Horn, Daniel I. Feig, Cheryl A.M. Anderson, Mahesh J. Patel, Jessica Cruz Munos,Nancy F. Krebs, Stavra A. Xanthakos and Rachel K. Johnson – Ciirculation Published Ahead of Print: August 22, 2016

Mauro Mario Mariani – il TAO dell’alimentazione – Zucchero dolce veleno

Dott.. Mauro Mario Mariani, Medico Chirurgo, Specialista in Angiologia. Ideatore del Metodo 3emme

Diabete e frutta Metodo 3EMME

Controllare il Diabete mangiando frutta

Quando si parla di glicemia oltre i limiti e di diabete di tipo 2, quello alimentare, si scatenano leggende metropolitane e falsi miti e spesso alcuni frutti contenenti più zuccheri vengono esclusi.

In realtà il rischio di diabete sembra ridursi consumando frequentemente piccole porzioni di frutta fresca (80 grammi) e, nei casi di malattia conclamata, andrebbero a diminuire le complicanze, per esempio quelle vascolari. Lo rivela un’ampia ricerca (1), i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista PLOS Medicine.

Il rischio di diabete sembra ridursi con un consumo frequente di frutta fresca nella giornata, lo rivela uno studio della University of Oxford

Lo studio, condotto da Huaidong Du della University of Oxford (1), che ha coinvolto quasi 500 mila persone affette da diabete o con predisposizione, ha documentato che assumendo frutta fresca, poca e spesso, si  riduce sia il rischio di ammalarsi di diabete che quello di complicanze per chi è già malato.

Che il rischio di diabete si riduca  mangiando più volte frutta fresca, lo rivela anche uno studio della University of Oxford. Lo studio va contro corrente in quanto la frutta è spesso sconsigliata ai diabetici dagli stessi medici. Questa ricerca mostra invece che gli effetti protettivi del consumo di frutta fresca non sono annullati dal contenuto in zuccheri, poiché gli zuccheri della frutta (al contrario di quelli di snack, dolci, bibite e cibo spazzatura in generale) sono naturali.

Ricordiamo anche che nella frutta non sono presenti solo gli zuccheri ma anche fibre, minerali e vitamine… Per questo è importante imparare a gestire la porzione e la frequenza dell’assunzione di ogni tipo di frutto.

L’osservazione è che mangiare poco, spesso e lontano dai pasti la frutta non solo consente di non arrivare mai affamati ai pasti, ma permette di tenere i livelli di glicemia sotto controllo.

(1) Huaidong Du , Liming Li , Derrick Bennett, Yu Guo, Iain Turnbull, Ling Yang, Fiona Bragg, Zheng Bian, Yiping Chen, Junshi Chen, Iona Y. Millwood, Sam Sansome, Liangcai Ma, Ying Huang, Ningmei Zhang, Xiangyang Zheng, Qiang Sun, Timothy J. Key, Rory Collins, Richard Peto, Zhengming Chen, China Kadoorie Biobank study. Fresh fruit consumption in relation to incident diabetes and diabetic vascular complications: A 7-y prospective study of 0.5 million Chinese adults

3EMMEr Dott.ssa Angela Milano, Biologo Nutrizionista