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Stress da studio: come combatterlo

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità è il male del secolo. Lo stress è un’epidemia, in Italia ne soffrono nove persone su dieci, negli Stati Uniti il 40% della popolazione ammette di sentirsi più stressato dell’anno precedente. Secondo l’Oms è questo il male del secolo. In occasione della Giornata per la consapevolezza dello stress del 7 novembre gli esperti ne parlano e danno consigli per affrontare questo grave disagio.

Un aspetto frequente e spesso sottovalutato è lo stress da studio che colpisce migliaia di studenti, soprattutto universitari che nel periodo che precede gli esami accompagnano il loro stress da studio insieme ad uno stato d’animo di ansia.

 

Per tenere a bada lo stress da studio è importante tenere sotto controllo i livelli di cortisolo con buon sonno e buona compagnia

Una ricerca condotta dal Max Planck Institut e dal Politecnico di Dresda ha rilevato che stare in contatto con persone stressate produce un aumento dei livelli di cortisolo nel sangue anche del 26%. Un livello che può salire fino al 40% se si tratta di conoscenti o familiari.

Se durante un periodo di studio intenso ci si sente stressati, è fondamentale dormire bene!

Riposare in senso fisico, ma anche psichico, ed è per questo che si consiglia di avere un sonno riposante e tranquillo perché non aiuta solo a salvaguardare il proprio benessere, ma anche a recuperare tutte quelle energie che si sono spese durante l’arco di tutta la giornata.

Escolzia, Passiflora, Valeriana sono piante che favoriscono il rilassamento e il sonno in situazioni di stress. Buona compagnia e cioccolato fondente oltre il 75% aiutano a migliorare il tono dell’umore, fattore fondamentale nel combattere stati d’ansia.

Ansia e stress vanno di pari passo e influiscono sui risultati di esami e concorsi

Essere sottoposti ad una valutazione è spesso causa di tensione e ansia soprattutto se superare quella valutazione ha per noi un’importanza particolare.

È il caso dei concorsi, crocevia di tanti giovani neo laureati che si affacciano al mondo del lavoro.

L’ansia a livelli contenuti è oltretutto funzionale perché ci permette di essere pronti e attivi per affrontare la situazione.

Soffrire di stress da studio quasi sempre si associa ad ansia da esame o concorso , erroneamente catalogata come ansia da prestazione: in questo caso, la situazione stressogena influenza il tono dell’umore, la capacità di memorizzazione e la lucidità mentale. Di conseguenza si avverte la sensazione di poca preparazione e di paura.

Sebbene i problemi nascano nella sfera dello studio e dei libri, la soluzione si deve trovare altrove: nel sonno, nello sport e in alcune piccole abitudini.

 

Essere gentili e spegnere il telefono 2 ore prima di andare a dormire

Secondo gli esperti, piccole azioni possono aiutare ad affrontare il disturbo di stress generale, che contribuisce ad alleviare le tensioni e favorisce la tranquillità.

Essere gentili: secondo uno studio della Carolina State University i capi in grado di comunicare con educazione e gentilezza ottengono migliori performance dai dipendenti.

Ridere: gli specialisti della Mayo Clinic del Minnesota hanno sottolineato come ridere faccia aumentare la quantità di aria ricca di ossigeno nel nostro corpo, stimolando il cuore, i polmoni e i muscoli, un effetto che aumenta l’endorfina rilasciata dal cervello.

Abitudini: Perri Klass dell’Università di New York sostiene che i gesti ripetitivi sono buoni rimedi contro l’ansia: la ripetizione di una parola, una frase, un movimento o un suono può avere effetti di riduzione dello stress.

No allo schermo: i ricercatori dell’Università di Gothenburg hanno scoperto che trascorrere troppo tempo davanti allo schermo provoca problemi di sonno e aumenta il rischio di depressione, specie nelle donne giovani. È sana abitudine spegnere i dispositivi 2 ore prima di coricarsi. Provatelo per un mese!

Pranzare con calma: dall’Università di Saint Louis un consiglio, una pausa pranzo troppo veloce o a base di junk food è da sostituire con un pranzo leggero e bilanciato, ricco di carboidrati, vitamine e proteine. Si legge nello studio che “Al respiro corrisponde una determinata attività mentale: sono due azioni strettamente legate, perché il respiro lavora sul sistema parasimpatico con effetto calmante. Infatti, quando l’ansia e lo stress salgono, il respiro si accorcia”.

 

Prova la fast walking dopo una sessione di studio

Siamo alle solite, il livello di cortisolo. Dopo una sessione di studio è il momento di massimo stress e ansia in quanto si materializza l’impressione che le cose non vadano e la memoria sia debole.

Ebbene, è il momento migliore per fare un po’ di sana Fast Walking per liberare la mente e scaricare le tensioni: una camminata a buon ritmo di 20-25 minuti, è un’ottima tecnica anche per ripensare a quello che si è studiato da un’altra prospettiva. Ragionare anche a come si è studiato, cosa è rimasto in mente cosa no.

Al ritorno della Fast Walking è consigliabile una spremuta di frutta o un centrifugato detox e un momento di stacco.

In questo modo si può gestire lo stress da studio compagno scomodo della carriera scolastica ed universitaria dei giovani.

L’allenamento migliora il sonno

Chi è stanco…. mangia

Numerosi ricercatori, compresi quelli del New York Obesity Nutrition Research Center , hanno recentemente trovato prove di come la stanchezza aumenti la propensione a mangiare.

Le persone che soffrono di sonno debole o hanno problemi di insonnia consumano circa 300 calorie in più al giorno. ‘’Diminuire le ore di sonno sembra accendere il sistema endocannabinoide, il bersaglio del principio attivo della marijuana, aumentando il desiderio di assumere cibo’’, sintetizza la neurologa Erin Hanlon, autrice di uno studio sulla rivista Sleep.

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