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Alimentazione Sana e Stile di Vita equilibrato per essere in forma

Metodo 3EMME e Benessere Psicofisico

Alimentazione Sana e Stile di Vita equilibrato  per essere in forma

Gli ultimi dati statistici affermano che in Italia ci sono 3 adulti su 10 (32%) in sovrappeso, mentre 1 su 10 è obeso. Quindi, il 42% della popolazione dai 18 ai 69 anni è in eccesso ponderale. L’obesità colpisce in prevalenza gli uomini e cresce con l’invecchiamento. Infatti, tra gli over 50 la metà dei soggetti è in eccesso di peso.

 

Il regime alimentare è fondamentale per il nostro Benessere

Sempre più spesso si pensa, erroneamente, che mangiare bene significhi solo saziarsi. Consumare cibi buoni e di qualità in un ambiente amichevole, mangiare un po’ di tutto ma in quantità adeguate, è però altrettanto importante. Ed è per questo che è fondamentale saper distinguere tra i cosiddetti cibi funzionali e i cibi spazzatura:

  • I cibi funzionali sono quelli che, oltre ad avere un corretto contenuto nutrizionale, sono riconosciuti come elementi benefici per una o più funzionalità sull’organismo e portano a un miglioramento dello stato di salute, di benessere e a una riduzione del rischio di malattia.
  • I cibi spazzatura sono gli alimenti ultra-raffinati, talvolta inutilmente arricchiti di grassi idrogenati, zucchero e sale, con contenuto calorico molto alto in relazione al valore nutrizionale che può risultare sbilanciato.

A questo proposito, quindi, la dieta dovrebbe riguardare cibi e bevande che per qualità e quantità devono essere assunti quotidianamente, in modo equilibrato per soddisfare il fabbisogno energetico, plastico e regolatore dell’organismo. Metodo 3EMME, in questo senso, è un percorso alimentare che propone un nuovo stile di vita caratterizzato da una strategia NUTRICENTRICA, cioè una dieta volta a massimizzare i cibi ricchi di elementi positivi per il nostro organismo, possibilmente biologici ed equilibrati per assicurare al nostro organismo ciò di cui ha bisogno

Una giusta alimentazione è dunque determinante per uno sviluppo fisico sano a partire dalla fase prenatale e lungo tutta la nostra vita. Una nutrizione equilibrata è direttamente legata a una buona salute materno-infantile e facilita i bambini nell’apprendimento, aiutando gli adulti a essere più produttivi.

 

Lo stile di vita e la Salute: un binomio indissolubile

Un regime alimentare corretto è essenziale per il benessere psicofisico della persona, ma non sufficiente. Infatti, è importante abbinare a una dieta bilanciata uno stile di vita attivo, che preveda la pratica quotidiana di attività fisica. Farlo aiuta a mantenere un peso corporeo adeguato, permettendo una crescita più armoniosa dal punto di vista fisico e più serena da quello psicologico.

Spesso, infatti, le persone in sovrappeso o obese tendono a essere emarginate. In particolare, i bambini sono portati a sviluppare un rapporto difficile con il proprio corpo e con i coetanei. Di conseguenza, tendono a isolarsi ancora di più causando un invitabile aumento delle abitudini sedentarie.

 

Metodo 3EMME e Benessere Psicofisico: la nostra Soluzione

Il Metodo 3EMME è un regime alimentare fondato sul legame tra corretta alimentazione e stile di vita sano che, oltre a dare benefici psicofisici nel breve periodo, aiuta anche nella prevenzione e nella cura di molte malattie croniche. Tra queste ricordiamo l’obesità, il sovrappeso, l’ipertensione arteriosa, le malattie dell’apparato cardiocircolatorio, le malattie metaboliche, il diabete tipo 2 e alcune forme di tumori.

Le motivazioni per adottare uno stile di vita sano a 360 gradi sono veramente infinite, ma non sempre è così semplice adeguarvisi completamente. Ecco perché abbiamo creato un percorso per accompagnare le persone verso l’apprendimento di un insieme di buone regole che le aiutano a stare meglio. Un Metodo, il nostro, che prevede il supporto diretto – durante le prime 6 settimane – di un Professionista della Nutrizione: un Erborista che, con i suoi consigli, è in grado di prendersi cura dei pazienti, dando consigli personalizzati.

 

Quali sono le maggiori difficoltà che vi fanno desistere dal seguire uno stile di vita sano? Condivideteli sul nostro blog o sulla pagina Facebook Ufficiale!

Alimenti indispensabili per la stagione Estiva

Frutta e Verdura di Stagione: la Spesa di Giugno

Alimenti indispensabili per la stagione Estiva

Un nuovo mese inizia, avvicinandoci sempre più all’estate. E siccome anche con il caldo nutrirsi in modo sano è importante, vi proponiamo la lista della spesa di giugno. Frutta e verdura di cui non possiamo fare a meno, se vogliamo nutrire il nostro corpo in modo corretto.

Quali sono i cibi freschi da mettere in tavola? Scopriamolo, insieme a 3 ricette per arricchire i nostri menu di gusto e salute.

 

Verdura: quale comprare a giugno?

Ecco un elenco di tutta la verdura di stagione del mese. Tanti prodotti della terra che possiamo mettere in tavola, senza doverci preoccupare di conservanti e pesticidi. L’importante, come vi diciamo spesso, è scegliere alimenti biologici. Possibilmente a km 0. Così, siamo sicuri della provenienza del cibo e sosteniamo l’economia locale e i piccoli produttori.

  • Bietole
  • Carciofi
  • Carote
  • Cavoli
  • Cetrioli
  • Cicorie
  • Cipolle
  • Fagiolini
  • Fave
  • Insalate
  • Melanzane
  • Patate
  • Peperoni
  • Piselli
  • Pomodori
  • Radicchi
  • Ravanelli
  • Rucola
  • Sedani
  • Zucchine

 

Frutta: cosa mettere in tavola a giugno?

Anche la frutta di stagione è ricca di sostanze benefiche per il nostro organismo.  Una ricca tavolozza di colori, per rendere vivaci e divertenti i nostri piatti. Giallo, rosso, arancione, viola. Queste sono solo alcune delle tonalità del benessere. Ecco tutti i frutti da acquistare nel mese di giugno.

  • Albicocche
  • Banane
  • Ciliegie
  • Fragole
  • Limoni
  • Mirtilli
  • Pesche
  • Susine

 

Giugno e le Ricette di Stagione

Con tutti questi alimenti freschi a nostra disposizione possiamo sbizzarrirci in cucina, preparando piatti buoni (per il corpo e il palato). Noi ti diamo qualche idea per portare in tavola tutto il benessere che la natura ci mette a disposizione. Impariamo a nutrirci!

Pasta integrale alla crema di piselli

Ingredienti:

  • Pasta integrale (del formato preferito – es. fusilli o mezze penne)
  • 200 gr di piselli
  • 1 cucchiaino di Olio Extra-Vergine di Oliva spremuto a freddo
  • 2 bicchieri di brodo vegetale
  • Pepe bianco q.b.
  • 1 cipollotto
  • Erbe aromatiche a piacere (noi scegliamo il basilico)

Lava, asciuga e trita il cipollotto a dadini finissimi. Mettili in una casseruola e aggiungi un cucchiaino di olio extra-vergine di oliva. Inizia a cuocere: abbassando la fiamma, per evitare di bruciare il cipollotto. Quando sarà rosolato a puntino, aggiungi i piselli (precedentemente lavati e provati dell’acqua in eccesso).

Dopo circa un minuto, aggiungi un mestolo di brodo vegetale e continua a cuocere (aggiungendo il liquido al bisogno), finché le verdure saranno belle morbide.

Nel frattempo, metti a bollire l’acqua in cui cuocerai la pasta.

Quando i piselli saranno morbidi al punto giusto, spegni la fiamma e, aiutandoti con il mixer a immersione, frulla fino a ottenere una crema morbida e setosa. Se il composto risultasse troppo denso, puoi aggiungere un cucchiaio di acqua di cottura per ammorbidirlo.

Scola la pasta e aggiungila alla crema di piselli. Amalgama bene il tutto, aggiungi il pepe e le erbe aromatiche. Il piatto è pronto!

 

Zucchine marinate all’aceto di mele

Ecco un antipasto fresco e veloce, perfetto per i primi caldi.

Ingredienti:

  • 3/4 zucchine
  • 5 cucchiai di Aceto di mele q.b.
  • Pepe nero
  • Curcuma (a piacere)
  • 1/2 cucchiai di passata di pomodoro fresco

Lava e asciuga bene le zucchine. Quindi, tagliale a fettine sottili, aiutandoti con un pelapatate. Riponile in un grande piatto fondo. A parte unisci l’aceto di mele e la passata di pomodoro (meglio se la prepari in casa, con un prodotto fresco). Mescola bene il tutto, aggiungendo il pepe e – se ti piace – la curcuma.

Quando il composto sarà pronto, versalo sopra le zucchine e lascia marinare in frigorifero per mezza giornata. Se ti rendi conto che c’è poco liquido, puoi rinforzarlo aggiungendo un cucchiaio di aceto di mele.

Un antipasto perfetto da servire freddo, accompagnato da gallette di mais o chips di patate al forno.

 

Insalata di rucola e pesche, con semi croccanti

Ingredienti:

  • 250 gr di rucola
  • 2 pesche (sode e compatte)
  • Semi di lino
  • Semi di sesamo
  • Pepe nero
  • 1 cucchiaino di Olio Extra-Vergine di Oliva spremuto a freddo

Lava e asciuga bene rucola e pesche. Prendi la frutta e tagliala a fettine sottili. Riponile in una ciotola e aggiungi la rucola (a noi piace lasciare le foglie intere, ma puoi sminuzzarle se preferisci). Versa 1 cucchiaino d’olio e spolvera il pepe nero. Continuando a mescolare, aggiungi i semi nella quantità desiderata.

L’insalata è pronta per essere portata in tavola. Buon appetito!

E tu, quale ricetta prepareresti con la spesa di giugno? Diccelo nei commenti o sui social!

Erbe aromatiche: usi e benefici in cucina, per una dieta light e sana

Le Erbe Aromatiche: Proprietà e Usi nell’Alimentazione

Erbe aromatiche: usi e benefici in cucina, per una dieta light e sanaLe erbe aromatiche sono elementi di base per il nostro benessere. Utili per insaporire i cibi al posto dei condimenti più grassi (come olii, salse e sale), svolgono importanti funzioni sull’organismo. Oggi abbiamo deciso di condividere con te un vademecum: una guida alle erbe aromatiche fondamentali da tenere in dispensa per ritrovare il benessere.

 

Basilico

Pianta con origini lontane (pensate che proviene dall’Asia), il basilico fiorisce nei mesi compresi fra giugno e agosto. Si tratta di una pianta erbacea annuale, di cui esistono numerose varietà. Se si decide di coltivarla, bisogna sapere che il basilico cresce in pieno sole con una temperatura ottimale di circa 25°. È possibile tenerla sia a terra, che in vaso. Ecco perché gli appassionati di Orto in Casa o nel Balcone riescono a far crescere il basilico senza difficoltà.

Questa pianta contiene un olio essenziale che le conferisce la sua tipica profumazione. Un odore intenso, che si trasforma in un sapore coinvolgente e deciso. Da consumare fresco o congelato, evitando il basilico essiccato (perché privo del suo aroma).

Usi e Proprietà del Basilico

Vediamo, quindi, perché e come usare il basilico per dare una mano al nostro organismo.

Le proprietà principali del basilico sono:

  • Stimolanti
  • Disinfettanti
  • Eccitanti
  • Digestive
  • Antispasmodiche

Inoltre, questa pianta ci aiuta a combattere emicrania, stanchezza e alito cattivo.

Come usarla?

Ottima per insaporire i cibi (insalate, sughi a base di pomodoro, carni bianche), si presta anche alla preparazione di creme, sughi e vellutate.

 

Erba Cipollina

Usata sia come erba aromatica che come ornamentale, l’erba cipollina è una pianta perenne. Tipica delle aree fredde di Europa, Nord America e Asia. La troviamo sempre più spesso nelle nostre tavole, anche come abbellimento per i nostri piatti.

Sono tanti gli chef, infatti, che la usano per confezionare involtini di verdure e guarnire risotti. Vista la sua forma particolare si presta benissimo a questi scopi, garantendo una resa estetica senza pari.

Proprietà e Usi dell’Erba Cipollina

Questa pianta contiene numerosi sali minerali, fibre, proteine e vitamine. Ed è proprio in virtù della sua composizione che l’erba cipollina svolge importanti funzioni benefiche sul nostro organismo. Le sue proprietà fondamentali sono:

  • Battericide
  • Antisettiche
  • Antiossidanti
  • Diuretiche
  • Espettoranti
  • Vasodilatatrici
  • Digestive
  • Lassative
  • Emollienti
  • Cicatrizzanti

Per queste ragioni, viene spesso impiegata come rimedio contro punture di insetti, acne, screpolature e scottature della pelle.

I suoi benefici, però, non riguardano solo la cosmesi. L’uso dell’erba cipollina, infatti, è consigliato per tutti coloro i quali vogliono mantenersi in salute, con gusto.

Usare l’Erba Cipollina per ritrovare il benessere

In cucina possiamo usare sia le foglie che i bulbi della pianta. Visto il suo aroma delicato, l’erba cipollina è ottima per arricchire insalate, minestre, carni bianche e pesci magri. L’importante è di aggiungerla sempre a fine cottura, per evitare che l’aroma si disperda.

 

Origano

Pianta erbacea perenne, tipica dei paesi del Bacino Mediterraneo, l’origano assume forma di cespuglio. Anche di questa ne esistono varie specie. Il suo uso in cucina si è diffuso in tutto il mondo, grazie a una delle specialità tipiche italiane: la pizza, che spesso viene condita con pomodoro e origano.

Usi e Proprietà dell’Origano

Sono moltissime le proprietà di questa pianta. Noi vi presentiamo le più importanti:

  • Vermifughe
  • Antisettiche
  • Antispasmodiche
  • Toniche
  • Espettoranti
  • Digestive

Effetti benefici che il rosmarino produce grazie alla buona dose di vitamine e Sali minerali che contiene, che la rendono perfetta anche come rimedio naturale contro il meteorismo.

L’origano viene usato in cucina come spezia per dare sapore a verdure, insalate, pesci magri e carni bianche. È possibile consumarlo anche essiccato, perché mantiene inalterato il suo aroma che – così – risulta essere ancor più intenso.

Quali sono le vostre erbe aromatiche preferite? Parliamone!
Ritrova il benessere con la Vitamina D!

Tutto sulla Vitamina D

Ecco un nuovo appuntamento con l’informazione. Oggi ci occupiamo di Vitamina D: una sostanza fondamentale per il nostro organismo, che possiamo produrre anche con una sana esposizione al sole. Vedremo, quindi, quali sono gli alimenti che la contengono e che conseguenze ci aspettano in caso si verifichi una carenza.

 

Perché la salute passa anche dalla conoscenza. E noi ci impegniamo ogni giorno per stare a fianco di chi, come voi, sceglie di prendersi cura del proprio corpo.

 

La Vitamina D: caratteristiche e funzioni principali

Esistono ben 5 tipi di Vitamina D (D1, D2, D3, D4 e D5), tutti necessari per un corretto funzionamento del nostro organismo. Tra queste, però, ce ne sono 2 che dobbiamo tenere monitorate (perché fondamentali): la Vitamina D3 e quella D5.

Questa sostanza è stata scoperta in tempi abbastanza recenti – agli inizi del secolo scorso – in occasione di studi per la cura del rachitismo. All’epoca si conosceva nulla a riguardo della Vitamina D: una sostanza liposolubile, prodotta dal nostro corpo. Ma proprio grazie alle ricerche si giunse a scoprirla. Con essa vennero alla luce le sue funzioni fondamentali e si comprese come favorirne la creazione senza ricorrere a integratori esterni.

Perché la Vitamina D è importante?

Vi rispondiamo presentandovi la funzione principale svolta da questa sostanza.

La Vitamina D è cruciale per gli esseri umani, in quanto aiuta il processo di omeostasi (ovvero, quella particolare capacità degli organismi viventi di autoregolarsi, mantenendo un sano equilibrio interno). E riesce in questo perché ci permette di assorbire correttamente calcio e fosforo. Inutile dire che si tratta di una sostanza essenziale per il nostro benessere. Soprattutto in particolari momenti della vita.

Vitamina D: quando ne serve di più?

L’aumento del bisogno di Vitamina D si verifica nelle donne, durante gravidanza e allattamento. Ecco perché i medici consigliano di integrarla in caso di carenza.

È bene sapere, però, che circa l’80% della popolazione soffre di carenza di Vitamina D. Uno stato che colpisce soprattutto i giovani, durante i mesi più freddi dell’anno. Il rischio di carenza, poi, aumenta con l’avanzare dell’età, acutizzandosi durante la vecchiaia.

I rischi causati da una carenza di Vitamina D

Sono notevoli e possono portare a conseguenze gravi per il nostro benessere. Vediamo insieme i principali:

  1. Rachitismo (nei bambini)
  2. Debolezza muscolare
  3. Dolori e fragilità ossea
  4. Abbassamento del livello di calcio e fosforo e, quindi, possibile iperparatiroidismo (malfunzionamento della tiroide)
  5. Deformazioni ossee, nei casi più gravi

Questi 5 punti sono sufficienti per tenere monitorati i livelli di Vitamina D. Ma attenzione: mai sottovalutare il nostro corpo!

Dopo tutto, siamo una macchina perfetta, progettata per rispondere ai suoi bisogni. Se, infatti, la Vitamina D viene prodotta autonomamente dalla nostra pelle, non è detto che questa riesca a farlo nel modo giusto. Prima di assumere integratori, però, è bene supportare l’organismo con metodi meno invasivi.

Infatti, non tutti sanno che basta un’esposizione al sole di circa 15/20 minuti al giorno per stimolare la produzione di Vitamina D in quantità sufficiente al corretto funzionamento del processo di omeostasi.

Sovraddosaggio di Vitamina D: quali conseguenze

Come detto poco sopra, i rischi causati da un’assunzione eccessiva di Vitamina D sono notevoli. Infatti, i casi di tossicità acuta e/o cronica si manifestano spesso e possono portare:

  • Nausea
  • Diarrea
  • Valori anomali di calcio nel sangue

Questa è dovuta principalmente ad un’errata e/o elevata assunzione di integratori alimentari a base di Vitamina D. Ecco perché, come sempre, vi suggeriamo di rivolgervi al medico prima di assumere qualsiasi rimedio per lasciare invariato e tutelare il vostro benessere.

Alimenti che contengono la Vitamina D

La sostanza è contenuta in alcuni alimenti. Tra questi troviamo:

  • Olio di fegato di merluzzo
  • Pesci grassi (come salmone e aringhe)
  • Latte e derivati
  • Uova
  • Fegato
  • Verdure verdi

Inutile sottolineare che non si tratta proprio di alimenti ottimali per mantenere il peso forma. Ecco perché il consiglio migliore da seguire è quello di stare quanto più possibile all’aria aperta, esposti ai raggi solari, monitorando i livelli del sangue e – se necessario – integrando la nostra dieta con formulati specifici, dietro prescrizione del medico.

Conoscevate l’importanza della Vitamina D?

Parliamone nei commenti o sui social network!

Proprietà e benefici della soia - consigli di alimentazione e benessere

Scopriamo Tutto sulla Soia: Benefici e Ricette

Oggi parleremo di un alimento molto importante, particolarmente amato da vegetariani e vegani (che lo utilizzano come alternativa alla carne), ma adatto anche a chi predilige un’alimentazione onnivora: la soia.

Proprietà e benefici della soia - consigli di alimentazione e benessere

 

Questo legume di origine asiatica sta avendo una diffusione sempre maggiore anche nel resto del mondo. Ciò è dovuto, in gran parte, alle sue notevoli proprietà benefiche. Cominciamo conoscendolo meglio.

 

Cos’è la soia: le diverse tipologie e la composizione

Come già accennato, la soia è una pianta leguminosa, con un fusto che raggiungere gli 80/90 cm di altezza. La parte commestibile è costituita dai semi, che sono contenuti in baccelli lunghi e piatti (simili a quelli dei piselli).

Le varietà di piante di soia sono 4 e si differenziano l’una dall’altra in base al colore:

  • Soia gialla, la più comune e dalla quale si ottiene la gran parte dei prodotti derivati (farina, latte, olio…)
  • Soia verde, dalla quale si ricavano i germogli, non è altro che la gialla raccolta un po’ prima della completa maturazione
  • Soia rossa, famosa per i suoi semi (i fagioli azuki)
  • Soia nera, la più rara, non viene quasi mai esportata e la si trova solo nei luoghi dove viene coltivata

Il maggior produttore mondiale sono gli Stati Uniti, mentre i consumi maggiori si hanno nei paesi orientali. Quelli da cui proviene storicamente (le prime tracce risalgono a 5.000 anni fa in Cina).

Il successo della soia si deve a una sua particolare caratteristica: l’alto contenuto di proteine. Si tratta, infatti, dell’alimento che contiene più proteine di tipo vegetale in assoluto, ben più di qualsiasi altro legume (37% del suo peso). Per questo motivo è considerato una delle più importanti alternative alla carne per i vegetariani.

Se poi aggiungiamo il basso contenuto di carboidrati e grassi, capiamo perché sia un alimento indicato per ogni tipo di dieta (infatti il contenuto calorico è di sole 122Kcal per 100 grammi). Da non sottovalutare è anche la sua elevata digeribilità.

Per il resto, all’interno dei semi si trovano anche vitamine (soprattutto A) e minerali, come potassio, magnesio e fosforo. I germogli, inoltre, sono ricchi di vitamina C.

 

Perché la soia fa bene: i benefici

Veniamo al punto più importante del nostro articolo: i benefici che garantisce la soia. Vediamoli uno per uno:

  • Colesterolo: le proteine contenute nella soia appartengono alla categoria delle “nobili” (così chiamate perché contengono tutti gli aminoacidi più importanti) e uno degli effetti è proprio la diminuzione del colesterolo nel sangue, che scorre così più fluido senza formare depositi.
  • Osteoporosi: sempre le proteine vegetali aiutano l’organismo ad assorbire la vitamina D, che si deposita poi nelle ossa, rafforzandole.
  • Antiossidante: la contemporanea presenza di molte vitamine (A, B, C, D) e di tutti gli amminoacidi essenziali ha un effetto antiossidante e detossificante per l’organismo.
  • Sistema Cardiovascolare: collegato alla prevenzione del colesterolo c’è anche il benessere dell’intero sistema cardiovascolare, che è un altro dei benefici garantiti da questo alimento.
  • Digestione: come tutti gli altri legumi, anche la soia contiene fibre (non tantissime, ma neanche poche) che aiutano la digestione; se poi aggiungiamo che si tratta comunque di un alimento oleoso (dal quale, infatti, si ricava un olio) l’effetto per il benessere intestinale non può che essere ancora migliore.
  • Metabolismo: viene accelerato, grazie alle proprietà energizzanti della soia.
  • Menopausa: alcune molecole particolari contenute nella soia – che si chiamano isoflavoni – sono in grado di rimpiazzare – in parte – il ruolo degli estrogeni, che sono gli ormoni che mancano alle donne in menopausa (perché il loro organismo non li produce più)
  • Massa Muscolare: sempre l’alto apporto proteico ha reso questa pianta molto utile a tutti gli sportivi che desiderano aumentare la propria massa muscolare.
  • Calvizie: sembra che la soia contrasti la formazione dell’ormone DHT, responsabile della caduta dei capelli.

Accanto a tutte queste proprietà alimentari, la soia possiede anche notevoli applicazioni nel campo della cosmesi e della cura del corpo. In particolare, a beneficiare di questa pianta sono: capelli (come già accennato), pelle e unghie.

 

La soia in cucina: le ricette

Arriviamo a un altro aspetto fondamentale: quello pratico. In che forme si presenta la soia e in che modi possiamo mangiarla?

Partiamo col primo punto. Sulla nostra tavola la soia può presentarsi in diverse forme, le più comuni sono:

  • Semi semplici
  • Farina, molto importante perché non contiene glutine
  • Olio, contiene grassi insaturi (quindi quelli considerati “buoni”)
  • Latte e i suoi derivati, come yogurt, gelato o formaggio (che prende il nome di tofu)
  • Salsa per condimenti (tipica della cucina orientale)
  • Germogli, per decorare e arricchire il piatto

Vediamo adesso due modi per portare la soia in tavola: ecco 2 ricette.

1. Hamburger di soia e riso

Ingredienti (per 8-10 hamburger):

  • Soia gialla (in semi), 100 grammi
  • Riso integrale, 80 grammi
  • Carote, 150 grammi (2 di medie dimensioni)
  • Latte di soia, 50 ml
  • Pane grattugiato, 50-60 grammi
  • Salsa di soia, 1 cucchiaino
  • Salvia, qualche foglia
  • Prezzemolo, 1 ciuffetto
  • Olio extra vergine d’oliva (spremuto a freddo)

Cominciate mettendo in ammollo i semi di soia gialla per circa 12 ore. Quando saranno raddoppiati di volume, sciacquateli con acqua fredda e metteteli in una casseruola piena d’acqua. Cuocete per 60-80 minuti (fino a quando non diventano belli morbidi).

Pulite e sbucciate le carote, poi lessatele. Stesso discorso per il riso integrale: cuocetelo per circa 20 minuti in acqua salata.

Una volta che soia, riso e carote sono pronti, potete cominciare a creare i vostri hamburger: in una ciotola versate la soia, le carote e il latte, mischiando fino a ottenere un composto denso.

A questo punto, aggiungete il riso, il prezzemolo, la salvia, il pane grattugiato e la salsa di soia. Il vostro composto, a questo punto, dovrebbe essere facilmente modellabile.

Stendetelo su una superficie piana (cosparsa prima con pane grattugiato), fino a ottenere uno spessore di circa 1,5 cm. Ricoprite l’impasto con un altro po’ di pane grattugiato, poi tagliatelo in 8-10 dischi utilizzando uno stampo o una tazza.

Ci siamo quasi, non resta che la cottura in padella antiaderente. Buon appetito!

2. Insalata con germogli di soia

Ingredienti:

  • Foglie fresche di spinaci
  • Germogli di soia
  • Noci
  • 1 mela verde tagliata a fettine
  • Aceto di mele biologico
  • Pepe

La preparazione è semplice: basta mescolare tutti gli ingredienti!

 

E con questo è tutto. Vi volgiamo lasciare con un consiglio: la soia fa bene, ma non bisogna esagerare. Consumatela quindi al massimo 2/3 volte a settimana.

Eravate già al corrente di tutte queste informazioni? Oppure c’è qualcosa che vi ha sorpreso particolarmente? Fatecelo sapere, vi aspettiamo! Anche sulla nostra pagina Facebook.

Le proprietà della ciliegia

Arriva la bella stagione e sulle nostre tavole ritroviamo una serie di frutti che, per motivi climatici, non vedevamo da parecchi mesi. Tra essi, uno dei più apprezzati è sicuramente la ciliegia.

LE proprietà benefiche delle ciliegie e i consigli alimentari degli esperti. Per dimagrire con gustoIl colore acceso e il sapore molto dolce e gustoso fanno sì che questo frutto sia amato da grandi e piccini. Non per niente, quando si comincia a mangiarle si dice che una tira l’altra.

Come se non bastasse, le ciliegie sono anche ricche di proprietà benefiche per la nostra salute. Ed è proprio questo quello di cui vogliamo parlarvi oggi. Prima, però, conosciamo meglio queste piccole delizie.

Composizione e valori nutrizionali

Per conoscere le proprietà di un alimento, bisogna prima sapere come è fatto.

Per quanto riguarda le ciliegie, il loro sapore dolce fa supporre che contengano una gran quantità di zucchero e – quindi – che siano molto caloriche. Questo è vero, a metà: gli zuccheri nelle ciliegie ci sono, ma sono a basso contenuto glicemico. Quindi le calorie sono poche: 38 Kcal per 100 grammi.

Nel dettaglio, 100 grammi di ciliegie contengono:

  • 80 grammi d’acqua.
  • 16 grammi di carboidrati, di cui 13 grammi sono zuccheri.
  • 2 grammi di fibre.
  • 1 grammo di proteine.
  • 0,3 grammi di minerali (soprattutto, potassio e fosforo).
  • 14 mg di vitamine (K, A e C)
  • 0,2 grammi di grassi.

Proprietà delle ciliegie: nutritive e salutari

Arriviamo alle proprietà delle ciliegie, che, per comodità, divideremo in nutrizionali e salutari.

Le proprietà nutritive sono quelle che derivano direttamente dalla presenza di vitamine e minerali:

  • Vitamina K > favorisce la coagulazione del sangue
  • Vitamina A > rafforza il sistema immunitario e la vista
  • Vitamina C > anch’essa è utile per migliorare il sistema immunitario, in più fa bene alla pelle
  • Potassio > regola la pressione sanguigna
  • Fosforo > contribuisce all’assorbimento del calcio a livello intestinale
  • Alcol périllile > una sostanza particolare, sembra (non è dimostrato scientificamente) contrasti l’insorgere di alcuni tumori, come quelli al seno, alla pelle e allo stomaco

Le ciliegie hanno anche altri effetti benefici per la salute dell’uomo e, infatti, possono essere usate per scopi terapeutici. Nello specifico si parla di:

  • Proprietà diuretiche e lassative, dovute alla presenza di un particolare zucchero (il sorbitolo).
  • Proprietà antiossidanti, grazie alla presenza dei flavonoidi, sostanze nemiche dei tanto temuti radicali liberi, e degli antociani, che favoriscono la micro-circolazione capillare e quindi garantiscono apporto nutritivo a tutte le cellule.
  • Proprietà anticoagulanti, dovute alla vitamina K.
  • Protezione dalle scottature: caroteni e altri sali minerali proteggono la pelle e favoriscono un’abbronzatura omogenea.
  • Prevengono l’artrite, sempre per la presenza degli antiossidanti (flavonoidi e antociani).
  • Combattono l’insonnia e permettono di regolare il ciclo sonno-sveglia.

Come inserire le ciliegie nella dieta

Le ciliegie hanno un basso indice di calorie, quindi inserirle nel quadro di un’alimentazione sana non è un problema. Chiaramente, non bisogna esagerare: mangiarne troppe, oltre a far ingrassare, può portare ad altre sgradevoli conseguenze, come mal di pancia e gonfiore.

Il suggerimento di Metodo 3EMME è di consumarle come spuntino, meglio se pomeridiano. Vanno bene da sole, ma possono essere anche accompagnate da altri frutti di stagione, come fragole, pesche o albicocche. Il loro sapore fresco sarà un vero toccasana durante i torridi pomeriggi estivi!

 

Se vi sono piaciuti i nostri consigli, tornate a trovarci. Il nostro blog è sempre aggiornatissimo.

Se invece avete delle domande da farci, scriveteci qui sotto. Vi aspettiamo!

La Vitamina K

Tutto sulla Vitamina K

La Vitamina K

La vitamina K è un micronutriente che appartiene al gruppo delle vitamine liposolubili (assieme alle vitamine A, D e E) ed è molto importante per il nostro organismo.

Le funzioni che svolge sono molteplici, così come le sue proprietà e i rischi che derivano da una sua assunzione eccessiva. Impareremo anche come ottenere un apporto adeguato attraverso l’alimentazione. Cominciamo, però, col conoscerla meglio.

 

Vitamina K, questa sconosciuta

Quando si parla delle vitamine e della loro importanza, si fanno degli esempi:

“vitamina A, contenuta nelle carote e nel latte, ha proprietà antiossidanti; vitamina B, si trova nei cereali e nei legumi, è importante per il sistema nervoso; vitamina C, è la vitamina dell’arancia, rafforza il sistema immunitario…”

La vitamina K viene spesso dimenticata. Questo è un male, perché, come abbiamo già detto, si tratta di una sostanza fondamentale per noi.

Dal punto di vista scientifico, le vitamine K sono suddivise in 3 sottogruppi:

  • Vitamina K1: è la forma presente in natura – più precisamente nei vegetali – ed è quindi quella che assumiamo attraverso l’alimentazione.
  • Vitamina K2: è prodotta dai batteri dell’intestino; da sola è insufficiente per soddisfare il nostro fabbisogno ed è per questo che dobbiamo introdurre vitamina K1 con l’alimentazione.
  • Vitamina K3: di origine sintetica, è prodotta in laboratorio e inserita in farmaci che vengono assunti per risolvere problemi di carenza.

Ogni sottogruppo ha funzioni specifiche per l’organismo:

  • La vitamina K1 è importantissima per i processi ematici; in particolare, per quello di coagulazione del sangue.
  • La vitamina K2 svolge un’azione fondamentale per rafforzare le nostre ossa, poiché favorisce l’assorbimento del calcio.
  • La vitamina K3 regola i processi di coagulazione del sangue, infatti è presente nei farmaci che curano le disfunzioni ematiche. Inoltre è da assumere in caso di carenza di vitamina K1. Secondo alcuni studi sarebbe in grado di inibire lo sviluppo di tumori al seno, al colon, alle ovaie, allo stomaco e ai reni.

 

Rischi da sovradosaggio e da carenza

Per quanto riguarda l’apporto giornaliero consigliato, quello della vitamina K è di 100 grammi: si tratta di una dose tutt’altro che massiccia, facilmente raggiungibile con una dieta equilibrata (nel prossimo paragrafo vedremo gli alimenti che la contengono).

La sovrabbondanza di vitamina K nell’organismo, infatti, provoca la tendenza del sangue a coagularsi e, quindi, a non scorrere più in maniera fluida: in poche parole, aumenta il rischio di trombosi. Le persone che soffrono di emofilia – e che quindi fanno uso di farmaci coagulanti – sono maggiormente a rischio e devono prestare ancora più attenzione.

Esiste anche la possibilità che sia l’organismo stesso a produrre vitamina K in sovrabbondanza (nella tipologia K2) e in questo caso la conseguenza sarebbe la comparsa di eczemi o acne.

D’altro canto, la carenza di vitamina K può determinare diverse disfunzioni; le più importanti sono:

  • Problemi di coagulazione e di eccessivo sanguinamento.
  • Problemi gastrointestinali.
  • Problematiche legate alla scarsa produzione di bile da parte del fegato.

Tra i fattori di rischio, invece, abbiamo:

  • La malnutrizione, che non garantisce l’apporto quotidiano di cui parlavamo prima.
  • L’assunzione eccessiva e cronica di alcolici.
  • Condizioni che limitano l’assorbimento vitaminico: in primis la celiachia, ma anche fibrosi cistica, colite ulcerosa e ostruzioni biliari.
  • L’assunzione di alcuni farmaci – come antibiotici, anti-convulsionanti, sulfamidici – può alterare la funzione epatica o distruggere la flora intestinale.

 

In quali alimenti si trova?

Concludiamo parlando degli alimenti che contengono buone quantità di vitamina K, e che quindi vanno inseriti nella nostra dieta.

La fonte più ricca di questo nutriente è senz’altro rappresentata dalle verdure a foglia verde, quindi:

  • Lattuga.
  • Spinaci.
  • Broccoli.
  • Cavoli.
  • Cavolini di Bruxelles.
  • Cime di rapa.
  • Asparagi.
  • Piselli.
  • Verza.

Altri alimenti che contengono vitamina K, anche se in quantità decisamente minore, sono:

  • Legumi, come lenticchie e soia.
  • Carni rosse (per lo più nel fegato).
  • Alcuni frutti, cioè kiwi, lamponi e more.

 

Se avete domande, i nostri esperti saranno ben lieti di rispondervi. Vi aspettiamo!

Le Proprietà Benefiche della Pera

Le Proprietà della Pera

Le Proprietà Benefiche della Pera

L’ideale per la nostra salute è beneficiare di quello che la natura ci offre. Oggi abbiamo deciso di parlarvi della pera, un alimento in grado di regalare una marea di benefici al nostro organismo. Scopriamoli insieme.

 

Le varietà

La pera è il frutto commestibile dell’albero del pero, pianta che appartiene alla famiglia delle rosacee e che ha origini nelle zone più temperate del continente europeo.

Ciascuna varietà di questo frutto ha caratteristiche peculiari quanto alla grandezza, alla forma, al colore e al sapore. Tra le più diffuse troviamo:

  • Pere William, la qualità più coltivata in Italia; selezionate in Inghilterra alla fine del 1700, hanno aspetto tondeggiante, buccia sottile e polpa succosa.
  • Pere Max Red Bartlett, di grandezza media, con buccia liscia di colore giallastro e polpa biancastra e molto succosa, sono ampiamente utilizzate dall’industria per l produzione di succhi.
  • Pere Conference, dalle dimensioni medie, hanno buccia verde-giallo, mentre la polpa è dolce e succosa, di colore bianco giallastro.
  • Pere Kaiser, di grandi dimensioni, con buccia rugginosa su base giallastra, polpa bianco giallastra, appena granulosa e dal sapore acidulo.
  • Pere Coscia, piccole, di colore giallognolo, presentano polpa granulosa e sapore dolce. Si coltivano in particolar modo in Toscana.

Dato che queste differenti varietà di pere hanno periodi di maturazione diversi, che spaziano da luglio a gennaio, sono disponibili quasi durante tutto l’arco dell’anno.

 

I benefici

Grazie a un fitocomplesso ricco di sostanze preziose, tutte le varietà di pere vantano diverse proprietà benefiche. Eccone le principali.

–          Fanno bene alle ossa. Le pere contengono una buona quantità di calcio e potassio, che aiutano a mantenere sane le nostre ossa e le nostre articolazioni. Questo le rende dei preziosi alleati nella battaglia contro l’osteoporosi. Sembra addirittura che le pere ostacolino il processo di rarefazione del tessuto osseo, dovuto alla progressiva perdita di minerali nel nostro corpo. Le proteine contenute, inoltre, fortificano i nostri muscoli.

–          Aiutano il cervello. Il boro è un altro degli elementi essenziali per il nostro organismo, contenuti all’interno di questi frutti, il quale aiuta a migliorare la prontezza di riflessi e la capacità di immagazzinare informazioni. Non solo, ci rende più vigili, migliora la memoria e aiuta il corpo a modulare l’energia proveniente dai grassi e dagli zuccheri.

–          Sono potenti antiossidanti. Grazie all’azione dei radicali liberi,non solo ci aiutano a mantenere l’elasticità della pelle, ma aiutano anche a prevenire ipertensione e ictus. La pera, infatti, è particolarmente indicata per coloro che devono tenere sotto controllo la pressione sanguigna.

Ricordiamo, inoltre, che ognuno di questi frutti è costituito da circa l’85% di acqua. Non solo, è particolarmente ipocalorico – ogni 100 grammi contiene circa 33 Kcal – e l’elevato contenuto di fruttosio consente di ottenere maggiore energia e senso di sazietà. Le pere sono ottime durante il periodo estivo, perché rinvigorisce il corpo e ne controlla la temperatura.

 

Una ricetta: cracker alle pere, semi di zucca e pepe nero

Per concludere, anche se sono già molto buone da sole come snack, vi proponiamo una ricetta davvero gustosa per cucinare le pere, adatta anche a chi segue una dieta vegana: i cracker alle pere, semi di zucca e pepe nero. Ecco come si prepara.

Ingredienti:

–          30 gr di pere essiccate a fette in forno

–          3-4 grani di pepe nero

–          100 gr di farina di farro

–          1 presa di sale

–          60 gr di crema di nocciole

–          30 gr di semi di zucca

–          Olio extravergine di oliva q.b.

Procedimento:

Tritate grossolanamente i semi di zucca e versateli in una ciotola. Aggiungete la farina di farro, il sale e mescolate il tutto.

Ora, versate al centro la crema di nocciole e acqua fino ad ottenere un composto compatto. Se non fosse sufficiente, aggiungete un goccio di olio extravergine.

Stendete l’impasto tra due fogli di carta da forno fino a uno spessore di 2-3 mm. Tagliate l’impasto in triangoli irregolari e disponeteli su una teglia ricoperta precedentemente con carta da forno.

Fate cuocere in forno a 190° per circa 10 minuti, finché i cracker non risultano dorati. Lasciate raffreddare e servite.

 

E tu, conosci altre proprietà della pera? Comunicacelo attraverso i commenti, ci trovi anche sulla nostra Pagina Facebook!

Dieta e Celiachia: cosa mangiare e cosa no

Dieta e Celiachia: Tutto Quello che c’è da Sapere

Dieta e Celiachia: cosa mangiare e cosa no

Se state leggendo questo articolo, probabilmente sapete già che cos’è la celiachia, oppure volete conoscerne alcuni aspetti particolari, diciamo più pratici.

Noi, comunque, partiremo dalle nozioni base, per poi arrivare a parlare concretamente di alimentazione e dieta.

 

Cos’è la celiachia?

La celiachia è un’intolleranza permanente al glutine, una particolare proteina presente in molti cereali.

Il problema deriva dal fatto che l’intestino di un individuo celiaco non riesce ad assorbire questa sostanza, che viene quindi riconosciuta come tossica. La conseguenza è un’infiammazione delle pareti intestinali, che non funzionano più a dovere e quindi non assorbono più tutte le sostanze nutritive contenute nel cibo e di cui il corpo avrebbe bisogno.

Il fatto curioso è che la causa che scatena la reazione a livello dell’intestino è l’organismo stesso, in particolare il sistema immunitario: per questo la celiachia è definita come una patologia autoimmune.

Gli effetti per un celiaco che ingerisce glutine vanno al di là del semplice malessere. Come già detto, infatti, l’infiammazione delle pareti intestinali comporta il mancato assorbimento delle sostanze nutritive contenute nel cibo, che sono fondamentali per il corretto funzionamento dell’organismo.

La conseguenza è una sola: chi soffre di celiachia deve assolutamente evitare il glutine. Semplice a dirsi, un po’ meno a farsi, come vedremo.

 

Alimentazione: cosa mangiare e cosa no

ALIMENTI SENZA GLUTINE

Cominciamo con un elenco di tutti i cibi che sono sempre e naturalmente privi di glutine:

  • Carne e pesce, purché privi di additivi (quindi se sono preconfezionati vanno sempre controllati).
  • Uova.
  • Frutta, verdura e legumi, con lo stesso discorso dei cibi preconfezionati da controllare (ad es. minestrone di verdure già pronti).
  • Latte e derivati. Attenzione a formaggi spalmabili, yogurt alla frutta o al malto, burro light, panna condita, budini, latte condensato: non sono sicuri al 100%!
  • Funghi.
  • Alcuni cereali sono naturalmente privi di glutine: riso, mais, grano saraceno, manioca, quinoa, miglio, amaranto e sorgo.
  • Oli di origine vegetale, mentre quelli derivati da cereali sono da controllare.

 

ALIMENTI CHE CONTENGONO GLUTINE

Ci sono poi i cibi assolutamente vietati, che vanno cioè eliminati completamente.

Innanzitutto i cereali “incriminati”, cioè quelli che contengono glutine. Eccone un elenco, con l’aggiunta di alcuni cibi che da essi derivano (attenzione: alcuni cibi, non tutti!).

  • Grano (tutti i tipi tranne quello saraceno): pane, pane integrale, pasta, pizza, focaccia, grissini, piadine, cracker, biscotti, fette biscottate, brioches, salatini, torte, pasticcini, e simili… È praticamente impossibili elencarli tutti!
  • Segale: pane, grissini, crackers.
  • Orzo: biscotti, zuppe, paste, bevande (caffè ma non solo…).
  • Malto: è utilizzato per fare molte bevande (soprattutto alcoliche) come birra, whisky, gin, vodka e amari. Inoltre può essere trovato in alcune zuppe, negli yogurt ai cereali, nei fiocchi di cereali e nei pop-corn.
  • Farro: Zuppe o pasta.
  • Avena: Farina e fiocchi di cereali.
  • Kamut: Farine, biscotti, fette biscottate.
  • Spelta: farine per biscotti o dolciumi in genere.
  • Greunkern (o grano greco): pani, pizze, grissini, zuppe, piadine ecc.

Oltre a questi, vanno evitati:

  • Tutti i cibi infarinati e impanati (carne, cotolette, verdure in gratin).
  • Lievito naturale (o lievito madre).
  • Creme, panna montata e besciamella.

 

ALIMENTI A RISCHIO

Tra queste due categorie, quelle dei cibi proibiti e di quelli innocui, si trovano quelli a rischio, cioè quelli che in teoria sarebbero permessi, ma che è sempre meglio controllare con attenzione. Ci riferiamo a:

  • Salse e sughi pronti.
  • Olio di semi.
  • Insaccati.
  • Dolcificanti.
  • Lievito per dolci o per il pane.
  • Patatine surgelate.
  • Purè in polvere.
  • Gelati, yogurt o budini (dovrebbe essere indicato sulla confezione se contengono glutine o meno).
  • Dadi da brodo.
  • Minestre già pronte.
  • Margarina.
  • Maionese.
  • Chewing gum.

Il fattore di rischio per questi alimenti sta nella fase di produzione, dove possono essere stati contaminati da altri cibi contenenti glutine, oppure nell’utilizzo di additivi.

 

La dieta celiaca

Osservando le liste che abbiamo riportato sopra, una persona celiaca potrebbe scoraggiarsi, pensando a tutte le pietanze che non potrà più mangiare. Una volta questo era vero: essere celiaci significava dire addio a tutti quelli alimenti.

Per fortuna, oggi non è più così. Infatti moltissimi dei prodotti teoricamente vietati hanno un corrispettivo gluten free, cioè senza glutine; tra i più diffusi: pasta, biscotti, cracker, pancarrè e simili.

A guidare un celiaco nella scelta dei prodotti da acquistare c’è il simbolo della spiga barrata, che certifica l’assenza di glutine (o meglio – per l’esattezza – segnala un contenuto di glutine non nocivo poiché inferiore a 20 parti per milione)

Anche i ristoranti e i locali pubblici stanno diventando sensibili alla questione: infatti, sono sempre di più quelli che presentano un menù apposito per celiaci. Lo stesso discorso vale per le mense scolastiche o universitarie.

I celiaci, inoltre, sono aiutati anche dallo stato, visto che hanno diritto a poter ritirare gratuitamente in farmacia una certa quantità di alimenti senza glutine.

 

Se volete approfondire questo argomento, o avete qualcos’altro da chiederci scrivete! Abbiamo anche una Pagina Facebook.

Ricette a base di Farro

Le Proprietà Benefiche e terapeutiche del Farro

Ricette a base di Farro

Oggi andiamo alla scoperta delle proprietà terapeutiche, i benefici e le controindicazioni del farro, un cereale spesso sottovalutato. Vediamo una ricetta leggera e appetitosa per cucinarlo in modo semplice e valorizzarne le caratteristiche.

 

I benefici del farro

Il farro è un cereale straordinariamente adatto alla nostra alimentazione, in quanto dotato di proprietà nutrizionali superiori a quelle degli altri cereali. Analizziamo i suoi principali componenti.

–          Potassio: importante per il corretto svolgimento dei processi osmotici delle cellule

–          Fosforo e magnesio: costituenti fondamentali per la salute di ossa e denti

–          Vitamina A e B: importanti per la salute e la bellezza della pelle

A questi vanno aggiunti altri aspetti come l’alto contenuto di fibre e l’indice glicemico basso che ne fanno un ottimo alleato di chi vuole perdere peso.

A chi è consigliato questo cereale?

  • A chi ha il diabete. Il farro ha un indice glicemico inferiore a riso e pane bianco, ciò vuol dire che rispetto a questi alimenti ha una minore capacità di aumentare la glicemia. All’interno di un menù settimanale di un diabetico il farro può essere una valida alternativa alla pasta.
  • A chi soffre di stitichezza. Grazie all’elevato contenuto di fibra, il farro può essere considerato un alimento con proprietà lassative ed è quindi consigliato in caso di stipsi.
  • A chi vuole dimagrire. Il farro è un ottimo alimento all’interno di una dieta dimagrante. L’indice glicemico basso e l’alto apporto di fibra che caratterizzano il farro ci permettono di essere sazi più a lungo e di contenere così il senso di fame.
  • Alle donne in gravidanza. Le proprietà nutrizionali sopraesposte sono benefiche anche per una donna in gravidanza, visto che:
    • La fibra migliora la stipsi di cui una donna in gravidanza soffre di frequente
    • L’indice glicemico basso riduce il rischio che insorga il diabete gestazionale
    • Il ridotto apporto di calorie evita l’aumento eccessivo del peso
    • Il basso contenuto di sodio permette di prevenire l’ipertensione gravidica
  • Ai bambini. Il farro fa bene anche ai più piccoli per i preziosi nutrienti che contiene e per il fatto che è un prodotto biologico. Tuttavia, nei loro confronti va usata qualche accortezza in più: soprattutto se molto piccoli, per le prime volte, è meglio farlo assaggiare in piccole quantità per accertarsi che sviluppi allergie.

 

A chi può far male: controindicazioni

Il farro, come il comune grano tenero, contiene glutine. Non è dunque adatto a chi soffre di celiachia o di intolleranza a questo elemento e deve dunque seguire una dieta senza glutine. Chi è invece allergico alle proteine del grano, potrebbe invece tollerare le proteine contenute nel farro, che risultano di più facile tollerabilità. Inoltre, l’elevato contenuto di fibre del farro, in particolare la sua versione integrale, potrebbe rendere questo alimento controindicato in soggetti con particolari problemi intestinali o digestivi

Questi sono comunque aspetti da valutare con attenzione a seconda della salute e delle problematiche individuali.

 

Una ricetta: farrotto alla zucca e rosmarino

Dato che il farro è un prodotto base dell’alimentazione umana da molti secoli, sono tantissime le ricette che abbiamo a disposizione per gustare al meglio questo prodotto.

Per avvolgere di gusto le vostre giornate, abbiamo scelto di presentarvi un primo piatto semplice e gustoso: il farrotto alla zucca e rosmarino. Ecco come si cucina.

Ingredienti:

–          380 gr di farro perlato

–          500 gr di zucca già pulita

–          ½ porro

–          Olio Evo

–          Rosmarino

–          Pepe

Preparazione:

  1. In un tegame mettete due cucchiai d’olio extravergine e aggiungete il porro tritato, portate sul fuoco e fate rosolare a fuoco lento.
  2. Tagliate a cubetti la zucca e aggiungetela al soffritto. Ora, aggiungete anche il farro sciacquato.
  3. Coprite abbondantemente di acqua, salate e fate cuocere per circa 30 minuti (se dovesse asciugare aggiungete altra acqua).
  4. Tritate finemente il rosmarino e aggiungetelo qualche minuto prima della cottura del farro.
  5. Servite aggiungendo un po’ di pepe macinato al momento.

 

E voi, conoscevate tutte le proprietà e i benefici di questo cereale? Veniteci a trovare anche sulla nostra Pagina Facebook e suggerite le vostre ricette a base di farro!