piperina

La Piperina: Una digressione per fare chiarezza

 Gli  integratori a base di piperina presentano lo slogan di attività dimagrante che non è autorizzato dalle autorità competenti.

L’alcaloide presente nello strato superficiale del frutto del comune pepe nero, ha goduto di fama trasversale per le sue proprietà dimagranti e inibenti formazione di cellule adipose.

Sebbene la letteratura medico-scientifica non abbia trovato nulla di certo, l’idea base per cui si ritiene che la piperina sia un utile dimagrante è legata ad un’azione di termogenesi ed ad un’azione di aumento del transito intestinale che ridurrebbe quindi il tempo di contatto del cibo con la mucosa intestinale.

 

Non esiste un solo studio clinico che riporti l’efficacia dimagrante della piperina utilizzata come monocomponente.

 

Esistono diversi studi che parlano di piperina,  in cui però le formulazioni fitoterapiche hanno come componente principale qualcosa di efficacia già nota come:  curcumina o  epigallocatechinagallato del tè verde.

Nei suddetti studi  perciò non è cosa nuova osservare una tendenza al calo ponderale nell’ambito di una dieta controllata.

 

La piperina viene usualmente proposta negli integratori per favorire l’assorbimento di altri principi attivi

 

È infatti noto come la combinazione di piperina insieme alla curcumina possa aumentare la sua biodisponibilità.

La piperina infatti, irritando la parte intestinale aumenta la frequenza di apertura delle giunzioni serrate intercellulari a livello della mucosa intestinale, creando così varchi che facilitino l’assorbimento del principio attivo di interesse. La transitoria percezione di sgonfiamento legata all’azione di irritazione intestinale è quindi simile a quella che si percepisce con l’assunzione di lassativi irritanti che facilitano lo svuotamento acuto dell’intestino.

 

Attenzione alle dosi!

 

Attenzione inoltre alle dosi: la piperina ad alte dosi inibisce l’attività della glicoproteina P a livello intestinale e di alcuni citocromi a livello di intestino e fegato inibendo il metabolismo e l’eliminazione di alcuni farmaci, potenziandone dunque la tossicità.