Nero come il carbone: il pane della discordia

Ultimamente si sta diffondendo parecchio il pane nero, ovvero impasto di lievito, acqua, sale e farina a cui viene aggiunto carbone vegetale. Lo propongono in tante versioni e parecchie forme ed è anche utilizzato come impasto per la pizza. Tale prodotto promette digeribilità a quelle persone che hanno problemi di gonfiori e meteorismo addominale e che non riescono a digerire il pane.
La truffa dentro il pane: Negli ultimi giorni gli agenti della Forestale, in Puglia, hanno denunciato 12 panificatori che all’impasto normale del pane aggiungevano un additivo, un colorante, l’E153.
Il presidente de l’Assipan, l’associazione dei panificatori, aveva a novembre, specificato la sua posizione mandando una comunicazione ufficiale per prendere le distanze da tale additivo. Secondo il presidente i panificatori devono astenersi dall’utilizzo dell’E153 (benzopirene, una sostanza derivante dalla combustione del legno), già vietato negli USA in quanto ritenuto cancerogeno. In Europa però non esistono studi in merito e sicuramente poche indicazioni al riguardo. A fine dicembre è arrivata la posizione del Ministero della Salute che non esclude l’utilizzo dell’E153, ma detta alcune regole.

È ammissibile la produzione di un “prodotto della panetteria fine” denominato come tale, che aggiunga agli ingredienti base (acqua, lievito e farina), tra gli altri, anche il carbone vegetale come additivo colorante e nelle quantità ammesse dalla regolamentazione europea in materia (Reg. CE 1333/08 All. II Parte E)

Questo però non vuol dire – specifica la nota del Ministero – che tale prodotto possa chiamarsi pane.
Dal punto di vista nutrizionale, il consumo quotidiano di carbone vegetale può essere pericoloso, in quanto è una polvere assorbente e porosa che ha la capacità di legare non solo gas, batteri, virus e tossine presenti nel tratto digerente, ma anche vitamine e sali minerali, nutrienti importanti nonché farmaci come antidiabetici, antinfiammatori, ormoni tiroidei, ecc…
Tutto ciò diventa importante come numeri se considerate che nella preparazione dei prodotti da forno si consiglia l’impiego di 10-15 g di carbone vegetale per kg di farina mentre d’altra parte, nel suo uso medico, la posologia è pari a 1-2 g al dì. Così mangiando pizza e panini si potrebbe assumere una quantità di carbone vegetale sovrapponibile a quella di 2-4 compresse. La differenze sta però nel fatto che quando comprate il vostro panino al carbone vegetale lo inserite nei pasti e non lontano dai pasti creando problemi di assimilazione vitaminica e farmacologica
Quindi se abbiamo problemi di gonfiore addominale invece che acquistare il pane nero che cosa possiamo fare? Se non vogliamo rinunciare al pane a pranzo o a cena possiamo orientarci su un pane azzimo, ovvero non lievitato o un pane senza glutine, di riso o di mais o meglio ancora il pane preparato in casa con pasta madre.
Per il problema del meteorismo il primo consiglio è quello di masticare a lungo e favorire la risoluzione del problema con una integrazione di pre e pro-biotici. Inoltre, per il gonfiore, consigliamo tisana al finocchietto e allo zenzero. Sarebbe opportuno modificare le nostre abitudini mangiando lentamente, introducendo un’adeguata quantità di acqua, praticando attività fisica, e scegliendo opportunamente gli alimenti ricchi di fibre, frutta e verdura.

Physicians’ Desk Reference (PDR) for Nutritional Supplements. I edizione italiana, CEC & Planta Medica, 2003. pp.101-103.

Greene S, Harris C, Singer J. Gastrointestinal decontamination of the poisoned patient. Pediatr Emerg Care. 2008 Mar; 24(3):176-86;
quiz 187-9.

J Clin Lab Anal. 2007;21(6):393-7.
The effect of yogurt on acetaminophen absorption by activated charcoal and burnt toast.
Dasgupta A1, Wells A.