MENO SALE… E PIÙ SCENDE IL RISCHIO!

Nel Mondo occidentale l’ictus è aumentato del 25% negli ultimi venti anni. Nel nostro Paese si verificano oltre 200.000 casi di Ictus ogni anno e ben 930.000 persone ne portano le conseguenze invalidanti. Una corretta prevenzione potrebbe evitare oltre l’80% dei casi. Una delle cause oggettive è il consumo eccessivo di sale.

Secondo l’Oms, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la maggior parte delle persone consuma troppo sodio. L’Oms ha stabilito che ”gli adulti dovrebbero consumare meno di 2.000 mg di sodio (5 grammi di sale, cloruro di sodio)”. In Italia consumiamo mediamente 10 grammi di sale al giorno, ovvero più del doppio di quello stabilito. Il consumo di sale è direttamente legato alla nostra salute: più sale si assume più aumenta il rischio di malattie cardiovascolari.

COME NATURA CREA. Nella nostra dieta il sodio è contenuto naturalmente nello maggior parte degli alimenti in un’apprezzabile quantità, ad esempio se mangiamo una fetta di carne di manzo, anche senza aggiungere sale, il contenuto di Sodio o meglio di Cloruro di Sodio già presente nella fetta di carne si aggira intorno a 0,7 gr/100 gr.

BIMBI SALATI. Si inizia ad avere questo regime dietetico “salato” già da bambini, quando i genitori alimentano i bebè con omogeneizzati di carne che hanno concentrazioni di Sodio almeno 7 volte superiore la necessità alimentare dell’infante. Studi condotti negli USA hanno visto come siano aumentate in maniera diffusa le forme di ipertensione tra i bambini di cinque e sette anni.

ATTENTI AL PANE. Non solo salumi, formaggi, arrosti e cibi confezionati cibi notoriamente carichi di sale, ma anche il pane può contenerne tanto, forse troppo. In una sola fetta di pane potremmo trovare sino a 230 mg di sodio, il 15 per cento dell’apporto giornaliero raccomandato.

TROPPO SALE. Tra i cibi sapidi più diffusi sulle nostre tavole troviamo sicuramente il prosciutto di Parma, che per 100 grammi di peso contiene una quantità sodio/sale è pari al 4,4% nel prosciutto classico e al 5,1% in quello sgrassato. Altro cibo presente quotidianamente è il Parmigiano Reggiano con una quantità sodio/sale di circa 2 grammi.

IL CARICO NON CONSIDERATO. Una ricerca svolta dall’Università di Dundee, in Scozia, ci svela un altro fattore nascosto di carico di sale. L’assunzione della dose massima giornaliera consentita di alcuni farmaci va a superare già da sé i limiti raccomandati di sodio, senza contare il sale che già si assume nella dieta. Lo studio ha confrontato per sette anni un milione e duecentomila pazienti che assumevano farmaci a base di sodio con coloro che prendevano lo stesso farmaco senza sodio aggiunto. Il sale è cloruro di sodio, ovvero è un composto formato da cloruro e sodio.Quest’ultimo è l’elemento che incide sulla salute, ed è utilizzato anche legato ad altri elementi. Quello contenuto negli antidolorifici solubili più comuni (ibuprofen, acido acitilsalicilico, paracetamolo) è il bicarbonato di sodio che, reagendo insieme all’acqua e all’acido citrico crea l’effervescenza al sapore al limone. Nel gruppo esaminato si sono verificati più di 61.000 casi di eventi cardiovascolari e i ricercatori hanno concluso che i pazienti che assumevano farmaci solubili contenenti sodio avevano un rischio del 16 per cento maggiore di attacco di cuore, ictus o morte vascolare rispetto agli altri pazienti che assumevano le versioni non-sodio di quei farmaci esatte. Inoltre, i pazienti che avevano assunto farmaci contenenti sodio hanno manifestato sette volte più probabilità di sviluppare ipertensione e conseguente aumento del tasso di mortalità, superiore al 28%. (High salt levels in medicines increase risk of cardiovascular events- British Medical Journal, November 2013)

FARMACI SALATI. Dr Li Wei (UCL Facoltà di Farmacia), autore dello studio ha affermato che “Le persone che stanno assumendo medicinali che contengono sale, come il paracetamolo solubile, devono essere consapevoli del rischio cardiovascolare.  Un altro autore della ricerca, il Dr Jacob ha aggiunto che “Le formulazioni contenenti sodio devono essere prescritte con cautela solo se i benefici percepiti dal paziente superano i rischi.” Nello studio sono stati presi in considerazione tutti i fattori che possono influenzare i risultati, come indice di massa corporea, fumo, assunzione di alcol, la storia di varie malattie croniche e l’uso di altri farmaci.

ALIMENTAZIONE E NON SOLO ALIMENTAZIONE. Occorre avere consapevolezza nel nostro quotidiano di quello che facciamo. Dare una logica alle scelte in qualità e quantità ma anche nelle combinazioni, ovvero quel giorno che mangio prosciutto magari ci accompagno un pane sciapo e un abbondante piatto di verdura poco condita. Leggere le etichette dei cibi confezionati e dei farmaci per capire cosa sto assumendo può aiutarci a capire di quanto sodio stiamo caricando il nostro organismo, meno sale… e più scende il rischio di infarto e ictus.