Mangiare la frutta poca spesso e volentieri

La Dieta Mediterranea, basata sul consumo continuo e quotidiano di frutta e verdura, non può essere affidata al caso, deve avere delle regole ferree per far sì che tutti i nutrienti possano arrivare a destinazione e garantirci benessere.

Fondamentale risulta essere la Cronologia: dare una Logica e un Orario a tutto quello che mangiamo. La scelta va orientata su almeno due spuntini di frutta tra colazione e pranzo, e due tra pranzo e cena. Precedere ogni pasto con un’insalata condita con olio extravergine di oliva alla quale aggiungere anche noci o mandorle e a seguire aggiungere un piatto di verdure cotte al piatto principale, in tale maniera riusciamo a bilanciare l’azione pro-infiammatoria dei fenomeni indotti dallo Stress Ossidativo durante l’elaborazione dei cibi apportando antiossidanti che non vengono inibiti dai processi acidosici indotti dalla digestione!

Il piatto principale a tavola deve essere basato su una scelta prevalente, un monopiatto. Tra i carboidrati complessi vanno prediletti i cereali integrali, ruotandoli nella settimana, e tra le proteine i legumi, riguardo pesce e carni bianche vanno assunti in moderata quantità.

Mangiare la frutta poca spesso e volentieri, locale fresca e stagionale consente di modulare la glicemia. La regola è di fare piccoli spuntini con la frutta, uno ogni circa due ore minuti, tra colazione e pranzo e tra pranzo e cena, così facendo riusciamo a modulare gli zuccheri nel sangue e non arrivare mai affamati a tavola. L’obiettivo poi è quello di non saziarsi completamente ai pasti principali, sapendo poi di andare a fare spuntini successivamente con la frutta.

Iniziare il pasto con una buona dose di verdura, oltre ad aiutare a saziarsi con poche calorie, può contribuire a controllare la glicemia nel diabete di tipo 2, é quanto emerso da una recente Pubblicazione Scientifica su Diabet Med. “Eating vegetables before carbohydrates improves postprandial glucose excursions”. Un’altra importante ricerca, pubblicata sul British Medical Journal “Fruit consumption and risk of type 2 diabetes: results from three prospective longitudinal cohort studies”, condotta per 24 anni dai ricercatori dell’Harvard School of Public Health, a Boston negli Stati Uniti, ha analizzato i dati relativi a più di 180 mila individui, coinvolti in tre studi a lungo termine in cui sono state raccolte informazioni anche sulle abitudini alimentari e sul numero di diagnosi di diabete. I risultati ottenuti hanno evidenziato come mangiare almeno 2 porzioni alla settimana di mirtilli, uva e mele riduce del 23% il rischio di diabete rispetto a quello corso da chi ne mangia meno di una porzione al mese.