FAST-FOOD DEATH-FOOD

Le persone che mangiano nei fast-food anche soltanto una volta alla settimana aumentano il rischio di morte per malattia coronarica del 20 per cento rispetto a persone che li evitano. Per le persone che mangiano nei fast-food due, tre volte ogni settimana, il rischio aumenta del 50 per cento, e il rischio arriva quasi all’80 per cento per le persone che consumano prodotti di fast-food quattro o più volte ogni settimana

In tempi di crisi economica recarsi a mangiare in un fast-food può sembrare una comoda possibilità di pasto rapido e a basso prezzo, purtroppo  questo si paga in salute per le calorie in eccesso, i troppi grassi saturi, il troppo sale e i troppi carboidrati raffinati.  La preoccupazione principale per i frequentatori assidui dei fast-food è che questa abitudine porti a una quantità squilibrata di macronutrienti. Sappiamo che consumare troppo zucchero può causare obesità e diabete e aumentare il rischio di malattie cardiache di pari passo alla circonferenza del girovita delle persone che aumentano di peso. Mangiare troppo sale aumenta la pressione sanguigna, un altro fattore di rischio per le malattie cardiache. Consumare regolarmente grassi saturi in eccesso aumenta il livello di colesterolo nel sangue, fatale fattore di rischio per le malattie cardiovascolari. Negli anni, con la diffusione di questo “nuovo” cibo, è cresciuto l’interesse nel cercare di comprendere quali implicazioni reali ci fossero per la salute nel consumare cibi nei fast-food. Una interessante ricerca condotta su 52.000 persone dall’Università del Minnesota, pubblicata su Circulation, la rivista scientifica dell’American Heart Association, ha scoperto che le persone che mangiano nei fast-food anche soltanto una volta alla settimana, aumentano il loro rischio di morte per malattia coronarica del 20 per cento rispetto a persone che li evitano. Per le persone che mangiano nei fast-food due, tre volte ogni settimana, il rischio aumenta del 50 per cento, e il rischio arriva quasi all’80 per cento per le persone che consumano prodotti di fast-food quattro o più volte ogni settimana. È stato anche visto come mangiare nei fast-food due o più volte alla settimana aumenti il rischio di sviluppare diabete di tipo 2 del 27 per cento. Scopo della ricerca dell’Università del Minnesota è stato quello di esaminare l’associazione fast-food e rischio cardio-metabolico in una popolazione cinese nel sud-est asiatico, Singapore, che è diventato negli ultimi vent’anni un vero focolaio per diabete e malattie cardiache. Andrew Odegaard, Ph.D., ricercatore principale dello studio ha dichiarato come “il  cambio di alimentazione mangiando frequentemente nei fast-food sia stato un impatto drammatico sulla salute pubblica”. Per arrivare al loro risultato i ricercatori hanno lavorato a fianco dei loro colleghi della National University of Singapore, e insieme hanno esaminato i risultati di uno studio condotto su un periodo di 16 anni a partire dal 1993, che ha esaminato le abitudini alimentari di 52.000 residenti cinesi di Singapore che hanno sperimentato il cambio recente e improvviso di mangiare nei fast-food invece dei tradizionali cibi asiatici. Secondo il ricercatore dello studio Mark Pereira, Ph.D., MPH, della Scuola della Divisione di Salute Pubblica di Epidemiologia e Salute Pubblica, questa ricerca fornisce un punto di vista importante sulla salute riguardo il cambio di alimentazione, quando culture in via di sviluppo in diverse parti del mondo iniziano a muoversi lontano dalla loro dieta tradizionale, più ci si allontana dalle sane tradizioni e più aumenta il rischio di malattie cardiovascolari.

Circulation. 2012 Jul 10;126(2):182-8. doi: 10.1161/CIRCULATIONAHA.111.084004. Epub 2012 Jul 2. Western-style fast food intake and cardiometabolic risk in an Eastern country
Dott.Mauro Mario Mariani Medico Chirurgo, Specialista in Angiologia – Ideatore del Metodo 3emme