Kaki, il frutto energizzante

Le virtù del kaki, il frutto energizzante

La pianta di kaki (Diospoyros kakicachi o loti nel linguaggio comune) è originaria della Cina. I primi a coltivarlo in modo intensivo furono i giapponesi, in Europa invece è arrivato alla fine del Settecento, originariamente solo come pianta ornamentale. L’impiego del cachi come albero da frutta ha origine nel 1860, prima in Francia e poi in Italia, grazie all’importazione dal Giappone di alcune varietà adatte allo scopo.

Il kaki a completa maturazione è ricco, anzi ricchissimo di zuccheri (15,23 g su 100 g totali), beta-carotene criptoxantina, responsabili del caratteristico colore arancione intenso del frutto e dotati di attività antiossidante, vitamina Cpotassiocalcio e fosforo

Per la presenza del potassio, il kaki è considerato un buon diuretico e depurativo, mentre il cospicuo contenuto in fibre rende il frutto un ottimo rimedio naturale contro la stitichezza (proprietà lassative).

Il frutto del cachi dovrebbe essere consumato crudo: in questo modo, viene garantito un buon apporto in termini di vitamine e sali minerali, beneficiando del buon effetto vitaminizzante e rimineralizzante.

Per la presenza del potassio, il kaki è considerato un buon diuretico e depurativo, mentre il cospicuo contenuto in fibre rende il frutto un ottimo rimedio naturale contro la stitichezza (proprietà lassative).

Il kaki è consigliato anche in caso di disturbi epatici (virtù epatoprotettrici), emorragie (virtù astringenti ed emostatiche dei frutti immaturi) o cure antibiotiche responsabili di una compromissione della flora intestinale.

Ottimo rimedio naturale contro lo stress, il cachi è raccomandato anche in caso di stanchezza ed astenia in quanto è un ottimo energizzante, dato il suo contenuto in zuccheri e potassio, tanto che viene caldamente raccomandato nell’alimentazione dei bambini e di chi pratica attività sportiva. Da ultimo, il cachi esercita un’importante attività protettiva nei confronti di milza, pancreas, stomaco ed intestino tenue.

I cachi contengono:

  • Zuccheri
  • Beta-Carotene
  • Criptoxantina
  • Vitamina C
  • PotassioCalcio e Fosforo

 

Proprietà del kaki:

  • Diuretico
  • Lassativo
  • Depurante epatico
  • Energizzante
  • Combatte la stanchezza cronica e lo stress
Pasta Casarecce Verza Ricetta

Pasta casarecce colorata con verza e pomodori secchi

Una ricetta sana del Metodo 3EMME: casarecce colorate con verza e pomodori secchi. Scopri i lato più gustoso della verza in questa ricetta dal tipico sapore mediterraneo.

Ingredienti per 4 persone

– 900 g di cavolo verza

– 250 g di casarecce integrali

– 50 g di olive nere

– 4 pomodori sottolio

– 2 spicchi di aglio

– 1 cucchiaio di capperi

– 1 cucchiaino di scorza di limone grattugiata

– 1 rametto di rosmarino

– olio di oliva extra vergine

– sale

Preparazione

1. Arrotola 2-3 foglie di verza per volta e affettale a striscioline, eliminando la costa centrale. Quindi tuffale in abbondante acqua salata a bollore e scolale dopo 3-4 minuti con una schiumarola, stendendole a raffreddare in un vassoio. Conserva l’acqua di cottura.

2. Trita le olive, i capperi dissalati e i pomodori ben scolati dall’olio. Condisci con questo trito la verza.

3. Fai rosolare in una padella l’aglio e il rosmarino tritati con 2-3 cucchiai d’olio per uno, due minuti.

4. Lessa al dente la pasta casarecce nell’acqua di cottura della verza, quindi scolali non troppo asciutti direttamente nella padella con l’aglio. Unisci la verza, la scorza di limone e fai saltare il tutto a calore vivace per un minuto, regolando la cremosità con qualche cucchiaiata dell’acqua della pasta.

Settimana Detox dopo le vacanze Metodo 3EMME

Settimana Detox dopo le vacanze

Al ritorno dalle vacanze, è arrivato il momento di realizzare una detossificazione del corpo che ti aiuterà ad riprendere la routine con il giusto ritmo. Ti proponiamo un menú detox e una serie di rituali sani che ti daranno nuova energia e leggerezza. Sei pronto a iniziare?

Regole generali per un Detox effettivo

Tutti i giorni bere 8 / 10 bicchieri d’acqua oligominerale naturale durante la giornata, associata anche a orzo, tisane depurative con betulla, gramigna, ortosifon, centella, finocchio e tarassaco.

 Si raccomanda in questi sette giorni di non assumere nessun tipo di alcolico.

Frutta e verdura locali fresche e stagionali coltivate biologicamente (senza pesticidi o fertilizzanti chimici).

 A colazione

Orzo o tisana, spremuta di agrumi o macedonia di frutta.

1 Cucchiaino di citrati di polpa del baobab o carbonato di magnesio, in acqua tiepida, con succo di limone fresco.

 A metà mattina

Centrifugato di agrumi e carote.

A metà pomeriggio

1 arancia e 4 noci, variare poi giorno per giorno frutta fresca e frutta secca.

Condimenti

Limone, aceto di mele e olio extravergine d’oliva monocoltura spremuto a freddo.

Sale marino integrale – sale dell’Himalaya.

Spezie: peperoncino, cannella, chiodi di garofano, zenzero, anice, coriandolo, cumino, zafferano e sesamo.

Un’ora dopo cena

1 Cucchiaino di citrati di polpa del baobab o carbonato di magnesio, in acqua tiepida, con succo di limone fresco.

Buona regola è quella di ruotare ed alternare tutti i cibi e le bevande (eccetto ovviamente l’acqua). La regola da adottare è quella del 2 su 3: ovvero ogni tre giorni assumere lo stesso alimento al massimo due giorni consecutivi, il terzo astenersene.

Primi due giorni

A pranzo

Piatto di insalata verde e un piatto di verdure a vapore o grigliate (prediligere le crucifere: cavoli, broccoli, eccetera).

2 / 3 Frutti.

A cena

Piatto di insalata verde e un piatto di verdure a vapore o grigliate (prediligere le crucifere (cavoli, broccoli, eccetera).

2 / 3 Frutti.

Terzo giorno

Introdurre nella giornata (massimo due al dì) tè o caffè distanziati da almeno 4 ore.

A pranzo

Prima un piatto di insalata verde, a seguire 70 g di riso con verdure e legumi.

A cena

Prima un piatto di insalata verde o piatto di verdure a vapore o grigliate. A seguire 150 g di pesce cotto a vapore o arrosto: una scelta tra orata, spigola, sogliola, merluzzo, calamari, pesce azzurro.

Pane integrale (50 g)

Quarto giorno

A pranzo

Prima un piatto di insalata verde, a seguire farro con verdure e legumi.

A cena

Prima un piatto di insalata verde o piatto di verdure a vapore o grigliate. A seguire una scelta tra pollo o tacchino (senza pelle) non di allevamento (150 g).

Pane integrale (50 g).

Quinto giorno

A pranzo

Prima un piatto di insalata verde, a seguire 70 g di spaghetti con passata di pomodoro e basilico.

A cena

Prima un piatto di insalata verde o piatto di verdure a vapore o grigliate. A seguire 150 g di pesce a vapore o arrosto: una scelta tra una scelta tra orata, spigola, sogliola, merluzzo, calamari, pesce azzurro.

Pane integrale (50 g).

 

Sesto giorno

A pranzo

Prima un piatto di insalata verde, a seguire orzo con verdure e legumi.

A cena

Prima un piatto di insalata verde o piatto di verdure a vapore o grigliate. A seguire prosciutto dolce (60 g).

Pane integrale (50 g).

Settimo giorno

A pranzo

Prima un piatto di insalata verde, a seguire polenta condita con pomodoro passato e funghi.

A cena

Prima un piatto di insalata verde o piatto di verdure a vapore o grigliate. A seguire 150 g di pesce a vapore o arrosto:

una scelta tra una scelta tra orata, spigola, sogliola, merluzzo, calamari, pesce azzurro.

Pane integrale (50 g).

 

Adesso che hai una guida, è il tuo momento: intraprendi questo percorso Detox che renderà più legeri corpo e spirito. Se vuoi ricevere altre notizie del Metodo 3EMME direttamente al tuo indirizzo email, iscriviti alla nostra newsletter!

Noci e cervello Metodo 3EMME

Dall’aspetto all’effetto. Noci cibo per il cervello.

Tradizionalmente considerate utili come nutrimento del cervello per potenziare le capacità cognitive e della memoria e come aiuto nel sovraffaticamento cerebrale, le noci ottengono oggi il riconoscimento da parte della scienza della loro capacità di promuovere lo sviluppo dei neurotrasmettitori per le funzioni cerebrali.

 

Come spiega Paracelso nel De signatura rerum naturalium: “Esiste una corrispondenza tra tutte le cose perché la Natura è un unico organismo vivente dove le qualità delle piante si riflettono spesso nel loro aspetto”.
La signatura delle noci si riflette nelle seguenti caratteristiche: il mallo corrisponde ai tegumenti del cranio, il guscio al cranio, l’endocarpo alle meningi e il gheriglio ai due emisferi cerebrali.

Leggi anche: Con i sali… in zucca

Alcuni studi hanno evidenziato che il consumo regolare di noci apporta numerosi benefici al sistema nervoso, compresa la prevenzione delle malattie neuro degenerative, come demenza e morbo di Alzheimer.

 

Proteine, acidi grassi polinsaturi omega 3 e omega 6, vitamina A, vitamina E, vitamina B6 , fosforo, magnesio, calcio, ferro e zinco rendono le noci un’ottima fonte di nutrimento per il sistema nervoso.

Alcuni studi hanno evidenziato che il consumo regolare di noci apporta numerosi benefici al sistema nervoso, compresa la prevenzione delle malattie neuro degenerative, come demenza e morbo di Alzheimer, e può aiutare a dare i giusti apporti di serotonina.

La serotonina svolge un ruolo importante nella regolazione dell’umore, del sonno, della temperatura corporea, della sessualità e dell’appetito ed è coinvolta in numerosi disturbi neuropsichiatrici, come l’emicrania, il disturbo bipolare, etc.

Leggi anche: Cibo e mente, allearsi conviene

3EMMEr Valeria Depero, Naturopata

Cibi surgelati Metodo 3EMME

Cibi surgelati: come scongelarli in salute

Gli alimenti surgelati possono far parte della nostra alimentazione. Il valore nutrizionale dei cibi rimane pressoché inalterato. Consumare surgelati è garanzia di conservazione e integrità di molti nutrienti, e d’igiene, in quanto le basse temperature bloccano l’attività di enzimi e batteri che, a temperatura ambiente, decompongono invece l’alimento. Pertanto la surgelazione si può ritenere la migliore tecnologia di conservazione da un punto di vista igienico e nutrizionale.

Per scongelare (o desurgelare) gli alimenti congelati o surgelati si dovrebbero seguire le indicazioni riportate in etichetta, anche per le modalità di utilizzo e per la eventuale conservazione.

Ricordiamoci, in primis, che quando un cibo era già stato congelato in precedenza (a livello domestico) non bisogna mai conservarlo più di 24 ore.
Per alcuni prodotti già precotti come il minestrone o i bastoncini o le patate tagliate a pezzi e pronte a friggere, lo scongelamento può avvenire direttamente in pentola se fritti o al forno, ovvero durante la stessa fase di cottura. Escluse queste eccezioni, lo scongelamento dei cibi deve avvenire lentamente a temperature moderatamente fredde (+4 C°) quindi l’ideale sarebbe tenerli per 12/24 ore in frigo (dal giorno prima di cucinarli).

 

Va assolutamente evitato lo scongelamento all’aria – soprattutto se in presenza di radiazioni solari- accanto a fonti di calore (stufe, termosifoni…), in ammollo (indipendentemente se in acqua calda o fredda) o sotto acqua corrente, in quanto tali pratiche, che si tramandano per consuetudine da generazione in generazione (chi di noi non le ha mai viste fare ai propri genitori!), sono igienicamente pericolose in quanto facilitano la contaminazione e la proliferazione batterica.

 

I farinacei da forno, invece, come il pane, possono essere scongelati (se chiusi nella loro confezione) a temperatura ambiente avendo cura di non posizionarli in zone di contaminazione microbica. Gli alimenti scongelati vanno poi preparatiti, cucinati e consumati dopo la scongelazione e non vanno MAI ricongelati.

 

Oggi si sta diffondendo una moda influenzata dalla cucina orientale (sushi, sashimi, ecc…) di cibi crudi, specialmente di pesce. A questo proposito esiste tutta una normativa vigente ma senza entrare troppo nella burocrazia si può continuare a mangiare pesce crudo riducendo il rischio di parassitosi (Anisakis, Trichinella, Opisthorchis…) eseguendo tali procedure:

 

• -20 C° per almeno 24 h (Regolamento CE 853/2004)
• -18 C° per 96 ore (D.M. Salute 17.07.2013)

 

Va sempre ricordato che le basse temperature da frigorifero, non uccidono i microrganismi ma lo fa solo la cottura che raggiunge determinate temperature per un certo periodo di tempo.

Imparare ad ascoltare il corpo - Metodo 3EMME

Impara ad ascoltare il tuo corpo

Troppo spesso lasciamo decidere ai nostri ritmi frenetici la composizione e la quantità del cibo che assumiamo durante la giornata. Un caffè al volo al mattino, se non nulla addirittura, lunghi digiuni, per poi arrivare alla sera con una fame da lupi e mangiare tutto ciò che ci capita sotto mano. Ma cosa ne pensa il nostro corpo a riguardo?

In realtà, il nostro corpo segue delle “regole” ben precise, che si tramutano in un ritmo di secrezioni ormonali regolare, il quale segue il principio della cronobiologia, dal greco kronos (tempo) e biologia (studio della vita), ossia una branca della biologia che studia i fenomeni periodici (ciclici) negli organismi viventi e il loro adattamento ai relativi ritmi solare e lunare. Fantascienza? No, esatta, pragmatica, precisa realtà.

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Impariamo a mangiare seguendo i ritmi della natura ed il dimagrimento non sarà più una tortura per il corpo, ma un piacere!

Ad esempio, al mattino, dopo il digiuno notturno, il nostro corpo attraverso il suo orologio biologico comincia a produrre gli ormoni dell’attenzione e dello stress (cortisolo ACTH), il testosterone ha da poco raggiunto il suo picco (tra le 5 e le 6 del mattino) e aumenta la produzione di insulina dovuta al digiuno notturno, ormone anabolico per eccellenza che ha il compito di veicolare aminoacidi e glucosio soprattutto verso i tessuti muscolari ed i globuli rossi.

Un digiuno forzato costringe perciò il corpo a reclutare energia da altre fonti, per esempio dalle proteine, trasformando purtroppo in carburante i nostri muscoli, in poche parole facendoci diventare cannibali.

Inoltre, lo smontaggio delle proteine muscolari e la consecutiva trasformazione in grasso provocano un abbassamento del metabolismo, ritenzione idrica, riduzione dell’attività immunitaria, riduzione dell’attività degli ormoni anabolici (GH, testosterone, gonadotropine) ed anche deposito di grasso tra i visceri e intorno alla vita, condizione per la quale aumenta il rischio cardiovascolare.

Impariamo a mangiare seguendo i ritmi della natura ed il dimagrimento non sarà più una tortura per il corpo, ma un piacere!

Leggi anche: Metodo 3 Emme e la Prevenzione delle Patologie Metaboliche: i nostri esperti rispondono

3eMMMEr Dott.ssa Michela Alberta Toro, Biologo Nutrizionista

Ricette light con carota - Metodo 3EMME

3 Ricette light a base di carote

Tra tutti gli ortaggi che arrivano sulle nostre tavole, la carota è sicuramente tra quelli più apprezzati. Il motivo può essere il suo sapore buono e “fresco”; oppure il suo colore caratteristico, un arancio vivo decisamente particolare; oppure ancora – e qui è dove vogliamo concentrarci – il fatto che sia un vero e proprio toccasana per la nostra salute.

La carota, infatti, contiene minerali (ferro, calcio, magnesio, rame e zinco), vitamine (vitamina A e vitamina C) e, soprattutto, beta-carotene in grandissima quantità (sono l’alimento che ne contiene di più in natura). Basti pensare che 30-40 g di carote soddisfano interamente il nostro bisogno giornaliero.

Finito il tempo delle introduzioni, ora è il momento di passare alla cucina. Oggi vogliamo mostrarvi tre modi originali e gustosi per utilizzare le carote. Seguiteci!

Leggi anche: Abbronzatura perfetta: dopo lo Stile Coco Chanel, il prima, durante e il dopo nello stile 3EMME

Ricetta 1: Zuppa light di carota, zucca e zucchine

Iniziamo con un primo piatto semplice e caldo, perfetto per le tiepide giornate primaverili: una zuppa con carota, zucca e zucchine.

Ingredienti (per 4 persone):

– 500 grammi di carote (cioè 6 di medie dimensioni)
– 500 grammi di zucca
– 500 grammi di zucchine
– 2 cucchiaini di olio d’oliva (meglio se spremuto a freddo)

Per prima cosa lavate e pulite con cura le verdure, poi tagliatele a dadini. Nel frattempo mettete una pentola d’acqua sul fuoco.

Appena l’acqua bolle, versate le carote nella pentola e lasciatele cuocere per circa 7 minuti. Trascorso questo tempo, buttate in pentola la zucca. Aspettate altri 7 minuti, poi aggiungete anche le zucchine. Fate cuocere ancora per 7 minuti, dopo di che spegnete il fuoco.

A questo punto aspettate che il vostro composto si intiepidisca, se necessario togliete l’acqua in eccesso, e poi passate le verdure con un mixer, fino ad ottenere una crema densa e senza grumi.

Ora non vi resta che servire la vostra zuppa, ben calda, in piccole ciotole di terracotta o ceramica (una a testa), condendo con un goccio d’olio crudo.

 

Ricetta 2: Insalata di carota

La seconda ricetta che vi proponiamo non può che essere un… secondo piatto! Si tratta di un contorno ideale per ogni pasto, in quanto molto vitaminico.

Ingredienti (per 4 persone):

– 500 grammi di carote (cioè 6 di medie dimensioni)
– 2 spicchi d’aglio
– Origano
– Olio d’oliva (meglio se spremuto a freddo)
– Aceto di mele biologico

Riempite una pentola di acqua e mettetela a bollire. Nel frattempo mondate le carote, lavatele molto bene e tagliatele a rondelle.

Appena l’acqua raggiunge l’ebollizione, versate le carote e fatele cuocere per circa 20 minuti.

Controllate che le carote siano tenere, dopo di che scolatele e lasciatele raffreddare.

Fatto questo, disponete le carote lesse in una ciotola e condite con gli spicchi di aglio (tritati), origano in quantità generosa, olio, aceto e un pizzico di sale.

Mescolate bene l’insalata e fatela riposare per un’oretta, infine servite.

 

Ricetta 3: Vellutata di carota

Chiudiamo con un altro primo piatto, una ricetta leggera ma allo stesso tempo molto saporita: la vellutata di carota.

Ingredienti (per 4 persone):

– 500 grammi di carote (circa 6 di medie dimensioni)
– 2 patate
– 1 spicchio d’aglio
– 1 litro d’acqua
– 50 grammi di prezzemolo
– 1 cucchiaino di salvia
– 1 cucchiaino di timo
– Pepe di Cayenna
– Olio d’oliva (meglio se spremuto a freddo)

Per prima cosa, pelate le carote e le patate, tagliatele a piccoli pezzi e versatele in una pentola con 1 litro d’acqua.

Mettete la pentola sul fuoco e, quando l’acqua comincia a bollire, aggiungete l’aglio, la salvia, il timo e il pepe di Cayenna. Fate cuocere per almeno 20 minuti a fiamma moderata.

Trascorso questo tempo, scolate il composto, versatelo in una ciotola e frullatelo fino ad ottenere una crema.

Rimettetelo poi in pentola e cuocete ancora per qualche minuto; terminate la cottura solamente quando la vostra crema è bella densa e “vellutata”.

A questo punto il più è fatto: non vi resta che condire col prezzemolo e con un filo d’olio di oliva. Servite e gustate!

 

Bene, siamo arrivati alla fine. Queste sono le nostre proposte. E voi? Conoscete qualche altra ricetta a base di carota? Condividetela con noi qui sul nostro blog, oppure sulla nostra Pagina Facebook!

Un' abbronzatura perfetta nello stile 3EMME

Abbronzatura perfetta: dopo lo Stile Coco Chanel, il prima, durante e il dopo nello stile 3EMME

Allo stile 3Emme l’ abbronzatura non basta! Tra i migliori regali della stagione estiva ci sono i frutti e le verdure che proteggono la pelle da dentro. Scopriamo come!

Forse non tutti sanno che l’immagine di donna abbronzata come donna alla moda fu lanciata da Coco Chanel nel 1923. La stilista frequentava la Costa Azzurra dove praticava attività all’aria aperta e si intratteneva negli stabilimenti balneari. Mostrando la sua pelle dorata a Parigi, dopo una vacanza a Juans-les-Pins, sovvertì i canoni dello stile, che fino ad allora volevano le donne aristocratiche assolutamente bianche per contrasto alle popolane e alle contadine, che lavoravano all’aria aperta.

Da allora l’ abbronzatura ha rappresentato uno status, cioè l’immagine di persone libere da impegni che potevano passare del tempo a divertirsi all’aria aperta nelle località di villeggiatura più alla moda. L’abbronzatura richiedeva un luogo, una stagione, dei rituali e la sua “freschezza” svaniva in un paio di giorni di vita in città. E fino all’avvento dei viaggi ai tropici in pieno inverno e delle macchine per l’ abbronzatura, in effetti la tintarella non era cosa da tutti i giorni e da tutte le stagioni. Richiedeva strategie e impegno e non poteva essere conquistata in un weekend, quindi rappresentava effettivamente uno status di privilegio.

Oggi l’ abbronzatura si può “comprare” tutto l’anno oppure essere vissuta come un sano e piacevole accessorio dello stile di vita estivo; poche ore di esposizione alla luce solare diretta da maggio a settembre, al mattino presto e nel tardo pomeriggio, possono assicurare un bel colorito dorato e contribuire al mantenimento della salute, per l’azione benefica sul metabolismo della vitamina D ( per prevenire l’osteoporosi e mantenere un buon sistema immunitario).

Leggi anche:  Tutto sulla Vitamina D

L’ abbronzatura secondo lo stile 3EMME

Ma allo stile 3EMME l’ abbronzatura stagionale non basta! Tra i migliori regali della stagione estiva ci sono i frutti e le verdure che proteggono la pelle da dentro. Infatti la verdura e la frutta che maturano d’estate sono più ricche di nutrienti che si fissano o si sviluppano grazie all’azione della luce solare; in particolare vi sono frutti e verdure di colore giallo e arancione, che ci aiutano nella preparazione della pelle all’ abbronzatura e al successivo mantenimento del colore, grazie alla presenza di un carotenoide: il betacarotene.

Si può partire a primavera con le carote, proseguire con albicocche, pesche, meloni durante l’estate e, dopo settembre, ci saranno anche le zucche gialle e i cachi a riportarci il calore-colore del sole sulla tavola.

Per trarre il massimo beneficio da questi frutti o verdure ricordiamoci di consumarle sempre in presenza di una fonte di grassi buoni, che ne aumenteranno la biodisponibilità e apporteranno altri nutrienti che lavoreranno in sinergia: per esempio si potrà aggiungere qualche mandorla ad una pesca durante gli spuntini oppure utilizzare un po’ di frutta nelle insalate, insieme a olio extravergine di oliva o semi di zucca, noci, o semi di girasole. Questa scelta ad esempio è ottima per la cena estiva, prima di un piatto a contenuto proteico.

Da evitare sempre l’abbinamento di insalate di frutta e verdura con i carboidrati.

Leggi anche: La frutta secca: un guscio per il nostro cuore

3EMMEr Dott.ssa Chiara Bartolini, Biologo Nutrizionista

Mauro Mario Mariani “Il TAO dell’Alimentazione” I colori del TAO bianco: Giallo pesca, Arancio melone, Arancio arancia, Arancio cachi. Capponi Editore

Le proprietà delle Albicocche - Metodo 3EMME

Albicocche: un break gustoso, digeribile, rinfrescante e a basso contenuto calorico

Tra i frutti che più ci rimanda all’estate, per il loro colore arancione, la loro polpa carnosa e il sapore dolce e intenso. Gustose, digeribili, rinfrescanti e a basso contenuto calorico, le albicocche sono un toccasana per la nostra salute e un’ottima risposta alla fame estiva di metà mattina e metà pomeriggio.

Origine e storia delle albicocche

Le albicocche sono il frutto prodotto dall’albicocco (Prunus armeniaca), una pianta appartenente alla famiglia delle Rosacee, la stessa del pruno, del pesco e del ciliegio. Originario della Cina, l’albero di albicocco si diffuse in tutta Europa grazie ai Romani in seguito alla conquista dell’Armenia, regione caucasica da cui deriva il suo nome.

Ha una storia di oltre 4.000 anni e può raggiungere, allo stato selvatico, i 13 metri di altezza. Le varietà di albicocche sono molte, e variano per dimensione e colore del frutto. I frutti freschi si trovano nei mercati nel primo periodo estivo, ma le albicocche sono comunque presenti tutto l’anno conservate e trattate in diversi modi: essiccate, sciroppate, usate per produrre succhi, marmellate, mostarde e gelatine.

L’apporto calorico delle albicocche è molto basso e corrisponde a 28 calorie per 100 grammi di polpa. Come tutta la frutta, è composta in gran parte da acqua (85% circa), proteine in minima parte, glucidi e fibra alimentare (principalmente pectine); buona la presenza di minerali, soprattutto il potassio a cui fanno seguito calcio, fosforo, sodio e ferro.

Le albicocche contengono vitamina A, vitamina B e, in misura minore, vitamina C e PP. È uno dei frutti con le dosi più elevate di carotenoidi. E’ senza dubbio un frutto con buone proprietà dal punto di vista nutrizionale, ad assorbimento rapido e con una buona digeribilità.

Leggi anche: L’Estate si Avvicina, Rimettiamoci in Forma!

9 Benefici che possiamo ricavare dal consumo di albicocche

1. Contribuiscono alla salute degli occhi, della pelle, dei capelli e delle gengive.

2. Aiutano il bilanciamento della pressione sanguigna, la funzionalità cardiaca e contrastano la formazione di placche sulla parete interna delle arterie.

3. Sono ideali per combattere l’anemia, grazie a potassio, ferro, cobalto e rame.

4. Sono particolarmente ricche di boro, un elemento che è stato recentemente riconosciuto come fattore di prevenzione contro l’osteoporosi, in quanto è in grado di limitare il livello di estrogeni nelle donne in post-menopausa.

5. Sono utili per lo sviluppo delle ossa e per il corretto funzionamento di tutti i tessuti del nostro organismo.

6. Hanno effetti lassativi grazie alla presenza in dosi elevate di uno zucchero, il sorbitolo, che protegge l’intestino da diversi disturbi, tra cui la diverticolite.

7. Sono in grado di prevenire vari disturbi a livello nervoso e muscolare per l’alta percentuale di potassio.

8. Sono un ottimo alimento per la prevenzione dei tumori. Uno studio pubblicato dall’American Cancer Society sostiene che le albicocche e altri alimenti ricchi di carotene come le carote, possono ridurre il rischio di cancro alla laringe, esofago e polmoni. Una manciata di albicocche contiene il 100% della dose giornaliera raccomandata di beta-carotene, un potente antiossidante che il nostro corpo converte in vitamina A, in grado anche di stimolare la produzione di melanina, la sostanza responsabile dell’abbronzatura e della protezione della pelle.

9. Essendo ricche di betacarotene e licopene, ostacolano il processo mediante cui si forma il colesterolo LDL (il cosiddetto colesterolo “cattivo”).

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3EMMEr Dott.ssa Natalia Di Pietro, Biologo Nutrizionista – PhD Blood Vessel Pathophysiology – Department of Medicine and Aging Sciences University “G. d’Annunzio” Chieti

Cosa mangiare prima di fare sport? - Metodo 3EMME

Cosa mangiare prima di fare sport?

Uno dei problemi più frequenti per uno sportivo riguarda l’alimentazione da seguire prima di iniziare il proprio allenamento. Spesso gli atleti seguono dei consigli alimentari che sanno più di leggende metropolitane che di corretta prassi nutrizionale.

In generale, le regole d’oro da seguire suggeriscono di effettuare 3 ore prima di iniziare l’attività uno spuntino ricco di carboidrati complessi, preferibilmente con scarsa presenza di fibre ed assenza di grassi e proteine complesse, per non allungare la digestione. Un buon esempio è il classico piatto di riso, così come pane integrale con marmellata.

Leggi anche: Le Fibre, cosa sono e come assumerle

Nel corso delle 2-3 ore che ci separano dall’allenamento si dovrà poi provvedere ad una solerte idratazione, da terminare 20-30 minuti prima dello start in modo da non partire a “vescica piena”. Circa mezz’ora prima sarà utile ripetere una assunzione di carboidrati non complessi, rappresentati in questo caso da polveri integrazionali studiate ad hoc, ma anche miele o marmellata. Buon allenamento!

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3EMMEr Alessandro Sanson, Naturopata