Arance e vitamina C: un' unione di bonta' e benessere

Arance e vitamina C: un’ unione di bonta’ e benessere

È risaputo che le arance abbiano un alto contenuto di vitamina C (acido-L ascorbico), vitamina essenziale contro le malattie da raffreddamento in genere, per trasportare il ferro, e particolarmente efficace nel contrastare i radicali liberi.

L’ arancia riduce della fragilità capillare e della formazione di edemi. Inoltre bioflavonoidi e vitamina C svolgono un prezioso ruolo nella ricostituzione del collagene del tessuto connettivo e per tale motivo le arance favoriscono il rafforzamento di ossa, denti, cartilagini, tendini e legamenti.

La presenza di bioflavonoidi, costituiti dal bianco tra buccia e frutto, fanno sì che, assieme alla vitamina C, si realizzi un’importante sinergia nel rafforzare le pareti dei vasi sanguigni, soprattutto di quelli più piccoli. Altra sostanza poco conosciuta presente nella buccia delle arance è il limonene. Lo troviamo anche nella buccia dei limoni e dei pompelmi e, grazie alla sua capacità di contrastare gli effetti degli estrogeni, il limonene risulta essere un efficace protettore dal cancro alla mammella. Nel bianco sotto la buccia dell’arancio troviamo inoltre una buona quantità di fibra alimentare solubile, efficace nella regolazione dell’assorbimento dei macronutrienti, zuccheri, grassi e proteine.

È importante assumere una buona quantità di fibre alimentari quotidianamente non solo per favorire il regolare transito intestinale, riducendo i fenomeni putrefattivi, ma anche per prevenire le malattie metaboliche.

Il discreto contenuto di vitamine del gruppo B, specie tiamina, riboflavina e niacina, stimola l’appetito, l’accrescimento e la digestione. I caroteni precursori della vitamina A sono utili per la vista, per la salute della pelle, e per sostenere il sistema immunitario. Le antocianine, che conferiscono il caratteristico colore rosso alle arance più scure, sono state riconosciute essere dei potenti antiossidanti, in grado di apportare numerosi benefici all’organismo. Le arance contengono una grande quantità di potassio, minerale che migliora la circolazione, aiutando a contenere la pressione arteriosa.

L’arancia costituisce un’ottima fonte di vitamina C, carotenoidipeptina, buona parte delle vitamine del gruppo B (in particolare tiamina, riboflavina e niacina), elevato contenuto in bioflavonoidiantocianine, limonene, potassio, fibra alimentare solubile, sinefrina.

Tutti i componenti per un’ arancia light

Ma sapevate che l’arancia ha tantissime altre virtù? La buccia contiene peptina, sostanza che stimola la sensazione di sazietà, che è particolarmente preziosa per contenere la fame di chi segue un regime dietetico ipocalorico.

Mangiare un’arancia trenta minuti prima dei pasti regola l’appetito. La scorza dell’arancio amaro contiene un’ elevata quantità di sinefrina, sostanza con attività simile all’adrenalina; è utile come “brucia-grassi”. Nella moderna fitoterapia l’arancio amaro viene utilizzato sotto forma di estratti secchi titolati, tisane, decotti e tintura madre.

Leggi anche: Le Arance, frutti amici della Dieta

Tratto da: ARANCIA  (da pag 288-289 de “il TAO dell’alimentazione” – Mauro Mario Mariani – Capponi Editore ISBN 978 88 97066 859)

Baobab, il vero “miracolo della natura”

Baobab, il vero “miracolo della natura”

Il Baobab (Adansonia digitata) è una pianta di origine africana, appartenente alla famiglia delle Bombacaceae. Il tronco può raggiungere fino a 40 metri di circonferenza, un’altezza di 20 metri e una chioma di 50 metri di diametro. La sua vita è lunghissima: la maggior parte dei Baobab vive 500 anni, ma in alcune parti dell’Africa sembra che ne esistano esemplari vecchi di 5.000 anni.

Il suo frutto è utilizzato da secoli come prezioso albero farmacista: un vero “miracolo della natura”, in quanto è in grado, ancora oggi, di sfamare intere popolazioni del Terzo Mondo.  Anche se ancora poco conosciuto nella nostra civiltà, il Baobab viene definito dagli africani anche come “albero della vita” per le sue svariate  proprietà nutritive. La polpa dei suoi frutti ha proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e antimicrobiche ed è particolarmente ricca di calcio e di fibre prebiotiche.

Spicca soprattutto il suo elevato contenuto di vitamina C, può fornire fino a 300 mg di vitamina C ogni 100 g di polpa, quantitativo pari a circa sei volte quello contenuto in un’arancia, risultando così un potente alleato del sistema immunitario. Ha nei suoi semi un’ ottima combinazione dei preziosi omega 3, 6 e 9.

È ricco di sali minerali (ferro, calcio, magnesio, fosforo, zinco) e probiotici con effetto riequilibrante sull’intestino crasso (colon). Nella sua buona componente proteica, contiene tutti e otto gli “aminoacidi essenziali” per il nostro corpo, indispensabili per generare la sintesi delle proteine. Sono detti “aminoacidi essenziali”, quelli che devono essere introdotti tramite l’alimentazione perché l’organismo non è in grado di procedere a tale sintesi, mentre gli altri dodici aminoacidi possono essere sintetizzati dall’organismo stesso e sono definiti “non essenziali”.

Studi comprovati nell’arco di un decennio tra il 1997 e il 2008 da parte degli organi scientifici e sulla sicurezza alimentare preposti dell’Unione Europea e degli Stati Uniti hanno dimostrato la non tossicità del frutto del baobab, tanto che dal luglio 2008 la polpa del frutto di baobab è arrivata a far parte ufficialmente dell’alimentazione del mercato europeo come Novel Food. I “Novel Foods” sono quei cibi provenienti da paesi extra-comunitari che necessitano di una valutazione prima di poter essere immessi liberamente sul mercato.

Proprietà terapeutiche del Baobab

Oltre che nutrizionali il baobab ha notevoli proprietà terapeutiche su diverse patologie:

  • anticolesterolemico
  • antiossidante
  • coadiuvante delle diete dimagranti
  • disintossicante epatico con proprietà epatoprotettive
  • antinfiammatorio
  • analgesico
  • antipiretico
  • antinfluenzale
  • antimicrobico e antifungino.

Inoltre è un ottimo rimedio in caso di anemia.

La ricchezza di fibre alimentari riduce il protrarsi della stitichezza, aumentando la massa fecale, stimolando la peristalsi ed inducendo un senso di sazietà. È stato dimostrato che il suo consumo frequente riduce il rischio di insorgenza di neoplasie dell’apparato digerente, in particolare del colon.

Risotto alle rape rosse - Ricetta 3EMME

Risotto alle rape rosse – Ricetta 3EMME

Abbiamo già parlato delle numerose proprietà benefiche della rapa o barbabietola rossa. Oggi è il momento di applicare la teoria con una ricetta molto semplice da preparare, saziante e piena di minerali e vitamine: il risotto alle rape rosse. Ti proproniamo la tradizionale ricetta italiana di questo primo piatto, reinterpretata allo stile Metodo 3EMME. Pronto? Mani ai fornelli!

Ingredienti per 4 persone

300 gr di riso Carnaroli

2 rape rosse cotte

La parte bianca di due porri grandi

Olio extravergine di oliva

Mezzo bicchiere di vino bianco

Acqua calda salata

4 cucchiai di parmigiano grattugiato poco burro

Come preparare il risotto alle rape rosse

  1. Comincia frullando le rape rosse e lasciandole in frigo per almeno un’ora.  Durante l’oretta di riposo mescola di tanto in tanto le rape.
  2. Taglia a rondelle fini il porro e fallo appassire a fiamma medio-bassa con dell’olio extra vergine di oliva.
  3. Aggiungi il vino e continua a far disfare i porri per almeno 10-15 minuti. Versa quindi il riso e fallo tostare bene. Coprilo con acqua calda salata e girare delicatamente. Fai cuocere al dente il riso.
  4. Togli dal fuoco e unisci prima il burro e poi il parmigiano. Servi il riso nel piatto e decoralo con pezzetti di rape frullate ancora fredde.

Leggi anche: La Ricetta 3EMME del Risotto agli asparagi

Valore ORAC (per 100 g) = 940

Rape rosse          450

Porri                   490

* La Oxygen Radical Absorbance Capacity (ORAC), letteralmente “Capacità di Assorbimento dei Radicali dell’Ossigeno“, è l’attuale standard industriale per stimare la forza di un antiossidante.

Broccoli: detossificanti e antitumorali

Broccoli: detossificanti e antitumorali

Secondo l’EWG, Dipartimento Americano per la Salute dei Cittadini, ai primi tre posti come miglior cibo salutare troviamo broccoli, cavoli ricci e cavoli.

La famiglia dei broccoli, le crucifere, presenta vantaggi nutrizionali evidenti: sono fonte di vitamine C e acido folico, apportano anche quantità apprezzabili di fibre, di provitamina A e di magnesio. Posseggono interessanti proprietà nella prevenzione di alcuni tumori, grazie a diversi composti forniti in sinergia con le vitamine antiossidanti C e provitamina A. Uno di questi il sulforafano, generato quando viene masticato dalla glucorafanina, aiuta i processi di detossificazione dalle varie sostanze inquinanti accumulate.

Quando cuciniamo i broccoli, meglio a vapore per mantenere inalterate le sue proprietà, riconosciamo il caratteristico odore che emanano alla cottura. Il composto responsabile di questo odore è lo zolfo, diffuso proprio da queste componenti preziose.

Alcuni studi (1) hanno dimostrato che mangiare il cavolo broccolo con frequenza può aiutare ad invecchiare meglio, infatti il sulforafano fa si che vengano inibiti i geni responsabili dell’invecchiamento delle cellule. Il Dipartimento di Agricoltura Americano ha studiato 71 tipi di piante di broccoli e ha concluso che più è amaro il suo sapore e più glucorafanina è presente nell’alimento.

Broccoli piccanti

Questi ortaggi se associati a un condimento piccante potenziano la loro capacità antitumorali. Peperoncino, senape o wasabi risultano essere un valido alleato dei broccoli contro le neoplasie. E più sono piccanti, più sono protettivi, spiegano i ricercatori dell’University of Illinois (Usa).

Il merito dell’effetto anticancro è della mirosinasi, un enzima naturalmente presente nei broccoli, ma anche nel peperoncino, nella senape e nel wasabi, ai quali conferisce il caratteristico sapore pungente(2).

Secondo una ricerca condotta dal Paul Evans dell’Imperial College London, gli ortaggi della famiglia delle crocifere, come broccoli, cavoli e cavolfiori sono degli ottimi alleati per tenere sotto controllo l’ipertensione e per proteggere il sistema vascolare.

Lo studio(3) ha dimostrato come la presenza di sulforafano riesca ad attivare l’Nrf2, una proteina capace di mantenere i vasi sanguigni liberi dagli accumuli di grasso, che sono le principali cause delle principali malattie cardiocircolatorie, come arteriosclerosi, infarto e ictus.

Tratto da: BROCCOLI  (da pag. 305-306 de “Il TAO dell’alimentazione” – Mauro Mario Mariani – Capponi Editore ISBN 978 88 97066 859)

Bibliografia:

1- Food Chemistry Volume 138, Issues 2–3, 1 June 2013, Pages 1734–1741. The potential to intensify sulforaphane formation in cooked broccoli (Brassica oleracea var. italica) using mustard seeds (Sinapis alba). Sameer Khalil Ghawi, Lisa Methven, Keshavan Niranjan

2- Jenna M. Cramer, Margarita Teran-Garcia, Elizabeth H. Jeffery.Enhancing sulforaphane absorption and excretion in healthy men through the combined consumption of fresh broccoli sprouts and a glucoraphanin-rich powder. British Journal of Nutrition, 2011; 1 DOI:10.1017/S0007114511004429

3- Integrative Physiology/Experimental Medicine Activation of Nrf2 in Endothelial Cells Protects Arteries From Exhibiting a Proinflammatory State Paul C. Evans et Al. Arteriosclerosis, Thrombosis, and Vascular Biology. 2009; 29: 1851-1857 Published online before

Per dimagrire, inizia sempre il pasto con verdure

Inizia sempre il pasto con verdure

Variando l’ordine delle portate il risultato… cambia, eccome cambia. Prendiamo ad esempio un menù di un pasto tipico italiano: primo piatto (carboidrati); secondo piatto di pesce o di carne (proteine) accompagnato da “qualche” fettina di pane (carboidrati); il contorno, solitamente costituito da patate (altri carboidrati) oppure da scarse verdure (fibre… assai preziose e antiossidanti) e infine, frutta (carboidrati) e caffè.

Ora, lasciando da parte il tanto amato (quanto poco utile) calcolo delle calorie e la mole di carboidrati presenti nel pasto, possiamo chiederci se questa sequenza alimentare sia consigliabile o meno ed il perché.

Mangiare verdure e proteine prima dei carboidrati porta ad un abbassamento di glucosio e di insulina, direttamente correlata con la perdita di peso.

Prima di tutto dobbiamo sapere che ogni volta che mangiamo il nostro sangue cambia la sua composizione e questo cambiamento è strettamente dipendente da ciò che abbiamo mangiato e anche da quando lo abbiamo mangiato!

Qual è il posto ideale delle verdure?

Uno studio condotto da Louis J. Aronne, direttore del Comprehensive Weight Control Center al Weill Cornell Medical College a New York, afferma che la sequenza degli alimenti ha un impatto significativo sulla glicemia e sull’insulinemia post prandiale.

Mangiare verdure e proteine prima dei carboidrati porta ad un abbassamento dei livelli di glucosio e di insulina dopo il pasto in pazienti obesi con diabete di tipo 2 e questa diminuzione è direttamente correlata con la perdita di peso.

Modificare, con poco sforzo, delle abitudini acquisite da costumi tradizionali (che non di rado mancano di consapevolezza) assume un valore di estrema importanza nel momento in cui la posta in gioco è la nostra salute!

Fonte: Alpana P. Shukla, Radu G. Iliescu, Catherine E. Thomas, and Louis J. Aronne “Food Order Has a Significant Impact on Postprandial Glucose and Insulin Levels”; Diabetes Care 2015;38:e98–e99 | DOI: 10.2337/dc15-0429

Alga Klamath: componenti e proprietà nutri-terapeutiche

Alga Klamath: componenti e proprietà nutri-terapeutiche

L’ alga Klamath prende il suo nome dal lago in cui si è sviluppata in Oregon, nel Nord degli Stati Uniti,  un lago incontaminato ricco di sostanze nutritive di origine vulcanica con acque alcaline (pH 9-11). Il suo nome scientifico è Aphanizomenon Flos Aquae (AFA). Appartiene al Phylum dei cianobatteri ovvero dei procarioti.

Rispetto alle alghe più diffuse presenta iodio solamente in tracce: circa un microgrammo in 2 grammi (dose media consigliata) di Klamath, quindi in quantità paragonabili a quelle di alimenti d’uso comune. Le alghe verdi, rosse o quelle brune sono invece le comuni alghe marine, ricche di iodio e  utilizzate nell’industria alimentare e farmaceutica. Esse appartengono agli eucarioti.

Le componenti attive dell’alga Klamath

Le componenti attive dell’alga Klamath sono minerali ed oligoelementi, vitamine, antiossidanti: carotenoidi e glutatione, acidi grassi essenziali, amminoacidi e il 70 % di proteine complete. La caratteristica assoluta sta nella proporzione dei suoi 8 amminoacidi essenziali, praticamente identica a quella ritenuta ottimale per il corpo umano.

Le proteine dell’ alga Klamath sono assimilabili dal nostro organismo al 73% contro il 37% e il 20% rispettivamente di spirulina e clorella, e solo il 18% delle carni rosse.

Le proprietà nutri-terapeutiche

Le proprietà nutri-terapeutiche della Klamath derivano dai suoi numerosi nutrienti e soprattutto dalla loro cooperazione sinergica:

  • incremento della lucidità mentale e miglioramento dell’umore grazie alla presenza di diversi amminoacidi precursori dei neurotrasmettitori celebrali;
  • effetto tonico ed energizzante per l’organismo dovuto alla presenza di coenzimi e  minerali;
  • bilanciamento del sistema delle proteine nel corpo e miglioramento dell’assorbimento anche di quelle incomplete provenienti da alcuni alimenti a basso valore o scarso coefficiente proteico;
  • aumento delle difese immunitarie, con una azione di tipo immunomodulante piuttosto che immunostimolante;
  • normalizzazione del metabolismo dei grassi con riduzione del colesterolo e trigliceridi;
  • ripristino di una normale permeabilità e funzionalità intestinale;
  • azione antivirale soprattutto contro i virus dell’herpes e dell’epatite;
  • miglioramento della pelle grazie alla elevata biodisponibilità di acidi grassi essenziali, beta-carotene e sali minerali tra cui lo zolfo, il rame e il magnesio.

Scopri Nova Superfood, a base di alga Klamath e baobab

Spaghetti alla crema di zucca - Ricetta 3EMME

Spaghetti alla crema di zucca – Ricetta 3EMME

La zucca è uno dei simboli dell’autunno e non lo nascondiamo: abbiamo un debole per questa verdura ricca di vitamine (A e C principalmente, ma anche vitamine E e del gruppo B), minerali come il potassio, il calcio, il magnesio, il ferro e lo zinco, per nominarne solo alcuni. È un ingrediente che è nato e cresciuto sotto il sole estivo che gli ha regalato una delle sue principali particolarità: l’alto contenuto di betacaroteni. È grazie a loro, infatti, che possiede il caratteristico colore arancione, tipico per esempio anche delle carote. Oggi ti proponiamo una ricetta che unisce la polpa e i semi della zucca a dei saporitissimi spaghetti di grano duro (meglio se integrali). Cosa aspetti? Sei a pochi minuti da assaggiare il tuo nuovo primo piatto preferito!

Ingredienti per 4 persone:

  • 250 g di spaghetti rigati di grano duro
  • 1 ciotola di crema di zucca cotta al vapore (circa 500 g)
  • 1 manciata di semi di zucca
  • 1 cipolla
  • olio extravergine di oliva
  • brodo vegetale q.b.
  • basilico
  • sale

Come preparare gli spaghetti alla crema di zucca:

  1. In una padella dal fondo spesso tostate una manciata di semi di zucca sgusciati (per la serie: della zucca non si butta via quasi niente), lasciateli sfrigolare per qualche minuto.
  2. Stufate in padella la cipolla tritata finissima con un filo di olio extravergine di oliva e aggiungete quindi la crema di zucca. Se troppo densa, aggiungete un paio di cucchiai di brodo vegetale per renderla bella fluida.
  3. Lessate la pasta in abbondante acqua salata, scolatela e conditela con la crema di zucca, basilico e una cucchiaiata di semi di zucca tostati.


Valore ORAC* (per 100 g) = 5.648

Zucca                 483

Cipolla               360

Basilico              4805

* La Oxygen Radical Absorbance Capacity (ORAC), letteralmente “Capacità di Assorbimento dei Radicali dell’Ossigeno“, è l’attuale standard industriale per stimare la forza di un antiossidante.

Verdure e Insalate Fase Reset Metodo 3EMME

Insalate e verdure per il RESET autunnale

Ricordando ai lettori del nostro Blog che nella prima settimana del Metodo 3EMME non sono ammessi banane, fichi, uva, cachi e frutta essiccata e che dovrete utilizzare solamente le verdure iposodiche, vi diamo qualche consiglio per il vostro RESET autunnale. Le insalate che troverete in questa stagione, serviranno da base per creare il vostro piatto del giorno. Saranno:

  • Lattuga tonda, scarola, riccia, iceberg, canasta, pan di zucchero, cicorino, radicchio trevigiano o Chioggia o Castelfranco, cavolo cappuccio bianco o rosso, lollo, trocadero.
  • Ortaggi o frutti da aggiungere in quantità minore: finocchi, cetrioli, cavolfiori bianchi, cipollotti, cipolle di Tropea, porri, funghi, zucchine, rape (sono dolci, attenzione!) mirtilli, pere, mele, kiwi.

Tutti i frutti e le verdure ammesse possono essere spremute, frullate, tritate, per formare salse e per ottenere salse

Tutti i frutti e le verdure ammesse possono essere spremute, frullate, tritate, per formare salse e per ottenere salse in cui immergere le crudità o da utilizzare per arricchire i piatti, si possono utilizzare polpa di mela, pera, (versioni dolci o agrodolci crude), cipolla, scalogno, fagiolini, funghi, rape bianche o rosse (al vapore), zucchine (crude o cotte a vapore o in forno).

Aggiungere aglio tritato, porro tritato, cipollotti, peperoncino, zenzero fresco tritato o curcuma; prezzemolo, erba cipollina, basilico, timo, maggiorana, menta, mentuccia.

Leggi anche: Settimana Detox dopo le vacanze

Come condisco le insalate?

Condire le insalate con un po’ di anticipo per consentire che si ammorbidiscano e si insaporiscano.  In questa stagione si può preparare una crema di mela e curry, condimento dolce-piccante-speziato, che “scalda” e insaporisce.

Per prepararla:

1- Togliere picciolo e semi a una mela renetta o cotogna.

2- Cuocere con la buccia finché diventa ben morbida.

3- Aggiungere curry a piacere, frullare e utilizzare per condire radicchio e le altre insalate tipicamente amarognole.

Ottima anche la crema di cipolla e aceto balsamico di mela.

Per ottenerla:

1- Cucinare una o due cipolle al vapore, con la buccia. Una volta cotte, togliere la buccia, frullare insieme a poco aceto di mele balsamico e spezie a piacere.

 

Macedonia-autunnale - Ricetta-3EMME

Macedonia autunnale – Ricetta 3EMME

Oggi ti proponiamo una ricetta di macedonia deliziosa e facile da preparare, con i frutti tipici dell’autunno. Questa ricetta piena di antiossidenti è deliziosa appena preparata, con le arance ancora tiepide, o se lo preferisci puoi conservarla in frigorifero fino al momento di servirla ben fresca.

Ingredienti per 4 persone:

  • 2 arance
  • 1 mela
  • 1/2 limone
  • 1 kiwi
  • 1 pera
  • 100 g di mirtilli
  • 100 g more
  • 2 cucchiai di fruttosio

Come preparare la macedonia:

1. Fai macerare per dieci minuti un’arancia tagliata a fette sottili in una miscela formata da: un cucchiaio di acqua e due di fruttosio.

2. Disponi le fette senza sovrapporle in una padella molto larga e falle bollire per due minuti.

3. A questo punto, prepara la macedonia tagliando la frutta a tocchetti.

4. Condisci con il succo di mezzo limone. Versa la frutta a pezzi in una coppa grande e servi ai tuoi ospiti.

Leggi anche: Controllare il Diabete mangiando frutta

Valore ORAC* (per 100 g) = 6.395

Arance              983

Limoni             1225

Kiwi                  458

Mela                  301

Pera                  222

Mirtilli              1740

More                1466

* La Oxygen Radical Absorbance Capacity (ORAC), letteralmente “Capacità di Assorbimento dei Radicali dell’Ossigeno“, è l’attuale standard industriale per stimare la forza di un antiossidante.

Barbabietola rossa, l'integratore naturale - Metodo 3EMME

Barbabietola rossa, l’ “integratore naturale”

La rapa o barbabietola rossa (Beta vulgaris) è un tubero dall’inconfondibile colore rosso. Deve il suo tipico colore rosso alla betaina, un pigmento solubile in acqua, che viene sfruttato anche dall’industria alimentare come colorante naturale. Ottima sia cruda che cotta ha uno spiccato sapore dolce.

La barbabietola rossa risulta essere un vero dono della natura. È un vero “integratore naturale” di minerali come ferro, sodio, potassio, calcio, magnesio e iodio. Possiede un pool di vitamine del gruppo B, B1, B2, B3 B6, acido folico e anche la preziose vitamina C (nel tubero) e vitamina A (nelle foglie).

Contiene numerosi antocianosidi, antiossidanti con effetti protettivi a livello del sistema vascolare e del sistema neurologico, con il potere di rallentare processi degenerativi indotti dai radicali liberi (1). Ideale per un sano stile di vita, basti pensare che è come un “bicchiere di acqua”contiene infatti il 91%, di acqua con un apporto calorico di sole 20 Kcal per 100 g.

Per chi ha problemi ricorrenti di anemia o si sente sempre stanco un ottimo rimedio è bere un succo di barbabietola rossa a digiuno, magari aggiungendo anche carote mela e limone.

Grazie alla presenza di molte fibre dona sazietà.  Le fibre solubili e insolubili sono anche utili al corretto  funzionamento dell’intestino e a tenere sotto controllo il livello di zuccheri e colesterolo nel sangue. Per chi ha problemi ricorrenti di anemia o si sente sempre stanco un ottimo rimedio è bere un succo di barbabietola rossa a digiuno, magari aggiungendo anche carote mela e limone.

Uno studio condotto da un team di ricercatori del Barts Health NHS Trust e del London Medical School(2), ha visto come il succo di barbabietola rossa abbia avuto un efficace risultato nel controllare la pressione arteriosa del sangue. Bere 250 ml di succo ha abbassato di 10 mmHg la pressione in un gruppo di pazienti con ipertensione, riportando in alcuni casi nel range della normalità, dopo circa tre/sei ore dall’assunzione del succo, mantenuto ancora il giorno dopo. Lo straordinario risultato sarebbe dovuto alla presenza di nitrati contenuti nella barbabietola rossa che hanno il pregio di dilatare i vasi sanguigni e dunque favorire il flusso sanguigno.

Ideale per chi fa sport

Grazie alla presenza di nitrati naturali, la barbabietola è l’alimento ideale per chi fa sport poiché aumenta la resistenza alla fatica. L’assunzione di nitrati tramite la barbabietola rossa induce una diminuzione significativa del consumo di ossigeno durante esercizi di intensità moderata di vario tipo (ciclismo, corsa)(2).

Leggi anche: Cosa mangiare prima di fare sport?

Sí ai nitrati vegetali

La trasformazione dei nitrati in pericolose nitrosamine, cancerogeni di classe 1, avviene in presenza di proteine animali, (salumi) mentre non accade nei vegetali per la presenza degli antiossidanti.

Fonte articolo: Mariani, Mauro Mario Il TAO dell’alimentazione. Capponi Editore ISBN 978 88 97066 859, pag 281-282.

Note:

(1) Lidder S1, Webb AJ. (2013) Vascular effects of dietary nitrate (as found in green leafy vegetables and beetroot) via the nitratenitritenitric oxide pathway. Br J Clin Pharmacol. Mar;75(3):67796

(2) Amrita Ahluwalia et Al. Enhanced Vasodilator Activity of Nitrite in Hypertension: Critical Role for Erythrocytic Xanthine Oxidoreductase and Translational Potential Hypertension 2013 61: 1091-1102.

(3) Bailey, S.J., Winyard, P., Vanhatalo, A., Blackwell, J.R., Dimenna, F.J., Wilkerson, D.P., Tarr, J., Benjamin, N., Jones, A.M. (2009). Dietary nitrate supplementation reduces the O2 cost of low intensity exercise and enhances tolerance to high intensity exercise in humans. J Appl Physiol, 107(4), 11441155.