Un' abbronzatura perfetta nello stile 3EMME

Abbronzatura perfetta: dopo lo Stile Coco Chanel, il prima, durante e il dopo nello stile 3EMME

Allo stile 3Emme l’ abbronzatura non basta! Tra i migliori regali della stagione estiva ci sono i frutti e le verdure che proteggono la pelle da dentro. Scopriamo come!

Forse non tutti sanno che l’immagine di donna abbronzata come donna alla moda fu lanciata da Coco Chanel nel 1923. La stilista frequentava la Costa Azzurra dove praticava attività all’aria aperta e si intratteneva negli stabilimenti balneari. Mostrando la sua pelle dorata a Parigi, dopo una vacanza a Juans-les-Pins, sovvertì i canoni dello stile, che fino ad allora volevano le donne aristocratiche assolutamente bianche per contrasto alle popolane e alle contadine, che lavoravano all’aria aperta.

Da allora l’ abbronzatura ha rappresentato uno status, cioè l’immagine di persone libere da impegni che potevano passare del tempo a divertirsi all’aria aperta nelle località di villeggiatura più alla moda. L’abbronzatura richiedeva un luogo, una stagione, dei rituali e la sua “freschezza” svaniva in un paio di giorni di vita in città. E fino all’avvento dei viaggi ai tropici in pieno inverno e delle macchine per l’ abbronzatura, in effetti la tintarella non era cosa da tutti i giorni e da tutte le stagioni. Richiedeva strategie e impegno e non poteva essere conquistata in un weekend, quindi rappresentava effettivamente uno status di privilegio.

Oggi l’ abbronzatura si può “comprare” tutto l’anno oppure essere vissuta come un sano e piacevole accessorio dello stile di vita estivo; poche ore di esposizione alla luce solare diretta da maggio a settembre, al mattino presto e nel tardo pomeriggio, possono assicurare un bel colorito dorato e contribuire al mantenimento della salute, per l’azione benefica sul metabolismo della vitamina D ( per prevenire l’osteoporosi e mantenere un buon sistema immunitario).

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L’ abbronzatura secondo lo stile 3EMME

Ma allo stile 3EMME l’ abbronzatura stagionale non basta! Tra i migliori regali della stagione estiva ci sono i frutti e le verdure che proteggono la pelle da dentro. Infatti la verdura e la frutta che maturano d’estate sono più ricche di nutrienti che si fissano o si sviluppano grazie all’azione della luce solare; in particolare vi sono frutti e verdure di colore giallo e arancione, che ci aiutano nella preparazione della pelle all’ abbronzatura e al successivo mantenimento del colore, grazie alla presenza di un carotenoide: il betacarotene.

Si può partire a primavera con le carote, proseguire con albicocche, pesche, meloni durante l’estate e, dopo settembre, ci saranno anche le zucche gialle e i cachi a riportarci il calore-colore del sole sulla tavola.

Per trarre il massimo beneficio da questi frutti o verdure ricordiamoci di consumarle sempre in presenza di una fonte di grassi buoni, che ne aumenteranno la biodisponibilità e apporteranno altri nutrienti che lavoreranno in sinergia: per esempio si potrà aggiungere qualche mandorla ad una pesca durante gli spuntini oppure utilizzare un po’ di frutta nelle insalate, insieme a olio extravergine di oliva o semi di zucca, noci, o semi di girasole. Questa scelta ad esempio è ottima per la cena estiva, prima di un piatto a contenuto proteico.

Da evitare sempre l’abbinamento di insalate di frutta e verdura con i carboidrati.

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3EMMEr Dott.ssa Chiara Bartolini, Biologo Nutrizionista

Mauro Mario Mariani “Il TAO dell’Alimentazione” I colori del TAO bianco: Giallo pesca, Arancio melone, Arancio arancia, Arancio cachi. Capponi Editore

Le proprietà delle Albicocche - Metodo 3EMME

Albicocche: un break gustoso, digeribile, rinfrescante e a basso contenuto calorico

Tra i frutti che più ci rimanda all’estate, per il loro colore arancione, la loro polpa carnosa e il sapore dolce e intenso. Gustose, digeribili, rinfrescanti e a basso contenuto calorico, le albicocche sono un toccasana per la nostra salute e un’ottima risposta alla fame estiva di metà mattina e metà pomeriggio.

Origine e storia delle albicocche

Le albicocche sono il frutto prodotto dall’albicocco (Prunus armeniaca), una pianta appartenente alla famiglia delle Rosacee, la stessa del pruno, del pesco e del ciliegio. Originario della Cina, l’albero di albicocco si diffuse in tutta Europa grazie ai Romani in seguito alla conquista dell’Armenia, regione caucasica da cui deriva il suo nome.

Ha una storia di oltre 4.000 anni e può raggiungere, allo stato selvatico, i 13 metri di altezza. Le varietà di albicocche sono molte, e variano per dimensione e colore del frutto. I frutti freschi si trovano nei mercati nel primo periodo estivo, ma le albicocche sono comunque presenti tutto l’anno conservate e trattate in diversi modi: essiccate, sciroppate, usate per produrre succhi, marmellate, mostarde e gelatine.

L’apporto calorico delle albicocche è molto basso e corrisponde a 28 calorie per 100 grammi di polpa. Come tutta la frutta, è composta in gran parte da acqua (85% circa), proteine in minima parte, glucidi e fibra alimentare (principalmente pectine); buona la presenza di minerali, soprattutto il potassio a cui fanno seguito calcio, fosforo, sodio e ferro.

Le albicocche contengono vitamina A, vitamina B e, in misura minore, vitamina C e PP. È uno dei frutti con le dosi più elevate di carotenoidi. E’ senza dubbio un frutto con buone proprietà dal punto di vista nutrizionale, ad assorbimento rapido e con una buona digeribilità.

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9 Benefici che possiamo ricavare dal consumo di albicocche

1. Contribuiscono alla salute degli occhi, della pelle, dei capelli e delle gengive.

2. Aiutano il bilanciamento della pressione sanguigna, la funzionalità cardiaca e contrastano la formazione di placche sulla parete interna delle arterie.

3. Sono ideali per combattere l’anemia, grazie a potassio, ferro, cobalto e rame.

4. Sono particolarmente ricche di boro, un elemento che è stato recentemente riconosciuto come fattore di prevenzione contro l’osteoporosi, in quanto è in grado di limitare il livello di estrogeni nelle donne in post-menopausa.

5. Sono utili per lo sviluppo delle ossa e per il corretto funzionamento di tutti i tessuti del nostro organismo.

6. Hanno effetti lassativi grazie alla presenza in dosi elevate di uno zucchero, il sorbitolo, che protegge l’intestino da diversi disturbi, tra cui la diverticolite.

7. Sono in grado di prevenire vari disturbi a livello nervoso e muscolare per l’alta percentuale di potassio.

8. Sono un ottimo alimento per la prevenzione dei tumori. Uno studio pubblicato dall’American Cancer Society sostiene che le albicocche e altri alimenti ricchi di carotene come le carote, possono ridurre il rischio di cancro alla laringe, esofago e polmoni. Una manciata di albicocche contiene il 100% della dose giornaliera raccomandata di beta-carotene, un potente antiossidante che il nostro corpo converte in vitamina A, in grado anche di stimolare la produzione di melanina, la sostanza responsabile dell’abbronzatura e della protezione della pelle.

9. Essendo ricche di betacarotene e licopene, ostacolano il processo mediante cui si forma il colesterolo LDL (il cosiddetto colesterolo “cattivo”).

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3EMMEr Dott.ssa Natalia Di Pietro, Biologo Nutrizionista – PhD Blood Vessel Pathophysiology – Department of Medicine and Aging Sciences University “G. d’Annunzio” Chieti

Cosa mangiare prima di fare sport? - Metodo 3EMME

Cosa mangiare prima di fare sport?

Uno dei problemi più frequenti per uno sportivo riguarda l’alimentazione da seguire prima di iniziare il proprio allenamento. Spesso gli atleti seguono dei consigli alimentari che sanno più di leggende metropolitane che di corretta prassi nutrizionale.

In generale, le regole d’oro da seguire suggeriscono di effettuare 3 ore prima di iniziare l’attività uno spuntino ricco di carboidrati complessi, preferibilmente con scarsa presenza di fibre ed assenza di grassi e proteine complesse, per non allungare la digestione. Un buon esempio è il classico piatto di riso, così come pane integrale con marmellata.

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Nel corso delle 2-3 ore che ci separano dall’allenamento si dovrà poi provvedere ad una solerte idratazione, da terminare 20-30 minuti prima dello start in modo da non partire a “vescica piena”. Circa mezz’ora prima sarà utile ripetere una assunzione di carboidrati non complessi, rappresentati in questo caso da polveri integrazionali studiate ad hoc, ma anche miele o marmellata. Buon allenamento!

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3EMMEr Alessandro Sanson, Naturopata

Imparare ad ascoltare il corpo - Metodo 3EMME

Impara ad ascoltare il tuo corpo

Troppo spesso lasciamo decidere ai nostri ritmi frenetici la composizione e la quantità del cibo che assumiamo durante la giornata. Un caffè al volo al mattino, se non nulla addirittura, lunghi digiuni, per poi arrivare alla sera con una fame da lupi e mangiare tutto ciò che ci capita sotto mano. Ma cosa ne pensa il nostro corpo a riguardo?

In realtà, il nostro corpo segue delle “regole” ben precise, che si tramutano in un ritmo di secrezioni ormonali regolare, il quale segue il principio della cronobiologia, dal greco kronos (tempo) e biologia (studio della vita), ossia una branca della biologia che studia i fenomeni periodici (ciclici) negli organismi viventi e il loro adattamento ai relativi ritmi solare e lunare. Fantascienza? No, esatta, pragmatica, precisa realtà.

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Impariamo a mangiare seguendo i ritmi della natura ed il dimagrimento non sarà più una tortura per il corpo, ma un piacere!

Ad esempio, al mattino, dopo il digiuno notturno, il nostro corpo attraverso il suo orologio biologico comincia a produrre gli ormoni dell’attenzione e dello stress (cortisolo ACTH), il testosterone ha da poco raggiunto il suo picco (tra le 5 e le 6 del mattino) e aumenta la produzione di insulina dovuta al digiuno notturno, ormone anabolico per eccellenza che ha il compito di veicolare aminoacidi e glucosio soprattutto verso i tessuti muscolari ed i globuli rossi.

Un digiuno forzato costringe perciò il corpo a reclutare energia da altre fonti, per esempio dalle proteine, trasformando purtroppo in carburante i nostri muscoli, in poche parole facendoci diventare cannibali.

Inoltre, lo smontaggio delle proteine muscolari e la consecutiva trasformazione in grasso provocano un abbassamento del metabolismo, ritenzione idrica, riduzione dell’attività immunitaria, riduzione dell’attività degli ormoni anabolici (GH, testosterone, gonadotropine) ed anche deposito di grasso tra i visceri e intorno alla vita, condizione per la quale aumenta il rischio cardiovascolare.

Impariamo a mangiare seguendo i ritmi della natura ed il dimagrimento non sarà più una tortura per il corpo, ma un piacere!

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3eMMMEr Dott.ssa Michela Alberta Toro, Biologo Nutrizionista

Ricette light con carota - Metodo 3EMME

3 Ricette light a base di carote

Tra tutti gli ortaggi che arrivano sulle nostre tavole, la carota è sicuramente tra quelli più apprezzati. Il motivo può essere il suo sapore buono e “fresco”; oppure il suo colore caratteristico, un arancio vivo decisamente particolare; oppure ancora – e qui è dove vogliamo concentrarci – il fatto che sia un vero e proprio toccasana per la nostra salute.

La carota, infatti, contiene minerali (ferro, calcio, magnesio, rame e zinco), vitamine (vitamina A e vitamina C) e, soprattutto, beta-carotene in grandissima quantità (sono l’alimento che ne contiene di più in natura). Basti pensare che 30-40 g di carote soddisfano interamente il nostro bisogno giornaliero.

Finito il tempo delle introduzioni, ora è il momento di passare alla cucina. Oggi vogliamo mostrarvi tre modi originali e gustosi per utilizzare le carote. Seguiteci!

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Ricetta 1: Zuppa light di carota, zucca e zucchine

Iniziamo con un primo piatto semplice e caldo, perfetto per le tiepide giornate primaverili: una zuppa con carota, zucca e zucchine.

Ingredienti (per 4 persone):

– 500 grammi di carote (cioè 6 di medie dimensioni)
– 500 grammi di zucca
– 500 grammi di zucchine
– 2 cucchiaini di olio d’oliva (meglio se spremuto a freddo)

Per prima cosa lavate e pulite con cura le verdure, poi tagliatele a dadini. Nel frattempo mettete una pentola d’acqua sul fuoco.

Appena l’acqua bolle, versate le carote nella pentola e lasciatele cuocere per circa 7 minuti. Trascorso questo tempo, buttate in pentola la zucca. Aspettate altri 7 minuti, poi aggiungete anche le zucchine. Fate cuocere ancora per 7 minuti, dopo di che spegnete il fuoco.

A questo punto aspettate che il vostro composto si intiepidisca, se necessario togliete l’acqua in eccesso, e poi passate le verdure con un mixer, fino ad ottenere una crema densa e senza grumi.

Ora non vi resta che servire la vostra zuppa, ben calda, in piccole ciotole di terracotta o ceramica (una a testa), condendo con un goccio d’olio crudo.

 

Ricetta 2: Insalata di carota

La seconda ricetta che vi proponiamo non può che essere un… secondo piatto! Si tratta di un contorno ideale per ogni pasto, in quanto molto vitaminico.

Ingredienti (per 4 persone):

– 500 grammi di carote (cioè 6 di medie dimensioni)
– 2 spicchi d’aglio
– Origano
– Olio d’oliva (meglio se spremuto a freddo)
– Aceto di mele biologico

Riempite una pentola di acqua e mettetela a bollire. Nel frattempo mondate le carote, lavatele molto bene e tagliatele a rondelle.

Appena l’acqua raggiunge l’ebollizione, versate le carote e fatele cuocere per circa 20 minuti.

Controllate che le carote siano tenere, dopo di che scolatele e lasciatele raffreddare.

Fatto questo, disponete le carote lesse in una ciotola e condite con gli spicchi di aglio (tritati), origano in quantità generosa, olio, aceto e un pizzico di sale.

Mescolate bene l’insalata e fatela riposare per un’oretta, infine servite.

 

Ricetta 3: Vellutata di carota

Chiudiamo con un altro primo piatto, una ricetta leggera ma allo stesso tempo molto saporita: la vellutata di carota.

Ingredienti (per 4 persone):

– 500 grammi di carote (circa 6 di medie dimensioni)
– 2 patate
– 1 spicchio d’aglio
– 1 litro d’acqua
– 50 grammi di prezzemolo
– 1 cucchiaino di salvia
– 1 cucchiaino di timo
– Pepe di Cayenna
– Olio d’oliva (meglio se spremuto a freddo)

Per prima cosa, pelate le carote e le patate, tagliatele a piccoli pezzi e versatele in una pentola con 1 litro d’acqua.

Mettete la pentola sul fuoco e, quando l’acqua comincia a bollire, aggiungete l’aglio, la salvia, il timo e il pepe di Cayenna. Fate cuocere per almeno 20 minuti a fiamma moderata.

Trascorso questo tempo, scolate il composto, versatelo in una ciotola e frullatelo fino ad ottenere una crema.

Rimettetelo poi in pentola e cuocete ancora per qualche minuto; terminate la cottura solamente quando la vostra crema è bella densa e “vellutata”.

A questo punto il più è fatto: non vi resta che condire col prezzemolo e con un filo d’olio di oliva. Servite e gustate!

 

Bene, siamo arrivati alla fine. Queste sono le nostre proposte. E voi? Conoscete qualche altra ricetta a base di carota? Condividetela con noi qui sul nostro blog, oppure sulla nostra Pagina Facebook!

Le proprietà benefiche di un sonno ristoratore - Metodo 3EMME

Estate, tempo di riposo: le proprietà curative del sonno

Per la medicina Ayurveda il sonno è uno dei tre pilastri della buona salute, gli altri due sono la corretta alimentazione e le sane relazioni interpersonali.

Parlandovi delle proprietà curative del sonno vi riporto senza aggiungere del mio le citazioni del  Caraka Samhita uno dei testi più antichi e sacri della medicina Ayurveda per poi andare a vedere nel successivo articolo cosa ci dice la medicina moderna con i suoi studi e ricerche: è nata da poco la medicina del sonno. Questi versi del testo ayurveda per me nella loro semplicità sono ricchi di saggezza medica e di poesia evocativa:

“Un sonno profondo promuove la buona fortuna, nutre il corpo, dà forza e vitalità, promuove la conoscenza e dona vita.”

“Il sonno sopraggiunge quando la mente e il corpo sono stanchi e gli organi di senso si ritirano dai loro organi.”

“Un sonno eccessivo e fuori orario e una veglia prolungata deprivano sia della felicità che della longevità. Lo stesso sonno, se goduto in modo appropriato, porta felicità e longevità negli esseri umani come la vera conoscenza porta Siddhi  (potere spirituale) nello Yogi.”

“Felicità o miseria, nutrimento o emaciazione, forza o debolezza, virilità o sterilità, conoscenza o ignoranza, vita o morte: tutto ciò si manifesta come la conseguenza di un sonno appropriato o non appropriato.”

Per l’Ayurveda le cause principali per i disturbi del sonno sono:

– mangiare troppo e tardi a cena e con cibi pesanti;

– assumere sostanze stimolanti;

– ipereccitazione del sistema nervoso: lavorare fino a tardi, guardare la tv, discussioni accese;

– coltivare a lungo emozioni quali la tristezza, l’ansia, la preoccupazione ed il nervosismo;

– andare a letto troppo tardi. Per questa antica medicina il sonno migliore va dalle 22 alle 4 del mattino, loro chiamano queste ore il sonno della giovinezza e della bellezza perché in queste ore si attiva solo se si dorme l’ormone GH che va a riparare e ricostruire i tessuti. Per noi occidentali forse le ore 22 sono improponibili, però se si riuscisse ad andare a dormire un po’ prima la sera il nostro stato di salute e di benessere ne gioverebbe.

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Quali sono i rimedi auyvedici per un sonno ristoratore?

Ve ne riporto alcuni potete sceglierli se volete in base a quello che vi piace e vi ispira di più: in ayurveda ogni cura deve essere il più dolce e piacevole possibile. Inoltre loro insistono che la cura più adatta è quella che tiene conto della singola costituzione del soggetto: ad esempio una persona che ha il sistema nervoso eccitabile e che utilizza molto questo organo i così detti mentali ma anche gli artisti (costituzione vento) per loro stessa natura avranno difficoltà ad avere un sonno regolare (il vento muta, è incostante, è etereo e veloce e viaggia) ma sarà proprio quel soggetto ad avere più bisogno di tutti di un sonno ristoratore a cui dovrà avvicinarsi senza sforzo e con i suoi tempi.

Ecco alcuni dei rimedi:

– Un bagno riposante con erbe calmanti e riposanti con oli di lavanda, melissa e timo.

– Usare queste spezie nei condimenti dei pasti serali: un pizzico di cannella, cardamomo, curcuma e noce moscata.

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– Cena leggera ed evitare gli alcolici.

– Mentre si sta distesi a letto, sdraiati sulla schiena, chiudere indice e pollice di entrambe le mani come nel Gyan mudra con le braccia rilassate e distese in modo naturale ai lati del corpo. A causa della posizione verso il basso del mudra la mente diviene connessa con la terra, che calmerà mente e corpo: la mente si rilasserà, mente e corpo sperimenteranno la pace e il sonno avverrà naturalmente.

– Massaggiare delicatamente i piedi prima di coricarsi con olio di mandorle e olio essenziale di lavanda.

– Prima di andare a letto stare semplicemente seduti per 10 minuti e da ascoltare una melodia calmante, stare un po’ in silenzio prima di coricarsi.

– Dormire in una stanza più armonica e pulita possibile.

– Massaggiare delicatamente i piedi prima di coricarsi con olio di mandorle e olio essenziale di lavanda.

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– Assumere delle posture di rilassamento per pochi minuti nel letto come quella Balasa o Postura del bambino.

– Assumere la sera prima di dormire sotto forma di tisana o di estratto di Valeriana o di Ashvagandha. Quest’ultima pianta è pacificante e nutriente del sistema nervoso, del colon e dell’apparato genitale maschile e femminile. Ci sono molte altre piante con conciliano il sonno ma per più facile reperibilità ricorriamo alle preziose  piante nostrane della medicina mediterranea come il papavero rosso, il tiglio, i fiori d’arancio, il luppolo, la passiflora, il biancospino ( non in estate perché abbasserebbe troppo la pressione), la lavanda, la melissa.

In corretto stile di vita la qualità è la giusta quantità di sonno, né troppo né poco, sono fondamentali, senza mai dimenticarsi che la sana alimentazione riveste un ruolo di primaria importanza nel mantenimento della salute. Nella costruzione di una casa i fattori più importanti sono la bontà del progetto e la qualità dei materiali impiegati: il corpo è una casa sacra, il suo progetto è l’intelligenza che si trova racchiusa nella molecola di DNA, mentre i materiali di costruzione sono rappresentati dai nutrienti presenti nella dieta.

… Mi rimane solo da augurare buon sonno a tutti!

 

‘Che tutti gli esseri vivano in pace e in tranquillità, tutti, chiunque essi siano: fragili o forti, alti o bassi, grandi o piccini, visibili o invisibili, vicini o lontano, nati o non nati’, Da un’antica preghiera buddista

 

3EMMEr Dott.ssa Germana Scalesse, Biologo Nutrizionista

 

Caraka Samhita, “Lezioni di Ayurveda Maharishi”, dott. Ernst Schrott

Ayurveda. La medicina dell’armonia tra uomo e l’universo” – Dott. Ernesto Iannacone – Tecniche Nuove, 2006

 

 

3 ricette light a base di fave

3 Ricette Light a Base di Fava

Ecco un nuovo appuntamento con le Ricette del Benessere di Metodo 3 Emme. Oggi vi proponiamo 3 preparazioni facili, sane e saporite a base di fava. Prima, però, vediamo quali sono le proprietà di questo legume e perché consumarlo fa bene al nostro organismo.

La fava: storia e proprietà

Questa pianta è una leguminosa che possiamo raccogliere nei mesi compresi fra aprile e giugno. Trattandosi di un legume, possiamo anche trovarla tutto l’anno se essiccata. La fava ha un ottimo sapore, che si sposa bene con vellutate, primi e contorni. Inoltre, presenta delle proprietà utili al nostro organismo. Scopriamole!

Le proprietà benefiche della Fava

La fava contiene una buona dose di proteine, sali minerali, fosforo, potassio, calcio, fibre e Vitamine (A e C). Ecco perché non possiamo farne a meno. La funzione più importante è quella svolta dalla fava sul controllo dei livelli di glucosio e colesterolo nel sangue.

Effetti benefici che possiamo garantirci assumendo le poche calorie contenute nel legume. Ma attenzione: se si decide di consumare quelle secche, l’apporto calorico aumenta (arrivando fino a circa 300 calorie ogni 100 grammi).

Il nostro consiglio, quindi, è di mettere in tavola le fave durante il periodo di raccolta (giugno – aprile), scegliendole con attenzione. Occhio al baccello (che deve essere duro e croccante) e al colore: verde brillante, intenso, senza macchie!

Ora che sapete tutto il necessario su questo legume, passiamo alle ricette!

 

Crema di Fave, Patate e Menta

Ingredienti:

  • 250 gr di Fave
  • 400 gr di Patate (meglio se Novelle)
  • Menta
  • Erbe Aromatiche a piacere

Scottate le fave per qualche minuto in acqua bollente. Scolatele e togliete la pelle esterna che, così, sarà facile da eliminare. Rimettete i legumi sul fuoco e lessateli per circa una trentina di minuti.

Seguite lo stesso procedimento con le patate. Una volta che gli ingredienti saranno cotti, scolateli e frullateli, aiutandovi con l’acqua di cottura. Infine, unite i 2 composti e finite il piatto aggiungendo la menta fresca tritata e le erbe aromatiche. Noi scegliamo una spolverata di pepe bianco e qualche foglia di timo. Buon appetito!

 

Zuppa di Fave, Piselli e Carciofi

Ecco una ricetta famosa nel nostro paese. Un piatto che proviene dalla tradizione contadina, piuttosto diffuso nel Lazio.

Ingredienti:

  • 250 gr di Piselli
  • 300 gr di Fave
  • 5 Carciofi di medie dimensioni
  • Aglio
  • Cipolla
  • Succo di limone
  • 2 litri, circa, di brodo vegetale

Iniziate pulendo i carciofi. Lasciate solo la parte centrale e mettete i cuori in acqua e limone per evitare che si ossidino. Scottate le fave nel brodo e procedete – come illustrato nella ricetta precedente – togliendo la pelle esterna. Fate lo stesso con i piselli.

Procuratevi una casseruola antiaderente. Mette sul fondo la cipolla tritata e uno spicchio di aglio schiacciato, aggiungendo anche 1 mestolo di brodo vegetale.

Continuate la cottura fino a quando il brodo si sarà asciugato e aggiungete i carciofi. Dopo 5 minuti, aggiungete anche i piselli le fave.

Coprite tutte le verdure con il brodo vegetale e lasciate sul fuoco per una ventina di minuti. Quando la zuppa sarà pronta, mettetela nei piatti e cospargete con prezzemolo fresco tritato.

 

Risotto alle Fave fresche

Ingredienti:

  • 300 gr di Fave
  • 1 litro di brodo vegetale
  • 30 grammi di Margarina Vegetale
  • 1 cipollotto
  • 200 gr di Riso (potete usare la varietà che più preferite)
  • Pepe q.b.
  • ½ bicchiere di Vino Bianco Biologico

Lessate le fave, togliete la buccia esterna e frullate. Nel frattempo, iniziate a preparare il risotto. Scaldate il brodo e in una padella mette a cuocere la margarina e il cipollotto tritato.

Dopo qualche minuto, aggiungete il riso e lasciatelo tostare per 2/3 minuti. A questo punto, potete sfumare con il bicchiere di vino bianco, aggiungendo – poi – il brodo.

Cuocete per circa 20 minuti, aggiungendo liquido (il brodo vegetale, ovviamente) in caso di bisogno. Al termine, spegnete il fuoco e unite le fave frullate. Dopo aver mantecato il tutto, disponete il risotto nei piatti, guarnite con una manciata di fave intere e una spolverata di pepe nero.

Cucinare sano e con gusto è possibile!

Basta sapere come fare. Ecco perché vi proponiamo spesso le nostre Ricette del Benessere: piatti facili, ricchi di sapori e sostanze benefiche. Perché Metodo 3 Emme significa anche:

“Mangia Meglio Mediterraneo!”

– Prof. M. M. Mariani

Conoscete altre ricette sane a base di Fava? Scrivetecele nei commenti!

L'importanza dei minerali - Metodo 3EMME

Con i sali… in zucca

L’organismo umano necessita di nutrienti indispensabili per il suo corretto funzionamento, per questo definiti come essenziali. Tra questi meritano un’ attenzione particolare i minerali, che rappresentano il 4% del peso corporeo e si possono classificare in base al fabbisogno giornaliero.

Definiremo macroelementi i minerali di cui sono necessarie quantità superiori a 100 mg al giorno come calcio, magnesio, potassio, sodio, cloro, fosforo e zolfo e microelementi (o oligoelementi) i minerali il cui fabbisogno giornaliero è poco significativo, di cui il nostro corpo necessita in quantità infinitesimali tra i quali ferro, rame, zinco, manganese, iodio, cobalto, molibdeno, fluoro, vanadio, selenio e cromo.

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I minerali, che rappresentano il 4% del peso corporeo, sono nutrienti indispensabili per il corretto funzionamento del corpo umano.

La loro importanza è relativa alle numerosissime funzioni che sono tenuti a svolgere all’interno dell’organismo, partecipando alla formazione delle strutture cellulari e tissutali, contribuendo alla formazione di molecole enzimatiche, svolgendo una funzione fondamentale negli scambi cellulari di tipo osmotico, regolando l’eccitabilità nervosa e muscolare, il volume sanguigno e il metabolismo dell’acqua.

Essendo i minerali indispensabili per l’organismo, ma non essendo quest’ultimo in grado di sintetizzarli, questi nutrienti devono essere assunti con gli alimenti e devono essere in equilibrio quantitativo, in quanto un loro eccesso o carenza è causa di numerose malattie organiche. (1)

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Dove trovarli?

Cibi ad elevato contenuto di fibre, frutta e verdura. Recentemente lo studio condotto da Moyib OK e collaboratori (2) ha dimostrato come le noci ad esempio, sia crude che cotte, siano un ottimo nutriente in quanto oltre ad essere ricche di grassi insaturi (mono e polinsaturi, con relativo ruolo di protezione da malattie cardiovascolari), proteine e vitamine ( con importante ruolo antiossidante), contengano un elevato contenuto di minerali quali fosforo, calcio e magnesio (importante minerale implicato nella regolazione della pressione sanguigna) e bassi livelli di sodio e potassio vantaggiosi in condizioni ipertensive.

Come diceva Ippocrate : “ Fa che il Cibo sia la tua Medicina e che la Medicina sia il tuo Cibo”.

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3EMMEr Dott.ssa Laura Ferri, Biologo Nutrizionista

 

(1) Il TAO dell’alimentazione, Dott. Mauro Mario Mariani

(2) Potentials of raw and cooked walnuts (Tetracapidium conophorum) as sources of valuable nutrients for good health. Moyib OK, Falegbe O, Moyib FR. Afr J Med Med Sci;

 

Cotti alla brace!

I cibi vengono cotti per modificare positivamente alcune loro caratteristiche come la digeribilità. La cottura determina infatti processi simili a quelli digestivi trasformando sostanze chimiche complesse in altre più semplici, ma non tutti i metodi di cottura migliorano la qualità dei cibo e sono salutari.

La reazione di Maillard è la più importante tra le reazioni chimiche non enzimatiche  che riguardano la nostra alimentazione. Questa reazione comprende una serie complessa di fenomeni che avviene a seguito dell’interazione tra zuccheri e proteine durante la cottura.

I composti che si formano con queste reazioni sono bruni, hanno un caratteristico odore di crosta di pane appena sfornato e sono tossici per la nostra salute. Nella reazione di Maillard gli zuccheri e le proteine si legano tra loro, grazie all’energia fornita dal calore, formando delle sostanze nuove, che noi percepiamo come “buone”, ma che tanto buone non sono.

Le glicotossine prodotte da questo processo di cottura sono coinvolte nei fenomeni dell’infiammazione cronica silente e numerose ricerche hanno chiarito il loro peso nelle malattie cronico-degenerative : coronaropatie, malattie neurodegenerative, malattie autoimmuni, diabete tipo 2, tumori.

La cottura alla griglia o alla piastra porta il cibo a temperature molto elevate. Occorre, quindi, fare attenzione alle parti carbonizzate, che vanno sempre eliminate perché contengono composti tossici.

La temperatura di cottura elevata influisce sulla formazione di queste sostanze tossiche, la reazione di Maillard è significativa solo a temperature superiori a 140°C. Attenzione poi a non superare i 180°C per evitare di bruciacchiare le vivande, in quanto superando i 200 °C circa, cominciano a formarsi i benzopireni, composti di colorazione scura e di gusto amaro ritenuti cancerogeni.

La cottura alla griglia o alla piastra porta il cibo a temperature molto elevate. Occorre, quindi, fare attenzione alle parti carbonizzate, che vanno sempre eliminate perché contengono composti tossici. Bisogna evitare di abbrustolire gli alimenti: il marrone è il colore che deve mettere in guardia sul fatto che ci si trova di fronte ad un prodotto poco salutare, che si abbia a che fare con la crosta dei prodotti di panetteria, con la carne o con le verdure.

Per evitare tali fenomeni è  meglio privilegiare tre tipi di cottura: cottura a vapore, stufatura e bollitura. Ricordiamoci che per la salute non ci sono medaglie d’argento per chi arriva secondo e che oltre alla scelta sapiente delle materie prime, è altrettanto importante il metodo di cottura con cui questi alimenti vengono trasformati.

 

3emmer Dott.ssa Germana Scalesse, Biologa Nutrizionista

 

Jaime Uribarri, Md, Sandra Woodruff, Rd, Susan Goodman, Rd, Weijing Cai, Md, Xue Chen, Md, Renata Pyzik, Ma, Ms, Angie Yong, Mph, Gary E. Striker, Md, and Helen Vlassara, MD. Advanced Glycation End Products in Foods and a Practical Guide to Their – Reduction in the Diet. J Am Diet Assoc. 2010 Jun; 110(6): 911–16.e12.

 

Obesità e infiammazione Metodo 3EMME

Quando l’obesità è infiammazione, il rimedio più efficace è la dieta mediterranea

L’ obesità è caratterizzata da una risposta infiammatoria cronica in cui è implicato il tessuto adiposo con una produzione sregolata di molecole quali le citochine, aumento di molecole di fase-acuta e attivazione delle vie dell’ infiammazione.

In questo stato il nostro organismo è meno efficiente e subisce un abbassamento delle difese immunitarie, diventando più vulnerabile e predisposto a diverse patologie.  

La prevenzione di queste malattie risiede in primis nella dieta mediterranea che grazie alla presenza di alimenti anti-infiammatori ed antiossidanti come frutta, verdura e legumi (1) aiuta a contrastare e a prevenire questi stati infiammatori, diventando un vero e proprio toccasana anche per gli stati dolorosi normalmente legati ad infiammazione e obesità.

Leggi anche: Metodo 3 Emme: un percorso per prevenire l’obesità

 

Uno studio dell’Università di Auckland mostra come sia possibile, seguendo la dieta mediterranea, modificare i valori dei marcatori biologici indicatori di infiammazione, riducendo il rischio di sviluppare malattie croniche.

 

Per provare l’importanza della dieta mediterranea, durante uno studio (2) tenuto all’Università di Auckland (Nuova Zelanda), sono stati selezionati 30 neozelandesi con ridotto stato infiammatorio e sono stati sottoposti ad una dieta di sei settimane, analizzando prima e dopo la dieta, una serie di biomarcatori, compresa la proteina C-reattiva (marcatore standard per valutare lo stato d’infiammazione).

I volontari sono stati divisi in due gruppi: il primo è passato da una dieta di tipo anglosassone a una mediterranea mentre il secondo gruppo ha seguito una dieta mediterranea meno ristretta. Dalle analisi finali è emerso che in entrambi i gruppi l’infiammazione si era ridotta e nel primo gruppo (dieta mediterranea più marcata) la riduzione era stata molto più evidente. 

Lo studio sopra riportato mostra come sia possibile, seguendo la dieta mediterranea, modificare significativamente i valori dei marcatori biologici indicatori di infiammazione, riducendo sostanzialmente il rischio di sviluppare malattie croniche.

Leggi anche: SUPERSIZE ME il consumo di bibite zuccherate causa di malattia indipendentemente dal ruolo nell’obesità

 

3emmer Dott.ssa Angela Milano, biologo nutrizionista

 

(1) Il Tao dell’alimentazione di Mauro Mario Mariani, pagg.208-216, Capponi Editore, dicembre 2015.

(2) Wellen Ke et al. “Obesity-induced inflammatory changes in adipose tissue” J Clin Invest 2003 Dec 15; 112(12): 1785–1788.