Un' abbronzatura perfetta nello stile 3EMME

Abbronzatura perfetta: dopo lo Stile Coco Chanel, il prima, durante e il dopo nello stile 3EMME

Allo stile 3Emme l’ abbronzatura non basta! Tra i migliori regali della stagione estiva ci sono i frutti e le verdure che proteggono la pelle da dentro. Scopriamo come!

Forse non tutti sanno che l’immagine di donna abbronzata come donna alla moda fu lanciata da Coco Chanel nel 1923. La stilista frequentava la Costa Azzurra dove praticava attività all’aria aperta e si intratteneva negli stabilimenti balneari. Mostrando la sua pelle dorata a Parigi, dopo una vacanza a Juans-les-Pins, sovvertì i canoni dello stile, che fino ad allora volevano le donne aristocratiche assolutamente bianche per contrasto alle popolane e alle contadine, che lavoravano all’aria aperta.

Da allora l’ abbronzatura ha rappresentato uno status, cioè l’immagine di persone libere da impegni che potevano passare del tempo a divertirsi all’aria aperta nelle località di villeggiatura più alla moda. L’abbronzatura richiedeva un luogo, una stagione, dei rituali e la sua “freschezza” svaniva in un paio di giorni di vita in città. E fino all’avvento dei viaggi ai tropici in pieno inverno e delle macchine per l’ abbronzatura, in effetti la tintarella non era cosa da tutti i giorni e da tutte le stagioni. Richiedeva strategie e impegno e non poteva essere conquistata in un weekend, quindi rappresentava effettivamente uno status di privilegio.

Oggi l’ abbronzatura si può “comprare” tutto l’anno oppure essere vissuta come un sano e piacevole accessorio dello stile di vita estivo; poche ore di esposizione alla luce solare diretta da maggio a settembre, al mattino presto e nel tardo pomeriggio, possono assicurare un bel colorito dorato e contribuire al mantenimento della salute, per l’azione benefica sul metabolismo della vitamina D ( per prevenire l’osteoporosi e mantenere un buon sistema immunitario).

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L’ abbronzatura secondo lo stile 3EMME

Ma allo stile 3EMME l’ abbronzatura stagionale non basta! Tra i migliori regali della stagione estiva ci sono i frutti e le verdure che proteggono la pelle da dentro. Infatti la verdura e la frutta che maturano d’estate sono più ricche di nutrienti che si fissano o si sviluppano grazie all’azione della luce solare; in particolare vi sono frutti e verdure di colore giallo e arancione, che ci aiutano nella preparazione della pelle all’ abbronzatura e al successivo mantenimento del colore, grazie alla presenza di un carotenoide: il betacarotene.

Si può partire a primavera con le carote, proseguire con albicocche, pesche, meloni durante l’estate e, dopo settembre, ci saranno anche le zucche gialle e i cachi a riportarci il calore-colore del sole sulla tavola.

Per trarre il massimo beneficio da questi frutti o verdure ricordiamoci di consumarle sempre in presenza di una fonte di grassi buoni, che ne aumenteranno la biodisponibilità e apporteranno altri nutrienti che lavoreranno in sinergia: per esempio si potrà aggiungere qualche mandorla ad una pesca durante gli spuntini oppure utilizzare un po’ di frutta nelle insalate, insieme a olio extravergine di oliva o semi di zucca, noci, o semi di girasole. Questa scelta ad esempio è ottima per la cena estiva, prima di un piatto a contenuto proteico.

Da evitare sempre l’abbinamento di insalate di frutta e verdura con i carboidrati.

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3EMMEr Dott.ssa Chiara Bartolini, Biologo Nutrizionista

Mauro Mario Mariani “Il TAO dell’Alimentazione” I colori del TAO bianco: Giallo pesca, Arancio melone, Arancio arancia, Arancio cachi. Capponi Editore

Cosa mangiare prima di fare sport? - Metodo 3EMME

Cosa mangiare prima di fare sport?

Uno dei problemi più frequenti per uno sportivo riguarda l’alimentazione da seguire prima di iniziare il proprio allenamento. Spesso gli atleti seguono dei consigli alimentari che sanno più di leggende metropolitane che di corretta prassi nutrizionale.

In generale, le regole d’oro da seguire suggeriscono di effettuare 3 ore prima di iniziare l’attività uno spuntino ricco di carboidrati complessi, preferibilmente con scarsa presenza di fibre ed assenza di grassi e proteine complesse, per non allungare la digestione. Un buon esempio è il classico piatto di riso, così come pane integrale con marmellata.

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Nel corso delle 2-3 ore che ci separano dall’allenamento si dovrà poi provvedere ad una solerte idratazione, da terminare 20-30 minuti prima dello start in modo da non partire a “vescica piena”. Circa mezz’ora prima sarà utile ripetere una assunzione di carboidrati non complessi, rappresentati in questo caso da polveri integrazionali studiate ad hoc, ma anche miele o marmellata. Buon allenamento!

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3EMMEr Alessandro Sanson, Naturopata

Le proprietà benefiche di un sonno ristoratore - Metodo 3EMME

Estate, tempo di riposo: le proprietà curative del sonno

Per la medicina Ayurveda il sonno è uno dei tre pilastri della buona salute, gli altri due sono la corretta alimentazione e le sane relazioni interpersonali.

Parlandovi delle proprietà curative del sonno vi riporto senza aggiungere del mio le citazioni del  Caraka Samhita uno dei testi più antichi e sacri della medicina Ayurveda per poi andare a vedere nel successivo articolo cosa ci dice la medicina moderna con i suoi studi e ricerche: è nata da poco la medicina del sonno. Questi versi del testo ayurveda per me nella loro semplicità sono ricchi di saggezza medica e di poesia evocativa:

“Un sonno profondo promuove la buona fortuna, nutre il corpo, dà forza e vitalità, promuove la conoscenza e dona vita.”

“Il sonno sopraggiunge quando la mente e il corpo sono stanchi e gli organi di senso si ritirano dai loro organi.”

“Un sonno eccessivo e fuori orario e una veglia prolungata deprivano sia della felicità che della longevità. Lo stesso sonno, se goduto in modo appropriato, porta felicità e longevità negli esseri umani come la vera conoscenza porta Siddhi  (potere spirituale) nello Yogi.”

“Felicità o miseria, nutrimento o emaciazione, forza o debolezza, virilità o sterilità, conoscenza o ignoranza, vita o morte: tutto ciò si manifesta come la conseguenza di un sonno appropriato o non appropriato.”

Per l’Ayurveda le cause principali per i disturbi del sonno sono:

– mangiare troppo e tardi a cena e con cibi pesanti;

– assumere sostanze stimolanti;

– ipereccitazione del sistema nervoso: lavorare fino a tardi, guardare la tv, discussioni accese;

– coltivare a lungo emozioni quali la tristezza, l’ansia, la preoccupazione ed il nervosismo;

– andare a letto troppo tardi. Per questa antica medicina il sonno migliore va dalle 22 alle 4 del mattino, loro chiamano queste ore il sonno della giovinezza e della bellezza perché in queste ore si attiva solo se si dorme l’ormone GH che va a riparare e ricostruire i tessuti. Per noi occidentali forse le ore 22 sono improponibili, però se si riuscisse ad andare a dormire un po’ prima la sera il nostro stato di salute e di benessere ne gioverebbe.

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Quali sono i rimedi auyvedici per un sonno ristoratore?

Ve ne riporto alcuni potete sceglierli se volete in base a quello che vi piace e vi ispira di più: in ayurveda ogni cura deve essere il più dolce e piacevole possibile. Inoltre loro insistono che la cura più adatta è quella che tiene conto della singola costituzione del soggetto: ad esempio una persona che ha il sistema nervoso eccitabile e che utilizza molto questo organo i così detti mentali ma anche gli artisti (costituzione vento) per loro stessa natura avranno difficoltà ad avere un sonno regolare (il vento muta, è incostante, è etereo e veloce e viaggia) ma sarà proprio quel soggetto ad avere più bisogno di tutti di un sonno ristoratore a cui dovrà avvicinarsi senza sforzo e con i suoi tempi.

Ecco alcuni dei rimedi:

– Un bagno riposante con erbe calmanti e riposanti con oli di lavanda, melissa e timo.

– Usare queste spezie nei condimenti dei pasti serali: un pizzico di cannella, cardamomo, curcuma e noce moscata.

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– Cena leggera ed evitare gli alcolici.

– Mentre si sta distesi a letto, sdraiati sulla schiena, chiudere indice e pollice di entrambe le mani come nel Gyan mudra con le braccia rilassate e distese in modo naturale ai lati del corpo. A causa della posizione verso il basso del mudra la mente diviene connessa con la terra, che calmerà mente e corpo: la mente si rilasserà, mente e corpo sperimenteranno la pace e il sonno avverrà naturalmente.

– Massaggiare delicatamente i piedi prima di coricarsi con olio di mandorle e olio essenziale di lavanda.

– Prima di andare a letto stare semplicemente seduti per 10 minuti e da ascoltare una melodia calmante, stare un po’ in silenzio prima di coricarsi.

– Dormire in una stanza più armonica e pulita possibile.

– Massaggiare delicatamente i piedi prima di coricarsi con olio di mandorle e olio essenziale di lavanda.

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– Assumere delle posture di rilassamento per pochi minuti nel letto come quella Balasa o Postura del bambino.

– Assumere la sera prima di dormire sotto forma di tisana o di estratto di Valeriana o di Ashvagandha. Quest’ultima pianta è pacificante e nutriente del sistema nervoso, del colon e dell’apparato genitale maschile e femminile. Ci sono molte altre piante con conciliano il sonno ma per più facile reperibilità ricorriamo alle preziose  piante nostrane della medicina mediterranea come il papavero rosso, il tiglio, i fiori d’arancio, il luppolo, la passiflora, il biancospino ( non in estate perché abbasserebbe troppo la pressione), la lavanda, la melissa.

In corretto stile di vita la qualità è la giusta quantità di sonno, né troppo né poco, sono fondamentali, senza mai dimenticarsi che la sana alimentazione riveste un ruolo di primaria importanza nel mantenimento della salute. Nella costruzione di una casa i fattori più importanti sono la bontà del progetto e la qualità dei materiali impiegati: il corpo è una casa sacra, il suo progetto è l’intelligenza che si trova racchiusa nella molecola di DNA, mentre i materiali di costruzione sono rappresentati dai nutrienti presenti nella dieta.

… Mi rimane solo da augurare buon sonno a tutti!

 

‘Che tutti gli esseri vivano in pace e in tranquillità, tutti, chiunque essi siano: fragili o forti, alti o bassi, grandi o piccini, visibili o invisibili, vicini o lontano, nati o non nati’, Da un’antica preghiera buddista

 

3EMMEr Dott.ssa Germana Scalesse, Biologo Nutrizionista

 

Caraka Samhita, “Lezioni di Ayurveda Maharishi”, dott. Ernst Schrott

Ayurveda. La medicina dell’armonia tra uomo e l’universo” – Dott. Ernesto Iannacone – Tecniche Nuove, 2006

 

 

3EMME, la Dieta di Pollicino

Il Metodo 3EMME nasce dall’esperienza ventennale del Dott.Mauro Mario Mariani di sbloccare a livello metabolico l’organismo, riproponendo nuove abitudini salutari e ha come caposaldo l’assunzione di frutta e verdura. Mangiare la frutta lontano dai pasti, poca, spesso e volentieri, locale, fresca e stagionale. Evitare di assumere frutta durante i pasti, se non piccoli pezzi nell’insalata cruda ad inizio pasto. Integrare con frutta secca varia, noci, pistacchi e nocciole, in piccole quantità, suddivise in uno o due spuntini al giorno.

Uno studio che conferma l’efficacia di questa scelta è quello svolto dall’UCL University College of London* che ha seguito un campione di 65.000 persone per dodici anni con il risultato che il rischio di morte generale si riduceva del 42% per chi assumeva sette volte al giorno frutta e verdura. Un dato importante e nuovo emerso dallo studio è che le Verdure, soprattutto fresche, hanno un effetto protettivo più forte, superiore alla frutta. Lo studio condotto dallo staff guidato dal dottor Oyinlola Oyebode del Dipartimento di Epidemiologia e Salute pubblica UCL ha evidenziato come, chi assume da due a tre porzioni al giorno di verdura, determina un rischio del 19% più basso di morire fra quelli studiati, rispetto al 10% per la quantità equivalente di frutta. La ricerca afferma quanto segue: “Sappiamo tutti che mangiare frutta e verdura è sano, ma la dimensione dell’effetto è clamoroso. Il messaggio è chiaro: più frutta e verdura si mangia, meno probabile è il rischio di morire a qualsiasi età”. L’osservazione è che mangiare “poco” (50-60 g) e “spesso” (ogni due ore un frutto) la frutta lontano dai pasti consente di non assumere mai grandi quantità di zuccheri e di non arrivare mai affamati quando ci si siede per mangiare.

Inoltre avere tante verdure a tavola consente, grazie all’apporto di fibre, di saziare l’organismo con prodotti salutari ricchi di preziosi antiossidanti, piuttosto che con altri ricchi di grassi saturi e zuccheri complessi e raffinati. Questo studio inglese non fa altro che confermare che la Dieta Mediterranea, caratterizzata da un modello nutrizionale basato sul consumo di frutta fresca e secca, olio extravergine di oliva, cereali integrali, verdure, legumi e una moderata quantità di pesce e carni bianche e un bicchiere di vino, è un vero e proprio “stile di vita”: Mangia Meglio Mediterraneo.

POLLICINO 3M

Curcuma. Odore, sapore e colore a tutta salute

La curcuma è una pianta erbacea dal colore giallo-ocra originaria dell’India. La pianta da cui si ricava è quella della Curcuma longa che vive in ambienti temperati e caldi, tra i 20 ed i 30 gradi.

Il sapore è molto volatile mentre, al contrario, il colore si mantiene inalterato nel tempo. Per questo motivo è una sostanza che viene largamente impiegata nel ramo alimentare come colorante.

Gli indiani ne conoscono i benefici da più di 5mila anni. Sin dall’antichità la curcuma è conosciuta non solo come spezia ma, nella medicina tradizionale indiana e in quella cinese, come antitumorale, disintossicante dell’organismo, in particolare del fegato, e come efficace antinfiammatorio.

Una delle proprietà più sorprendenti della curcuma è l’effetto antitumorale. Recenti studi hanno dimostrato come la curcumina potrebbe essere utile a contrastare l’insorgere di almeno otto tumori: a colon, bocca, polmoni, fegato, pelle, reni, mammella e leucemia.

Inoltre la curcuma ha delle eccezionali qualità antiossidanti, e di conseguenza, è in grado di rallentare l’invecchiamento cellulare. Ottima come disintossicante del fegato ha proprietà coleretiche-colagoghe, che favoriscono la produzione della bile e il suo naturale deflusso nell’intestino.

Il consumo di curcuma migliora il funzionamento di stomaco e intestino e per di più aiuta a combattere l’eccesso di  colesterolo, poiché facilita lo smaltimento dei grassi in eccesso.

Questa erba risulta essere un vero toccasana per tutte quelle persone che hanno problemi di digestione ma anche di meteorismo e flatulenza.

Molto valida anche l’azione cicatrizzante della curcumina. L’effetto della curcumina è ancora più evidente quando associato ad un isotiocianato presente in verdure come le crucifere, broccoli e cavoli. Inoltre è conveniente assumerla insieme al pepe nero o al tè verde per facilitarne l’assorbimento.

La dose giornaliera consigliata ammonta a due cucchiaini da caffè da aggiungere ai vostri piatti.

Testo: Valeria Depero, Naturopata

 

Cibo e mente, allearsi conviene

Alimentarsi, al di là delle sue manifestazioni “esteriori” è sempre un fatto privato, si

potrebbe dire, senza timore di sbagliare, un “atto intimo”. È intuitivo perciò che la relazione tra cibo e mente è molto stretta. Quello che decidiamo di mangiare è il frutto non solo di scelte che a volte ci vengono imposte dalla società, ma una conseguenza dei nostri schemi mentali, dei valori che diamo al cibo stesso in termini strettamente emotivi. Una sorta di “altalena” tra quelli che sono i nostri bisogni e quelli che sono i nostri desideri. Proprio questa è la ragione per cui diamo al cibo un ruolo quasi primario, per cercare di tamponare gli effetti dei disagi dovuti alla nostra esistenza. Sul cibo riversiamo i nostri conflitti interiori, le nostre ansie e le nostre paure, le nostre insicurezze, le difficoltà relazionali e sociali e spesso la nostra solitudine interiore. Tutto questo per quel “bisogno” che ci caratterizza fin dalla nascita, cioè donare e ricevere amore. Il cibo continua a rappresentare per tutta la vita “la culla materna o familiare” che ci ha, o ci dovrebbe, aver accolto, scaldato, nutrito e cresciuto fino a che raggiungessimo “l’equilibrio psicofisico necessario” per iniziare a camminare con le nostre gambe ed avviarci all’esplorazione del mondo e dei rapporti extrafamiliari. E probabilmente nelle primissime fasi della vita eravamo dominati dalla sfera emotiva, più che da quella razionale, che non si era ancora sviluppata, quindi, quando le emozioni ci sovrastano, è lì che “torniamo”. La consolazione allora era l’abbraccio materno o di un familare e l’offerta di cibo. In tutte le culture le mamme o le nonne si preoccupano primariamente di procurare e preparare il cibo; conosciamo tutti la potenza evocativa di un profumo di cibo che all’improvviso ci giunge , magari da una finestra aperta mentre passeggiamo per strada. Immediatamente vengono evocate immagini emozioni e sensazioni che richiamano casa propria. Il fenomeno è ben noto agli emigranti di tutti i tempi, che hanno mantenuto vivo il ricordo di casa procurandosi, anche con difficoltà, i prodotti tipici della terra natìa, per celebrare almeno i giorni di Festa. Un meccanismo così potente, complesso e antico nel nostro intimo, in alcune persone diventa preponderante rispetto alla gamma di altre offerte che potrebbero compensare i nostri stati emotivi. Sarà ben difficile infatti che in famiglia venissero proposte, a compensazione di un malumore infantile, una passeggiata all’aperto, la visione di un’opera d’arte o di film di qualità, l’ incontro con gli amici più cari, lo svolgimento di un’attività creativa, una serata di ballo in allegria o un’ora di attività fisica rilassante; probabilmente per un bambino un bella fetta del dolce fatto dalla nonna, servito insieme a un sorriso, poteva costituire la soluzione più semplice e immediata. In età adulta, quando possiamo usare le nostre gambe e la nostra razionalità per gestire uno stile di vita responsabile e salutare, le alternative al cibo come fonte di consolazione, o scelte di alimenti più sani per momenti di consolazione, possono essere tante, ma devono passare inizialmente attraverso una scelta razionale, per poi diventare abitudine. è interessante notare che a volte, non uscire dai percorsi abitudinari, è perversamente difficile fino al momento in cui non si inizi volontariamente a cambiare qualcosa, poi tutto diventa più facile. In proposito, molti studi internazionali confermano che iniziare a mangiare più volte al giorno, e costantemente, frutta e verdura, sostiene i delicatissimi processi chimici del nostro corpo, indirizzandoli verso la produzione e il mantenimento delle scorte di serotonina, noto mediatore chimico coinvolto nel mantenimento del buon umore. Cioè, iniziando a consumare cibo contenente sostanze antiossidanti, inneschiamo un meccanismo virtuoso che sosterrà i nostri nuovi corretti comportamenti e renderà più vicini e reali i nostri obiettivi.

Chi ben inizia è a metà dell’opera!

Dott.Mauro Mario Mariani, Medico Chirurgo, Specialista in Angiologia – Ideatore Metodo 3EMME

VOGLIA DI CIOCCOLATO. Il cioccolato fondente può essere un prezioso aiuto per la nostra salute, specie di sera.

La bevanda degli dei per i Maya, moneta di scambio per gli Aztechi, fonte di ispirazione per illustri poeti e per i comuni mortali: il cioccolato! “La dolcezza del cuore/ viene da dolci bevande nere come la notte” scriveva Alda Merini e specialmente in questi mesi freddi, in cui la voglia di dolce sembra irresistibile, un quadratino di cioccolato fondente può esserci d’aiuto!
Ma quale cioccolato scegliere? Sono tutti uguali?
La prima cosa da fare è sempre leggere attentamente l’etichetta, controllando che vi sia una buona percentuale di burro di cacao e che non sia mescolato al latte vaccino che fa perdere al cacao tuttii suoi valori antiossidanti. (1)
– Il cacao fa bene al cuore poiché migliora la funzione vascolare (2). E’ in grado di far aumentare i livelli di colesterolo buono (HDL)
– E’ ricco in antiossidanti. Contrasta quindi l’azione dei radicali liberi.
– Influenza positivamente il tono dell’umore con azione antistress attraverso sostanze come la serotonina ed agisce come afrodisiaco naturale.
– E’ ricco in vitamine E, PP; contiene magnesio e zinco, minerali che normalmente non abbondano nella nostra alimentazione.
Attenzione: controllate attentamente che nel vostro cioccolato non vi siano grassi vegetali come olio di palma e di cocco, in questo caso tutti gli effetti benefici risultano annullati rischiando inoltre di fare il pieno di grassi saturi.
Le ore di luce sono diminuite, le temperature via via sono più basse e a fine giornata, dopo cena, sembra sempre che manchi qualcosa. Spegnete la tv, via i telefonini: prendete una tazza di acqua calda con un cucchiaino di cacao amaro e mettete su un disco con la musica che più vi ispira in quel momento. La musica coinvolge il cervello nella sua totalità, è un linguaggio pre-verbale in grado di stimolare quella parte di noi che nella quotidianità siamo spesso costretti a mettere tra parentesi. Unire la bevanda degli dei con l’arte degli dei potrà avere soltanto effetti “divini” scientificamente provati!!!
(1) Il Tao dell’alimentazione di Mauro Mario Mariani, pag.311, Capponi Editore, dicembre 2015.
(2) D.Esser, M.Mars, E. Oosternink, A. Stalmach, M. Muller, L. A. Afman. Faseb journal, november 2013. “Dark chocolate consumption improves leucocyte adhesion factors and vascular function in overweight men”
3emmer Dott.ssa Valentina Carbini, Biologo Nutrizionista

Scende il peso aumenta il Benessere. La Rivoluzione del METODO 3EMME in sei settimane

Molte persone che hanno fatto il METODO 3EMME hanno un risultato importante sulla bilancia già dopo sei settimane. La perdita di PESO però è solo un piacevole effetto collaterale. Ciò che distingue il METODO 3EMME da una comune dieta alimentare è l’effetto che riesce a dare la combinazione cibo/integrazione sulla nostra salute. La DEPURAZIONE e’ necessaria per poter ripulire il nostro organismo e per poter meglio assimilare i nutrienti. Andando più’ a fondo ci liberiamo delle TOSSINE presenti nello SPAZIO INTRACELLULARE, consentendo così alle cellule di COMUNICARE meglio tra loro. Questo fenomeno produce una migliore funzionalità’ degli organi e conseguentemente una sensazione di benessere riacquisito. Le SEI SETTIMANE del METODO, RESET RESTART REMIX sono necessarie proprio per questo. Nel METODO 3EMME non esiste alcun integratore che agisca sulla perdita del peso. Ogni singolo prodotto lavora in sinergia con gli altri per migliorare il drenaggio, a supportare la massa magra, a garantire una efficace azione antiossidante e alcalinizzante e, non ultimo, a migliorare la funzionalità’ dell’intestino. È una vera e propria strategia di ripristino. Il METODO insegna uno STILE DI VITA, il resto lo mettiamo noi come valore aggiunto….consapevoli che quando mangiamo stiamo facendo qualcosa d’importante per la nostra SALUTE.

Dott. Piero Lombardi, Farmacista, Titolare Centro 3EMME Farmacia delle Alpi Apuane – Codena – Bedizzano (MS

Buon Anniversario Dieta Mediterranea!

Oggi 17 novembre ricorre il 6° anniversario della proclamazione da parte dell’UNESCO, della Dieta Mediterranea come Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità. Un ulteriore studio ne conferma la validità ma gli italiani la praticano meno di altri.

 

L’UNESCO, emanazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, dal 1946 è l’Organizzazione che stabilisce il titolo di Patrimonio dell’Umanità a beni materiali e immateriali e il 17 Novembre 2010 ha designato la Dieta Mediterranea Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità. L’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, per garantire una vita sana, raccomanda da sempre di mangiare frutta e verdura, ridurre grassi, zucchero e sale. L’OMS fornisce una serie di pubblicazioni per promuovere e sostenere stili di vita sani nei quali ribadisce proprio l’importanza della Dieta Mediterranea basata principalmente su una varietà di alimenti vegetali, piuttosto che animali come pane, cereali, pasta, riso o patate, introdotti a rotazione singolarmente, assieme a legumi quali fagioli, lenticchie e ceci e “all’occasione e all’occorrenza” consiglia di mangiare pesce e pollame e sempre un’abbondante varietà di frutta e verdura, locale, fresca e stagionale, più volte al giorno, controllando e riducendo l’assunzione di grassi (non più del 30% dell’energia giornaliera) prediligendo ai grassi saturi l’olio extra vergine di oliva. La Dieta Mediterranea affonda le sue origini nella storia delle nostre tradizioni. Queste abitudini sono rimaste mantenute per secoli grazie alla grande disponibilità dei prodotti della terra del nostro territorio. La Dieta Mediterranea nasce proprio dalla tradizione alimentare dei contadini meridionali, e deve al nutrizionista americano Ancel Keys la sua notorietà. Keys partendo dall’osservazione delle abitudini alimentari delle popolazioni rurali del meridione, vide come la bassa incidenza di malattie cardiovascolari fosse dovuta al tipo di alimentazione che queste popolazioni adottavano per tradizione secolare. Dal 1950 al 1970 con il gruppo di ricerca della Minnesota University è stato autore del “Seven Countries Study” studio sulle abitudini alimentari di 12.763 uomini sani di mezza età viventi in sette Paesi: Italia, Grecia, Jugoslavia, Olanda, Finlandia, Giappone e USA, riscontrò, per la prima volta in assoluto, l’evidente relazione fra stile alimentare, esercizio fisico e insorgenza di malattie cardiovascolari. Grazie ad analisi specifiche lo studio ha documentato la diretta relazione tra consumo di grassi saturi ed incidenza e mortalità coronaria, fin dai primi anni di follow-up.  Da questa indagine epidemiologica, ancora oggi celebrata dai nutrizionisti di tutto il mondo è risultato che Italiani e Greci risultarono più sani di Americani e Finlandesi, i quali, osservò Keys, “sono abituati a mangiare troppi grassi saturi come burro e formaggio”. Gli esiti scientifici di questo lavoro decretarono, per la prima volta al mondo, come la Dieta Mediterranea, a base di frutta, verdura, pane, pasta, pollo, pesce, olio d’oliva e un po’ di vino fornisca apporti minimi di grassi saturi e risultava essere fortemente protettiva nei confronti dell’insorgenza di patologie cardiovascolari.

Ancora oggi la dieta mediterranea riceve apprezzamenti e conferme.

Un recente studio dell’università di Auckland condotto dal Dottor Ralph Stewart, primo firmatario, pubblicato sull’European Heart Journal, utilizzando il MDS, “Mediterranean diet score”,  ha visto che chi mangiava più cibi della dieta mediterranea otteneva un punteggio uguale o maggiore di 15 era soggetto a eventi cardiovascolari nel 7,3 per cento dei casi; coloro che avevano un punteggio di 13-14 vedevano aumentare il rischio al 10,5 per cento. Infine chi registrava 12 punti, o anche meno, aveva una percentuale aumentata del 10,8 per cento. Lo studio ha analizzato oltre 15.000 pazienti di 39 paesi, con precedenti eventi cardiovascolari, come attacchi di cuore e ictus, pazienti ad alto rischio di altri eventi cardiovascolari, scoprendo che tanto più si mangia mediterraneo, quindi dieta ricca di frutta, verdura, legumi, pesce, cereali integrali, tanto meno si è soggetti ad altri eventi cardiovascolari.

Il “Mediterranean Diet Score” è un punteggio che calcola in maniera semplice e rapida, ma altrettanto corretta e validata, l’aderenza dell’alimentazione alle caratteristiche della Dieta mediterranea. L’indice va da 0 a 24 punti. Più è alto il punteggio totale maggiore è l’aderenza alla Dieta mediterranea. Per ciascun alimento è dato un punteggio di 1, 2 o 3. Il punteggio 0 è dato se il numero di porzioni è più basso o più alto di quello raccomandato.

“Ogni punto in più del “Mediterranean Diet Score” nei pazienti esaminati, che già avevano avuto un evento cardiovascolare, era associato ad una riduzione del 7 per cento nel rischio di infarti, ictus o morte,. Lo studio ha dimostrato quanto sia importante enfatizzare il messaggio di mangiare sano e mediterraneo ovunque”. “Sono gli alimenti ad essere protettivi”, e non è un caso che in altre parti del mondo, più che in Italia, le popolazioni scelgano una dieta più mediterranea di quella seguita dagli italiani. Paradosso questo: quello che il modello mediterraneo è più praticato in paesi molto lontani dall’Italia, come Australia, India e Nuova Zelanda.

>Keys A, et Al. Epidemiologic studies related to coronary heart disease: characteristics of men aged 4059 in seven countries. Acta Med Scand 1967 (Suppl to vol. 460) 1392

>Eur Heart J. 2016 Jul 1;37(25):1993-2001. doi: 10.1093/eurheartj/ehw125. Epub 2016 Apr 24. Dietary patterns and the risk of major adverse cardiovascular events in a global study of high-risk patients with stable coronary heart disease. Stewart RA1, Wallentin L2, Benatar J3, Danchin N4, Hagström E2, Held C2, Husted S5, Lonn E6, Stebbins A7, Chiswell K7, Vedin O2, Watson D8, White HD3

 

Dott.Mauro Mario Mariani, Medico Chirurgo, Specialista in Angiologia – Ideatore del Metodo 3emme

 

SUPERSIZE ME il consumo di bibite zuccherate causa di malattia indipendentemente dal ruolo nell’obesità

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Dodici anni fa usciva nei cinema quello che doveva essere un “documentario cult” e che invece sarebbe diventato un film di successo con un incasso di 30 milioni di dollari a livello mondiale a fronte di un budget di produzione di soli 65 000 dollari: “Supersize me”. Il film racconta in 100 minuti quanto possa far male il cibo dei fast food. Il regista newyorkese Morgan Spurlock, all’epoca 33enne, si è sottoposto lui stesso ad un esperimento dalla durata di 30 giorni: mangiare tre volte al giorno da Mc Donald’s, di città in città, scegliendo nei menù il formato “supersize”. Tre medici, un nutrizionista, un cardiologo e un gastroenterologo hanno seguito il regime dietetico del regista e controllato gli effetti, che sono stati devastanti sulla salute. A forza di bibite gasate, hamburger con salse, patatine fritte e dolci, l’uomo e’ ingrassato di 10 kg in 30 giorni, il suo colesterolo e’ passato da 165 a 230, ha iniziato a soffrire di nausea, mal di testa, depressione e anche di calo della libido. Ciò che ha colpito i medici è stato soprattutto la velocità con cui Spurlock ha avuto problemi di salute.

A dodici anni di distanza si sono avute molte certezze dal punto di vista scientifico riguardo la causa effetto junk food-malattia. La più recente pubblicazione riguarda il la dimostrazione di come il consumo di bibite Zuccherate provochi invecchiamento cellulare. I ricercatori dell’UCSF, la prestigiosa Università di San Francisco che ha celebrato il suo 150° anniversario, hanno trovato telomeri- le unità di protezione di DNA che ricoprono le estremità dei cromosomi nelle cellule-  più corti nelle cellule immunitarie dei consumatori abituali di bibite zuccherate.  Sinora si è sempre puntato il dito sull’associazione bibite zuccherate/obesità, invece si è visto come il consumo di queste bevande potrebbe promuovere malattia indipendentemente dal loro ruolo nell’obesità. Lo studio ha rivelato che i telomeri sono più brevi nei globuli bianchi dei partecipanti al sondaggio che hanno riferito di bere ogni giorno una bibita zuccherata, i risultati sono stati pubblicati sull’American Journal of Public Health 

La lunghezza dei telomeri nei globuli bianchi del sangue – facilmente misurabili – in precedenza era sempre stata associata con la durata della vita umana, in questo studio è stata rapportata con lo sviluppo di malattie croniche dell’invecchiamento, quelle cardiache, diabete e alcuni tipi di cancro. “Il consumo regolare di bibite zuccherate può influenzare lo sviluppo della malattia attraverso un invecchiamento cellulare accelerato dei tessuti. Lo studio è stato condotto senza distinzione di età, razza, reddito e livello di istruzione. La buona notizia è che individuare  questa condizione è predittiva di rischio, in quanto l’accorciamento dei telomeri inizia molto prima dell’insorgenza della malattia” ha detto la Dott.ssa Elissa Epel , PhD alla UCSF e senior autore del studio. L’ipotesi è che l’accorciamento dei telomeri stata associata a danno ossidativo ai tessuti, infiammazione, e insulino-resistenza. Più bevi bibite zuccherate più si invecchia, per il consumo giornaliero di una bibita da 330 ml, i ricercatori UCSF hanno calcolato 4,6 anni di invecchiamento biologico accelerato. Questo effetto è paragonabile all’effetto del fumo. L’effetto di un regolare esercizio fisico va nella direzione opposta, anti-invecchiamento,

>Soda and Cell Aging: Associations Between Sugar-Sweetened Beverage Consumption and Leukocyte Telomere Length in Healthy Adults From the National Health and Nutrition Examination Surveys Cindy W. Leung, Barbara A. Laraia, Belinda L. Needham, David H. Rehkopf, Nancy E. Adler, Jue Lin, Elizabeth H. Blackburn, and Elissa S. Epel, –aphapublications.org/doi/abs/10.2105/AJPH.2014.302151

>FILM IN ITALIANO SUPERSIZE ME: https://www.youtube.com/watch?v=zxVvJ8V9t7k

Dott.Mauro Mario Mariani, medico chirurgo, specialista in angiologia, Ideatore del Metodo 3emme