3 ricette light a base di fave

3 Ricette Light a Base di Fava

Ecco un nuovo appuntamento con le Ricette del Benessere di Metodo 3 Emme. Oggi vi proponiamo 3 preparazioni facili, sane e saporite a base di fava. Prima, però, vediamo quali sono le proprietà di questo legume e perché consumarlo fa bene al nostro organismo.

La fava: storia e proprietà

Questa pianta è una leguminosa che possiamo raccogliere nei mesi compresi fra aprile e giugno. Trattandosi di un legume, possiamo anche trovarla tutto l’anno se essiccata. La fava ha un ottimo sapore, che si sposa bene con vellutate, primi e contorni. Inoltre, presenta delle proprietà utili al nostro organismo. Scopriamole!

Le proprietà benefiche della Fava

La fava contiene una buona dose di proteine, sali minerali, fosforo, potassio, calcio, fibre e Vitamine (A e C). Ecco perché non possiamo farne a meno. La funzione più importante è quella svolta dalla fava sul controllo dei livelli di glucosio e colesterolo nel sangue.

Effetti benefici che possiamo garantirci assumendo le poche calorie contenute nel legume. Ma attenzione: se si decide di consumare quelle secche, l’apporto calorico aumenta (arrivando fino a circa 300 calorie ogni 100 grammi).

Il nostro consiglio, quindi, è di mettere in tavola le fave durante il periodo di raccolta (giugno – aprile), scegliendole con attenzione. Occhio al baccello (che deve essere duro e croccante) e al colore: verde brillante, intenso, senza macchie!

Ora che sapete tutto il necessario su questo legume, passiamo alle ricette!

 

Crema di Fave, Patate e Menta

Ingredienti:

  • 250 gr di Fave
  • 400 gr di Patate (meglio se Novelle)
  • Menta
  • Erbe Aromatiche a piacere

Scottate le fave per qualche minuto in acqua bollente. Scolatele e togliete la pelle esterna che, così, sarà facile da eliminare. Rimettete i legumi sul fuoco e lessateli per circa una trentina di minuti.

Seguite lo stesso procedimento con le patate. Una volta che gli ingredienti saranno cotti, scolateli e frullateli, aiutandovi con l’acqua di cottura. Infine, unite i 2 composti e finite il piatto aggiungendo la menta fresca tritata e le erbe aromatiche. Noi scegliamo una spolverata di pepe bianco e qualche foglia di timo. Buon appetito!

 

Zuppa di Fave, Piselli e Carciofi

Ecco una ricetta famosa nel nostro paese. Un piatto che proviene dalla tradizione contadina, piuttosto diffuso nel Lazio.

Ingredienti:

  • 250 gr di Piselli
  • 300 gr di Fave
  • 5 Carciofi di medie dimensioni
  • Aglio
  • Cipolla
  • Succo di limone
  • 2 litri, circa, di brodo vegetale

Iniziate pulendo i carciofi. Lasciate solo la parte centrale e mettete i cuori in acqua e limone per evitare che si ossidino. Scottate le fave nel brodo e procedete – come illustrato nella ricetta precedente – togliendo la pelle esterna. Fate lo stesso con i piselli.

Procuratevi una casseruola antiaderente. Mette sul fondo la cipolla tritata e uno spicchio di aglio schiacciato, aggiungendo anche 1 mestolo di brodo vegetale.

Continuate la cottura fino a quando il brodo si sarà asciugato e aggiungete i carciofi. Dopo 5 minuti, aggiungete anche i piselli le fave.

Coprite tutte le verdure con il brodo vegetale e lasciate sul fuoco per una ventina di minuti. Quando la zuppa sarà pronta, mettetela nei piatti e cospargete con prezzemolo fresco tritato.

 

Risotto alle Fave fresche

Ingredienti:

  • 300 gr di Fave
  • 1 litro di brodo vegetale
  • 30 grammi di Margarina Vegetale
  • 1 cipollotto
  • 200 gr di Riso (potete usare la varietà che più preferite)
  • Pepe q.b.
  • ½ bicchiere di Vino Bianco Biologico

Lessate le fave, togliete la buccia esterna e frullate. Nel frattempo, iniziate a preparare il risotto. Scaldate il brodo e in una padella mette a cuocere la margarina e il cipollotto tritato.

Dopo qualche minuto, aggiungete il riso e lasciatelo tostare per 2/3 minuti. A questo punto, potete sfumare con il bicchiere di vino bianco, aggiungendo – poi – il brodo.

Cuocete per circa 20 minuti, aggiungendo liquido (il brodo vegetale, ovviamente) in caso di bisogno. Al termine, spegnete il fuoco e unite le fave frullate. Dopo aver mantecato il tutto, disponete il risotto nei piatti, guarnite con una manciata di fave intere e una spolverata di pepe nero.

Cucinare sano e con gusto è possibile!

Basta sapere come fare. Ecco perché vi proponiamo spesso le nostre Ricette del Benessere: piatti facili, ricchi di sapori e sostanze benefiche. Perché Metodo 3 Emme significa anche:

“Mangia Meglio Mediterraneo!”

– Prof. M. M. Mariani

Conoscete altre ricette sane a base di Fava? Scrivetecele nei commenti!

Con la Piramide Alimentare la tua Dieta decolla!

La piramide alimentare rappresenta una sorta di modello che aiuta a definire il regime alimentare da seguire durante le diete. Questo strumento è importante perché consente di ordinare gli alimenti sulla base di precise priorità. Un metodo efficace per avere una rappresentazione immediata e facilmente comprensibile di un regime alimentare.

Anche Metodo 3Emme segue una precisa piramide alimentare, utilizzata per illustrare la frequenza di assunzione dei cibi durante le settimane del programma.

La piramide alimentare del Metodo 3EMME si basa sul movimento: elemento essenziale per il nostro benessere psico-fisico!

Tra i cibi da consumare giornalmente troviamo i 5 alimenti fondamentali della dieta mediterranea: in primis frutta e verdura di stagione poi cereali integrali, legumi e olio extravergine d’oliva.

Poi vi sono i cibi da utilizzare a rotazione durante la settimana e sono: pesce, carne bianca, formaggio fresco, patate, uova e cioccolato fondente.

La piramide alimentare del Metodo 3EMME si basa sul movimento: elemento essenziale per il nostro benessere psico-fisico!

E gli alimenti da consumare all’occasione e all’occorrenza come formaggi stagionati e prosciutto crudo. Al vertice della piramide troviamo i dolci (fatti in casa e con prodotti genuini) da utilizzare nei giorni di festa!

Seguire una precisa tabella di assunzione degli alimenti offre il vantaggio di comprendere i meccanismi nutritivi che stanno alla base della dieta e di affrontarla con maggiore facilità. Perché è bene ricordare che, per poter essere efficace e garantire risultati duraturi, un regime alimentare deve sempre essere vissuto con consapevolezza.

Per questo Metodo 3Emme non è una semplice dieta, ma un programma per il raggiungimento di uno stile di vita sano ed equilibrato.

L’Epifania tutte le abbuffate ha portato via: come tornare subito in forma!

Sono trascorse le feste e ci troviamo con qualche chilo in più? Niente panico, poche e semplici regole per ridurre peso e gonfiore e rientrare negli amati jeans.
  1. Bere acqua (almeno un litro e mezzo al giorno) e tisane (finocchio, zenzero, melissa, bardana…) che favoriscono il drenaggio riducendo la ritenzione idrica
  2. Aumentare il consumo di legumi che sono ottimi alleati nell’abbassare i livelli di grassi nel sangue e molto altro… (1)
  3. Iniziare il pasto con verdure crud, così ridurremo il senso di fame per l’apporto maggiore di fibre e non solo…scorta di antiossidanti, migliore digestione e riduzione della risposta glicemica (2)
  4. Non digiunare!! In questo modo provocheresti un rallentamento dei processi metabolici
  5. Consumare tra un pasto e l’altro piccoli spuntini a base di frutta e verdura (3). La dieta di Pollicino risulta essere la più efficace in assoluto! (4)
  6. Ridurre l’assunzione di dolci: al posto dei panettoni o pandori rimasti preferite un quadrato di un buon cioccolato fondente (5)
  7. Evitare bevande zuccherine e alcoliche
  8. E dulcis in fundo…attività fisica: Almeno 30 minuti di camminata all’aria aperta al giorno ci garantiranno benessere e perché no anche un umore migliore! (6)

GIORNATA TIPO

Colazione:

  • tisana al finocchio con zenzero e limone
  • frutta di stagione
  • frutta secca (non esagerate! Bastano 3 mandorle o 3 noci)
  • una fetta di pane tostato con un velo di marmellata senza zuccheri aggiunti o con un velo di buon miele
Spuntini (è preferibile fare due spuntini a distanza di due ore l’uno dall’altro durante la mattinata): un piccolo frutto

 

Pranzo:

  • verdura cruda
  • un piatto di riso integrale o semi-integrale con i legumi
  • verdura cotta
Spuntini (anche in questo caso resta la regola di mangiare ogni due ore!): un piccolo frutto

 

Cena:

  • verdura cruda
  • pesce magro
  • pane (senza esagerare!)
  • verdura cotta

 

(1) http://blog.metodo3emme.it/ceci-fagioli-e-lenticchie-i-legumi-amici-del-benessere/
(2) Alpana P. Shukla, Radu G. Iliescu, Catherine E. Thomas, and Louis J. Aronne “Food Order Has a significant Impact on Postprandial Glucose and Insulin Levels”; Diabetes Care 2015;38:e98–e99 |DOI: 10.2337/dc15-0429
(3) Fruit and vegetable consumption and all-cause,cancer and CVD mortality: analysis of Health Survey for England data – Oyebode O, et al. J Epidemiol Community Health 2014;0:1–7. doi:10.1136/jech-2013-203500 7
(4) http://blog.metodo3emme.it/3emme-la-dieta-di-pollicino
(5) Il Tao dell’alimentazione di Mauro Mario Mariani, pag.311, Capponi Editore, dicembre 2015
(6) Il Tao dell’alimentazione di Mauro Mario Mariani, pag.202, Capponi Editore, dicembre 2015

 

3eMMMer Dott.ssa Valentina Carbini, Biologo Nutrizionista

Come combattere l’effetto carb-craving o “voglia di carboidrati”

E’ stata una giornata pesante a lavoro o in famiglia, non hai fatto neanche in tempo ad andare in palestra o a fare una bella passeggiata all’aria aperta, sei a casa, ed ecco che lì all’ultimo piano della credenza c’è quel dolcetto che sembra essere l’unico modo per alleviare la stanchezza e lo stress accumulati.
Ed è proprio così che ha inizio l’effetto carb-craving o “voglia di carboidrati”! In realtà questa voglia è diretta verso cibi ricchi di zuccheri semplici come snack, merendine, soft drink…insomma il cosiddetto junk food o cibo spazzatura (1). Mangiare questi alimenti ci appaga e ci gratifica ma ci regala anche una dipendenza legata ad un circolo vizioso di cui spesso si ignora il motivo.
Ingerire zuccheri semplici causa un aumento dell’insulina e questo è a sua volta legato alla riduzione degli zuccheri nel sangue, riduzione che fa affiorare di nuovo la famosa voglia di carboidrati! Anche lo stress concorre ad aumentare e a velocizzare questo effetto poiché più siamo stressati e più produciamo cortisolo (2), ormone strettamente legato all’incremento della quantità di insulina in circolo.
Questo processo appena descritto si manifesta come un’altalena continua dei valori glicemici a cui consegue un incremento nella produzione di grassi. Si instaura così una catena di reazioni cicliche che alla lunga porteranno a conseguenze assai serie (insulino-resistenza, diabete, acidosi metabolica…).
Cosa possiamo fare per controllare il carb-craving?
1) Il primo passo per rompere queste abitudini che causano dipendenza fisiologica (come le droghe) è essere consapevoli di ciò che accade al nostro corpo quando scegliamo di mangiare un determinato cibo. Il punto di partenza è, come sempre, la conoscenza.
2) Seguire un’alimentazione equilibrata in cui siano presenti tutti i macronutrienti nelle giuste quantità e proporzioni
3) Evitare bevande zuccherate, succhi di frutta ed in generale i prodotti confezionati (1)
4) Non saltare i pasti
5) Non saltare gli spuntini! Lo spuntino migliore è a base di frutta fresca e di stagione, senza eccedere nelle quantità (mezza mela è più che sufficiente)
6) Preferire i cibi integrali poiché il loro alto contenuto in fibre aiuta a modulare i livelli degli zuccheri nel sangue riducendo i picchi glicemici
7) Praticare regolarmente attività sportiva, preferibilmente all’aria aperta, ha un effetto positivo sull’umore oltre che sulla regolazione ormonale e ci allontana dall’esigenza di altre “compensazioni”.

3emmer Dott.ssa Valentina Carbini, Biologo Nutrizionista

(1) Chao A, Grilo CM, White MA, Sinha R “Food cravings, food intake, and weight status in a community-based sample”. Eat Behav. 2014 Aug;15(3):478-82. doi: 10.1016/j.eatbeh.2014.06.003. Epub 2014 Jun 18.
(2) Vicennati V, et al. “Stress-Related Development of Obesity and Cortisol in Women,” Obesity (Sept. 2009): Vol.     17. No.9, pp.1678-83

 

MaMMa: 3EMME IN GRAVIDANZA COME STILE DI VITA

MaMMa: sarà un caso che la parola più bella che ci sia contenga 3EMME?

Quando parliamo di gravidanza si fa ancora molta fatica a concepire il concetto di dieta. Tante mamme, nel momento in cui si scoprono tali, iniziano a porsi domande su cosa e quanto mangiare. Troppe donne, invece, non hanno ancora consapevolezza di quanto l’alimentazione influenzerà la vita del nascituro.

L’alimentazione della donna in gravidanza DEVE essere CONSAPEVOLE. Quindi si alla dieta come stile di vita!

Nel primo trimestre di gravidanza avvengono le divisioni cellulari a carico del bambino e la formazione degli organi. Nel secondo e terzo trimestre avviene il 90% della crescita corporea fetale. Già durante la vita endouterina il feto è capace di riconoscere i sapori e le prime papille gustative compaiono a circa 8 settimane di gestazione. Il feto inizia deglutire (liquido amniotico)  a 12 settimane di gestazione . Una dieta ricca di frutta e verdura (caratterizzata da gusto amaro) influenzerà in seguito i gusti del bambino che preferirà questi alimenti e li sceglierà da adulto. L’esposizione ad una sovra-nutrizione nella vita fetale genera una serie di risposte neuro-endocrine che influenzano lo sviluppo del tessuto adiposo e del sistema centrale di regolazione dell’appetito. Le scelte alimentari che compie la mamma durante la gravidanza andranno ad influenzare, insieme ad altri fattori di stress ambientali, una risposta biologica ereditabile trasmessa alla prole (epigenetica).

Parliamo di Fetal-programming ovvero di quanto lo stile di vita materno interferisce nello sviluppo fetale con un impatto importante a media e lunga scadenza sulla vita post natale (malattie metaboliche, cardiocircolatorie e neurologiche).

In gravidanza consiglio quindi uno stile 3EMME ovvero un alimentazione molto varia con frutta e verdura mangiata dalle 5 alle 7 volte al giorno. I cardini della dieta saranno:

Ø Frutta e verdura (locale, stagionale  e fresca)

Ø Cereali integrali

Ø Legumi

Ø Olio extravergine di oliva monovarietale spremitura a freddo

Ø Proteine (nè troppe nè poche)

Si consiglia alle donne incinte di limitare l’ utilizzo di glutine e lievito. Di iniziare ogni pasto con la verdura cruda e terminarlo con quella cotta.

Il tipo di cottura da preferire è sicuramente quella al vapore, in quanto mantiene inalterate la maggior parte dei macro e micronutrienti contenuti negli alimenti.

Bere almeno 1, 5 lt di acqua oligominerale al giorno. Eliminare bibite dolci, gassate e superalcolici. Come dolce ci si possono concedere anche 5 porzioni settimanali di cioccolato, purché sia fondente. Questa qualità è infatti più povera di zuccheri, ma ricca di teobromina, importante per la prevenzione dell’ ipertensione arteriosa e della pre-eclampsia. Buona avventura MaMMa!

3emmer Dott.ssa Marianna Maione, Biologo Nutrizionista

CHE COSA C’E’ NELL’ORTO DI MAGGIO

La natura ogni mese ci regala dei frutti e delle verdure che sostengono, depurano e nutrono il nostro organismo.
Nel mese di maggio troviamo: Le prime fragoline, che grazie all’apporto di antocianine, vit.C e manganese hanno un’ottima azione antifiammatoria ed antiossidante.
Per la bassa disponibilità di zuccheri sono tollerate anche dai diabetici e soddisfano la voglia del dolce grazie alla presenza xilitolo. Le loro foglie essiccate, possono essere sfruttate per delle tisane ad azione diuretica e depurativa del sangue.
Sono delle ottime alleate per i reni in quanto facilitano l’eliminazione di acido urico e supportano il nostro sistema circolatorio per l’eliminazione delle tossine.
Le fragole possono essere utilizzate anche per la bellezza della nostra pelle attraverso la preparazione di uno scrub fai da te. Scrub per il viso: schiacciare con una forchetta la polpa di due fragole ben mature da frullare poi con due cucchiai di fiocchi di avena ed aggiungere a termine dell’olio extravergine di oliva.
Per uno scrub del corpo, sono necessarie 4 fragole sempre da schiacciare e mescolare poi con quattro cucchiai di zucchero di canna ed un cucchiaio di olio di mandorle.
A supporto dei nostri muscoli la natura ci regala gli agretti\barba dei frati, ricchi di potassio, magnesio, sodio e calcio.
Sono dei veri tonici per tutto l’organismo , sia a livello fisico che mentale, aiutano in tal modo il nostro organismo ad affrontare meglio il passaggio di stagione e ci preparano ai primi caldi.
Fonte di energia sono anche le fave fresche, poco caloriche e molto sazianti, ci aiutano a contrastare la stanchezza , tipica di questa stagione grazie alla presenza di proteine, ferro ed ac.folico, fondamentali per i vegetariani.
Sono ricche di vit.C ed A e contengono un aminoacido, la levodopa, che interviene nella regolazione dell’umore.
Le fave sono anche fonte di fitoestrogeni, così importanti per le donne ed in generale per l’elasticità della pelle.
Per sfruttarne al meglio tutte le qualità, andrebbero consumate sia crude che cotte.
I piselli, altra ottima fonte di proteine e ferro, andrebbero consumati sia crudi , per meglio fissare la vit.C, che cotte per meglio assorbire le fibre ed agire positivamente sulla regolarità intestinale.
I piselli sono degli ottimi alleati per la crescita dei bambini.
Per preparare al meglio la nostra pelle all’estate , nell’orto di maggio troviamo le carote.
Ricche di betacaroteni e vit.C proteggono occhi e pelle dalle radiazioni solari.
Il loro estratto è un vero integratore di bellezza e di salute, depura la pelle grassa ed idrata quella secca .
Le carote hanno azione benefica anche nelle mamme che allattano, ne stimolano la produzione e sono anche il primo ortaggio da introdurre nello svezzamento.
In ultimo, non per importanza, la natura in questo mese ci offre gli asparagi, che sono considerati anche afrodisiaci, ma sono noti ed utilizzati soprattutto per il potere diuretico e depurativo.
Sono ricchi di glutatione e saponine e ciò li rende utili nella prevenzione del tumore al colon.

3eMMMer Dott.ssa Maristella Marchetti,
Biologo Nutrizionsta

 

Otto buone ragioni per mangiare mirtilli rossi

Il mirtillo rosso (Vaccinium vitis-idaea), in inglese Cranberry, è un piccolo arbusto sempreverde facente parte della famiglia delle Ericaceae, che cresce nelle zone dai climi boreali, in particolare nel Nord America e in alcune regioni settentrionali dell’Europa e dell’Asia. Nel nostro paese, il mirtillo rosso cresce nelle zone collinari e montane fino ai 2000 m, specialmente sulle Alpi e sugli Appennini settentrionali. La pianta produce dei frutti rossi simili a delle bacche, dalla polpa densa e dal sapore tipicamente amarognolo.
Il mirtillo rosso è famoso in tutto il mondo per le sue innumerevoli proprietà benefiche. Tali
proprietà sono dovute fondamentalmente all’alto contenuto di pro-antocianidine, arbutina,
flavonoidi, polifenoli, tannini, acido citrico, acido malico, vitamina C, vitamina E, fibre e sali
minerali quali ferro, calcio e manganese. Inoltre mirtilli sono anche a basso contenuto di calorie e zucchero, con solo 46 calorie, 12 grammi di carboidrati e 2 grammi di zucchero per ogni tazza.

Ecco otto buone ragioni per mangiare mirtilli rossi:
1. Il mirtillo rosso è famoso soprattutto per la sua azione diuretica, depurativa e antisettica a
livello delle vie urinarie. Inoltre svolge effetti benefici nella prevenzione e cura delle uretriti
e soprattutto le cistiti, in particolare quelle dove sono presenti il batterio Escherichia coli,
che risulta proprio uno dei più comuni agenti eziologici nelle infezioni alle vie urinarie,
coinvolto in quasi l’80% dei casi (Sun J. J Funct Foods. 2015).
2. Altri studi hanno dimostrato che il mirtillo rosso può inoltre impedire l’adesione alle pareti
dello stomaco dell’Helicobacter pylori, un batterio che è spesso causa di ulcere allo
stomaco. Per questo motivo il consumo di mirtillo rosso può aiutare nella prevenzione di
ulcere dello stomaco (Matsushima M. J Gastroenterol Hepatol. 2008). Tuttavia sono
necessari ulteriori ricerche a conferma di ciò.
3. L’azione “antiadesiva” svolta dal fitocomplesso del mirtillo rosso, nei confronti dei batteri
infettivi delle vie urinarie, sembra sia altrettanto valido anche nei confronti della flora
batterica che popola il cavo orale e che è responsabile della formazione della placca. Mangiare bacche di mirtillo rosso, o berne il succo, ha dunque una funzione preventiva anche in tale ambito, in quanto impedisce ai batteri di aderire ai denti e quindi di generare la placca (Weiss EL. Crit Rev Food Sci Nutr. 2002).
4. Il mirtillo rosso è uno dei frutti in assoluto più ricco di ferro (Guo M. Dalton Trans. 2007).
Per questo motivo è utile mangiare le sue bacche per prevenire e trattare diverse forme di
anemia.
5. Anti-stitico e anti-diarrea: il gemmo-derivato di mirtillo rosso è l’antinfiammatorio per
eccellenza dell’intestino (Denis MC. Clin Sci (Lond). 2015). Esso svolge un’azione regolatrice, ovvero va a correggere i possibili squilibri della mobilità enterocolica, ripristinando l’attività
enzimatica intestinale. Per questo è utile in caso di stitichezza, o diarrea.
6. Prevenzione dell’osteoporosi: essendo ricco di calcio è un valido aiuto per prevenire e
combattere i problemi di osteoporosi.
7. Contro i radicali liberi: il mirtillo rosso è molto ricco di antiossidanti e per questo motivo è
considerato anche uno spazzino dei radicali liberi (Mathison BD. Nutr Res. 2014)
8. Colesterolo e malattie cardiovascolari: i polifenoli contenuti nei mirtilli rossi migliorano la
salute del sistema cardiovascolare; queste sostanze sono infatti ritenute capaci di
aumentare i livelli di colesterolo buono (HDL) e ridurre i livelli di colesterolo cattivo (LDL)
nel sangue, abbassando così il rischio di patologie cardiovascolari (Novotny JA. J Nutr. 2015)

3eMMMer Dott.ssa Natalia Di Pietro

PhD Blood Vessel Pathophysiology – Department of Medicine and Aging Sciences University “G. d’Annunzio”Chieti

DALLA PADELLA ALLA BRACE! Mangiare poche volte e modica quantità di carne.

Lo studio dello IARC, l’agenzia Mondiale per la ricerca sul Cancro, pubblicato il 26 ottobre 2015, ha inserito la “carne lavorata” tra I cancerogeni di classe 1. I ricercatori hanno stabilito che, se si consuma ogni giorno una porzione di 50 g di “carne lavorata”, il rischio di cancro del colon retto aumenta del 18%, ma lo stesso legame è stato osservato anche con i tumori del pancreas e alla prostata. La carne rossa fresca, di manzo, agnello e maiale, è stata invece classificata come “probabile” cancerogeno e inserita nel gruppo 2A. Chi non desidera eliminare del tutto la carne, dovrebbe almeno limitarla e consumare carne rossa solo occasionalmente: a riguardo il “World Cancer Research Fund” raccomanda non più di 300 g a settimana, mentre suggerisce di consumare almeno cinque porzioni di frutta e verdura per un totale di almeno 400 g al giorno. L’”Harvard School of Medicine” restringe il limite di consumo di carni rosse a porzioni non superiori a 80 g, al massimo due volte a settimana.

estratto da “Il TAO dell’alimentazione” – Mauro Mario Mariani – Capponi Editore – dicembre 2015

Quanto conosci il cibo che mangi?

Quanto conosci il cibo che mangi? Attualmente la conoscenza del singolo consumatore non soltanto non è sufficiente, ma può essere falsata da vari aspetti. Un esempio tipico è la durata e il mantenimento dei cibi che oggi l’evidenza scientifica ha dimostrato che non è innocua. Quanto faccia male non è facilmente quantificabile, ma che, per esempio, nitriti ed i nitrati presenti nei salumi industriali, e altri tipi di conservanti presenti in altri prodotti, non siano innocui è scientificamente noto. In definitiva dobbiamo chiederci in coscienza, e gli addetti ai lavori “in scienza”, come e perché mangiamo più chimica che prodotti naturali, chimica fatta in laboratorio per uso industriale che permette ai prodotti di mantenersi il più a lungo sugli scaffali ma di determinare condizioni non favorevoli al nostro organismo. E’ il dilemma dell’uomo moderno: tutto deve essere a portata di mano e di facile fruibilità, spesso a scapito della qualità. Basti pensare alla classica coscia di pollo incellofanata in vassoi di plastica, proveniente da allevamenti intensivi dove l’animale è stato alimentato con cibi trattati per farli crescere più in fretta e sottoposti spesso a terapie antibiotiche per non farli ammalare. A tutto questo va aggiunto il lavaggio finale delle carni con varechina per abbattere la carica batterica. Il pollo è un cibo sano, da portare a tavola anche due volte la settimana, ma deve essere allevato a terra, all’aperto e nutrito con mangimi naturali. Ma soprattutto, come sostiene sempre il Dott.Mariani “il pollo lo mangi quando lo spenni”, ovvero certezza della provenienza. Fondamentale conoscere l’origine dei prodotti alimentari, il consumatore deve essere ben informato su quello che sta per mettere a tavola. Una volta a conoscenza e consapevole viene data facoltà alla persona di scegliere cosa mangiare o meno. A supporto di questa posizione il 13 dicembre 2014 è entrata in vigore una legge europea che prevede la fornitura obbligatoria delle informazioni sugli alimenti ai consumatori, basta leggere ciò che metti nel carrello del supermercato quando fai spesa.

“IL TAO DELL’ALIMENTAZIONE” Casa Editrice: Capponi Editore www.capponieditore.it Autore: Mauro Mario Mariani Prima edizione: dicembre 2015 Pagine: 350 Distribuzione: Mondadori, Feltrinelli e in tutte le altre librerie

Chi ben inizia, digerisce meglio

La verdura cruda a inizio pasto è un must del nostro metodo.Iniziare il pasto con una verdura cruda, favorisce il senso di sazietà e prepara alla digestione.

La verdura cruda a inizio pasto è un must del nostro metodo.Iniziare il pasto con una verdura cruda, favorisce il senso di sazietà e prepara alla digestione.
Oggi vi proponiamo una ricetta esclusiva, che nasce dai sapori e dai profumi d’Italia da Sud a Nord, quali il broccolo romano, la scorza di limone, le olive Taggiasche, perfezionata nelle caratteristiche nutrizionali da un tocco Orientale: l’acidulato di umeboshi.
Quest’ultimo è un condimento acidulo molto particolare, di colore rosso porpora, dal sapore tipicamente salato, che deriva dalla stagionatura sotto di sale delle prugne umeboshi. Si tratta di prugne ume ( Prunus mune) in salamoia. Durante la lavorazione tradizionale di queste prugne si sottrae alla fermentazione una parte del succo di stagionatura, che viene imbottigliato e utilizzato come saporito condimento, in quanto già salato. Ha proprietà digestive, alcalinizzanti, cicatrizzanti e depurative ed è quindi indicato per le gastriti, coliti, infiammazioni della bocca (in questo caso può essere utile utilizzarlo come collutorio). Il suo sapore,decisamente salato, può essere “ritoccato” mettendovi a macerare per una settimana delle sottili scorze di limone.

Il broccolo romano, se utilizzato crudo, conserva al meglio le proprietà diuretiche, cicatrizzanti e depurative. La scorza di limone, con i suoi olii essenziali, apporta elementi antinfiammatori, digestivi e vitamina C. Le olive taggiasche, delicate e preziose, arricchiscono di sapore , senza sovrastare gli altri ingredienti.

Ingredienti per due persone:
200 g di cimette di broccolo
15 olive taggiasche
un limone non trattato
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
2 cucchiai di acidulato di umeboshi, aromatizzato al limone

Procedimento:

Tagliare finemente le cimette e metterle in una ciotola; tritare finemente un pezzetto di scorza di limone e distribuirlo sulle cimette tagliate; aggiungere le olive.
Per condire la nostra insalatina useremo una emulsione composta dall’ olio extravergine di oliva e dall’acidulato di umeboshi aromatizzato al limone.
Dopo aver distribuito l’emulsione sugli altri ingredienti posti in una ciotola, mescolare bene.
Attendere almeno mezz’ora prima di servire in piccole ciotole.