metalli pesanti dove si nascondono e come ridurli

Metalli pesanti dove si nascondono e come ridurli?

I metalli pesanti sono presenti fin dall’antichità nelle acque, nei terreni e nell’aria e sono difficilissimi da eliminare. Noi respirando, mangiando, o venendo a contatto con queste sostanze rischiamo di introdurle nel nostro organismo causando un accumulo nocivo per la salute.

 

Perché si chiamano metalli pesanti?

 

Il termine metallo pesante si riferisce a tutti gli elementi chimici metallici che hanno una densità relativamente alta e sono tossici anche in basse concentrazioni.

Essi sono componenti naturali della crosta terrestre, dunque non possono essere degradati o distrutti. In piccola misura, come elementi in tracce, alcuni metalli pesanti (per esempio rame, selenio, zinco) sono essenziali per mantenere il metabolismo del corpo umano. Tuttavia, in casi di contaminazione a qualsiasi livello (cibo, acqua, aria) possono accumularsi nell’organismo ed esplicare il loro effetto tossico.

 

Possono derivare da sorgenti naturali come l’erosione dei suoli o eruzioni vulcaniche; o sorgenti antropiche (riconducibili quindi all’uomo): i metalli presenti nel particolato atmosferico provengono da una molteplice varietà di fonti di origine industriale quali attività minerarie, fonderie, raffinerie, inceneritori di rifiuti o dall’utilizzo di combustibili fossili.

 

La vita che conduciamo ci espone al rischio di accumulo di metalli pesanti

 

Il vero rischio associato ai metalli pesanti è l’accumulo, che può avvenire per due circostanze: nel primo caso, perché il corpo non riesce ad eliminarli autonomamente, a causa di disfunzioni o per sovraesposizione all’allergene, nel secondo caso, per un principio di compensazione e adattamento, che si attua quando i minerali vitali scarseggiano e il corpo li sostituisce con il metallo avente funzione simile, collocandolo nei siti di legame degli enzimi e dei sistemi enzimatici.

Il nostro organismo è una macchina perfetta, capace di reagire a qualsiasi situazione, ma è altrettanto vero che siamo esposti quotidianamente agli inquinanti attraverso aria, acqua e cibo in maniera più veloce e consistente rispetto alla velocità di detossificazione.

 

Alcune fonti di tossicità per i metalli pesanti più comuni sono:

  • Scarichi dei motori a benzina (piombo)
  • Giocattoli proveniente dall’Oriente con vernici al piombo
  • Conserva: per cessione dalle scatole con errori di saldatura
  • Vegetali e ortaggi coltivati in zone ad alto traffico automobilistico
  • Stoviglie in alluminio
  • Farine raffinate (spesso l’alluminio è contenuto come sbiancante)
  • Farmaci
  • Pesci e mammiferi di grandi dimensioni (mercurio)
  • Cosmetici
  • Fungicidi
  • Tatuaggi

 

Quali sono i metalli pesanti più diffusi?

 

I metalli pesanti più diffusi e per i quali corre il maggior rischio di accumulo sono piombo, alluminio e mercurio. Questo perché sono presenti quotidianamente nella nostra vita.

Tra le altre fonti di Piombo ricordiamo le sigarette, probabilmente perché le piante di tabacco sono trattate con arseniati di piombo a fini insetticidi). Il piombo si assorbe per via cutanea, per via intestinale e per via respiratoria, una volta raggiunto l’organismo si deposita nei reni, nel fegato, nel cervello e nelle ossa, sedi in cui esercita i suoi effetti tossici: disturbi gengivali, nausea, vomito, stipsi, ipertensione, astenia op debolezza sono solo alcune delle manifestazioni da intossicazione di piombo.

La contaminazione da Alluminio può avvenire per mezzo del sale da cucina (se addizionato a silicato di alluminio), farine bianche, contenitori di alluminio, pentole, utensili da cucina, foglio di allumino. Viene assorbito a livello intestinale.

 

Dal pescivendolo con attenzione

 

Il consumatore frequente di sushi o di pesci di grande taglia come tonno, pesce spada è esposto maggiormente al rischio di accumulo di metalli pesanti in quanto questi pesci sono grandi accumulatori a loro volta di mercurio, a causa della lunga durata della loro vita e della loro quantità di grasso, locus in cui si depositano i metalli pesanti.

Tra questi vi è il mercurio, presente nei mari a causa dell’inquinamento industriale, specie ad opera delle raffinerie di petrolio.

 

Per questo ed altro è consigliabile il consumo di pesce azzurro di piccola taglia, ricco di grassi omega 3 e omega 6, magro e certamente meno inquinati rispetto ai pesci di grandi taglie.

I chelanti naturali

 

La chelazione è una reazione chimica per la quale un atomo metallico si lega ad un reagente detto chelante. Esistono infatti i ‘’Test di Chelazione’’ proprio per indagare sulla presenza di metalli pesanti nell’organismo, al fine di valutare il tasso di intossicazione da essi.

Secondo la ricerca alcune alghe o piante si definiscono chelanti naturali, capaci cioè di trattenere ioni metallici, liberando l’organismo dal pericolo di accumulo.

 

  • Tra i chelanti naturali più noti troviamo l’Alga chlorella, una specie di alga d’acqua dolce che oltre ad essere una buona fonte di nutrienti come vitamine, amminoacidi, acidi grassi e minerali, ha un buon effetto nel legare i metalli. Spesso si trova la dicitura Alga Chlorella con Parete Cellulare Rotta, questo deriva dal fatto che le componenti attive di quest’alga risiedono all’interno delle sue cellule, protette da membrane fibrose che noi umani non siamo in grado di digerire. Pertanto, affinché i principi attivi dell’alga possano agire, l’alga Chlorella di parete cellulare rotta è indispensabile. Si può rivelare particolarmente utile per la chelazione del mercurio.

 

  • L’acido alfa-lipoico (ALA) è un altro chelante naturale ed antiossidante con la capacità di penetrare nelle membrane cellulari per chelare i metalli pesanti. È stato inoltre dimostrato che l’acido alfa-lipoico aumenta i livelli di glutatione sia all’interno che all’esterno della cellula. Il glutatione è un potente antiossidante contenente atomi di zolfo che si legano facilmente con mercurio, piombo e cadmio.

 

  • Anche l’aglio contiene zolfo, elemento utile nella disintossicazione da metalli pesanti, in particolare per cadmio e piombo.

 

Title 2: Un possibile aiuto dai batteri per la rimozione dei metalli pesanti?

 

Lattobacilli e Bifidobatteri sembra che riescano a combattere i veleni, come? Molti batteri sono avidi di metalli pesanti: uno studio pilota su bambini e donne in gravidanza ai quali è stato somministrato yogurt contenente Lactobacillus Rhamnosus ha dimostrato, una seppur timida protezione rispetto ad un aumento di mercurio e arsenico.

Questa speciale caratteristica è già stata attribuita ad altre tipologie di batteri, come i batteri mangia-petrolio o plastica o quelli anti-ruggine, studiati ed utilizzati nel settore dell’industria e dell’ambiente.

 

 

L’orto di Novembre

Frutta e verdura fresca e di stagione a novembre. Piena di colori e spezie per contrastare le grigie giornate autunnali.

Sollevare il tono dell’umore con le spezie

Il mese di novembre, complici le brevi giornate e il clima sempre più invernale, rischia di assumere tonalità malinconiche. L’utilizzo di pietanze coloratissime e speziate, portano luce e calore, e sollevano lo spirito. Per l’occasione si presta alla perfezione la cucina indiana, ricca di profumi.

È il mese per cimentarsi in un chutney di mele, una specie di confettura piccante fatta con mele, zucchero, zenzero, cannella, peperoncino, curcuma e altre spezie; utilizzatelo insieme a delle verdure cotte al forno.

 

L’orto di novembre nasconde un arcobaleno di colori

 

Mangiare verdura cruda prima del pasto è un ottimo rimedio per ridurre il carico glicemico del pasto: infatti, iniziare il pranzo e la cena con un piatto di verdure di stagione crude, grazie al loro contenuto di fibre, modula l’assorbimento di zuccheri evitando i pericolosi picchi glicemici. Il consumo di abbondanti fibre prima del pasto è consigliato anche per tutti i soggetti che presentano una glicemia borderline.

Oltre all’azione sul carico glicemico, un piatto di verdure prima del pasto, contribuisce a saziare prima, per cui vediamo quali sono le verdure di stagione che offre l’orto di novembre.

Arcobaleno di colori: barbabietola, cavolfiore, cavolo cappuccio, cavolo verza, cicoria, cipolla, coste, erbette, fagioli, funghi, indivia, lattuga, patate, porro, radicchio, rafano, rapa, ravanello, rucola, scorzonera, sedano, rapa, spinaci, topinambur, valerianella, zucca.

Il consiglio da non perdere mai di vista è la varietà di colori, ovvero scegliere durante la giornata 5 porzioni di frutta e verdura di tutti i colori: bianco, viola, rosso, giallo, verde.

Rosso: barbabietola, un vero ‘’integratore naturale’’ di minerali

Ottima sia cruda che cotta ha uno spiccato sapore dolce, ed è fonte di elezione per ferro, potassio, calcio, magnesio e iodio. Possiede un pool di vitamine del gruppo B, acido folico e le preziose vitamine C ed A.

Grazie alla ricca presenza di fibre dona sazietà ed è utile al corretto funzionamento dell’intestino.

Per chi ha problemi ricorrenti di anemia o si sente sempre stanco un ottimo rimedio è bere un succo di barbabietola rossa a digiuno, magari aggiungendo anche carote, mela e limone.

 

Verde: cicoria, pulizia, disintossicazione e depurazione

 

Proprio le sostanze che caratterizzano il sapore amaro della cicoria, i polifenoli, risultano essere preziosi alleati del nostro organismo. Mangiare quotidianamente erbe amare consente di eliminare le tossine accumulate nel nostro corpo e di migliorare il funzionamento dell’intestino.

Il ruolo dei polifenoli è anche quello di stimolare il sistema immunitario ad una azione globale contro i problemi di stagione e non solo, e di giovare alla circolazione.

 

Verde: spinaci, sempre insieme al giallo limone

 

Nonostante la loro fama di ricca fonte di ferro, gli spinaci in realtà complessano questo minerale con l’acido ossalico limitandone di gran lunga la biodisponibilità, è per questo motivo che, insieme ad un piatto di spinaci crudi ad inizio pasto non deve mai mancare la vitamina C del limone, capace di limitare l’azione proprio dell’acido ossalico.

Gli spinaci contengono luteina, presente soprattutto a livello della macula oculare, dove svolge la sua azione protettiva. Non è sintetizzata dal nostro organismo, va assunta con la dieta; oltre che negli spinaci la troviamo nelle uova, nei vegetali verdi e nel kiwi.

 

 Più frutta meno infarto

 

Uno studio dell’Università di Oxford condotto su quasi mezzo milione di persone senza precedenti di malattie cardiovascolari all’inizio della ricerca, ha evidenziato come mangiare almeno un pezzo di frutta al giorno riduca del 40% il rischio di malattie cardiovascolari. Mangiare anche solo uno o due pezzi di qualsiasi frutto ogni giorno può ridurre il rischio di infarto o ictus fino al 40%.

La ricerca della Oxford University è durata 7 anni ha dimostrato che coloro che introducevano frutta nella loro dieta quotidiana avevano tassi molto più bassi di malattie cardiovascolari.

Vediamo dunque quale frutta possiamo trovare nell’orto di novembre: ananas, alchechengi, banana, carruba, caco, castagne, mela, melagrana, kiwi, sorbe, pere, corbezzoli, susine, uva.

 

Arancione: Cachi, antistress e miniera di fibre

 

L’orto di novembre offre i cachi, dal caratteristico colore arancione, risultano essere un’ottima fonte di fibre, vitamina A e C, vitamina B6 e manganese. Inoltre i cachi per il loro notevole contenuto in potassio e fruttosio, sono un cibo utilissimo per gli sportivi e per i ragazzi; sono salutari anche negli adulti, costituendo un ottimo rimedio naturale per combattere i sintomi associati alla stanchezza cronica e allo stress.

I cachi, rispetto alla mela ad esempio, contengono concentrazioni più elevate di fibra alimentare (quasi il doppio), minerali e soprattutto composti fenolici, sostanze efficaci nella lotta alla aterosclerosi.

Verde: kiwi, iniziare la giornata con due kiwi per avere benefici sulla motilità intestinale

 

Tra le sue proprietà meno note, ma molto utili, troviamo che il kiwi giova all’umore (lo evidenzia uno studio della University of Otago in nuova Zelanda); il kiwi risulta essere un superfrutto per gli sportivi, con i suoi circa 400 mg di potassio risulta essere utile nel recupero muscolare post attività fisica; il kiwi sembra essere un protettore delle arterie cerebrali; il kiwi ha una potente azione contro i radicali liberi e protegge la vista: contiene luteina e zeaxantina che fungono da scudo contro la degenerazione maculare.

polpette di miglio a km 0

Polpette di miglio a km zero

Il miglio è un cereale privo di glutine, di origine medio orientale, ma coltivato in tutto il Mondo in quanto si adatta facilmente a molti tipi di terreno, purché il clima sia caldo e/o temperato.

Il miglio veniva molto consumato nell’Antica Roma e nel Medioevo, periodo in cui il miglio veniva mangiato al posto della carne; da qui una curiosità storica: nel 1378 Venezia, durante l’assedio da parte di Genova, si salvò grazie al miglio che aveva conservato nei propri magazzini.

Declassato in età moderna a mangime per i volatili, negli ultimi anni sta tornando di moda, soprattutto per le sue proprietà salutistiche.

 

Miglio decorticato

 

Il Miglio è facilmente reperibile in commercio privo del tegumento esterno e prende il nome di miglio decorticato, questo le rende facilmente cucinabile e digeribile, mantenendo comunque elevate le proprietà nutrizionali.

La cottura del miglio non prevede ammollo, sarà sufficiente solo un buon lavaggio con acqua corrente per almeno 3-4 minuti.

Ricco di vitamina A, vitamina E, la preziosa vitamina K e vitamine del gruppo B, contiene anche sali minerali tra cui ferro, fosforo, calcio, magnesio e zinco. È un cereale con un buon contenuto proteico ed è noto per il suo contenuto in misura superiore rispetto ad altri alimenti di acido salicilico, il quale stimola la formazione della cheratina, rinforzante di capelli e unghie.

 

Polpette di miglio a Km zero, semplici e sane

 

Per la preparazione delle polpette di miglio, seguiremo i consigli della spesa di ottobre, procurandoci verdure di stagione a km zero. Ben vengano le verdure coltivate nel proprio orto o dal nostro contadino di fiducia. Possiamo scegliere tra: ravanelli, lattuga, cipolle, carote, cavolo, porro, cime di rapa, bietola, cavolfiore, cavolo cappuccio, cavolo verza, cicoria, cipolla, coste, erbette, fagioli, funghi, finocchi, indivia, lattuga, patate, porro, radicchio, rafano, rapa, ravanello, rucola, scorzonera, sedano, sedano rapa, spinaci, topinambur, valerianella, zucca.

 

Ingredienti per 4 persone:

200 gr Miglio

50 gr Porro

150 gr Funghi (o qualsiasi altra verdura km zero)

Prezzemolo fresco

Sesamo

Sale

Olio EVO mono varietale

2 cucchiai Farina di riso

 

Polpette vegetariane di miglio preparazione in 10 minuti

 

Il miglio è pronto in circa 10 minuti: dopo il lavaggio in acqua fredda, è sufficiente tostarlo appena e farlo bollire in acqua pari al triplo del suo volume.

Nel contempo, tagliare il porro e i funghi e cuocerli a fuoco basso con un filo di olio.

Il miglio cotto avrà una consistenza idonea alla formazione di polpette, sarà sufficiente a quel punto formare le polpette con le verdure cotte e con la farina di riso aggiungendo prezzemolo fresco, sesamo, sale e olio a seconda dei gusti.

Un’ultima passata in padella o in forno a 200°C per 15 minuti sarà sufficiente per donare alle polpette di miglio a km zero la doratura perfetta per servirle a tavola.

 

metodo 3emme fuori casa

Come seguire il Metodo 3EMME fuori casa?

Il Metodo 3EMME è un piano alimentare che prevede una re-educazione alimentare verso la vera dieta mediterranea. Nato 10 anni fa come protocollo per la prevenzione delle patologie cardiovascolari, si è dimostrato essere molto valido nel raggiungere un peso corporeo equilibrato e nel detossificare l’organismo dagli eccessi e dagli squilibri di una alimentazione non perfettamente consapevole.

Per ottenere i migliori risultati del metodo 3EMME è necessario attenersi scrupolosamente alle indicazioni degli erboristi o del medico che vi segue

 

Diventano importanti dunque alcuni consigli per seguire il Metodo 3EMME fuori casa. Perché sul posto di lavoro, in vacanza o semplicemente al ristorante possiate continuare ad essere fedeli alla scelta consapevole di una alimentazione sana.

 Avere uno snack leggero sempre con sé.

È importante ricordarsi di portare sempre uno snack leggero, come frutta o verdura. Non complicato, per esempio basterà lavare una mela e tagliarla a fettine, poi riporla in un piccolo contenitore ermetico.

Senza nessun problema di conservazione, sapere di portare con sé un alimento d’emergenza permetterà di acquisire fiducia e seguire il percorso sarà più semplice e piacevole.

 

 Portarsi il pranzo in ufficio da casa o localizzare i Take away vicini:

 

Per chi dovesse fare gli orari continuati e fosse costretto a pranzare in ufficio esistono diverse possibilità tra cui: preparare in anticipo un’insalata o un piatto di pasta integrale al pomodoro (alternative alla pasta senza glutine possono essere: riso, pasta di mais, grano saraceno, quinoa); oppure procurare l’elenco dei take-away che propongono pietanze dietetiche o vegetariane.

È importante informarsi circa i condimenti e, nel dubbio, optare per insalate (scondite, così da poterle insaporire a vostro piacimento) o frutta.

Al ristorante nessun problema, basta chiedere

Una domanda frequente è relativa al comportamento da adottare durante una cena al ristorante.

Consultando il menù con attenzione, quasi sempre si trova un piatto che potete consumare, magari facendo delle richieste specifiche per cottura e condimenti.

Se così non fosse, non abbiate timore: ordinate quello che preferite, dettando condizioni precise. Per esempio potete chiedere un’orata al forno senza olio e sale, ma solo con una spolverata di prezzemolo.

Uno dei luoghi più difficili è sicuramente la stazione di sosta mentre si è in viaggio per lavoro o per una vacanza

 

In una stazione di sosta è importante stare alla larga da panini e piatti pronti. Al reparto gastronomia è sempre possibile trovare della frutta fresca, da accompagnare con una fetta di pane integrale. Insomma: non fermarsi al bancone del bar ma osservare con attenzione tra gli scaffali: si troverà certamente qualcosa di adatto alla vera dieta mediterranea.

 

La spesa di ottobre

La spesa di Ottobre

L’orto di ottobre è generoso, scopriamo gli alimenti che non possono mancare sulle nostre tavole per un mese denso di impegni che inizia a vedere il vero cambio di temperature dell’autunno.

Infatti, la spesa di ottobre deve essere ricca di cibi che sostengano l’umore e le energie ed anche il sistema immunitario, onde evitare i primi malanni di stagione.

 

Funghi, castagne, cachi, melagrane, uva, cosa offre la natura di ottobre.

 

Ottobre è il mese migliore per la raccolta funghi negli Appennini: porcini, ultimi porcini estatini, russole (o colombine) e sanguinelli fanno da padroni. In ottobre si possono poi trovare i deliziosi cimballi, con la loro carne bianca e compatta che piace davvero a tanti.

Tutti i funghi sono ricchi di beta-glucani e polisaccaridi, ideali per rinforzare il sistema immunitario e favorire un trofismo sano dei batteri intestinali. Un grande classico come il risotto con i funghi può essere un ottimo piatto leggero, perché privo di glutine, ma nutriente.

 

I frutti caratteristici che descrivono al meglio il cambio di stagione sono le castagne: da assaporare arrostite o lesse, o da utilizzare in una dolce marmellata, e i cachi utili per eliminare le tossine, grazie ai minerali presenti che aiutano il fegato a mantenersi sano ed hanno effetto diuretico; I cachi sono utili per l’intestino, essendo ricchi di fibre contribuiscono a migliorare la regolarità intestinale. Attenzione a non esagerare: è infatti un frutto ricco di zucchero, non adatto a chi soffre di diabete o glicemia borderline.

 

 Il potere antiossidante di uva e melograno ed i punti ORAC

 

Lo stress ossidativo si traduce nell’aumento dei radicali liberi, questa condizione è il fattore decisivo nell’insorgenza di malattie ed invecchiamento.

L’orto di ottobre regala due fantastici alleati contro lo stress ossidativo come uva e melograno.

Due tra i migliori antiossidanti naturali classificati per il loro punteggio ORAC: Oxygen Radical Absorbance Capacity.

Si è dimostrato che attraverso il consumo di elevate quantità di frutta e verdura ad alto punteggio ORAC si può rallentare il processo di invecchiamento del corpo e della mente, e questo si traduce in un consiglio pratico: mangiare ogni giorno nove porzioni di alimenti diversi scelti tra quelli a più alto punteggio ORAC, in modo da totalizzare 5000 punti ORAC al giorno.

In questo caso è importante preservare le molecole antiossidanti presenti in frutta e verdura, cercando di cuocere poco la verdura, meglio se a vapore: la cottura tende a distruggere gli antiossidanti.

tavola orac

La verdura che non può mancare per la spesa di ottobre

 

La stagionalità di inizio autunno offre verdure per tutti i gusti e colori: bietola, cavolfiore, cavolo cappuccio, cavolo verza, cicoria, cipolla, coste, erbette, fagioli, funghi, finocchi, indivia, lattuga, patate, porro, radicchio, rafano, rapa, ravanello, rucola, scorzonera, sedano, sedano rapa, spinaci, topinambur, valerianella, zucca.

La zucca è l’ortaggio più giusto da mettere nel carrello della spesa di ottobre e al di là di Halloween, le occasioni di servire piatti a base di zucca sono tantissime.

La raccolta avviene tra settembre e novembre e ha in ottobre la sua massima espressione.

Tra le ricette a base di zucca non si possono non citare i tortelli ripieni da condire con Olio Extra Vergine di Oliva e salvia. La zucca può essere inoltre ingrediente di altre composizioni come vellutate, torte (salate e dolci, indifferentemente) e muffin, da arricchire sempre con semi a piacimento.

 

Vuoi seminare qualcosa in giardino o balcone per avere verdura biologica a kilometro zero?

 

Dedicarsi ad un piccolo orto di casa, in giardino o balcone, è un ottima soluzione per staccare qualche momento dalla vita frenetica e portare sulla tavola verdure biologiche ed a kilometro zero.

Fin da settembre è possibile seminare nell’orto ravanelli, lattuga, cipolle, carote, cavolo, porro, cime di rapa e aglio rosa. Sono piante resistenti anche alle basse temperature, anche se è importante proteggerle nei momenti di freddo intenso: sarà sufficiente coprire le piantine con teli specifici, anche biodegradabili.

È possibile seminare anche diverse erbe aromatiche quali: erba cipollina, alloro, origano, salvia, timo, menta e rosmarino.

Anche il pescato ha la sua stagionalità: i pesci migliori di ottobre

Al supermercato siamo abituati a trovare sempre sul banco tutte le specie di pesce. Questo accade perché spesso si tratta di prodotti importati da mari diversi da quelli locali.

Per pesce di stagione si intende un pesce che in un determinato periodo è ampiamente disponibile nei mari che circondano l’Italia e non è in fase riproduttiva.  Evitare di pescare pesci in fase riproduttiva permette di non interrompere il ciclo vitale e la proliferazione della specie per non diminuire la sua disponibilità nelle stagioni future.

I pesci migliori per ottobre, ma anche per i mesi autunnali, sono: Alalunga, Spigola, Triglia, Rombo chiodato, Gallinella, Lampuga, ai quali si possono aggiungere pesci presenti tutto l’anno come: Cefalo, Mormora, Zerro, Occhiata.

Insalata di pollo e avocado

Insalata di pollo e avocado, zucchine e mandorle

Ingredienti per 4 persone:

circa 500g di Petto di pollo (quantità variabile anche a seconda dei gusti)

5 zucchine medie

1 avocado

Mandorle (almeno una decina)

Succo di 1-2 limoni

Olio EVO q.b.

Sale marino integrale  e pepe q.b.

 

L’insalata di pollo e avocado è un piatto semplice e veloce per cui occorrono solo quattro ingredienti.

 

Preparazione

Dopo aver grigliato e sfilacciato il pollo, tagliate le zucchine a dadetti e saltatele per qualche minuto in padella. Nel frattempo tagliate a cubetti anche l’avocado maturo, e triturate le mandorle. Aggiungete un po’ di sale, olio, limone e pepe, mescolate il tutto e il gioco è fatto. Il risultato è un’insalata estiva, gradevole, fresca, leggera e colorata.

Nel condirla non siate troppo sobri e osate con qualche spezia: zenzero, curcuma o zafferano ci stanno bene, chi ama i sapori più decisi può concedersi il curry, ma evitate di coprire troppo i protagonisti della ricetta.

 

Varianti

Al posto dell’avocado e delle mandorle provare l’accoppiata ananas fresco e pinoli, adatta ai celiaci ma non ai vegetariani.

 

i rimedi per la stitichezza

I rimedi per la stitichezza

La stitichezza è una condizione molto comune caratterizzata da un rallentamento del transito intestinale delle feci , causando problemi di evacuazione. La frequenza normale può variare da una volta al giorno per l’uomo a quattro volte a settimana per la donna.

Come riconoscere la Stitichezza?

La stitichezza è il rallentamento del transito intestinale e comunemente si riferisce a evacuazioni poco frequenti, ma può anche riferirsi ad una diminuzione del volume o del peso delle feci, la necessità di sforzarsi per poter evacuare, un senso di evacuazione incompleta, o la necessità dell’utilizzo di clisteri, supposte o lassativi al fine di mantenere la regolarità intestinale.

Meno di due evacuazioni a settimana oppure almeno due dei sopracitati disturbi in almeno il 25% delle evacuazioni: sono chiari segnali che possono definire anche clinicamente la stipsi.

Prevalentemente affare dei paesi occidentali, frequente nel genere femminile (rapporto M:F pari a 1:4) e nella popolazione sopra i 65 anni di età, le abitudini intestinali sono influenzate dalla dieta. Nei paesi industrializzati la dieta in media include da 12 a 15 grammi di fibre al giorno, nonostante siano dai 25 ai 30 grammi al giorno di fibre le dosi raccomandate per una corretta funzione intestinale. Mangiare cibi ad alto contenuto di fibre, tra cui la crusca, grano macinato, pane integrale e alcuni tipi di frutta e verdura, contribuisce a fornire la giusta quantità di fibre.

 

Anche l’esercizio fisico influisce positivamente sul funzionamento del colon.

 

Perché succede? Quali sono le cause della stitichezza?

Tra le diverse cause della stitichezza, talvolta simultanee, compreso l’inadeguato apporto giornaliero di fibre e liquidi, uno stile di vita sedentario, e cambiamenti ambientali. Il transito intestinale può essere rallentato dai viaggi, dalla gravidanza o dai cambiamenti nella dieta. Dallo stress in generale e in alcune persone inoltre può derivare dal reiterato comportamento di ignorare lo stimolo ad andare di corpo.

 

Cause più gravi di stitichezza invece includono patologie espansive che possono restringere il lume del colon. E’ pertanto consigliabile chiedere il parere di un chirurgo colo-rettale quando la stitichezza persiste.

Inoltre molti farmaci tra cui antidolorifici, antidepressivi, tranquillanti e altri farmaci psichiatrici, i farmaci per il controllo della pressione sanguigna, i diuretici e l’alluminio contenuto negli antiacidi, possono rallentare il movimento del colon e peggiorare la stipsi.

Il comune denominatore di tutte le cause di stitichezza è la disbiosi intestinale: ovvero l’alterazione della normale flora batterica concausa e conseguenza stessa del fenomeno della stitichezza.

Un intestino sano è sinonimo di un transito regolare e di una vita sana.

I rischi della stitichezza

La stitichezza conclamata può essere un fattore di rischio importante per diverse patologie. Ma è bene prestare attenzione anche alla stitichezza occasionale perché potrebbe essere il primo campanello d’allarme.

Uno studio coordinato tra Giappone e Stati Uniti ha rilevato come i pazienti con costipazione avevano una mortalità per tutte le cause più alta del 12% rispetto ai pazienti senza costipazione, questa relazione è apparsa analoga anche nei pazienti che facevano uso di lassativi.

Le due parti anatomiche che soffrono maggiormente le conseguenze della stitichezza sono il colon e il cuore.

 

La stitichezza infatti è tra i primi fattori di rischio per il tumore al colon ed aumenta statisticamente il rischio cardiovascolare.

Poiché molti fattori che predispongono alla costipazione sono anche fattori di rischio per le malattie cardiovascolari uno studio pubblicato su The American journal of Medicine ha indagato su questa associazione osservando quasi 94.000 donne e concludendo come, in caso di stitichezza grave, il rischio cardiovascolare aumenti del 23% 

 

Cosa fare per sbloccarsi? I rimedi per la stitichezza

Esistono diverse strategie per sbloccare una situazione di stipsi occasionale: in primis, avere un intestino in salute scegliendo un probiotico adatto e arricchendo la dieta di prebiotici, ovvero quelle fibre indigeribili per l’uomo, ma digeribili per la flora batterica, in questo modo verrà stimolata la crescita selettiva dei batteri buoni.

Un probiotico molto utile in questa occasione può essere  a base di estratto di finocchio in grado di favorire il transito intestinale e lactobacillus acidophilus che colonizza la prima parte dell’intestino.

All’occorrenza, per situazioni più difficili, si può ricorrere a piante capaci di stimolare l’evacuazione. Un ottimo rimedio naturale è rappresentato dalla Cassia angustifolia, una pianta dalle proprietà lassative, già largamente utilizzata in passato. La Cassia è  in grado di regolarizzare il transito intestinale determinando  grazie alla presenza di glucosidi antrachinonici che agiscono a livello del tratto gastrointestinale irritando debolmente la mucosa e consentendo, così, l’evacuazione.

Proprio perché tutti i lassativi hanno blanda (o forte) attività irritante vale il loro utilizzo ‘’all’occorrenza’’, infatti la strategia d’elezione per la stitichezza deve essere una alimentazione consapevole e un intestino in perfetta eubiosi.

Cosa mangiare per combattere la stitichezza?

 

La stipsi si combatte, o si previene, a tavola nutrendosi di cibi contenenti il corretto apporto di fibre per l’organismo. Gli alimenti di origine vegetale ne sono ricchi e l’assunzione regolare permette feci voluminose e della consistenza corretta, riequilibrando la flora intestinale. Questa dieta a base di fibre deve essere introdotta in modo graduale per evitare altri disturbi come coliti e meteorismo. È buona norma bere sempre almeno due litri di acqua al giorno.

Gli alimenti consigliati da avere sempre disponibili in casa sono dunque i prebiotici come: cicoria, carciofo, cipolla, porri, aglio, asparagi, grano, banane, avena, consumarli direttamente o utilizzarli per la preparazione di altri piatti, ma anche semi come semi di lino, papavero, girasole e sesamo.

Tre/quattro volte a settimana è importante consumare anche cibi probiotici come yogurt, kefir, formaggi fermentati.

la spesa di agosto

La spesa di Agosto

Il mese di Agosto ha un solo nome: vacanze! Vacanze che ci permettono di staccare la spina e ricaricare le batterie, anche se, come spesso capita, il caldo, le spiagge affollate e le abitudini alimentari che in vacanza cambiano, possono disturbare i nostri momenti di relax.

Vediamo allora come una spesa leggera e pronta alle partenze ci possa aiutare a goderci questi momenti sotto l’ombrellone, dove vorremmo occuparci solo di una buona e sana abbronzatura.

La spesa di Agosto, leggera e mineralizzante: goditi dei pasti di sola verdura!

Il carrello della spesa di Agosto va gestito con particolare attenzione in quanto è meglio non lasciare il frigorifero pieno in caso di partenza per una vacanza.

Ecco dunque che in questo mese si preferiranno cibi di pronto consumo come le verdure, da comprare e cucinare il giorno stesso: oltre al consumo di vegetali crudi, la cottura a vapore è un ottimo sistema dalle origini Orientali che sfrutta le capacità del vapore acqueo di trasmettere calore all’alimento e di cuocerlo senza il contatto diretto con l’acqua. I cibi cotti a vapore avranno sapore molto più ricco, gustoso e naturale, conserveranno inalterati tutti i Sali minerali e le vitamine. Inoltre, i grassi contenuti negli alimenti si sciolgono e si depositano nell’acqua di ebollizione, in questo modo i cibi risultano più digeribili e meno calorici.

Da provare ad agosto soprattutto: cavolo cappuccio, cetrioli, fagiolini, fave, finocchi, sedano, valerianella, zucchine.

Molto consigliati anche pranzi totalmente a base di vegetali, conditi solo con Olio Extravergine di Oliva e qualche spezia come la curcuma.

 

Come cambiano le abitudini alimentati in vacanza?

 

Che si tratti di vacanza al mare o in montagna, cambiano le abitudini alimentari e questo può portare a fastidiosi e momentanei intoppi intestinali, gonfiori o fastidi di genere.

Sarà ancora più importante in questa fase improntare la propria alimentazione sul mondo vegetale, e dopo un pasto completamente a base di verdure, il pomeriggio può trascorrere tra uno spuntino di frutta e l’altro.

La frutta tra cui scegliere ad agosto è variegata e ricca di colori e interessanti proprietà: Albicocche, cocomero, fichi, frutti di bosco, mele, meloni, pere, pesche, prugne, susine, uva.

Il cocomero ovviamente comanda la classifica del frutto estivo più apprezzato: è ricco di carotenoidi in grado di combattere l’azione dei radicali liberi e quindi l’invecchiamento delle cellule, tra questi, il licopene. Inoltre il cocomero è ricco di citrullina, un amminoacido che favorisce l’equilibrio della pressione e l’elasticità delle pareti arteriose.

 

Sempre per evitare fastidi o disordini intestinali nel carrello della spesa di Agosto è importante mettere tanti probiotici e prebiotici: i primi sono i fermenti vivi, che colonizzano il nostro intestino per farlo funzionare al meglio, i secondi sono fibre indigeribili per noi, ma digeribili proprio per i batteri, dunque, una fonte di nutrimento per il loro sano accrescimento. Quali prebiotici mettere in carrello? carciofo, crusca, porro e aglio, funghi.

 

Tutelare l’intestino, per tutelare la salute

La scelta del probiotico è molto importante. Le abitudini alimentari che possono cambiare, le giornate in spiaggia, il caldo e le bibite fredde possono giocare brutti scherzi alla nostra salute intestinale.

L’equilibrio della flora batterica può evitare anche i fenomeni di stipsi legati alla vacanza. Il transito intestinale regolare infatti è un indice di salute e sicurezza anche cardiovascolare fondamentale.

Le caratteristiche ideali per scegliere un buon probiotico sono 3: fermenti vivi garantiti fino alla scadenza, possibilità di conservarli anche fuori dal frigorifero (per poterseli portare con se in tutta comodità), ceppi batterici di efficacia consolidata come i Lactobacilli e i Bifidobatteri.

 

5 cibi per una abbronzatura perfetta sotto l’ombrellone

Arginati i fastidi intestinali possiamo goderci la vacanza ed una sana e corretta abbronzatura. A questo scopo sarà fondamentale l’apporto di Vitamina A, il pranzo e gli spuntini sotto l’ombrellone dovranno comprendere: le Carote ad alto contenuto di vitamina A, ricordiamoci che per assorbirla al meglio va associata all’Olio d’oliva; il Radicchio in una insalata insieme alle carote e un filo d’olio si presta all’occasione; i Frutti rossi per una macedonia che si trasforma in merenda o pranzo ricca di antocianine. Albicocche e Pomodori, si può preparare oltre alle classiche insalate, degli interessanti estratti o centrifughe da mantenere al fresco e consumare durante la giornata.

Ricetta di sorbetto di fragole

Ricetta di Sorbetto di fragole

Le proprietà antiossidanti delle fragole sono da attribuire al caratteristico colore rosso. L’antocianina, il pigmento che conferisce questo colore al frutto, è antiossidante e ad effetto anti aging. Inoltre le fragole hanno proprietà antinfiammatorie. Dal punto di vista nutrizionale, la fragola apporta innumerevoli benefici: pochissime calorie, consumate a fine pasto con una goccia di limone sono un ottimo sostituto dietetico del dolce, sono ricche di vitamina C, di potassio e acido folico.

A luglio possiamo trovare le cosiddette fragole tardive, una scusa in più per goderci ottimi dessert, per questo abbiamo preparato una ricetta di Sorbetto di fragole da fare in casa.

preparazione: 15 minuti

difficoltà : bassa

caratteristiche: vegana, senza uova, senza latticini e glutine.

 

Ingredienti per 4 persone:

200g di fragole

1,8 dl di acqua

80g di zucchero di canna integrale

il succo di 1 arancia

il succo di 1 limone

1 mazzetto di menta fresca

una decina di fragole e qualche nespola o albicocca per decorare

 

Preparazione

  1. Sciogliere lo zucchero nell’acqua in un pentolino. Bollite finché otterrete uno sciroppo omogeneo.
  2. lavate, pulite le fragole e frullatele con metà dello sciroppo. Aggiungete il succo d’arancia e limone, lo sciroppo rimasto e frullate nuovamente.
  3. Versate il composto in una vaschetta d’acciaio inossidabile e fatelo solidificare nel surgelatore. Frullatelo di nuovo e lasciatelo rapprendere un’altra volta nel surgelatore.
  4. Distribuite il sorbetto in coppette trasparenti, decoratelo con la frutta a fettine e alcune foglie di menta fresca.

 

Varianti: con lo stesso procedimento potete preparare sorbetti di nespole, mirtilli, lamponi, pesche o albicocche.

 

crostata alla marmellata bio

Ricetta crostata alla marmellata BIO

I prodotti che derivano da agricoltura biologica hanno recentemente ricevuto conferma del loro effetto benefico in uno studio francese di cui abbiamo parlato qualche settimana fa.

Vediamo una ricetta semplice, con pochi grassi, senza glutine e con una marmellata senza zuccheri aggiunti di origine biologica; adatta per colazione o spuntini.

Utilizzeremo la farina di riso, facile da lavorare con un gusto delicato e facilissima da digerire e sostituiremo i classici ingredienti con alternative bio.

 

Ingredienti

300 gr di farina di riso biologico

10 gr di stevia

70 gr di ricotta fresca

1 uovo

1 tuorlo d’uovo

1 cucchiaino di lievito per dolci

1 pizzico di sale

1 vasetto di marmellata bio senza zuccheri aggiunti

 

Mescolate in una ciotola capiente la farina di riso assieme al lievito, la stevia  e il sale. Quindi aggiungete la ricotta fresca  e lavorate il tutto con la punta delle dita, fino ad ottenere un composto omogeneo.

Fate una conca al centro del composto e procedete aggiungendo l’uovo e il tuorlo. Impastate il tutto fino ad ottenere una pasta morbida ma non appiccicosa.

Dopo aver ottenuto la pastafrolla per la vostra crostata alla marmellata bio

 

Prendetela e formateci una palla e avvolgetela nella pellicola trasparente alimentare. Fatela riposare in frigorifero per almeno mezz’ora. Passato il tempo, riprendetela e mettetene da parte un terzo

Stendete i due terzi rimanenti su carta da forno fino ad ottenere un disco non troppo sottile (3/4 mm di spessore) e di circa 30 cm di diametro. Sollevate con tutta la carta e deponetelo in una teglia rotonda. Rivestite bene i bordi facendo sbordare eventualmente la pasta fuori dalla teglia.

Per fare le strisce della crostata:

 

tagliate la pasta eccedente il bordo della teglia e aggiungetela a quella messa da parte in precedenza. Bucherellate la base della crostata con una forchetta e spalmate la marmellata bio sul disco di pasta in maniera omogenea.

Stendete la pasta frolla rimasta e ricavate, con il taglia pasta liscio o dentellato, delle strisce di circa 2 cm di larghezza. Utilizzate queste strisce di pasta frolla per rifinire il bordo esterno della crostata e per formare la classica gratella centrale.

Cuocete la crostata alla marmellata in forno ventilato per 30 minuti a 180 °C. Una volta che si sarà ben dorata in superficie, sfornatela e fatela intiepidire prima di toglierla dalla teglia.

 

Vuoi renderla più friabile?

Se volete rendere la  crostata bio più friabile si può procedere togliendo 30-50 grammi di farina di riso a favore di 30 grammi di maizena, questo ad inizio procedimento.

Si può inoltre aggiungere un filo di olio extravergine d’oliva o di lino, sacrificando circa 10 grammi di ricotta.