Le proprietà delle Albicocche - Metodo 3EMME

Albicocche: un break gustoso, digeribile, rinfrescante e a basso contenuto calorico

Tra i frutti che più ci rimanda all’estate, per il loro colore arancione, la loro polpa carnosa e il sapore dolce e intenso. Gustose, digeribili, rinfrescanti e a basso contenuto calorico, le albicocche sono un toccasana per la nostra salute e un’ottima risposta alla fame estiva di metà mattina e metà pomeriggio.

Origine e storia delle albicocche

Le albicocche sono il frutto prodotto dall’albicocco (Prunus armeniaca), una pianta appartenente alla famiglia delle Rosacee, la stessa del pruno, del pesco e del ciliegio. Originario della Cina, l’albero di albicocco si diffuse in tutta Europa grazie ai Romani in seguito alla conquista dell’Armenia, regione caucasica da cui deriva il suo nome.

Ha una storia di oltre 4.000 anni e può raggiungere, allo stato selvatico, i 13 metri di altezza. Le varietà di albicocche sono molte, e variano per dimensione e colore del frutto. I frutti freschi si trovano nei mercati nel primo periodo estivo, ma le albicocche sono comunque presenti tutto l’anno conservate e trattate in diversi modi: essiccate, sciroppate, usate per produrre succhi, marmellate, mostarde e gelatine.

L’apporto calorico delle albicocche è molto basso e corrisponde a 28 calorie per 100 grammi di polpa. Come tutta la frutta, è composta in gran parte da acqua (85% circa), proteine in minima parte, glucidi e fibra alimentare (principalmente pectine); buona la presenza di minerali, soprattutto il potassio a cui fanno seguito calcio, fosforo, sodio e ferro.

Le albicocche contengono vitamina A, vitamina B e, in misura minore, vitamina C e PP. È uno dei frutti con le dosi più elevate di carotenoidi. E’ senza dubbio un frutto con buone proprietà dal punto di vista nutrizionale, ad assorbimento rapido e con una buona digeribilità.

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9 Benefici che possiamo ricavare dal consumo di albicocche

1. Contribuiscono alla salute degli occhi, della pelle, dei capelli e delle gengive.

2. Aiutano il bilanciamento della pressione sanguigna, la funzionalità cardiaca e contrastano la formazione di placche sulla parete interna delle arterie.

3. Sono ideali per combattere l’anemia, grazie a potassio, ferro, cobalto e rame.

4. Sono particolarmente ricche di boro, un elemento che è stato recentemente riconosciuto come fattore di prevenzione contro l’osteoporosi, in quanto è in grado di limitare il livello di estrogeni nelle donne in post-menopausa.

5. Sono utili per lo sviluppo delle ossa e per il corretto funzionamento di tutti i tessuti del nostro organismo.

6. Hanno effetti lassativi grazie alla presenza in dosi elevate di uno zucchero, il sorbitolo, che protegge l’intestino da diversi disturbi, tra cui la diverticolite.

7. Sono in grado di prevenire vari disturbi a livello nervoso e muscolare per l’alta percentuale di potassio.

8. Sono un ottimo alimento per la prevenzione dei tumori. Uno studio pubblicato dall’American Cancer Society sostiene che le albicocche e altri alimenti ricchi di carotene come le carote, possono ridurre il rischio di cancro alla laringe, esofago e polmoni. Una manciata di albicocche contiene il 100% della dose giornaliera raccomandata di beta-carotene, un potente antiossidante che il nostro corpo converte in vitamina A, in grado anche di stimolare la produzione di melanina, la sostanza responsabile dell’abbronzatura e della protezione della pelle.

9. Essendo ricche di betacarotene e licopene, ostacolano il processo mediante cui si forma il colesterolo LDL (il cosiddetto colesterolo “cattivo”).

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3EMMEr Dott.ssa Natalia Di Pietro, Biologo Nutrizionista – PhD Blood Vessel Pathophysiology – Department of Medicine and Aging Sciences University “G. d’Annunzio” Chieti

Ricette light con carota - Metodo 3EMME

3 Ricette light a base di carote

Tra tutti gli ortaggi che arrivano sulle nostre tavole, la carota è sicuramente tra quelli più apprezzati. Il motivo può essere il suo sapore buono e “fresco”; oppure il suo colore caratteristico, un arancio vivo decisamente particolare; oppure ancora – e qui è dove vogliamo concentrarci – il fatto che sia un vero e proprio toccasana per la nostra salute.

La carota, infatti, contiene minerali (ferro, calcio, magnesio, rame e zinco), vitamine (vitamina A e vitamina C) e, soprattutto, beta-carotene in grandissima quantità (sono l’alimento che ne contiene di più in natura). Basti pensare che 30-40 g di carote soddisfano interamente il nostro bisogno giornaliero.

Finito il tempo delle introduzioni, ora è il momento di passare alla cucina. Oggi vogliamo mostrarvi tre modi originali e gustosi per utilizzare le carote. Seguiteci!

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Ricetta 1: Zuppa light di carota, zucca e zucchine

Iniziamo con un primo piatto semplice e caldo, perfetto per le tiepide giornate primaverili: una zuppa con carota, zucca e zucchine.

Ingredienti (per 4 persone):

– 500 grammi di carote (cioè 6 di medie dimensioni)
– 500 grammi di zucca
– 500 grammi di zucchine
– 2 cucchiaini di olio d’oliva (meglio se spremuto a freddo)

Per prima cosa lavate e pulite con cura le verdure, poi tagliatele a dadini. Nel frattempo mettete una pentola d’acqua sul fuoco.

Appena l’acqua bolle, versate le carote nella pentola e lasciatele cuocere per circa 7 minuti. Trascorso questo tempo, buttate in pentola la zucca. Aspettate altri 7 minuti, poi aggiungete anche le zucchine. Fate cuocere ancora per 7 minuti, dopo di che spegnete il fuoco.

A questo punto aspettate che il vostro composto si intiepidisca, se necessario togliete l’acqua in eccesso, e poi passate le verdure con un mixer, fino ad ottenere una crema densa e senza grumi.

Ora non vi resta che servire la vostra zuppa, ben calda, in piccole ciotole di terracotta o ceramica (una a testa), condendo con un goccio d’olio crudo.

 

Ricetta 2: Insalata di carota

La seconda ricetta che vi proponiamo non può che essere un… secondo piatto! Si tratta di un contorno ideale per ogni pasto, in quanto molto vitaminico.

Ingredienti (per 4 persone):

– 500 grammi di carote (cioè 6 di medie dimensioni)
– 2 spicchi d’aglio
– Origano
– Olio d’oliva (meglio se spremuto a freddo)
– Aceto di mele biologico

Riempite una pentola di acqua e mettetela a bollire. Nel frattempo mondate le carote, lavatele molto bene e tagliatele a rondelle.

Appena l’acqua raggiunge l’ebollizione, versate le carote e fatele cuocere per circa 20 minuti.

Controllate che le carote siano tenere, dopo di che scolatele e lasciatele raffreddare.

Fatto questo, disponete le carote lesse in una ciotola e condite con gli spicchi di aglio (tritati), origano in quantità generosa, olio, aceto e un pizzico di sale.

Mescolate bene l’insalata e fatela riposare per un’oretta, infine servite.

 

Ricetta 3: Vellutata di carota

Chiudiamo con un altro primo piatto, una ricetta leggera ma allo stesso tempo molto saporita: la vellutata di carota.

Ingredienti (per 4 persone):

– 500 grammi di carote (circa 6 di medie dimensioni)
– 2 patate
– 1 spicchio d’aglio
– 1 litro d’acqua
– 50 grammi di prezzemolo
– 1 cucchiaino di salvia
– 1 cucchiaino di timo
– Pepe di Cayenna
– Olio d’oliva (meglio se spremuto a freddo)

Per prima cosa, pelate le carote e le patate, tagliatele a piccoli pezzi e versatele in una pentola con 1 litro d’acqua.

Mettete la pentola sul fuoco e, quando l’acqua comincia a bollire, aggiungete l’aglio, la salvia, il timo e il pepe di Cayenna. Fate cuocere per almeno 20 minuti a fiamma moderata.

Trascorso questo tempo, scolate il composto, versatelo in una ciotola e frullatelo fino ad ottenere una crema.

Rimettetelo poi in pentola e cuocete ancora per qualche minuto; terminate la cottura solamente quando la vostra crema è bella densa e “vellutata”.

A questo punto il più è fatto: non vi resta che condire col prezzemolo e con un filo d’olio di oliva. Servite e gustate!

 

Bene, siamo arrivati alla fine. Queste sono le nostre proposte. E voi? Conoscete qualche altra ricetta a base di carota? Condividetela con noi qui sul nostro blog, oppure sulla nostra Pagina Facebook!

3 ricette light a base di fave

3 Ricette Light a Base di Fava

Ecco un nuovo appuntamento con le Ricette del Benessere di Metodo 3 Emme. Oggi vi proponiamo 3 preparazioni facili, sane e saporite a base di fava. Prima, però, vediamo quali sono le proprietà di questo legume e perché consumarlo fa bene al nostro organismo.

La fava: storia e proprietà

Questa pianta è una leguminosa che possiamo raccogliere nei mesi compresi fra aprile e giugno. Trattandosi di un legume, possiamo anche trovarla tutto l’anno se essiccata. La fava ha un ottimo sapore, che si sposa bene con vellutate, primi e contorni. Inoltre, presenta delle proprietà utili al nostro organismo. Scopriamole!

Le proprietà benefiche della Fava

La fava contiene una buona dose di proteine, sali minerali, fosforo, potassio, calcio, fibre e Vitamine (A e C). Ecco perché non possiamo farne a meno. La funzione più importante è quella svolta dalla fava sul controllo dei livelli di glucosio e colesterolo nel sangue.

Effetti benefici che possiamo garantirci assumendo le poche calorie contenute nel legume. Ma attenzione: se si decide di consumare quelle secche, l’apporto calorico aumenta (arrivando fino a circa 300 calorie ogni 100 grammi).

Il nostro consiglio, quindi, è di mettere in tavola le fave durante il periodo di raccolta (giugno – aprile), scegliendole con attenzione. Occhio al baccello (che deve essere duro e croccante) e al colore: verde brillante, intenso, senza macchie!

Ora che sapete tutto il necessario su questo legume, passiamo alle ricette!

 

Crema di Fave, Patate e Menta

Ingredienti:

  • 250 gr di Fave
  • 400 gr di Patate (meglio se Novelle)
  • Menta
  • Erbe Aromatiche a piacere

Scottate le fave per qualche minuto in acqua bollente. Scolatele e togliete la pelle esterna che, così, sarà facile da eliminare. Rimettete i legumi sul fuoco e lessateli per circa una trentina di minuti.

Seguite lo stesso procedimento con le patate. Una volta che gli ingredienti saranno cotti, scolateli e frullateli, aiutandovi con l’acqua di cottura. Infine, unite i 2 composti e finite il piatto aggiungendo la menta fresca tritata e le erbe aromatiche. Noi scegliamo una spolverata di pepe bianco e qualche foglia di timo. Buon appetito!

 

Zuppa di Fave, Piselli e Carciofi

Ecco una ricetta famosa nel nostro paese. Un piatto che proviene dalla tradizione contadina, piuttosto diffuso nel Lazio.

Ingredienti:

  • 250 gr di Piselli
  • 300 gr di Fave
  • 5 Carciofi di medie dimensioni
  • Aglio
  • Cipolla
  • Succo di limone
  • 2 litri, circa, di brodo vegetale

Iniziate pulendo i carciofi. Lasciate solo la parte centrale e mettete i cuori in acqua e limone per evitare che si ossidino. Scottate le fave nel brodo e procedete – come illustrato nella ricetta precedente – togliendo la pelle esterna. Fate lo stesso con i piselli.

Procuratevi una casseruola antiaderente. Mette sul fondo la cipolla tritata e uno spicchio di aglio schiacciato, aggiungendo anche 1 mestolo di brodo vegetale.

Continuate la cottura fino a quando il brodo si sarà asciugato e aggiungete i carciofi. Dopo 5 minuti, aggiungete anche i piselli le fave.

Coprite tutte le verdure con il brodo vegetale e lasciate sul fuoco per una ventina di minuti. Quando la zuppa sarà pronta, mettetela nei piatti e cospargete con prezzemolo fresco tritato.

 

Risotto alle Fave fresche

Ingredienti:

  • 300 gr di Fave
  • 1 litro di brodo vegetale
  • 30 grammi di Margarina Vegetale
  • 1 cipollotto
  • 200 gr di Riso (potete usare la varietà che più preferite)
  • Pepe q.b.
  • ½ bicchiere di Vino Bianco Biologico

Lessate le fave, togliete la buccia esterna e frullate. Nel frattempo, iniziate a preparare il risotto. Scaldate il brodo e in una padella mette a cuocere la margarina e il cipollotto tritato.

Dopo qualche minuto, aggiungete il riso e lasciatelo tostare per 2/3 minuti. A questo punto, potete sfumare con il bicchiere di vino bianco, aggiungendo – poi – il brodo.

Cuocete per circa 20 minuti, aggiungendo liquido (il brodo vegetale, ovviamente) in caso di bisogno. Al termine, spegnete il fuoco e unite le fave frullate. Dopo aver mantecato il tutto, disponete il risotto nei piatti, guarnite con una manciata di fave intere e una spolverata di pepe nero.

Cucinare sano e con gusto è possibile!

Basta sapere come fare. Ecco perché vi proponiamo spesso le nostre Ricette del Benessere: piatti facili, ricchi di sapori e sostanze benefiche. Perché Metodo 3 Emme significa anche:

“Mangia Meglio Mediterraneo!”

– Prof. M. M. Mariani

Conoscete altre ricette sane a base di Fava? Scrivetecele nei commenti!

Con la Piramide Alimentare la tua Dieta decolla!

La piramide alimentare rappresenta una sorta di modello che aiuta a definire il regime alimentare da seguire durante le diete. Questo strumento è importante perché consente di ordinare gli alimenti sulla base di precise priorità. Un metodo efficace per avere una rappresentazione immediata e facilmente comprensibile di un regime alimentare.

Anche Metodo 3Emme segue una precisa piramide alimentare, utilizzata per illustrare la frequenza di assunzione dei cibi durante le settimane del programma.

La piramide alimentare del Metodo 3EMME si basa sul movimento: elemento essenziale per il nostro benessere psico-fisico!

Tra i cibi da consumare giornalmente troviamo i 5 alimenti fondamentali della dieta mediterranea: in primis frutta e verdura di stagione poi cereali integrali, legumi e olio extravergine d’oliva.

Poi vi sono i cibi da utilizzare a rotazione durante la settimana e sono: pesce, carne bianca, formaggio fresco, patate, uova e cioccolato fondente.

La piramide alimentare del Metodo 3EMME si basa sul movimento: elemento essenziale per il nostro benessere psico-fisico!

E gli alimenti da consumare all’occasione e all’occorrenza come formaggi stagionati e prosciutto crudo. Al vertice della piramide troviamo i dolci (fatti in casa e con prodotti genuini) da utilizzare nei giorni di festa!

Seguire una precisa tabella di assunzione degli alimenti offre il vantaggio di comprendere i meccanismi nutritivi che stanno alla base della dieta e di affrontarla con maggiore facilità. Perché è bene ricordare che, per poter essere efficace e garantire risultati duraturi, un regime alimentare deve sempre essere vissuto con consapevolezza.

Per questo Metodo 3Emme non è una semplice dieta, ma un programma per il raggiungimento di uno stile di vita sano ed equilibrato.

L’Epifania tutte le abbuffate ha portato via: come tornare subito in forma!

Sono trascorse le feste e ci troviamo con qualche chilo in più? Niente panico, poche e semplici regole per ridurre peso e gonfiore e rientrare negli amati jeans.
  1. Bere acqua (almeno un litro e mezzo al giorno) e tisane (finocchio, zenzero, melissa, bardana…) che favoriscono il drenaggio riducendo la ritenzione idrica
  2. Aumentare il consumo di legumi che sono ottimi alleati nell’abbassare i livelli di grassi nel sangue e molto altro… (1)
  3. Iniziare il pasto con verdure crud, così ridurremo il senso di fame per l’apporto maggiore di fibre e non solo…scorta di antiossidanti, migliore digestione e riduzione della risposta glicemica (2)
  4. Non digiunare!! In questo modo provocheresti un rallentamento dei processi metabolici
  5. Consumare tra un pasto e l’altro piccoli spuntini a base di frutta e verdura (3). La dieta di Pollicino risulta essere la più efficace in assoluto! (4)
  6. Ridurre l’assunzione di dolci: al posto dei panettoni o pandori rimasti preferite un quadrato di un buon cioccolato fondente (5)
  7. Evitare bevande zuccherine e alcoliche
  8. E dulcis in fundo…attività fisica: Almeno 30 minuti di camminata all’aria aperta al giorno ci garantiranno benessere e perché no anche un umore migliore! (6)

GIORNATA TIPO

Colazione:

  • tisana al finocchio con zenzero e limone
  • frutta di stagione
  • frutta secca (non esagerate! Bastano 3 mandorle o 3 noci)
  • una fetta di pane tostato con un velo di marmellata senza zuccheri aggiunti o con un velo di buon miele
Spuntini (è preferibile fare due spuntini a distanza di due ore l’uno dall’altro durante la mattinata): un piccolo frutto

 

Pranzo:

  • verdura cruda
  • un piatto di riso integrale o semi-integrale con i legumi
  • verdura cotta
Spuntini (anche in questo caso resta la regola di mangiare ogni due ore!): un piccolo frutto

 

Cena:

  • verdura cruda
  • pesce magro
  • pane (senza esagerare!)
  • verdura cotta

 

(1) http://blog.metodo3emme.it/ceci-fagioli-e-lenticchie-i-legumi-amici-del-benessere/
(2) Alpana P. Shukla, Radu G. Iliescu, Catherine E. Thomas, and Louis J. Aronne “Food Order Has a significant Impact on Postprandial Glucose and Insulin Levels”; Diabetes Care 2015;38:e98–e99 |DOI: 10.2337/dc15-0429
(3) Fruit and vegetable consumption and all-cause,cancer and CVD mortality: analysis of Health Survey for England data – Oyebode O, et al. J Epidemiol Community Health 2014;0:1–7. doi:10.1136/jech-2013-203500 7
(4) http://blog.metodo3emme.it/3emme-la-dieta-di-pollicino
(5) Il Tao dell’alimentazione di Mauro Mario Mariani, pag.311, Capponi Editore, dicembre 2015
(6) Il Tao dell’alimentazione di Mauro Mario Mariani, pag.202, Capponi Editore, dicembre 2015

 

3eMMMer Dott.ssa Valentina Carbini, Biologo Nutrizionista

Come combattere l’effetto carb-craving o “voglia di carboidrati”

E’ stata una giornata pesante a lavoro o in famiglia, non hai fatto neanche in tempo ad andare in palestra o a fare una bella passeggiata all’aria aperta, sei a casa, ed ecco che lì all’ultimo piano della credenza c’è quel dolcetto che sembra essere l’unico modo per alleviare la stanchezza e lo stress accumulati.
Ed è proprio così che ha inizio l’effetto carb-craving o “voglia di carboidrati”! In realtà questa voglia è diretta verso cibi ricchi di zuccheri semplici come snack, merendine, soft drink…insomma il cosiddetto junk food o cibo spazzatura (1). Mangiare questi alimenti ci appaga e ci gratifica ma ci regala anche una dipendenza legata ad un circolo vizioso di cui spesso si ignora il motivo.
Ingerire zuccheri semplici causa un aumento dell’insulina e questo è a sua volta legato alla riduzione degli zuccheri nel sangue, riduzione che fa affiorare di nuovo la famosa voglia di carboidrati! Anche lo stress concorre ad aumentare e a velocizzare questo effetto poiché più siamo stressati e più produciamo cortisolo (2), ormone strettamente legato all’incremento della quantità di insulina in circolo.
Questo processo appena descritto si manifesta come un’altalena continua dei valori glicemici a cui consegue un incremento nella produzione di grassi. Si instaura così una catena di reazioni cicliche che alla lunga porteranno a conseguenze assai serie (insulino-resistenza, diabete, acidosi metabolica…).
Cosa possiamo fare per controllare il carb-craving?
1) Il primo passo per rompere queste abitudini che causano dipendenza fisiologica (come le droghe) è essere consapevoli di ciò che accade al nostro corpo quando scegliamo di mangiare un determinato cibo. Il punto di partenza è, come sempre, la conoscenza.
2) Seguire un’alimentazione equilibrata in cui siano presenti tutti i macronutrienti nelle giuste quantità e proporzioni
3) Evitare bevande zuccherate, succhi di frutta ed in generale i prodotti confezionati (1)
4) Non saltare i pasti
5) Non saltare gli spuntini! Lo spuntino migliore è a base di frutta fresca e di stagione, senza eccedere nelle quantità (mezza mela è più che sufficiente)
6) Preferire i cibi integrali poiché il loro alto contenuto in fibre aiuta a modulare i livelli degli zuccheri nel sangue riducendo i picchi glicemici
7) Praticare regolarmente attività sportiva, preferibilmente all’aria aperta, ha un effetto positivo sull’umore oltre che sulla regolazione ormonale e ci allontana dall’esigenza di altre “compensazioni”.

3emmer Dott.ssa Valentina Carbini, Biologo Nutrizionista

(1) Chao A, Grilo CM, White MA, Sinha R “Food cravings, food intake, and weight status in a community-based sample”. Eat Behav. 2014 Aug;15(3):478-82. doi: 10.1016/j.eatbeh.2014.06.003. Epub 2014 Jun 18.
(2) Vicennati V, et al. “Stress-Related Development of Obesity and Cortisol in Women,” Obesity (Sept. 2009): Vol.     17. No.9, pp.1678-83

 

MaMMa: 3EMME IN GRAVIDANZA COME STILE DI VITA

MaMMa: sarà un caso che la parola più bella che ci sia contenga 3EMME?

Quando parliamo di gravidanza si fa ancora molta fatica a concepire il concetto di dieta. Tante mamme, nel momento in cui si scoprono tali, iniziano a porsi domande su cosa e quanto mangiare. Troppe donne, invece, non hanno ancora consapevolezza di quanto l’alimentazione influenzerà la vita del nascituro.

L’alimentazione della donna in gravidanza DEVE essere CONSAPEVOLE. Quindi si alla dieta come stile di vita!

Nel primo trimestre di gravidanza avvengono le divisioni cellulari a carico del bambino e la formazione degli organi. Nel secondo e terzo trimestre avviene il 90% della crescita corporea fetale. Già durante la vita endouterina il feto è capace di riconoscere i sapori e le prime papille gustative compaiono a circa 8 settimane di gestazione. Il feto inizia deglutire (liquido amniotico)  a 12 settimane di gestazione . Una dieta ricca di frutta e verdura (caratterizzata da gusto amaro) influenzerà in seguito i gusti del bambino che preferirà questi alimenti e li sceglierà da adulto. L’esposizione ad una sovra-nutrizione nella vita fetale genera una serie di risposte neuro-endocrine che influenzano lo sviluppo del tessuto adiposo e del sistema centrale di regolazione dell’appetito. Le scelte alimentari che compie la mamma durante la gravidanza andranno ad influenzare, insieme ad altri fattori di stress ambientali, una risposta biologica ereditabile trasmessa alla prole (epigenetica).

Parliamo di Fetal-programming ovvero di quanto lo stile di vita materno interferisce nello sviluppo fetale con un impatto importante a media e lunga scadenza sulla vita post natale (malattie metaboliche, cardiocircolatorie e neurologiche).

In gravidanza consiglio quindi uno stile 3EMME ovvero un alimentazione molto varia con frutta e verdura mangiata dalle 5 alle 7 volte al giorno. I cardini della dieta saranno:

Ø Frutta e verdura (locale, stagionale  e fresca)

Ø Cereali integrali

Ø Legumi

Ø Olio extravergine di oliva monovarietale spremitura a freddo

Ø Proteine (nè troppe nè poche)

Si consiglia alle donne incinte di limitare l’ utilizzo di glutine e lievito. Di iniziare ogni pasto con la verdura cruda e terminarlo con quella cotta.

Il tipo di cottura da preferire è sicuramente quella al vapore, in quanto mantiene inalterate la maggior parte dei macro e micronutrienti contenuti negli alimenti.

Bere almeno 1, 5 lt di acqua oligominerale al giorno. Eliminare bibite dolci, gassate e superalcolici. Come dolce ci si possono concedere anche 5 porzioni settimanali di cioccolato, purché sia fondente. Questa qualità è infatti più povera di zuccheri, ma ricca di teobromina, importante per la prevenzione dell’ ipertensione arteriosa e della pre-eclampsia. Buona avventura MaMMa!

3emmer Dott.ssa Marianna Maione, Biologo Nutrizionista

Dall’aspetto all’effetto. Noci cibo per il cervello.

Dal “De signatura rerum naturalium“ di Paracelso: “Esiste una corrispondenza tra tutte le cose perché la Natura è un unico organismo vivente dove le qualità delle piante si riflettono spesso nel loro aspetto”
Signatura: il mallo corrisponde ai tegumenti del cranio, il guscio al cranio, l’endocarpo alle meningi e il gheriglio ai due emisferi cerebrali. Tradizionalmente considerate utili come nutrimento del cervello per potenziare le capacita’ cognitive e della memoria e come aiuto nel sovraffaticamento cerebrale, le noci ottengono oggi il riconoscimento da parte della scienza della loro capacità di promuovere lo sviluppo dei neurotrasmettitori per le funzioni cerebrali.
Proteine, Acidi grassi polinsaturi Omega 3, Omega 6, Vitamina A, Vitamina E, Vitamina B6 , Fosforo, Magnesio, Calcio, Ferro e Zinco le rendono un’ottima fonte di nutrimento per il sistema nervoso. Alcuni studi hanno evidenziato che il consumo regolare di noci apporta numerosi benefici al sistema nervoso, compresa la prevenzione delle malattie neuro degenerative,come demenza e morbo di Alzheimer, e può aiutare a dare i giusti apporti di serotonina. La serotonina svolge un ruolo importante nella regolazione dell’umore, del sonno, della temperatura corporea, della sessualità e dell’appetito ed è coinvolta in numerosi disturbi neuropsichiatrici, come l’emicrania, il disturbo bipolare, etc

3eMMMer Valeria Depero, Naturopata

CHE COSA C’E’ NELL’ORTO DI MAGGIO

La natura ogni mese ci regala dei frutti e delle verdure che sostengono, depurano e nutrono il nostro organismo.
Nel mese di maggio troviamo: Le prime fragoline, che grazie all’apporto di antocianine, vit.C e manganese hanno un’ottima azione antifiammatoria ed antiossidante.
Per la bassa disponibilità di zuccheri sono tollerate anche dai diabetici e soddisfano la voglia del dolce grazie alla presenza xilitolo. Le loro foglie essiccate, possono essere sfruttate per delle tisane ad azione diuretica e depurativa del sangue.
Sono delle ottime alleate per i reni in quanto facilitano l’eliminazione di acido urico e supportano il nostro sistema circolatorio per l’eliminazione delle tossine.
Le fragole possono essere utilizzate anche per la bellezza della nostra pelle attraverso la preparazione di uno scrub fai da te. Scrub per il viso: schiacciare con una forchetta la polpa di due fragole ben mature da frullare poi con due cucchiai di fiocchi di avena ed aggiungere a termine dell’olio extravergine di oliva.
Per uno scrub del corpo, sono necessarie 4 fragole sempre da schiacciare e mescolare poi con quattro cucchiai di zucchero di canna ed un cucchiaio di olio di mandorle.
A supporto dei nostri muscoli la natura ci regala gli agretti\barba dei frati, ricchi di potassio, magnesio, sodio e calcio.
Sono dei veri tonici per tutto l’organismo , sia a livello fisico che mentale, aiutano in tal modo il nostro organismo ad affrontare meglio il passaggio di stagione e ci preparano ai primi caldi.
Fonte di energia sono anche le fave fresche, poco caloriche e molto sazianti, ci aiutano a contrastare la stanchezza , tipica di questa stagione grazie alla presenza di proteine, ferro ed ac.folico, fondamentali per i vegetariani.
Sono ricche di vit.C ed A e contengono un aminoacido, la levodopa, che interviene nella regolazione dell’umore.
Le fave sono anche fonte di fitoestrogeni, così importanti per le donne ed in generale per l’elasticità della pelle.
Per sfruttarne al meglio tutte le qualità, andrebbero consumate sia crude che cotte.
I piselli, altra ottima fonte di proteine e ferro, andrebbero consumati sia crudi , per meglio fissare la vit.C, che cotte per meglio assorbire le fibre ed agire positivamente sulla regolarità intestinale.
I piselli sono degli ottimi alleati per la crescita dei bambini.
Per preparare al meglio la nostra pelle all’estate , nell’orto di maggio troviamo le carote.
Ricche di betacaroteni e vit.C proteggono occhi e pelle dalle radiazioni solari.
Il loro estratto è un vero integratore di bellezza e di salute, depura la pelle grassa ed idrata quella secca .
Le carote hanno azione benefica anche nelle mamme che allattano, ne stimolano la produzione e sono anche il primo ortaggio da introdurre nello svezzamento.
In ultimo, non per importanza, la natura in questo mese ci offre gli asparagi, che sono considerati anche afrodisiaci, ma sono noti ed utilizzati soprattutto per il potere diuretico e depurativo.
Sono ricchi di glutatione e saponine e ciò li rende utili nella prevenzione del tumore al colon.

3eMMMer Dott.ssa Maristella Marchetti,
Biologo Nutrizionsta

 

Otto buone ragioni per mangiare mirtilli rossi

Il mirtillo rosso (Vaccinium vitis-idaea), in inglese Cranberry, è un piccolo arbusto sempreverde facente parte della famiglia delle Ericaceae, che cresce nelle zone dai climi boreali, in particolare nel Nord America e in alcune regioni settentrionali dell’Europa e dell’Asia. Nel nostro paese, il mirtillo rosso cresce nelle zone collinari e montane fino ai 2000 m, specialmente sulle Alpi e sugli Appennini settentrionali. La pianta produce dei frutti rossi simili a delle bacche, dalla polpa densa e dal sapore tipicamente amarognolo.
Il mirtillo rosso è famoso in tutto il mondo per le sue innumerevoli proprietà benefiche. Tali
proprietà sono dovute fondamentalmente all’alto contenuto di pro-antocianidine, arbutina,
flavonoidi, polifenoli, tannini, acido citrico, acido malico, vitamina C, vitamina E, fibre e sali
minerali quali ferro, calcio e manganese. Inoltre mirtilli sono anche a basso contenuto di calorie e zucchero, con solo 46 calorie, 12 grammi di carboidrati e 2 grammi di zucchero per ogni tazza.

Ecco otto buone ragioni per mangiare mirtilli rossi:
1. Il mirtillo rosso è famoso soprattutto per la sua azione diuretica, depurativa e antisettica a
livello delle vie urinarie. Inoltre svolge effetti benefici nella prevenzione e cura delle uretriti
e soprattutto le cistiti, in particolare quelle dove sono presenti il batterio Escherichia coli,
che risulta proprio uno dei più comuni agenti eziologici nelle infezioni alle vie urinarie,
coinvolto in quasi l’80% dei casi (Sun J. J Funct Foods. 2015).
2. Altri studi hanno dimostrato che il mirtillo rosso può inoltre impedire l’adesione alle pareti
dello stomaco dell’Helicobacter pylori, un batterio che è spesso causa di ulcere allo
stomaco. Per questo motivo il consumo di mirtillo rosso può aiutare nella prevenzione di
ulcere dello stomaco (Matsushima M. J Gastroenterol Hepatol. 2008). Tuttavia sono
necessari ulteriori ricerche a conferma di ciò.
3. L’azione “antiadesiva” svolta dal fitocomplesso del mirtillo rosso, nei confronti dei batteri
infettivi delle vie urinarie, sembra sia altrettanto valido anche nei confronti della flora
batterica che popola il cavo orale e che è responsabile della formazione della placca. Mangiare bacche di mirtillo rosso, o berne il succo, ha dunque una funzione preventiva anche in tale ambito, in quanto impedisce ai batteri di aderire ai denti e quindi di generare la placca (Weiss EL. Crit Rev Food Sci Nutr. 2002).
4. Il mirtillo rosso è uno dei frutti in assoluto più ricco di ferro (Guo M. Dalton Trans. 2007).
Per questo motivo è utile mangiare le sue bacche per prevenire e trattare diverse forme di
anemia.
5. Anti-stitico e anti-diarrea: il gemmo-derivato di mirtillo rosso è l’antinfiammatorio per
eccellenza dell’intestino (Denis MC. Clin Sci (Lond). 2015). Esso svolge un’azione regolatrice, ovvero va a correggere i possibili squilibri della mobilità enterocolica, ripristinando l’attività
enzimatica intestinale. Per questo è utile in caso di stitichezza, o diarrea.
6. Prevenzione dell’osteoporosi: essendo ricco di calcio è un valido aiuto per prevenire e
combattere i problemi di osteoporosi.
7. Contro i radicali liberi: il mirtillo rosso è molto ricco di antiossidanti e per questo motivo è
considerato anche uno spazzino dei radicali liberi (Mathison BD. Nutr Res. 2014)
8. Colesterolo e malattie cardiovascolari: i polifenoli contenuti nei mirtilli rossi migliorano la
salute del sistema cardiovascolare; queste sostanze sono infatti ritenute capaci di
aumentare i livelli di colesterolo buono (HDL) e ridurre i livelli di colesterolo cattivo (LDL)
nel sangue, abbassando così il rischio di patologie cardiovascolari (Novotny JA. J Nutr. 2015)

3eMMMer Dott.ssa Natalia Di Pietro

PhD Blood Vessel Pathophysiology – Department of Medicine and Aging Sciences University “G. d’Annunzio”Chieti