Diete fai da te: consigli per dimagrire in modo sano e duraturo

Il Pericolo delle Diete “Fai da te”

Sono sempre di più le persone che, nella speranza di dimagrire velocemente, si lasciano abbindolare da una serie di programmi alimentari che promettono risultati sbalorditivi e, magari, anche in tempi rapidi.

Diete fai da te: consigli per dimagrire in modo sano e duraturo

Sono le cosiddette “diete fai da te”: quelle che trovate a caso sfogliando qualche rivista o che avete sentito da un amico di un amico. Dovete diffidarne e ora vi spieghiamo perché.

 

I rischi per chi fa da solo

Accanto a una moderata e non duratura perdita di peso, questo tipo di diete comporta anche dei seri pericoli per la salute.

Primo fra tutti, mangiare in maniera sbilanciata, alternando cioè periodi di digiuno – o quasi – ad altri di sovralimentazione. Ad esempio, chi si concede un pranzo troppo leggero (addirittura c’è chi lo salta!) tende a “rifarsi” a cena, abbuffandosi a più non posso. Inutile dire che questo è sbagliatissimo, non solo perché la scorpacciata della sera è terribile per la linea, ma anche perché non mangiare per lunghi periodi porta alla carenza di vitamine e nutrienti molto importanti.

Un’altra pecca di queste diete è quella di essere troppo punitive e di non permettere svaghi come, ad esempio, uscire con gli amici per un aperitivo o una cena. La vita sociale resta importante per il buon umore: incupirsi e rabbuiarsi non porta risultati positivi.

Altri effetti tangibili – è proprio il caso di dirlo – sulla nostra pelle sono l’indebolimento dell’epidermide e dei capelli, che non ricevono le sostanze di cui hanno bisogno e si sciupano. Senza dimenticare il famoso effetto yo-yo: un regime drastico, infatti, è impossibile da seguire per lungo tempo e, non appena si smette, si ritorna al peso di prima e i (presunti) benefici spariscono.

Ecco allora che, per non rischiare di incorrere in uno o più di questi imprevisti, diventa indispensabile rivolgersi a professionisti esperti di nutrizione e salute.

 

L’importanza dell’educazione alimentare

Arrivati a questo punto, non abbiamo ancora parlato di quello che è il difetto principale delle diete “fai da te”. Ovvero, il fatto che dietro a questi regimi alimentari e ai loro consigli spesso bizzarri, non c’è un insegnamento, non c’è un modello di nutrizione con dei principi validi. Insomma, non c’è uno stile di vita sano da imparare e da poter seguire da quel momento in poi. C’è solo una lunghissima lista di alimenti da non mangiare, o magari una cortissima lista di alimenti che si deve consumare obbligatoriamente.

Non funziona così.

La chiave per perdere perso e stare bene nella nostra totalità, come essere psico-fisico, è una sola: l’educazione alimentare. Ed è esattamente così che agisce Metodo 3EMME.

Un percorso non solo alimentare, ma di vita che ha nell’alimentazione completa, equilibrata e nutraceutica una sua parte molto importante. Altri fattori concorrono comunque a garantire il benessere della persona, come una vita sana ed esercizio fisico regolare.

 

Se volete saperne di più su Metodo 3EMME e verificarne la reale efficacia, non vi resta che provare!

Contattate i nostri esperti, sia qui sul blog sia sulla pagina Facebook.

Il Benessere dipende dall'equilibrio fra mente e corpo. Scopri i nostri consigli per ritrovare la forma fisica!

Mente e Corpo: Ripercussioni sul Benessere Psicofisico

Cos’è il benessere? Molto spesso questo termine viene associato a soggetti che non soffrono di alcuna patologia. Questa definizione è, però, riduttiva, in quanto figlia di un approccio esclusivamente fisico e materiale. Manca, infatti, una componente fondamentale del nostro essere: quella psicologica. La nostra mente e il nostro corpo non possono essere considerati separatamente.

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Solo partendo da quest’ultima considerazione è possibile raggiungere quella condizione di armonia ed equilibrio tanto desiderata, che non chiameremo più solamente benessere, ma benessere psicofisico.

Rapporto mente-corpo: la psicosomatica

La relazione e la connessione tra sfera fisica e sfera psicologica negli individui è studiata da una particolare branca della psicologia, che si chiama Psicosomatica.

Si tratta di una corrente di pensiero che attinge a piene mani dalla psicologia classica (quella di Freud per intenderci), per arrivare a spiegare la reciproca influenza che corpo e mente esercitano tra di loro. Il termine “reciproca” non è usato a caso, ma sta a significare che sia il corpo sia la mente possono essere allo stesso tempo causa di un sintomo di malessere, o il sintomo stesso.

Dobbiamo immaginare le due facce di una medaglia: anche se si vuole osservare o considerare una sola di esse, l’altra non va mai dimenticata, perché contribuisce sempre a determinare quel tipo di medaglia. Quindi, se prendiamo l’essere umano come termine di paragone, le due facce sono rappresentate da corpo e mente, che sempre agiscono assieme e in sincronia.

Un sintomo, molte cause

Un sintomo – che sia fisico o psichico – è determinato sempre da cause molteplici che interagiscono tra di loro, come, ad esempio:

  • Vita affettiva
  • Qualità della vita (alimentazione, attività fisica, vizi)
  • Vita lavorativa
  • Qualità delle relazioni sociali
  • Ambiente culturale
  • Capacità di resistere allo stress o ai traumi (che, in psicologia, prende il nome di capacità di resilienza)

Ogni individuo è il risultato dell’interazione di questi “settori” della vita. Ed è proprio da questa interazione che derivano l’originalità e l’unicità che ci distinguono gli uni dagli altri. Un esempio per tutti: la classica sfuriata del capo a lavoro. Le reazioni possibili sono moltissime: si va da chi risponde a tono a chi subisce e incamera la rabbia (per poi, magari, sfogarsi in un secondo momento), a chi si fa prendere dal panico.

Nella pratica, questo si traduce nella necessità di un approccio curativo di tipo individuale, che tenga conto dell’unicità della storia di quella determinata persona.

Un caso particolare: lo stress cronico

Una delle minacce più temibili per il nostro benessere psicofisico (se non la peggiore di tutte) è lo stress. Ed è anche una delle più diffuse, visto che 8 italiani su 10 dicono di sentirsi stressati almeno una volta a settimana.

Alcuni studi hanno dimostrato come situazioni di stress cronico, cioè protratto nel tempo, possano portare a conseguenze di tipo fisico. In particolare, la sovrapproduzione di cortisolo (detto anche “ormone dello stress”), può causare sintomi come: aumento della glicemia, aumento della pressione arteriosa e calo delle difese immunitarie.

Allora, cosa bisogna fare per prevenire l’insorgere dello stress?

Ovviamente è necessario fare il pieno di emozioni positive, ma non bisogna sottovalutare il ruolo che una sana alimentazione e un’attività fisica costante possono giocare.

Per qualsiasi domanda o dubbio da risolvere, noi ci siamo. Continuate a seguirci!

L’Estate si Avvicina, Rimettiamoci in Forma!

Ormai ci siamo. L’estate si sta avvicinando e, come sempre, una delle preoccupazioni maggiori è legata alla forma fisica: nessuno di noi vuole fallire la prova costume!

Vivere l'estate tornando in forma con i consigli di benessere di Metodo 3 Emme - percorso dimagrante

Per questo motivo oggi vi daremo una serie di suggerimenti utili per arrivare pronti e in forma alla bella stagione.

Step 1: Alimentazione

Come è ovvio, per avere un corpo tonico e asciutto è indispensabile alimentarsi in maniera corretta.

Certo, all’interno del settore della “corretta alimentazione” esistono moltissime regole che andrebbero rispettate e spesso non è facile seguirle tutte.

Quelle che vi consigliamo di tenere sempre a mente e di infrangere il meno possibile sono 2:

  1. Fare 5 pasti al giorno. Alla classica triade colazione-pranzo-cena andrebbero aggiunti due spuntini (uno a metà mattina e uno a metà pomeriggio) a base di frutta o yogurt. Chiaramente, mangiando così spesso, bisogna prestare attenzione alla quantità: se proprio vogliamo concederci un pasto abbondante, questo dev’essere la colazione; al contrario, a pranzo e soprattutto a cena è meglio non appesantirsi.
  2. Bere molta acqua. L’idratazione è un aspetto fondamentale, perché permette di mantenere in salute il nostro organismo (depurandolo dalle tossine) e, inoltre, contrasta la ritenzione idrica. Per questo consigliamo di bere almeno 2 litri d’acqua oligominerale al giorno. Se vi accorgete di non avvicinarvi a questa quantità, un trucco molto efficace è quello di avere sempre una bottiglietta d’acqua con sé, in ufficio o in borsa, così appena la vedrete vi ricorderete di dare qualche sorso.

Step 2: Esercizio

Anche in questo caso, il manuale dello stile di vita ideale è abbastanza chiaro: bisogna praticare attività fisica regolarmente. È una regola sempre valida, a maggior ragione per chi deve rimettersi in forma e perdere i chili in eccesso.

Quali sono gli esercizi più efficaci?

Ecco un elenco:

  • Corsa: l’attività fisica per eccellenza, permette di accelerare il metabolismo (migliorando quindi i processi digestivi), allenare e tonificare i muscoli e, ovviamente, bruciare i grassi.
  • Salire e scendere le scale: è il passo successivo alla semplice corsa; una volta raggiunto un minimo di allenamento, fare il cosiddetto sali-scendi delle scale consente di stimolare al massimo la zone del girovita e dei glutei e di “colpire” i fastidiosissimi rotolini.
  • Salto con la corda: è un ottimo allenamento aerobico, durante il quale vengono bruciate molte calorie; e poi è anche divertente!
  • Affondi: un altro toccasana per le gambe e i glutei, permette di rassodare e, soprattutto, tonificare.
  • Addominali: un classico, per così dire, intramontabile.
  • Flessioni: per agire un po’ anche sulla parte superiore del corpo, in particolare sulla braccia.
  • Nuoto: l’attività più completa in assoluto, lavora praticamente ogni fascia muscolare del corpo.

Chiaramente non è obbligatorio svolgerli tutti. Trovate quello/i più adatti a voi e dateci dentro!

Qualche consiglio per arrivare in forma all’estate

La combinazione tra alimentazione corretta ed esercizio costante porta sempre risultati.

Occorre, però, tenere presente che ognuno di noi è un essere unico e, pertanto, diverso da chiunque altro. Quindi è inutile fare paragoni e cercare di seguire modelli di bellezza irraggiungibili, come fotomodelli o attori (che, oltretutto, si devono tenere in forma per lavoro, mentre per voi è un’attività da tempo libero).

Non dovete dimenticare perché fate attività fisica e perché siete a dieta: lo fate per sentirvi bene con voi stessi e con il vostro corpo. Quindi sottoporsi ad allenamenti massacranti o a restrizioni forzate è un controsenso, perché non vi fa sentire bene.

Il modo di procedere migliore è quello dei piccoli passi, dei risultati semplici ma costanti.

Detto questo vi salutiamo e vi diamo appuntamento al prossimo articolo, sempre qui, sul blog di Metodo 3EMME.

Se avete domande o curiosità non esitate: Scriveteci!

La Vitamina K

Tutto sulla Vitamina K

La Vitamina K

La vitamina K è un micronutriente che appartiene al gruppo delle vitamine liposolubili (assieme alle vitamine A, D e E) ed è molto importante per il nostro organismo.

Le funzioni che svolge sono molteplici, così come le sue proprietà e i rischi che derivano da una sua assunzione eccessiva. Impareremo anche come ottenere un apporto adeguato attraverso l’alimentazione. Cominciamo, però, col conoscerla meglio.

 

Vitamina K, questa sconosciuta

Quando si parla delle vitamine e della loro importanza, si fanno degli esempi:

“vitamina A, contenuta nelle carote e nel latte, ha proprietà antiossidanti; vitamina B, si trova nei cereali e nei legumi, è importante per il sistema nervoso; vitamina C, è la vitamina dell’arancia, rafforza il sistema immunitario…”

La vitamina K viene spesso dimenticata. Questo è un male, perché, come abbiamo già detto, si tratta di una sostanza fondamentale per noi.

Dal punto di vista scientifico, le vitamine K sono suddivise in 3 sottogruppi:

  • Vitamina K1: è la forma presente in natura – più precisamente nei vegetali – ed è quindi quella che assumiamo attraverso l’alimentazione.
  • Vitamina K2: è prodotta dai batteri dell’intestino; da sola è insufficiente per soddisfare il nostro fabbisogno ed è per questo che dobbiamo introdurre vitamina K1 con l’alimentazione.
  • Vitamina K3: di origine sintetica, è prodotta in laboratorio e inserita in farmaci che vengono assunti per risolvere problemi di carenza.

Ogni sottogruppo ha funzioni specifiche per l’organismo:

  • La vitamina K1 è importantissima per i processi ematici; in particolare, per quello di coagulazione del sangue.
  • La vitamina K2 svolge un’azione fondamentale per rafforzare le nostre ossa, poiché favorisce l’assorbimento del calcio.
  • La vitamina K3 regola i processi di coagulazione del sangue, infatti è presente nei farmaci che curano le disfunzioni ematiche. Inoltre è da assumere in caso di carenza di vitamina K1. Secondo alcuni studi sarebbe in grado di inibire lo sviluppo di tumori al seno, al colon, alle ovaie, allo stomaco e ai reni.

 

Rischi da sovradosaggio e da carenza

Per quanto riguarda l’apporto giornaliero consigliato, quello della vitamina K è di 100 grammi: si tratta di una dose tutt’altro che massiccia, facilmente raggiungibile con una dieta equilibrata (nel prossimo paragrafo vedremo gli alimenti che la contengono).

La sovrabbondanza di vitamina K nell’organismo, infatti, provoca la tendenza del sangue a coagularsi e, quindi, a non scorrere più in maniera fluida: in poche parole, aumenta il rischio di trombosi. Le persone che soffrono di emofilia – e che quindi fanno uso di farmaci coagulanti – sono maggiormente a rischio e devono prestare ancora più attenzione.

Esiste anche la possibilità che sia l’organismo stesso a produrre vitamina K in sovrabbondanza (nella tipologia K2) e in questo caso la conseguenza sarebbe la comparsa di eczemi o acne.

D’altro canto, la carenza di vitamina K può determinare diverse disfunzioni; le più importanti sono:

  • Problemi di coagulazione e di eccessivo sanguinamento.
  • Problemi gastrointestinali.
  • Problematiche legate alla scarsa produzione di bile da parte del fegato.

Tra i fattori di rischio, invece, abbiamo:

  • La malnutrizione, che non garantisce l’apporto quotidiano di cui parlavamo prima.
  • L’assunzione eccessiva e cronica di alcolici.
  • Condizioni che limitano l’assorbimento vitaminico: in primis la celiachia, ma anche fibrosi cistica, colite ulcerosa e ostruzioni biliari.
  • L’assunzione di alcuni farmaci – come antibiotici, anti-convulsionanti, sulfamidici – può alterare la funzione epatica o distruggere la flora intestinale.

 

In quali alimenti si trova?

Concludiamo parlando degli alimenti che contengono buone quantità di vitamina K, e che quindi vanno inseriti nella nostra dieta.

La fonte più ricca di questo nutriente è senz’altro rappresentata dalle verdure a foglia verde, quindi:

  • Lattuga.
  • Spinaci.
  • Broccoli.
  • Cavoli.
  • Cavolini di Bruxelles.
  • Cime di rapa.
  • Asparagi.
  • Piselli.
  • Verza.

Altri alimenti che contengono vitamina K, anche se in quantità decisamente minore, sono:

  • Legumi, come lenticchie e soia.
  • Carni rosse (per lo più nel fegato).
  • Alcuni frutti, cioè kiwi, lamponi e more.

 

Se avete domande, i nostri esperti saranno ben lieti di rispondervi. Vi aspettiamo!

Rimedi Naturali per i Dolori Articolari

Dolori Articolari: Cause e Rimedi Naturali

Rimedi Naturali per i Dolori Articolari

I dolori articolari sono un tipo di disturbo molto diffuso – soprattutto tra le persone di una certa età – che colpisce indistintamente uomini e donne, in qualsiasi stagione dell’anno. Si tratta, in pratica, di stati infiammatori, che possono interessare tutte le “giunzioni” del nostro corpo: quindi ginocchia, caviglie, anche, gomiti, spalle e persino dita.

 

Le cause

Partiamo da questo presupposto: nella maggior parte dei casi i dolori articolari non sono una patologia, ma un sintomo. Di cosa? Possono essere la conseguenza sia di un’altra patologia, sia, più semplicemente, di una particolare situazione che stiamo vivendo in un dato momento della nostra vita.

Allora, per parlare delle principali cause dei dolori articolari, occorre dividerle in 2 categorie:

1. CAUSE PATOLOGICHE, per le quali sarebbe meglio consultare sempre un medico.

  • Influenza: uno degli effetti del rialzo della temperatura interna è proprio il dolore alle giunture.
  • Infezioni virali: oltre al virus influenzale, ce ne sono altri che possono causare questo disturbo, ad esempio quello dell’epatite C.
  • Infezioni batteriche: alcune, come quella da streptococco beta emolitico o la salmonella, provocano dolori articolari diffusi e migratori; a causarli è la reazione del nostro organismo all’agente patogeno.
  • Artrosi: colpisce soprattutto gli anziani, perché è dovuta al consumo della cartilagine che, all’interno di un’articolazione, sta tra un osso e l’altro. Assottigliandosi lo strato di cartilagine, le ossa tendono a sfregare tra loro, provocando i sintomi dolorosi.
  • Artrite reumatoide: è una forma di artrite nella quale la cartilagine si deteriora a causa di processi autoimmunitari, nei quali, cioè, è il sistema immunitario stesso ad “attaccare” e distruggere la cartilagine. La conclusione è la stessa dell’artrosi: sfregamento tra le ossa e forti dolori; la differenza è che questa patologia non colpisce soltanto alcune articolazioni, ma tutte indistintamente.
  • Gotta: nei soggetti colpiti da gotta l’acido urico si deposita e si accumula a livello delle articolazioni (specialmente quelle dei piedi), provocando infiammazioni, gonfiore e, ovviamente, dolore.
  • Psoriasi: questa infiammazione cronica della pelle è causata, come l’artrite reumatoide, da una reazione autoimmune dell’organismo. A subire l’attacco del sistema immunitario è principalmente l’epidermide (evidenti chiazze rosse, prurito), ma anche le articolazioni vengono colpite, diventando soggette a infiammazioni e dolori cronici che prendono il nome di artrite psoriasica.
  • Celiachia: sebbene non siano un sintomo tipico di questa patologia, i dolori diffusi alle articolazioni, specialmente se migratori, possono essere collegati ad essa.

2. CAUSE NON PATOLOGICHE, ma legate alle nostre abitudini, al nostro stile di vita, o ad una determinata fase di essa:

 

Rimedi naturali

Due tipologie di cause per i dolori articolari portano inevitabilmente a due diversi metodi per curarsi.

Il primo è quello di curare il sintomo doloroso con dei farmaci: i cosiddetti antinfiammatori. Non è questa, però, la strada che vi vogliamo consigliare, a meno che i dolori derivino direttamente da patologie curabili solamente con dei medicinali. I farmaci, infatti, possono dare una prima sensazione di sollievo, ma hanno una serie di effetti collaterali tutt’altro che desiderabili. Uno su tutti: creano dipendenza.

Per questo motivo, a nostro giudizio, è meglio trattare i dolori articolari con i rimedi naturali. Eccovi un elenco dei più efficaci:

 

Consigli utili

Concludiamo con un paio di suggerimenti.

1-      La prima cosa da fare in caso di sofferenza alle articolazioni è assicurarsi di avere una postura corretta. In caso contrario cercate di correggervi, da soli o consultando uno specialista (osteopata o posturologo).

2-      Evitare uno stile di vita troppo sedentario. Anche se avete una certa età, o avete poco tempo, cercate muovervi sempre. Corsette, passeggiate – anche a bassa intensità – esercizi di stretching e di allungamento, sono tutti modi per fare attività regolare e preservare le articolazioni.

 

Abbiamo finito. Speriamo di esservi stati d’aiuto! Se avete qualcosa da chiederci, noi siamo qui.

Ritenzione idrica: cos’è? Sintomi, Cause e Rimedi

Sintomi, Cause e Rimedi della Ritenzione Idrica

Oggi affrontiamo un tema da sempre caro alle donne, l’accumulo di liquidi in eccesso, quindi non necessari, nell’organismo: la ritenzione idrica. Cosa mangiare per drenare i liquidi ed eliminare il gonfiore?

 

In cosa consiste

La ritenzione idrica è un fenomeno molto diffuso a causa del quale l’organismo tende a trattenere liquidi negli spazi intercellulari nelle zone ricche di tessuto adiposo. L’effetto che si crea è il ristagno dei liquidi, ovvero il cosiddetto effetto buccia d’arancia, che si verifica quando la pelle presenta una caratteristica conformazione dovuta al fatto che a livello sottocutaneo sono presenti liquidi e cellule adipose in eccesso. La presenza di questa disfunzione, oltre a dare origine ai ristagni di liquidi che sfociano in edemi e gonfiori, ostacola anche l’eliminazione delle scorie e l’apporto dei nutrienti alle cellule che, nel lungo periodo, può causare insufficienza renale o altri tipi di patologie.

Chi colpisce?

La ritenzione idrica è una patologia che colpisce maggiormente le donne, specialmente quelle che conducono una vita sedentaria, sia per un fattore ormonale che per un problema di minore efficienza del sistema linfatico. Ma anche nell’uomo può verificarsi questo fenomeno, quando la dieta è troppo ricca di sale o si beve poca acqua. E si può avere ritenzione idrica anche nello sportivo, poiché chi fa sport, specialmente a livello agonistico, secerne quantità elevate di un ormone che si correla allo stress che promuove il richiamo di acqua e ne inibisce l’eliminazione. A volte la ritenzione idrica può colpire anche i bambini quando vi è la presenza di un accumulo di liquido, un edema, dovuto a carenze nutrizionali, come una dieta povera di proteine.

 

Cause e sintomi

Le cause della ritenzione idrica possono essere molteplici: ne esistono quattro diverse tipologie:

–          Ritenzione idrica alimentare: è un tipo di ritenzione idrica che dipende dalla scorretta alimentazione, specialmente quando ricca di sale o da intolleranza al lattosio.

–          Ritenzione idrica circolatoria: dovuta a un cattivo funzionamento del sistema venoso e linfatico.

–          Ritenzione idrica da farmaci: derivante da abuso di farmaci come antinfiammatori, cortisonici, terapia ormonale sostitutiva e contraccettivi.

–          Ritenzione idrica secondaria: legata a patologie gravi (insufficienza renale e cardiaca, patologie.

Come si manifesta?

In una prima fase la ritenzione idrica si manifesta come un senso di gonfiore che di solito colpisce le zone inferiori del corpo, ad esempio con gonfiore ai piedi o ai polpacci. Inconvenienti che, con il tempo, si possono estendere alle zone più sensibili all’accumulo di grasso, come cosce, glutei e addome.

In seguito, questi gonfiori tendono ad accentuarsi, trasformandosi in veri e propri edemi che possono essere considerati la manifestazione iniziale della cellulite e che, se trascurati, possono evolversi in stadi più avanzati.

 

Cosa fare per combattere la ritenzione dei liquidi

La ritenzione idrica è una vera e propria patologia legata al metabolismo, ecco perché è necessario andare a intervenire su diversi aspetti della vita di una persona, primo fra tutti l’alimentazione. Il ristagno di liquidi potrebbe, infatti, essere causato da scelte sbagliate legate alla propria dieta. Ecco, allora, qualche consiglio pratico da seguire:

–          Eliminare il sale: meglio condire gli alimenti con spezie, limone o aceto.

–          Assumere alimenti drenanti che favoriscono l’eliminazione dei liquidi, come il succo di mirtillo, succo di pompelmo, ananas, tè verde e tisane.

–          Bere tanta acqua al giorno, soprattutto in estate quando la traspirazione fa perdere molti Sali minerali.

–          Mangiare molta frutta e verdura: specialmente la frutta ricca di potassio che aiuta l’eliminazione del sodio in eccesso, e verdure come pomodori, cetrioli, peperoni, che oltre a essere ricchi di acqua contengono antiossidanti utili all’organismo.

–          Preferire alle farine raffinate quelle integrali, che apportano i giusti nutrienti per una dieta equilibrata.

Inoltre, tra i rimedi naturali, possiamo trovare sicuramente la fitoterapia, che attraverso l’utilizzo di tisane ed integratori aiutano l’organismo a drenare i liquidi in eccesso. La prima erba che ricordiamo è la betulla, dalle proprietà notoriamente drenanti. Annoveriamo anche il tarassaco, l’uva ursina e la vite rossa.

Questi rimedi omeopatici possono essere assunti o sotto forma di integratori per bocca, oppure attraverso delle creme o olii essenziali da massaggiare.

 

Esercizio giornaliero

Un altro strumento alla portata di tutti per arginare il problema è l’esercizio fisico: mantenere il corpo in allenamento aiuta moltissimo lo smaltimento delle tossine attraverso il sudore e stimola il tessuto muscolare diminuendo drasticamente i rischi e i danni al sistema circolatorio. Consigliamo, quindi, di mantenervi in esercizio: il nuoto è l’ideale, poiché stare in acqua mantiene allenati tutti i muscoli del corpo senza sforzi esagerati.

È importante non dimenticare di mantenere una postura e una posizione corretta in ogni attività che svolgiamo durante la giornata. Infatti, camminare con la schiena storta, accavallare le gambe o sedersi in posizioni sbagliate rischiano di creare disagi all’apparato circolatorio degli arti inferiori, aumentando il rischio di insorgenza di ritenzione idrica.

 

E voi, non riuscite a combattere la fastidiosa ritenzione idrica? Richiedete un consulto presso una delle nostre erboristerie, insieme troveremo la soluzione più adatta per le vostre specifiche esigenze.

Combattere l’Ansia grazie a una Sana Alimentazione

Combattere l'Ansia con l'Alimentazione

Superare l’ansia senza ricorrere all’utilizzo dei farmaci significa fare alcuni cambiamenti per quanto riguarda lo stile di vita, che includono anche il cambiare dieta. Ci sono, infatti, cibi che aiutano a contrastare l’ansia e altri che, invece, contribuiscono a farla crescere. Di conseguenza, una corretta scelta di alimenti degli alimenti che mangiamo può ridurre drasticamente il livello di ansia.

 

Che cos’è l’ansia

L’ansia è uno stato di tensione diffuso e persistente che non abbandona mai chi ne soffre. Lo stato emotivo associato a una condizione di allerta verso qualcosa di esterno che si caratterizza con un eccesso di preoccupazione, una reazione esagerata rispetto alle reali condizioni.

Secondo i dati dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), il numero delle persone che vivono con frequenza importante degli stati d’ansia ammonta a circa 400 milioni.

Capire le cause che sono alla base di un disturbo legato alla sfera della mente non è sempre semplice. L’ansia può sicuramente scaturire da motivazioni esterne come un forte stress, ma altre volte non sembra esserci un motivo scatenante. In generale, comunque, è possibile individuare tre tipologie di fattori che influiscono sulle persone determinando stati d’ansia.

–          Stili di vita intensi

–          Fattori genetici ereditari

–          Disquilibri più o meno naturali di sostanze chimiche presenti nel cervello

Sicuramente, il primo provvedimento da adottare in questa particolare situazione è quello di rivolgersi a un esperto, che saprà indicarci il giusto percorso da seguire sulla base delle nostre esigenze personali. Nel frattempo, possiamo comunque seguire una serie di accorgimenti che di sicuro ci aiuteranno a migliorare il nostro stato emotivo ansioso, a partire da una sana alimentazione.

 

I cibi da evitare

Innanzitutto, bisogna sapere che ci sono alimenti che causano l’aumento dell’ansia, perciò è importante fare in modo di non mangiare cibi che contribuiscono allo stato di agitazione.

Quindi, cosa è bene evitare?

I cibi meno indicati sono sicuramente quelli fritti, i carboidrati ad alto indice glicemico, gli zuccheri raffinati e le bevande alcoliche.

Bisogna anche tenere contro del tipo di ansia di cui si soffre. Se si hanno attacchi di panico, possibilmente bisognerebbe evitare il caffè, poiché questa bevanda aumenta la frequenza cardiaca e può, quindi, scatenare un attacco di panico. Se, invece, è un disturbo di ansia generalizzato e legato alla depressione, il caffè può anche avere degli effetti benefici (sempre in dosi moderate).

 

Otto alimenti per curare l’ansia

Vediamo ora gli alimenti che, grazie al loro alto contenuto di vitamine e sostanze nutritive, calmano mente e corpo aumentando l’energia e stabilizzando l’umore.

  • I cereali integrali: si possono trarre molti benefici dagli alimenti a base di cereali integrali, come la pasta di semola di grano duro e il pane. Gli studi hanno dimostrato che i veri cereali integrali (non gli “alimenti integrali” che contengono ingredienti trasformati) fanno molto bene alle persone che soffrono di ansia.

Questi cereali, infatti, regalano una sensazione di tranquillità grazie alla presenza di triptofano, una sostanza che si trasforma in serotonina, l’ormone della “felicità”.

  • Le alghe: come i cereali integrali, sono ricche di nutrienti (magnesio e triptofano) che aiutano a ridurre la sensazione d’ansia, e ne costituiscono una valida alternativa per chi è intollerante al glutine.
  • I mirtilli non sono solamente un frutto delizioso, sono un vero e proprio “super alimento”. Ricchi di vitamine e fitonutrienti (nutrienti vegetali), contengono un’alta percentuale di antiossidanti che allievano lo stress.
  • Le bacche di Acai: sono considerate anch’esse un super cibo, e ultimamente hanno ricevuto una grande quantità di attenzioni dalla stampa. Forse troppa. Sebbene le sue proprietà strabilianti siano state più trovate pubblicitarie mai dimostrate a livello di ricerca scientifica, sono comunque ricche di nutrienti come il mirtillo.
  • Le mandorle: sono un alimento spesso sottovalutato. Esse contengono zinco, nutriente fondamentale per il mantenimento di uno stato d’animo equilibrato, e contengono ferro e grassi insaturi, parte importante di una dieta equilibrata.
  • Il cioccolato: specialmente quello fondente, senza aggiunta di zuccheri o latte, è ottimo in quanto riduce il cortisolo, l’ormone dello stress che provoca i sintomi dell’ansia. Inoltre, alcuni composti al suo interno migliorano l’umore.
  • Radice di Maca: non è esattamente un alimento popolare nei negozi di alimentari delle nostre latitudini, ma distribuita in polvere può essere aggiunta a molti cibi e bevande e si può trovare nei negozi di alimenti naturali. Si ritiene che questa radice abbia più fitonutrienti che qualsiasi altro tipo di frutta e verdura, tra cui magnesio e ferro che servono a controllare l’ansia e a migliorare la salute generale e la forza fisica.
  • Tisana alla valeriana, melissa, passiflora: risultano essere degli ottimi calmanti rilassanti prima di andare a dormire.

 

In conclusione, l’alimentazione può essere una valida alleata contro l’ansia. Questo disturbo, infatti, ha una ricaduta organica molto forte sul nostro organismo, che si traduce in sintomi e in risposte metaboliche ben precise (disturbi digestivi, aumento/perdita di peso). Associando il sostegno emotivo che ci può fornire solo uno specialista a un corretto regime alimentare, possiamo ritrovare il giusto equilibrio psico-fisico.

Combattiamo lo stress mangiando!

Combatti la Stanchezza Primaverile

Stanchezza Primaverile? Ecco alcuni Suggerimenti

Combatti la Stanchezza Primaverile

Perché con l’arrivo della primavera ci sentiamo più stanchi e sonnolenti? Come dare una smossa al nostro orologio biologico? Ecco i nostri consigli per combattere la stanchezza primaverile.

 

Perché in primavera ci sentiamo indeboliti

Le giornate si allungano, la temperatura diventa più mite, l’umore migliora, ma spesso il fisico è molto più stanco. “Colpa” della primavera, che spesso porta con sé un senso di spossatezza generale, accompagnata da un senso di irritabilità e insonnia. Tutti i segnali di quella che gli esperti definiscono “stanchezza primaverile”.

Ecco i sintomi principali che possono manifestarsi.

–          Sonnolenza diurna

–          Affaticamento continuo

–          Mancanza di energia

–          Svogliatezza

–          Difficoltà di concentrazione

–          Perdita dell’appetito

Tale condizione colpisce in media due persone su dieci. Per molte persone questa “strana stanchezza” può durare pochi giorni o per un paio di settimane, per altre invece può protrarsi per parecchio tempo e sembrare non diminuire neppure con il riposo. Paradossalmente, più si dorme, più ci si sente privi di energia.

 

Tanto sonno nella stagione del risveglio

In primavera la natura si riattiva. Allo stesso modo il nostro organismo si risveglia e si verifica un aumento delle funzionalità. Ciò comporta un aumento del consumo di energia che causa questa sensazione di stanchezza.

L’inverno è un periodo di letargo e la scossa di riattivazione dell’organismo non è “indolore”. Se aggiungiamo una dieta abbondante e ricca di grassi, associata alla minore attività sportiva effettuata durante l’inverno, si spiegano le difficoltà che l’organismo ha nel rimettere in moto un corpo carico di tossine.

 

Come superare la stanchezza primaverile

Per far fronte a questo fastidioso malessere, le prima cose a cui dobbiamo prestare attenzione sono due: dieta sana e movimento.Queste, dovrebbero essere abitudini da adottare sempre, ma mai come in questo periodo possono aiutarci a superare il senso di stanchezza. L’attività fisica brucia grassi, elimina le tossine tramite la sudorazione e aumenta la produzione di endorfine capaci di combattere anche lo stress mentale.

Ecco qualche consiglio alimentare che possiamo adottare (e non solo per la primavera!).

  • Bere molta acqua. L’acqua è il veicolo in cui avvengono tutte le reazioni biochimiche: permette l’eliminazione delle tossine e la vita stessa. Ricordiamo sempre che l’acqua non è sostituibile da nessun altro alimento, men che meno da bevande industriali zuccherate!
  • Consumare frutta e verdura freschi. Contengono il cemento della vita: sali minerali, vitamine, antiossidanti e un‘incredibile energia vitale. Inoltre, sono in grado di contrastare l’acidosi.
  • La colazione è il pasto più importante: serve energia, acqua, sali minerali, vitamine, zuccheri e acidi grassi insaturi.
  • Assumere cereali integrali, legumi e mandorle ricchi di vitamine e magnesio. Limitare l’utilizzo di zuccheri raffinati e abolire lo zucchero bianco. Si ricorda che un eccesso di carboidrati (in particolar modo quelli raffinati privi delle vitamine del gruppo B e del magnesio) altera le funzionalità dell’assorbimento intestinale.
  • Utilizzare una grande varietà di spezie: Origano, timo, peperoncino, curcuma. Gli oli essenziali in essi contenuti racchiudono i terpeni, sostanze che bloccano la sintesi del colesterolo e che, quindi, migliorano la circolazione e dei tessuti, donando una sensazione di vitalità.
  • Evitare le sostanze stimolanti che, in realtà, producono l’effetto contrario (caffè, fumo, cibi grassi e fritti).
  • Evitare alcolici: anche l’apporto di bevande alcoliche andrebbe limitato. Un loro uso eccessivo disperde le vitamine e appesantisce il lavoro del fegato.

 

Inoltre:

  • Evitare il sonnellino pomeridiano. Rende sonnolenti nel pomeriggio e posticipa il sonno serale. Evitare anche di dormire troppo: troppo sonno non aiuta a recuperare e rende spesso stanchi e svogliati.
  • Concedersi brevi pause nell’arco della giornata per “staccare” con la mente e con il corpo.

 

In conclusione

Possiamo dire che la stanchezza è sempre un segnale d’allarme che ci manda il nostro organismo: ci avvisa che siamo in una fase di stress fisico o emotivo. Un‘analisi del proprio stile di vita e delle proprie abitudini alimentari è ciò che occorre per ritrovare l’energia e il giusto equilibrio.

 

Per ulteriori informazioni o consigli, siamo sempre a vostra disposizione. Veniteci a trovare anche sulla nostra Pagina Facebook!

Combattere i radicali liberi con l'Alimentazione

Radicali liberi: come combatterli con l’alimentazione

Combattere i radicali liberi con l'Alimentazione

Cosa sono i radicali liberi? E come influiscono sul nostro invecchiamento? Scopriamo come combatterli grazie a un’alimentazione ricca di antiossidanti.

 

Cosa sono e quali sono i fattori di rischio

I radicali liberi sono prodotti di scarto che si formano all’interno delle cellule, sono causa di stress ossidativo e hanno diversi effetti nocivi sul nostro organismo. Sono infatti responsabili di malattie cardiovascolari e degenerative, invecchiamento e calvizie.

In condizioni normali, la produzione di radicali liberi viene bilanciata dagli antiossidanti dell’organismo che in questo modo si trova in una condizione di equilibrio. L’azione dannosa inizia ad avvertirsi quando la concentrazione dei radicali liberi aumenta e i meccanismi antiossidanti non riescono più a contrastarne gli effetti.

Ma cosa causa questa eccessiva produzione di radicali liberi? Riportiamo una sintesi di quelli che sono i fattori responsabili.

–          Stress fisico causato da eccesivo esercizio fisico

–          Stress emotivo

–          Patologie infiammatorie

–          Fumo, droghe, alcol

–          Inquinamento ambientale

–          Farmaci anticoncezionali

–          Raggi ultravioletti

–          Dieta ricca di proteine e grassi polinsaturi

–          Alcuni componenti presenti nei cibi (soprattutto dopo la cottura)

 

Come individuare il livello di radicali liberi nell’organismo

Come possiamo fare per capire se la quantità di radicali liberi e antiossidanti presenti nell’organismo è equilibrata?

Ad oggi basta andare in una qualunque farmacia e richiedere di effettuare un test specifico attraverso un campione di sangue.

–          Fort Test: misura la concentrazione di radicali liberi

–          Ford Test: misura gli antiossidanti nel sangue

I risultati vanno poi comparati. Più alti sono i valori del Fort Test, maggiore è il rischio di stress ossidativo.

 

Contrastiamo i radicali con alimentazione e antiossidanti

Quando il nostro organismo non è più in grado di neutralizzare i radicali liberi, è necessario perciò aiutarlo con alcune sostanze che possono essere assunte tramite l’alimentazione e apportando una serie di sane abitudini alla nostra quotidianità.

Ecco, allora, i principali cibi che ci aiutano nella prevenzione dei temuti radicali.

  • Polifenoli: hanno proprietà antiossidanti, antiallergiche, antivirali e apportano benefici cardiovascolari. Sono presenti nella frutta e nella verdura colorata come cavolo verde, spinaci, peperoni, arance, mirtillo rosso e uva nera.
  • La vitamina C: si trova nella frutta e nella verdura di colore giallo, rosso e verde quali peperoni, radicchio, spinaci, piselli, pomodori, carote, zucca, arance, limoni, fragole, mirtilli. Questa vitamina ha molteplici benefici sull’organismo tra cui la formazione del collagene che aiuta a mantenere la pelle elastica. Rinforza i vasi sanguigni, i muscoli e le ossa, rinforza il sistema immunitario e ha proprietà antiossidanti.
  • La vitamina E: è il miglior antiossidante per i grassi ed è presente negli oli vegetali, nei germi di grano in alcuni ortaggi, nel tuorlo d’uovo e in alcune margarine.
  • La vitamina A: è presente nell’olio di fegato di merluzzo, nel fegato, nel tuorlo d’uovo e nel burro. Viene utilizzata per formare le cellule nervose nella retina, protegge la pelle e contrasta lo stress ossidativo e le infezioni.
  • Sali minerali: oltre al loro potere antiossidante, sono sostanze altamente benefiche che regalano energia. Ecco quali sono i principali e dove possiamo trovarli.
    • Selenio: è presente nella carne, frutti di mare e cereali. Agisce come antiossidante e ed è necessario per le funzioni della tiroide.
    • Zinco: si trova nel fegato, nella carne e nei frutti di mare. È utilizzato per la formazione dell’insulina ed è necessario per la cicatrizzazione della cute.
    • Rame: è utilizzato per produrre energia e per l’anti ossidazione delle cellule delle ossa. Lo si trova nelle ostriche, nei visceri, nel cioccolato, nei legumi secchi e nei cereali integrali.
  • Coenzima Q10: si trova nei cereali, nella soia, nelle noci, nei vegetali ed è un potente antiossidante che ha anche una funzione protettiva per il cuore e per il collagene.
  • Glutatione: protegge i globuli rossi dai pericoli ossidativi ed è utile contro l’invecchiamento cellulare. Si trova nella carne, nel pesce, nella soia, nei cereali e in alcuni vegetali.

Inoltre, per aiutare il nostro corpo a sconfiggere i radicali liberi possiamo:

 

Insomma, anche in questo caso, una sana alimentazione e un ottimo stile di vita restano le armi migliori nella lotta contro i radicali liberi.

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Essere fuori forma non è solo un problema estetico

Quando essere fuori forma non è solo un problema estetico

Essere fuori forma non è solo un problema estetico

È necessario imparare a mangiare per consentire al nostro organismo di funzionare al meglio e garantirci un pieno di salute per il nostro benessere psico-fisico. Oggi vediamo quanto sia importante seguire un’alimentazione equilibrata e un corretto stile di vita e grazie ai quali ritrovare una buona forma fisica.

 

I rischi di uno stile di vita scorretto

Televisione e giornali ci indicano precisi standard femminili e maschili, spesso sbagliati o estremi, con la conseguenza di perdere l’obiettività e assumere abitudini alimentari scorrette. Bisogna infatti sapere che la nostra forma fisica dipende da diversi fattori, come età, sesso, altezza e tipologia corporea. Risulta quindi chiaro come sia necessaria una valutazione soggettiva in base alle proprie caratteristiche personali, non ci si può imporre di modificare il nostro corpo su modelli dettati.

Questa mala informazione e l’assunzione di atteggiamenti e abitudini poco sani, sono la causa principale di una scorretta forma fisica, che andrà a danneggiare il nostro benessere. Infatti, una condizione di sovrappeso o di eccessiva magrezza rappresentano due grossi fattori di rischio per la salute e, pertanto, devono essere considerati con la giusta attenzione.

Essere in sovrappeso costituisce un rischio legato alla possibilità di sviluppare numerose patologietra cui diabete, disturbi al cuore, ipertensione. Nella migliore delle ipotesi si possono verificare danni alla colonna vertebrale e in generale alle articolazioni.

Il caso opposto al sovrappeso è l’eccessiva magrezza. Anche qui sussistono pericoli importanti per la salute: il soggetto sottopeso non introduce energia a sufficienza con gli alimenti, pertanto il suo corpo è costretto a “rubare” l’energia agli organi interni, consumando, per esempio, i muscoli. Spesso queste persone possono andare incontro ad alterazioni ormonali, abbassamento delle difese immunitarie, variazioni d’umore, indebolimento delle ossa.

Ma attenzione, per le persone normopeso la situazione non è necessariamente migliore. Chiunque può andare incontro uno stile di vita scorretto che richiede un intervento mirato e l’apporto di tutti i giusti nutrienti nella propria dieta.

 

Rieducare alla giusta alimentazione

Quando si parla di alimentazione sana, è facile storcere il naso pensando che questa comporti la totale rinuncia ai piccoli piaceri della tavola e associarla all’immagine malinconica di persone che mangiano solo gambi di sedano. Eppure, se si guarda all’etimologia della parola dieta, si comprende subito che non è solo questione di cibo: infatti, dieta deriva dal greco “daita” che significa “stile di vita”. Così fare dieta o, meglio, scegliere un’alimentazione equilibrata ha a che vedere direttamente con la qualità della vita. Dopotutto, nutrirsi non significa solamente soddisfare i bisogni fisiologici del corpo, ma anche godere dello stare a tavola assieme e del il gusto del cibo, che sono decisamente incisivi sul nostro benessere.

Ecco perché una giusta rieducazione alimentare è fondamentale per andare a creare le basi volte al raggiungimento di uno stile di vita “ideale che mirerà all’acquisizione di un equilibrio esteriore e interiore. Per poterlo fare al meglio, è indispensabile affidarsi a uno specialista del settore che saprà correggere l’alimentazione affiancata alla giusta attività fisica. Bandite invece le diete fai da te, le quali potrebbero essere ancora più pericolose di un alterato stato fisico di peso corporeo.

 

Consigli naturali per mangiare bene e tenersi in forma

I ritmi di ogni giorno ci portano a trascurare quello che decidiamo di mangiare. Eppure, basta davvero poco per cominciare ad adottare una dieta equilibrata.

Cominciamo con qualche piccolo accorgimento da seguire senza troppe rinunce e sacrifici.

  • Scegliere la qualità: buttiamo via scatolette, lattine e cartoni. Iniziamo a mangiare cibo vero e sbarazziamoci di tutti i prodotti alimentari trasformati. Inoltre, ridurre l’assunzione di carboidrati semplici come farina bianca e zucchero, poiché è stato riscontrato un possibile legame tra questi e il diabete.
  • Non saltare mai i pasti: partiamo sempre da una sana prima colazione che ci regala tutta l’energia necessaria per affrontare la giornata. Consumare almeno tre pasti equilibrati al giorno evita al nostro organismo di sentire fame e rallentare il nostro metabolismo.
  • Ridurre i latticini: passata l’infanzia, non abbiamo più bisogno di questo alimento. Inoltre, meglio sostituire i formaggi con yogurt e prodotti caseari più magri, da consumare comunque occasionalmente. Preferire invece grandi quantità di verdure a foglia verde, sia cotte che crude, fagioli e pesce, tutti cibi ricchi di calcio.
  • Mangiare molte verdure: ogni pasto dovrebbe essere accompagnato da un piatto di verdure, che devono essere sempre super fresche.
  • Mangiare con consapevolezza: mastichiamo ogni boccone lentamente e soffermandoci sui colori, sugli odori e sul sapore del cibo che si sta ingerendo. Rallentare i ritmi e sbarazzarsi delle distrazioni aiuterà a percepire in tempo reale il senso di sazietà.
  • Imparare a cucinare: mangiare sano significa cambiare il proprio stile di vita e il primo passo per farlo è abolire una volta per tutte i piatti pronti. Imparate a farvi ispirare dal cibo e a far diventare ogni pasto un momento di divertente sperimentazione.

 

Queste sono solo alcune delle sane abitudini che possiamo adottare. Per ottenere un consiglio mirato e ulteriori informazioni, i nostri esperti nutrizionisti sono a vostra disposizione. La salute non aspetta!