esercizi per le braccia

Esercizi per le braccia, tre esercizi da eseguire a casa

Parliamo spesso dell’importanza assunta, in fase di dimagrimento, dall’attività fisica. Una convinzione che ci ha portati a fare di Metodo 3Emme un percorso su più fronti che mira a mantenere e stimolare la massa magra presente, a discapito di quella grassa. Per fare ciò è necessario dedicarsi a sessioni di allenamento periodiche, da fare anche in casa e con moderazione. 

Oggi ci concentriamo su una parte del corpo spesso sottovalutata, soprattutto dalle donne: le braccia. Vediamo tre esercizi che possono essere facilmente replicati a casa propria e che permettono di ottenere buoni risultati se eseguiti con costanza.

Esercizi per le braccia: dimagrire e tonificare allo stesso tempo!

Alzate laterali

Questo semplice esercizio permette di rassodare le spalle, rinforzandole.

In piedi, divaricate leggermente le gambe (tanto quanto la larghezza delle vostre spalle) e cercate di tenere gli addominali contratti per non ondeggiare con la schiena. Tenete le braccia distese lungo i fianchi, con i palmi rivolti verso il pavimento.

A questo punto sollevatele, fino a portarle in linea con le spalle. Mantenete la posizione per tre secondi e riscendete. Potete ripetere il movimento per 15 volte consecutive e fare 2 serie, con una pausa di 30 secondi per permettere il recupero muscolare.

 Tricipiti

Un esercizio per rafforzare i tricipiti, zona critica soprattutto nelle donne.

Assumete la stessa posizione dell’esercizio precedente. Questa volta, però, tenete i palmi delle mani verso l’alto e alzate le braccia all’indietro, fino a quanto riuscite senza avvertire dolore. Questa volta, però, non sarà necessario mantenere la posizione. Anzi, la discesa sarà immediata, una volta raggiunta la massima estensione.

Ripetete questo breve movimento per 15 volte e fate ben 3 serie, rispettando ancora una volta la pausa di almeno 30 secondi tra l’una e l’altra.

Bicipiti

Vediamo ora come tonificare i bicipiti. Un esercizio perfetto anche per gli uomini che può essere reso più intenso utilizzando piccoli pesi oppure oggetti leggeri reperibili in casa (come bottigliette d’acqua da mezzo litro).

Anche questa volta, la posizione delle gambe è la stessa. Le braccia e i palmi, però, vanno distesi frontalmente. Quindi sarà sufficiente sollevare un braccio alla volta, alternandoli, flettendo i gomiti. È molto importante arrivare a una distanza di circa 10 centimetri dalla spalla, senza toccarla.

Questa volta potremo fare 25 movimenti per braccio, limitandoci a 2 ripetizioni.

 

Consigli per tonificare le braccia

Una buona abitudine potrebbe essere quella di dedicarsi a questa sezione di esercizi per le braccia periodicamente, magari 2 o 3 volte la settimana. Potete iniziare evitando sforzi eccessivi per poi aumentare il numero di serie e ripetizioni.

 

Anche il carico potrebbe essere implementato nel tempo. Le prime settimane usate pesi contenuti (mezzo litro, per esempio) ed aumentate progressivamente, senza mai superare il chilo e mezzo. Così vedrete netti miglioramenti e le vostre braccia saranno più toniche e compatte.

 

I benefici del Baobab

I benefici del Baobab in un percoso alimentare

I benefici del Baobab fuori dai confini europei erano già ben noti, ma solo nel luglio 2008 la polpa del frutto di baobab è arrivata a far parte ufficialmente dell’alimentazione del mercato europeo come “Novel Food”.

 

I “Novel Foods” sono quei cibi provenienti da paesi extra-comunitari che necessitano di una valutazione prima di poter essere immessi liberamente sul mercato. Gli studi dei primi anni 2000 hanno confermato, oltre che la massima sicurezza del baobab, anche notevoli effetti benefici per l’organismo.

I principali benefici del Baobab

Le proprietà riconosciute a questa meravigliosa pianta sono: antiossidante – è un coadiuvante delle diete dimagranti – disintossicante epatico con proprietà epatoprotettive – antinfiammatorio e una potentissima azione di sostegno e ricostituente

 

Come si utilizza il baobab

 

Le parti di baobab più utilizzate sono la polpa del frutto e le fogli. Le popolazioni dei luoghi dove il baobab è presente se ne nutrono in modi diversi, anche i semi sono utilizzabili per l’alimentazione e in cucina.

La polpa del frutto si disidrata naturalmente dopo la maturazione e viene ridotta in polvere. Quest’ultima è il formato di questo rimedio naturale che possiamo trovare più facilmente in vendita.

 

Una pianta ricca di fibre alimentari 

Il baobab può ridurre il protrarsi della stitichezza, aumentando la massa fecale, stimolando la peristalsi ed inducendo un senso di sazietà. Uno studio della Nutrition and Health ha infatti dimostrato che l’utilizzo del baobab è utile per ridurre la fame, con possibili effetti positivi sul equilibrio del peso.

Il Baobab è famoso per il suo straordinario potere antiossidante, tra i più elevati presenti in natura. La polpa del Baobab è ricchissima di vitamine, in particolare di vitamina C, la cui presenza può arrivare fino a 300mg ogni 100g di prodotto (circa sette volte quella contenuta nelle arance!). La vitamina C possiede il più alto potere antiossidante fino ad ora conosciuto e, elemento da non trascurare, quella contenuta negli alimenti naturali viene assimilata decisamente meglio di quella delle formulazioni sintetiche.

Inoltre entrambi i componenti permettono una disintossicazione dell’organismo, attivando i processi di smaltimento delle tossine.

 

 Miglioramento della risposta glicemica

 

Uno studio della Nutrition research del 2013 ha evidenziato inoltre un miglioramento della risposta glicemica a seguito del consumo di Adansonia Digitata L. Questo effetto è attribuibile al contenuto di polifenoli presente nel frutto del baobab.

 

Il Ministero della Salute attribuisce ad alcune parti di questa pianta (corteccia, foglie, frutti, radici, semi) una ‘’azione di sostegno e ricostituente’’, ‘’contrasto dei disturbi del ciclo mestruale’’ e ‘’regolazione motilità’’.

La grande tradizione e l’utilizzo di lunga data di questa pianta, ne fanno un rimedio conosciutissimo e per questo sicuro. Date le sue proprietà cicatrizzanti è comunque una pianta da sconsigliare in caso di assunzione di anticoagulanti. 

L’importanza di baobab in un percorso alimentare:

 

Tra le proprietà riconosciute a questa pianta, vi sono inoltre una serie di benefici che ne rendono utile l’utilizzo in un percorso alimentare. Ad esempio: 

  • Benefici per la motilità intestinale ed il sostegno al metabolismo sono indispensabili nel momento in cui la modifica delle abitudini alimentari necessitasse di qualche tempo di adattamento.
  • Protezione e depurazione del fegato è utile per sostenere l’eliminazione delle tossine che può ‘’ingolfare’’ gli organi deputati alla detossificazione.
  • È un frutto energizzante, questa caratteristica è fondamentale durante un percorso alimentare perché permette di affrontare con maggiore energia e buona disposizione le nuove abitudini alimentari.
ACHILLEA LA PIANTA DI APRILE

Achillea: Un cerotto della natura

Se vi state chiedendo perché includere Achillea millefolium, in un percorso alimentare, dobbiamo partire dalle origini, a Castore Durante per l’esattezza, medico e cittadino romano del 1500.

 

Il rimedio di Achille 

Il nome deriva proprio da Achille, in quanto il racconto vuole che l’eroe impiegò la pianta durante l’assedio di Troia per curare le sue ferite. Fu poi Castore Durante, medico romano del 1500 che realizzò una grandissima raccolta di piante medicinali descrivendone aspetto e proprietà chiamato ‘’Herbario Nuovo’’, a descriverne le doti, definendola come un vero e proprio cerotto naturale, in grado di lenire e riparare i tessuti.

 

 Achillea millefoglie e mille proprietà

 

Il Ministero della Salute attribuisce ad alcune parti di questa pianta (capitula e foglie) una ‘’funzione digestiva’’‘’contrasto dei disturbi del ciclo mestruale’’ ‘’regolazione motilità’’, inoltre attribuisce al solo olio essenziale anche una ‘’funzione epatica’’ e ‘’benessere di naso e gola’’.

La grande tradizione e l’utilizzo di lunga data di questa pianta, ne fanno un rimedio conosciutissimo e per questo sicuro. Date le sue proprietà cicatrizzanti è comunque una pianta da sconsigliare in caso di assunzione di anticoagulanti. 

 

Tra i principi attivi responsabili degli effetti positivi di Achillea millefolium troviamo sicuramente l’olio essenziale ricco di cariofillene, flavonoidi, acidi organici, tannini idrolizzabili e cumarine

 

L’importanza di Achillea in un percorso alimentare:

Tra le proprietà di Achillea millefolium è importante ricordare quella come antispasmodico, utile per facilitare i processi digestivi. La sua peculiarità di contrastare la mancanza di appetito e di stimolare la secrezione biliare, rende Achillea un valido aiuto per tutte quelle situazioni in cui l’alimentazione abitudinaria subisce una variazione.

Ogni cambio di abitudine, infatti, prevede un periodo di adattamento che varia da persona a persona.

 

Questo adattamento si può riflettere in qualche piccolo disordine digestivo, per il quale l’aiuto di una pianta polivalente sul sistema digerente come Achillea millefolium può rivelarsi utile.

PIANTA DI MARZO. Cardo Mariano

Il cardo Mariano. Il fratello minore del carciofo

Cynara Cardunculus, è il Cardo Mariano. Il nome latino Cynara lo inserisce nella stessa famiglia, Asteraceae, e nello stesso genere, appunto, Cynara, del carciofo. Potremmo definirlo il suo fratello minore, in quanto meno noto del carciofo, ma non meno importante!

Scopriamo le sue preziose virtù.

Il Cardo Mariano una pianta Mediterranea

Il Cardo cresce molto bene all’ambiente del bacino mediterraneo, rispetto al carciofo viene raccolto nei periodi post-invernali, in quanto sono migliori le sue proprietà organolettiche. Viene anche chiamato per questo il ‘’cugino Nordico del carciofo’’, per la sua migliore attitudine al freddo.

Tra lee varietà italiane più note, nel pieno rispetto del microclima geografico, sono il “gobbo di Monferrato” (coltivato al buio e sotterrato), il cardo alato, il cardo triste, con le cime fiorite di un rosso intenso, il cardo di Bologna, privo di spine e di dimensioni medie, il cardo di Chieri, diffuso in Piemonte, con poche spine e facile da conservare.

 La riscoperta in cucina del Cardo Mariano

Il Cardo non è una pianta amaro, e la pulizia segue fedelmente i passaggi necessari utili nella pulizia del carciofo: acqua con un poco di limone per non annerire la pianta, eliminazione delle coste esterne fibrose. Il vantaggio è che questa pianta non presenta spine.

Si presta benissimo per cotture al vapore, cotture al forno, ed impanature di ogni genere.

 

 I benefici del Cardo:

Il Ministero della Salute italiano attribuisce un buon numero di effetti fisiologici a questa pianta, in particolare alle sue foglie: funzione digestiva e funzione epatica, drenaggio dei liquidi corporei, funzionalità delle vie urinarie e funzionalità articolare. Gli effetti sembrano dovuti ai composti fenolici di cui questa pianta è ricca.

L’acido clorogenico è stato rilevato come il principale composto fenolico seguito dalla già nota cinarina e luteolina.

Alcuni studi evidenziano la capacità dei composti fenolici di contrastare l’insorgenza di ROS, i pericolosi radicali liberi dell’ossigeno, principali fattori di invecchiamento.

Questa capacità potrebbe fare del cardo un’ottima pianta antiossidante. Gli antiossidanti sono molto indicati soprattutto in periodi di stress, quando l’alimentazione non è corretta.

 

L’utilizzo del Cardo Mariano nei percorsi alimentari

 

Stando alle indicazione fornite dal Ministero della Salute, in riferimento a funzioni digestive e funzioni epatiche, capiamo l’importanza che questa pianta  può rivestire durante un percorso alimentare.

 

Durante un percorso di alimentazione consapevole, volto alla perdita del peso o al ritrovamento del benessere, il fegato deve aumentare il proprio lavoro per smaltire gli eccessi accumulati.

Anche le funzioni digestive andranno sostenute, in modo da rendere più semplice il lavoro del fegato stesso e dell’intestino.


Inoltre, favorendo il drenaggio dei liquidi corporei può velocizzare l’eliminazione di sostanze nocive.

La natura ci fornisce tutti gli strumenti per vivere una vita sana e in equilibrio, soprattutto il clima Mediterraneo è responsabile della crescita di queste preziose piante come il Cardo.

Inserire nella nostra alimentazione tutte le varietà proposte è una cosa sana, ancora prima che giusta.

Bocconcini di cernia croccante

Bocconcini di Cernia Croccante

I Bocconcini di Cernia Croccante è un piatto gustoso da preparare se stiamo seguendo la terza e quarta faseMetodo 3EMME.

La cernia è un pesce molto pregiato, con carni compatte e ben digeribili, con un profilo lipidico molto interessante, è ricca infatti di acidi grassi omega-3, protettivi per il cuore e il sistema cardiocircolatorio in genere.  Scegliere la cernia in pescheria è semplicissimo, la prima regola sono le dimensioni, sempre meglio preferire una cernia di piccole dimensioni, attenzione alla colorazione che deve essere viva, le carni sode e compatte e il profumo deve essere delicato e marino.

 

In quale fase del metodo 3EMME si può cucinare questa ricetta?

Fase 3

Fase 4

 

Caratteristiche nutrizionali della ricetta Bocconcini di Cernia Croccante:

  • Pochi carboidrati
  • Senza lattosio
  • Senza zucchero

 

       Ingredienti:

Cernia piccola

Pane grattugiato

Farina di mais

Sale

Pepe

Curcuma

Olio

 

     Procedimento:

  1. Miscelate il pangrattato con la farina di mais, 3 cucchiai di olio evo, la curcuma e il sale e passate i bocconcini di cernia nell’impanatura ottenuta.
  2. Cuocere i bocconcini al forno a 220 °C per circa 10 minuti per lato. Servite i bocconcini spolverando il tutto con il pepe.
  3. Si può servire con qualche erba amara o aromatica (scopri di più sui benefici delle erbe Amare)

 

alimentazione e influenza

Alimentazione e Influenza: perché l’alimentazione può difenderci dai malanni di stagione?

Condurre una vita sana comporta poche semplici regole, ma la differenza può essere sostanziale.

Oltre alla linea perfetta per la prova costume, sapevi che l’alimentazione corretta, il giusto livello di sport e la gestione dei livelli di stress possono difenderci dai malanni di stagione? Vediamo perché: l’influenza stagionale colpisce 5 milioni di italiani ogni anno. Si tratta di un appuntamento ricorrente ad ogni stagione invernale, quello dell’influenza, che costringe a letto milioni di italiani.

Correre ai ripari tramite piante medicinali, infusi e immunomodulanti è sicuramente una buon sostegno per il nostro organismo, ma è possibile difendersi prima di contrarre la classica influenza?

Alimentazione e influenza sono due aspetti più collegati collegati, più di quanto ci immaginiamo. Sembra evidente come una sana alimentazione, l’abitudine di praticare sport anche a bassa intensità e gestire i propri livelli di stress psicofisico possano ridurre la frequenza del problema.

 

 I 3 livelli delle difese immunitarie

 

Pensiamo alle nostre difese immunitarie come 3 livelli:

 

1 – Le barriere fisichepelle, mucose e ph

 

Rappresentano il confine fisico tra il nostro organismo e l’ambiente esterno, mantenere queste barriere al massimo della loro efficienza è il primo passo.

I grassi omega 3, ad esempio, sono utilissimi nel mantenere una pelle in buono stato di salute e contribuiscono alle fisiologiche funzioni della cute. Li possiamo trovare nella frutta secca o nei pesci azzurri di piccola taglia.

Il ph rappresenta un parametro essenziale, per mantenerlo al suo livello di circa 7, è importante preferire cibi alcalinizzanti e concedersi ogni giorno abbondante frutta e verdura anche in centrifughe o estratti, acqua e tisane.

 

2– Le difese aspecifiche  – mediatori di infiammazione

Le difese aspecifiche, come suggerisce la parola, agiscono contro ogni tipologia di insulto che sia un batterio, un virus, una tossina, una ferita o una contusione nella stessa maniera, ovvero con l’infiammazione.

Le difese aspecifiche sono rappresentate infatti da tutte quelle cellule chiamate mediatori di infiammazione, il cui compito è di cercare di arginare il problema ed informare le difese specifiche in modo che possano agire al più presto.

 

3 – Le difese specificheLinfociti B e T

 

Vengono chiamate in causa dalle difese aspecifiche nel momento in cui viene riconosciuto un agente estraneo per il quale sia necessario attivare il sistema immunitario: virus e batteri.

 

Title 2: La comunicazione tra difese aspecifiche e specifiche è fondamentale e deve essere precisa, altrimenti si corre il rischio di causare malattie autoimmuni

 

La malattia autoimmune è una reazione anomala delle difese specifiche nei confronti di agenti di per se innocui. Questo può avvenire se le difese aspecifiche, che dovrebbero riconoscere il nemico e segnalarlo, riconoscono il nemico sbagliato.

 

Alimentazione sana per l’infiammazione controllata.

 

Come è possibile rendere efficiente questo asse di comunicazione tra difese aspecifiche e specifiche?

L’alimentazione sana e la gestione dello stress hanno un effetto particolare, ovvero quello di tenere sotto controllo il livello di infiammazione.

È vero infatti che le difese aspecifiche, i mediatori di infiammazione, sono sempre attivi, si trovano sempre in funzione. Questo meccanismo è del tutto fisiologico, permette al nostro organismo di essere sempre allerta in caso di attacco. Attenzione però! Questo livello di infiammazione deve essere il più basso possibile.

Perché?

Perché se così non fosse, si potrebbe incorrere nel rischio di ipersensibilità, riconoscendo per nemico chi in realtà non lo è.

Controllare questo aspetto permette alle nostre difese immunitarie di essere più efficienti verso i veri patogeni e, dunque, di difenderci al meglio.

 

I Cibi che abbassano l’infiammazione.

 

Olio di oliva EVO

Noci, semi oleosi

Frutta e verdura di stagione

Cereali integrali, legumi

Fibre vegetali

Pesce grasso azzurro e di piccola taglia

La Vera Dieta Mediterranea

Cibi da privilegiare:

Riso integrale, Semi di lino, Orzo fermentato, Portulaca, Curcuma, Zenzero, Frutti di bosco, Borragine, Cipolle, Mele, Uva sultanina, Crocifere, Tè verde, Cioccolato nero, Vitamina D

 La centrale di controllo del sistema immunitario: il microbiota intestinale

 

L’intestino è un organo speciale. Appartiene direttamente ed indirettamente a tutti e 3 i livelli di difesa sopraelencati: è infatti una barriera fisica, perché riceve materiale parzialmente digerito direttamente dall’esterno, partecipa alla difese aspecifica perché la normale flora batterica è associata a astati di infiammazione bassi, viceversa una flora batterica in disbiosi è correlata a stati di alta infiammazione, ed governa in gran parte il nostro sistema immunitario, le difese specifiche.

 

Ritornare alla alimentazione sana è semplice e conveniente. Anche in questo caso il regolare consumo di cibi probiotici, cibi prebiotici e il normale apporto di fibra alimentare contribuiscono a mantenere l’intestino in perfetto equilibrio, denominato eubiosi.

 

cibi alleati contro il freddo

5 alleati contro il freddo, iniziando a combatterlo a tavola

Le temperature rigide dell’inverno possono essere combattute a tavola, per questo abbiamo preparato dei consigli per includere nella vostra dieta cibi e piattiche sono veri e propri alleati contro il freddo.

Il nostro organismo provvede perfettamente al mantenimento di una temperatura corporea confortevole, tramite un meccanismo chiamato termoregolazione. Questo meccanismo è altamente efficiente mantenendo uno stile di vita sano, e non introducendo più calorie o grassi.

 

Primo consiglio: scegliere i cibi ricchi di vitamine

 

Il freddo ed il clima rigido generano stress e rischiano di abbassare il tono dell’umore. Consumare pasti completi e ricchi di vitamine e sali minerali permette di contrastare i disagi dell’inverno.

Consumare ogni giorno vitamina C è un valido aiuto per mantenere le difese immunitarie forti e vigili contro i malanni di stagione, la vitamina C è idrosolubile, ovvero non si deposita e non si accumula nel tessuto adiposo del nostro corpo, proprio per questo, è fondamentale assumerla quotidianamente. Assicurati ogni giorno agrumi e verdure a foglia verde scuro come broccoli, spinaci e cavoli.

 

È importante sfatare il mito per cui il freddo si contrasta aumentando le calorie e i cibi grassi,  vi presentiamo alleati contro il freddo, gustosi e salutari

 

I cibi che riscaldano le serate dopo una giornata di lavoro invernale sono quelli ricchi di antiossidanti e leggeri per la digestione. Infatti una digestione normale ed efficiente permetterà, di conseguenza, una normale ed efficiente termoregolazione. La strategia migliore per vincere il freddo.

 

1 – Minestrone o Vellutata con verdure di stagione, per scoprire cosa offre l’orto nel mese di gennaio leggi la spesa di gennaio.

 

2 – Miele. Le sue virtù antimicrobiche, nutrizionali ed energizzanti potenziano il corpo e lo spirito. Dolce ma senza troppe calorie, è l’ideale per dolcificare infusi o tisane. Ricco di minerali e vitamine come potassio, magnesio, ferro e vitamine A, B, C ed E.

 

3- Noci, Mandorle, Nocciole. Sono ricchi di acidi grassi essenziali ma anche di minerali come il magnesio, il ferro, il rame, il selenio, il manganese o lo zinco. Sono inoltre ottime fonti proteiche vegetali da utilizzare in dolci o insalate.

 

4- Cioccolato fondente. Il cacao fa bene al cuore, migliora i livelli del colesterolo buono, è ricco di antiossidanti ed è ricco di teobromina che innalza i livelli di attenzione, favorisce la concentrazione e allontana il senso di fatica.

 

5- Tisane. Questo alleato contro il freddo in realtà è un insieme di preziose piante indispensabili, in qualsiasi momento della giornata, per mantenere l’organismo sano, idratato e detossificato. Consumate appena pronte ancora fumanti sono l’ideale.

 

Le tisane, oltre ad essere uno dei classici alleti contro il freddo, sono ottime per conciliare il sonno, quelle più adatte sono : Papavero, Tiglio e Passiflora; mentre le tisane per la depurazione del fegato sono: Tarassaco, Curcuma, Menta, Cardo Mariano; ed una tisana per il benessere dello stomaco dovrebbe contentere: Camomilla, Liquirizia, Melissa, Malva.

 

 

Pilates - Ejercicio 3EMME

Pilates, l’esercizio per tornare in forma

Prestare attenzione a tavola nel mese di dicembre è fondamentale. E lo è altrettanto praticare attività fisica, nonostante le giornate inizino ad essere fredde e gli stimoli di uscire all’aria aperta diminuiscano.

Per mantenere la forma a dicembre si può optare per un esercizio indoor, volto alla respirazione e al discioglimento delle tensioni, con notevoli effetti sullo stress, sull’infiammazione e, di conseguenza, sulla linea: il Pilates.

Il metodo Pilates è un sistema di allenamento sviluppato all’inizio del ‘900 da Joseph Pilates, traendo ispirazione dalla discipline orientali quali yoga e Do-in: le pratiche orientali volte all’educazione del diaframma e degli altri muscoli del corpo, ad un movimento consapevole e completo.

Tutti sappiamo riconoscere le tensioni muscolari al collo o alle spalle ma non ci rendiamo conto di quanto il diaframma sia contratto e rigido a causa della nostra scarsa attenzione.

Il Pilates e lo yoga possono essere praticati in posizioni adatte alla propria condizione di corporatura e di peso e costituiscono una risorsa importante anche per chi si muove male, chi non è abituato a fare sport o chi non desidera uscire nelle fredde giornate di dicembre.

L’accumulo di grasso nella zona dell’addome e soprattutto del grasso viscerale, è particolarmente pericoloso proprio perché va a limitare il movimento del diaframma, che è il muscolo da cui dipende una corretta espansione polmonare e ossigenazione del sangue. A lungo andare il diaframma si irrigidisce e di conseguenza, diminuisce la capacità respiratoria, condizionando lo stato di benessere o di salute ma anche la capacità di sfruttare le calorie ingerite con il cibo. Si genera un circolo vizioso che determina l’aumento ulteriore di peso.

Il Pilates o lo yoga possono essere praticati individualmente o in gruppo sotto la guida di un istruttore opportunamente qualificato e certificato.

Ogni persona, seguita in modo opportuno e personalizzato, potrà in breve tempo migliorare la qualità dei movimenti del diaframma e di tutti i muscoli scheletrici ottenendo una notevole diminuzione di dolori, contratture, stanchezza. L’aumento dell’attività respiratoria porterà una migliore ossigenazione del sangue e una maggiore capacità di eliminare il grasso corporeo.

Dog Human Fitness

Dog Human Fitness: Attività fisica assieme al proprio migliore amico a 4 zampe

Conosci il Dog Human Fitness? E’ una nuova disciplina che coniuga l’attività fisica e tutti i benefici correlati ad una vita sana con la condivisione e il divertimento del proprio cane.

Un vero e proprio allenamento a 6 zampe durante il quale possiamo svolgere attività sportiva sia noi che il nostro migliore amico a 4 zampe.

 

Mantenersi in forma divertendosi

 

Nella quotidianità di ogni giorno, e specialmente durante un percorso nutrizionale, l’attività fisica riveste un ruolo fondamentale a livello cardiocircolatorio, a livello massa magra/massa grassa e di salute in generale. Senza dimenticare i benefici che l’attività fisica è capace di portare allo stato psicofisico riducendo lo stress accumulato.

 

Spesso capita che, causa vita frenetica, sia difficile ritagliarsi tempo per praticare attività fisica; o ancora capita che per qualcuno possa risultare noiosa. A questo proposito il Dog Human Fitness si propone di stimolare il padrone a mantenersi in forma, divertendosi assieme al proprio cane, ottenendo in questo modo un duplice effetto: mantenimento della forma ed equilibrio emotivo.

 

 L’Organizzazione Mondiale della Sanità considera l’inattività fisica come il quarto rischio più importante di mortalità

 

Nell’ottica del Dog Human Fitness il nostro amico a 4 zampe permette anche al padrone più sedentario, di essere motivato per essere più attivo, trasformando di fatto l’allenamento classico in un allenamento a 6 zampe.

I risultati di uno studio svolto dall’Università di San Diego presso due importanti cliniche veterinarie e pubblicato sulla rivista Preventive Medicine, dimostrano che il 64% di coloro che portano a spasso il proprio cane, raggiungono senza accorgersene i livelli di attività fisica raccomandati per prevenire le malattie del cuore e della circolazione. Dalla semplice passeggiata, alla corsa al parco o in spiaggia, fino alla cani-cross una sorta di corsa su percorso sterrato in cui cane e padrone corrono uniti tramite un’attrezzatura specifica: cintura, linea e pettorina.

 

Migliorare il rapporto ed aiutare gli animali delle città

 

L’attività fisica giova alla salute del padrone come a quella del cane.

Il fitness assieme al proprio amico a 4 zampe è un utile strumento per rafforzare il rapporto, educando il cane: ad iniziare dal fatto che sta svolgendo un’attività diversa che richiede dunque il rispetto di certe regole come semplicemente mantenere un’andatura costante.

Il Dog Human Fitness può essere ancora più utile per quegli animali di città, dove le uscite all’aria aperta sono sicuramente più limitate rispetto ad altre zone.

 

passeggiate in compagnia

Passeggiate in compagnia: per restare giovani

Una lunga passeggiata è l’ideale per restare giovani e in salute, specie dopo una certa età, meglio ancora se la si fa in compagnia.

Da questa premessa prende le mosse l’iniziativa, appena conclusa, “Ginnastica-mente-Insieme’’ , che ha riscosso molto successo.

L’iniziativa è stata promossa da Assomensana, associazione noprofit di neuropsicologi, in occasione della dodicesima edizione della Settimana di Prevenzione dell’Invecchiamento Mentale (Spim).

L’evento si è svolto in circa 200 città Italiane, in cui si sono svolte camminate di un’ora in compagnia di uno specialista in grado di spiegare come la socializzazione durante l’esercizio fisico sia fondamentale per mantenere in salute il cervello e rallentare il declino cognitivo.

Alzheimer, poche cure ma tante possibilità di prevenzione

I due maggiori fattori di rischio per l’Alzheimer sono sedentarietà e solitudine, protagonisti di prim’ordine anche in malattie cardiovascolari e diabete.

Gli esperti suggeriscono come sia necessario adottare stili di vita corretti per ridurre al minimo il rischio di Alzheimer o ritardare il più possibile l’insorgenza. Ad alimentazione sana e regolare attività fisica si aggiungono anche socializzare, come effettuare esercizi mentali.

 

Gli importanti aspetti psicologici delle passeggiate in compagnia

 

I benefici di una passeggiata in compagnia riguardano anche aspetti psicologici, preziosi soprattutto per le persone più anziane. Oltre ad uno stimolo fondamentale per l’attività fisica, il piacere legato alla compagnia può regolarizzare questa buona abitudine, renderla più attraente e più semplice da fare.

Le passeggiate in compagnia inoltre, liberano la mente e la rendono più leggera, in modo da essere rilassati e di buon umore. Diversi studi dimostrano come camminare nel verde di giardini o prati allontani dai pensieri negativi.

 

Il momento migliore per una lunga passeggiata?

 

Le passeggiate in compagnia devono inevitabilmente tenere conto degli impegni di tutti i partecipanti, e spesso la sera, dopo la giornata lavorativa, si presta alla perfezione.

Dopo una giornata in ufficio sempre seduti, ci sentiamo stanchi; la troppa sedentarietà e il poco movimento possono portare a dolori alla schiena, rallentare il metabolismo ed accentuare problemi articolari, perciò la passeggiata serale può essere una valida soluzione.

Nonostante questo, un ‘altro momento adatto per una lunga passeggiata è la mattina: prima della colazione a stomaco vuoto.

Concentrare l’attività fisica al mattino permette prolungare il digiuno notturno, espletando una detossificazione più efficiente dell’organismo e sfruttando nel modo migliore il livello di cortisolo che risulta alto al mattino presto.

Al rientro dalla passeggiata, una sana colazione a base di frutta fresca e frutta secca con un caffè o tè per iniziare al meglio la giornata.