PIANTA DI MARZO. Cardo Mariano

Il cardo Mariano. Il fratello minore del carciofo

Cynara Cardunculus, è il Cardo Mariano. Il nome latino Cynara lo inserisce nella stessa famiglia, Asteraceae, e nello stesso genere, appunto, Cynara, del carciofo. Potremmo definirlo il suo fratello minore, in quanto meno noto del carciofo, ma non meno importante!

Scopriamo le sue preziose virtù.

Il Cardo Mariano una pianta Mediterranea

Il Cardo cresce molto bene all’ambiente del bacino mediterraneo, rispetto al carciofo viene raccolto nei periodi post-invernali, in quanto sono migliori le sue proprietà organolettiche. Viene anche chiamato per questo il ‘’cugino Nordico del carciofo’’, per la sua migliore attitudine al freddo.

Tra lee varietà italiane più note, nel pieno rispetto del microclima geografico, sono il “gobbo di Monferrato” (coltivato al buio e sotterrato), il cardo alato, il cardo triste, con le cime fiorite di un rosso intenso, il cardo di Bologna, privo di spine e di dimensioni medie, il cardo di Chieri, diffuso in Piemonte, con poche spine e facile da conservare.

 La riscoperta in cucina del Cardo Mariano

Il Cardo non è una pianta amaro, e la pulizia segue fedelmente i passaggi necessari utili nella pulizia del carciofo: acqua con un poco di limone per non annerire la pianta, eliminazione delle coste esterne fibrose. Il vantaggio è che questa pianta non presenta spine.

Si presta benissimo per cotture al vapore, cotture al forno, ed impanature di ogni genere.

 

 I benefici del Cardo:

Il Ministero della Salute italiano attribuisce un buon numero di effetti fisiologici a questa pianta, in particolare alle sue foglie: funzione digestiva e funzione epatica, drenaggio dei liquidi corporei, funzionalità delle vie urinarie e funzionalità articolare. Gli effetti sembrano dovuti ai composti fenolici di cui questa pianta è ricca.

L’acido clorogenico è stato rilevato come il principale composto fenolico seguito dalla già nota cinarina e luteolina.

Alcuni studi evidenziano la capacità dei composti fenolici di contrastare l’insorgenza di ROS, i pericolosi radicali liberi dell’ossigeno, principali fattori di invecchiamento.

Questa capacità potrebbe fare del cardo un’ottima pianta antiossidante. Gli antiossidanti sono molto indicati soprattutto in periodi di stress, quando l’alimentazione non è corretta.

 

L’utilizzo del Cardo Mariano nei percorsi alimentari

 

Stando alle indicazione fornite dal Ministero della Salute, in riferimento a funzioni digestive e funzioni epatiche, capiamo l’importanza che questa pianta  può rivestire durante un percorso alimentare.

 

Durante un percorso di alimentazione consapevole, volto alla perdita del peso o al ritrovamento del benessere, il fegato deve aumentare il proprio lavoro per smaltire gli eccessi accumulati.

Anche le funzioni digestive andranno sostenute, in modo da rendere più semplice il lavoro del fegato stesso e dell’intestino.


Inoltre, favorendo il drenaggio dei liquidi corporei può velocizzare l’eliminazione di sostanze nocive.

La natura ci fornisce tutti gli strumenti per vivere una vita sana e in equilibrio, soprattutto il clima Mediterraneo è responsabile della crescita di queste preziose piante come il Cardo.

Inserire nella nostra alimentazione tutte le varietà proposte è una cosa sana, ancora prima che giusta.

Bocconcini di cernia croccante

Bocconcini di Cernia Croccante

I Bocconcini di Cernia Croccante è un piatto gustoso da preparare se stiamo seguendo la terza e quarta faseMetodo 3EMME.

La cernia è un pesce molto pregiato, con carni compatte e ben digeribili, con un profilo lipidico molto interessante, è ricca infatti di acidi grassi omega-3, protettivi per il cuore e il sistema cardiocircolatorio in genere.  Scegliere la cernia in pescheria è semplicissimo, la prima regola sono le dimensioni, sempre meglio preferire una cernia di piccole dimensioni, attenzione alla colorazione che deve essere viva, le carni sode e compatte e il profumo deve essere delicato e marino.

 

In quale fase del metodo 3EMME si può cucinare questa ricetta?

Fase 3

Fase 4

 

Caratteristiche nutrizionali della ricetta Bocconcini di Cernia Croccante:

  • Pochi carboidrati
  • Senza lattosio
  • Senza zucchero

 

       Ingredienti:

Cernia piccola

Pane grattugiato

Farina di mais

Sale

Pepe

Curcuma

Olio

 

     Procedimento:

  1. Miscelate il pangrattato con la farina di mais, 3 cucchiai di olio evo, la curcuma e il sale e passate i bocconcini di cernia nell’impanatura ottenuta.
  2. Cuocere i bocconcini al forno a 220 °C per circa 10 minuti per lato. Servite i bocconcini spolverando il tutto con il pepe.
  3. Si può servire con qualche erba amara o aromatica (scopri di più sui benefici delle erbe Amare)

 

alimentazione e influenza

Alimentazione e Influenza: perché l’alimentazione può difenderci dai malanni di stagione?

Condurre una vita sana comporta poche semplici regole, ma la differenza può essere sostanziale.

Oltre alla linea perfetta per la prova costume, sapevi che l’alimentazione corretta, il giusto livello di sport e la gestione dei livelli di stress possono difenderci dai malanni di stagione? Vediamo perché: l’influenza stagionale colpisce 5 milioni di italiani ogni anno. Si tratta di un appuntamento ricorrente ad ogni stagione invernale, quello dell’influenza, che costringe a letto milioni di italiani.

Correre ai ripari tramite piante medicinali, infusi e immunomodulanti è sicuramente una buon sostegno per il nostro organismo, ma è possibile difendersi prima di contrarre la classica influenza?

Alimentazione e influenza sono due aspetti più collegati collegati, più di quanto ci immaginiamo. Sembra evidente come una sana alimentazione, l’abitudine di praticare sport anche a bassa intensità e gestire i propri livelli di stress psicofisico possano ridurre la frequenza del problema.

 

 I 3 livelli delle difese immunitarie

 

Pensiamo alle nostre difese immunitarie come 3 livelli:

 

1 – Le barriere fisichepelle, mucose e ph

 

Rappresentano il confine fisico tra il nostro organismo e l’ambiente esterno, mantenere queste barriere al massimo della loro efficienza è il primo passo.

I grassi omega 3, ad esempio, sono utilissimi nel mantenere una pelle in buono stato di salute e contribuiscono alle fisiologiche funzioni della cute. Li possiamo trovare nella frutta secca o nei pesci azzurri di piccola taglia.

Il ph rappresenta un parametro essenziale, per mantenerlo al suo livello di circa 7, è importante preferire cibi alcalinizzanti e concedersi ogni giorno abbondante frutta e verdura anche in centrifughe o estratti, acqua e tisane.

 

2– Le difese aspecifiche  – mediatori di infiammazione

Le difese aspecifiche, come suggerisce la parola, agiscono contro ogni tipologia di insulto che sia un batterio, un virus, una tossina, una ferita o una contusione nella stessa maniera, ovvero con l’infiammazione.

Le difese aspecifiche sono rappresentate infatti da tutte quelle cellule chiamate mediatori di infiammazione, il cui compito è di cercare di arginare il problema ed informare le difese specifiche in modo che possano agire al più presto.

 

3 – Le difese specificheLinfociti B e T

 

Vengono chiamate in causa dalle difese aspecifiche nel momento in cui viene riconosciuto un agente estraneo per il quale sia necessario attivare il sistema immunitario: virus e batteri.

 

Title 2: La comunicazione tra difese aspecifiche e specifiche è fondamentale e deve essere precisa, altrimenti si corre il rischio di causare malattie autoimmuni

 

La malattia autoimmune è una reazione anomala delle difese specifiche nei confronti di agenti di per se innocui. Questo può avvenire se le difese aspecifiche, che dovrebbero riconoscere il nemico e segnalarlo, riconoscono il nemico sbagliato.

 

Alimentazione sana per l’infiammazione controllata.

 

Come è possibile rendere efficiente questo asse di comunicazione tra difese aspecifiche e specifiche?

L’alimentazione sana e la gestione dello stress hanno un effetto particolare, ovvero quello di tenere sotto controllo il livello di infiammazione.

È vero infatti che le difese aspecifiche, i mediatori di infiammazione, sono sempre attivi, si trovano sempre in funzione. Questo meccanismo è del tutto fisiologico, permette al nostro organismo di essere sempre allerta in caso di attacco. Attenzione però! Questo livello di infiammazione deve essere il più basso possibile.

Perché?

Perché se così non fosse, si potrebbe incorrere nel rischio di ipersensibilità, riconoscendo per nemico chi in realtà non lo è.

Controllare questo aspetto permette alle nostre difese immunitarie di essere più efficienti verso i veri patogeni e, dunque, di difenderci al meglio.

 

I Cibi che abbassano l’infiammazione.

 

Olio di oliva EVO

Noci, semi oleosi

Frutta e verdura di stagione

Cereali integrali, legumi

Fibre vegetali

Pesce grasso azzurro e di piccola taglia

La Vera Dieta Mediterranea

Cibi da privilegiare:

Riso integrale, Semi di lino, Orzo fermentato, Portulaca, Curcuma, Zenzero, Frutti di bosco, Borragine, Cipolle, Mele, Uva sultanina, Crocifere, Tè verde, Cioccolato nero, Vitamina D

 La centrale di controllo del sistema immunitario: il microbiota intestinale

 

L’intestino è un organo speciale. Appartiene direttamente ed indirettamente a tutti e 3 i livelli di difesa sopraelencati: è infatti una barriera fisica, perché riceve materiale parzialmente digerito direttamente dall’esterno, partecipa alla difese aspecifica perché la normale flora batterica è associata a astati di infiammazione bassi, viceversa una flora batterica in disbiosi è correlata a stati di alta infiammazione, ed governa in gran parte il nostro sistema immunitario, le difese specifiche.

 

Ritornare alla alimentazione sana è semplice e conveniente. Anche in questo caso il regolare consumo di cibi probiotici, cibi prebiotici e il normale apporto di fibra alimentare contribuiscono a mantenere l’intestino in perfetto equilibrio, denominato eubiosi.

 

cibi alleati contro il freddo

5 alleati contro il freddo, iniziando a combatterlo a tavola

Le temperature rigide dell’inverno possono essere combattute a tavola, per questo abbiamo preparato dei consigli per includere nella vostra dieta cibi e piattiche sono veri e propri alleati contro il freddo.

Il nostro organismo provvede perfettamente al mantenimento di una temperatura corporea confortevole, tramite un meccanismo chiamato termoregolazione. Questo meccanismo è altamente efficiente mantenendo uno stile di vita sano, e non introducendo più calorie o grassi.

 

Primo consiglio: scegliere i cibi ricchi di vitamine

 

Il freddo ed il clima rigido generano stress e rischiano di abbassare il tono dell’umore. Consumare pasti completi e ricchi di vitamine e sali minerali permette di contrastare i disagi dell’inverno.

Consumare ogni giorno vitamina C è un valido aiuto per mantenere le difese immunitarie forti e vigili contro i malanni di stagione, la vitamina C è idrosolubile, ovvero non si deposita e non si accumula nel tessuto adiposo del nostro corpo, proprio per questo, è fondamentale assumerla quotidianamente. Assicurati ogni giorno agrumi e verdure a foglia verde scuro come broccoli, spinaci e cavoli.

 

È importante sfatare il mito per cui il freddo si contrasta aumentando le calorie e i cibi grassi,  vi presentiamo alleati contro il freddo, gustosi e salutari

 

I cibi che riscaldano le serate dopo una giornata di lavoro invernale sono quelli ricchi di antiossidanti e leggeri per la digestione. Infatti una digestione normale ed efficiente permetterà, di conseguenza, una normale ed efficiente termoregolazione. La strategia migliore per vincere il freddo.

 

1 – Minestrone o Vellutata con verdure di stagione, per scoprire cosa offre l’orto nel mese di gennaio leggi la spesa di gennaio.

 

2 – Miele. Le sue virtù antimicrobiche, nutrizionali ed energizzanti potenziano il corpo e lo spirito. Dolce ma senza troppe calorie, è l’ideale per dolcificare infusi o tisane. Ricco di minerali e vitamine come potassio, magnesio, ferro e vitamine A, B, C ed E.

 

3- Noci, Mandorle, Nocciole. Sono ricchi di acidi grassi essenziali ma anche di minerali come il magnesio, il ferro, il rame, il selenio, il manganese o lo zinco. Sono inoltre ottime fonti proteiche vegetali da utilizzare in dolci o insalate.

 

4- Cioccolato fondente. Il cacao fa bene al cuore, migliora i livelli del colesterolo buono, è ricco di antiossidanti ed è ricco di teobromina che innalza i livelli di attenzione, favorisce la concentrazione e allontana il senso di fatica.

 

5- Tisane. Questo alleato contro il freddo in realtà è un insieme di preziose piante indispensabili, in qualsiasi momento della giornata, per mantenere l’organismo sano, idratato e detossificato. Consumate appena pronte ancora fumanti sono l’ideale.

 

Le tisane, oltre ad essere uno dei classici alleti contro il freddo, sono ottime per conciliare il sonno, quelle più adatte sono : Papavero, Tiglio e Passiflora; mentre le tisane per la depurazione del fegato sono: Tarassaco, Curcuma, Menta, Cardo Mariano; ed una tisana per il benessere dello stomaco dovrebbe contentere: Camomilla, Liquirizia, Melissa, Malva.

 

 

Pilates - Ejercicio 3EMME

Pilates, l’esercizio per tornare in forma

Prestare attenzione a tavola nel mese di dicembre è fondamentale. E lo è altrettanto praticare attività fisica, nonostante le giornate inizino ad essere fredde e gli stimoli di uscire all’aria aperta diminuiscano.

Per mantenere la forma a dicembre si può optare per un esercizio indoor, volto alla respirazione e al discioglimento delle tensioni, con notevoli effetti sullo stress, sull’infiammazione e, di conseguenza, sulla linea: il Pilates.

Il metodo Pilates è un sistema di allenamento sviluppato all’inizio del ‘900 da Joseph Pilates, traendo ispirazione dalla discipline orientali quali yoga e Do-in: le pratiche orientali volte all’educazione del diaframma e degli altri muscoli del corpo, ad un movimento consapevole e completo.

Tutti sappiamo riconoscere le tensioni muscolari al collo o alle spalle ma non ci rendiamo conto di quanto il diaframma sia contratto e rigido a causa della nostra scarsa attenzione.

Il Pilates e lo yoga possono essere praticati in posizioni adatte alla propria condizione di corporatura e di peso e costituiscono una risorsa importante anche per chi si muove male, chi non è abituato a fare sport o chi non desidera uscire nelle fredde giornate di dicembre.

L’accumulo di grasso nella zona dell’addome e soprattutto del grasso viscerale, è particolarmente pericoloso proprio perché va a limitare il movimento del diaframma, che è il muscolo da cui dipende una corretta espansione polmonare e ossigenazione del sangue. A lungo andare il diaframma si irrigidisce e di conseguenza, diminuisce la capacità respiratoria, condizionando lo stato di benessere o di salute ma anche la capacità di sfruttare le calorie ingerite con il cibo. Si genera un circolo vizioso che determina l’aumento ulteriore di peso.

Il Pilates o lo yoga possono essere praticati individualmente o in gruppo sotto la guida di un istruttore opportunamente qualificato e certificato.

Ogni persona, seguita in modo opportuno e personalizzato, potrà in breve tempo migliorare la qualità dei movimenti del diaframma e di tutti i muscoli scheletrici ottenendo una notevole diminuzione di dolori, contratture, stanchezza. L’aumento dell’attività respiratoria porterà una migliore ossigenazione del sangue e una maggiore capacità di eliminare il grasso corporeo.

Dog Human Fitness

Dog Human Fitness: Attività fisica assieme al proprio migliore amico a 4 zampe

Conosci il Dog Human Fitness? E’ una nuova disciplina che coniuga l’attività fisica e tutti i benefici correlati ad una vita sana con la condivisione e il divertimento del proprio cane.

Un vero e proprio allenamento a 6 zampe durante il quale possiamo svolgere attività sportiva sia noi che il nostro migliore amico a 4 zampe.

 

Mantenersi in forma divertendosi

 

Nella quotidianità di ogni giorno, e specialmente durante un percorso nutrizionale, l’attività fisica riveste un ruolo fondamentale a livello cardiocircolatorio, a livello massa magra/massa grassa e di salute in generale. Senza dimenticare i benefici che l’attività fisica è capace di portare allo stato psicofisico riducendo lo stress accumulato.

 

Spesso capita che, causa vita frenetica, sia difficile ritagliarsi tempo per praticare attività fisica; o ancora capita che per qualcuno possa risultare noiosa. A questo proposito il Dog Human Fitness si propone di stimolare il padrone a mantenersi in forma, divertendosi assieme al proprio cane, ottenendo in questo modo un duplice effetto: mantenimento della forma ed equilibrio emotivo.

 

 L’Organizzazione Mondiale della Sanità considera l’inattività fisica come il quarto rischio più importante di mortalità

 

Nell’ottica del Dog Human Fitness il nostro amico a 4 zampe permette anche al padrone più sedentario, di essere motivato per essere più attivo, trasformando di fatto l’allenamento classico in un allenamento a 6 zampe.

I risultati di uno studio svolto dall’Università di San Diego presso due importanti cliniche veterinarie e pubblicato sulla rivista Preventive Medicine, dimostrano che il 64% di coloro che portano a spasso il proprio cane, raggiungono senza accorgersene i livelli di attività fisica raccomandati per prevenire le malattie del cuore e della circolazione. Dalla semplice passeggiata, alla corsa al parco o in spiaggia, fino alla cani-cross una sorta di corsa su percorso sterrato in cui cane e padrone corrono uniti tramite un’attrezzatura specifica: cintura, linea e pettorina.

 

Migliorare il rapporto ed aiutare gli animali delle città

 

L’attività fisica giova alla salute del padrone come a quella del cane.

Il fitness assieme al proprio amico a 4 zampe è un utile strumento per rafforzare il rapporto, educando il cane: ad iniziare dal fatto che sta svolgendo un’attività diversa che richiede dunque il rispetto di certe regole come semplicemente mantenere un’andatura costante.

Il Dog Human Fitness può essere ancora più utile per quegli animali di città, dove le uscite all’aria aperta sono sicuramente più limitate rispetto ad altre zone.

 

passeggiate in compagnia

Passeggiate in compagnia: per restare giovani

Una lunga passeggiata è l’ideale per restare giovani e in salute, specie dopo una certa età, meglio ancora se la si fa in compagnia.

Da questa premessa prende le mosse l’iniziativa, appena conclusa, “Ginnastica-mente-Insieme’’ , che ha riscosso molto successo.

L’iniziativa è stata promossa da Assomensana, associazione noprofit di neuropsicologi, in occasione della dodicesima edizione della Settimana di Prevenzione dell’Invecchiamento Mentale (Spim).

L’evento si è svolto in circa 200 città Italiane, in cui si sono svolte camminate di un’ora in compagnia di uno specialista in grado di spiegare come la socializzazione durante l’esercizio fisico sia fondamentale per mantenere in salute il cervello e rallentare il declino cognitivo.

Alzheimer, poche cure ma tante possibilità di prevenzione

I due maggiori fattori di rischio per l’Alzheimer sono sedentarietà e solitudine, protagonisti di prim’ordine anche in malattie cardiovascolari e diabete.

Gli esperti suggeriscono come sia necessario adottare stili di vita corretti per ridurre al minimo il rischio di Alzheimer o ritardare il più possibile l’insorgenza. Ad alimentazione sana e regolare attività fisica si aggiungono anche socializzare, come effettuare esercizi mentali.

 

Gli importanti aspetti psicologici delle passeggiate in compagnia

 

I benefici di una passeggiata in compagnia riguardano anche aspetti psicologici, preziosi soprattutto per le persone più anziane. Oltre ad uno stimolo fondamentale per l’attività fisica, il piacere legato alla compagnia può regolarizzare questa buona abitudine, renderla più attraente e più semplice da fare.

Le passeggiate in compagnia inoltre, liberano la mente e la rendono più leggera, in modo da essere rilassati e di buon umore. Diversi studi dimostrano come camminare nel verde di giardini o prati allontani dai pensieri negativi.

 

Il momento migliore per una lunga passeggiata?

 

Le passeggiate in compagnia devono inevitabilmente tenere conto degli impegni di tutti i partecipanti, e spesso la sera, dopo la giornata lavorativa, si presta alla perfezione.

Dopo una giornata in ufficio sempre seduti, ci sentiamo stanchi; la troppa sedentarietà e il poco movimento possono portare a dolori alla schiena, rallentare il metabolismo ed accentuare problemi articolari, perciò la passeggiata serale può essere una valida soluzione.

Nonostante questo, un ‘altro momento adatto per una lunga passeggiata è la mattina: prima della colazione a stomaco vuoto.

Concentrare l’attività fisica al mattino permette prolungare il digiuno notturno, espletando una detossificazione più efficiente dell’organismo e sfruttando nel modo migliore il livello di cortisolo che risulta alto al mattino presto.

Al rientro dalla passeggiata, una sana colazione a base di frutta fresca e frutta secca con un caffè o tè per iniziare al meglio la giornata.

La spesa di ottobre

La spesa di Ottobre

L’orto di ottobre è generoso, scopriamo gli alimenti che non possono mancare sulle nostre tavole per un mese denso di impegni che inizia a vedere il vero cambio di temperature dell’autunno.

Infatti, la spesa di ottobre deve essere ricca di cibi che sostengano l’umore e le energie ed anche il sistema immunitario, onde evitare i primi malanni di stagione.

 

Funghi, castagne, cachi, melagrane, uva, cosa offre la natura di ottobre.

 

Ottobre è il mese migliore per la raccolta funghi negli Appennini: porcini, ultimi porcini estatini, russole (o colombine) e sanguinelli fanno da padroni. In ottobre si possono poi trovare i deliziosi cimballi, con la loro carne bianca e compatta che piace davvero a tanti.

Tutti i funghi sono ricchi di beta-glucani e polisaccaridi, ideali per rinforzare il sistema immunitario e favorire un trofismo sano dei batteri intestinali. Un grande classico come il risotto con i funghi può essere un ottimo piatto leggero, perché privo di glutine, ma nutriente.

 

I frutti caratteristici che descrivono al meglio il cambio di stagione sono le castagne: da assaporare arrostite o lesse, o da utilizzare in una dolce marmellata, e i cachi utili per eliminare le tossine, grazie ai minerali presenti che aiutano il fegato a mantenersi sano ed hanno effetto diuretico; I cachi sono utili per l’intestino, essendo ricchi di fibre contribuiscono a migliorare la regolarità intestinale. Attenzione a non esagerare: è infatti un frutto ricco di zucchero, non adatto a chi soffre di diabete o glicemia borderline.

 

 Il potere antiossidante di uva e melograno ed i punti ORAC

 

Lo stress ossidativo si traduce nell’aumento dei radicali liberi, questa condizione è il fattore decisivo nell’insorgenza di malattie ed invecchiamento.

L’orto di ottobre regala due fantastici alleati contro lo stress ossidativo come uva e melograno.

Due tra i migliori antiossidanti naturali classificati per il loro punteggio ORAC: Oxygen Radical Absorbance Capacity.

Si è dimostrato che attraverso il consumo di elevate quantità di frutta e verdura ad alto punteggio ORAC si può rallentare il processo di invecchiamento del corpo e della mente, e questo si traduce in un consiglio pratico: mangiare ogni giorno nove porzioni di alimenti diversi scelti tra quelli a più alto punteggio ORAC, in modo da totalizzare 5000 punti ORAC al giorno.

In questo caso è importante preservare le molecole antiossidanti presenti in frutta e verdura, cercando di cuocere poco la verdura, meglio se a vapore: la cottura tende a distruggere gli antiossidanti.

tavola orac

La verdura che non può mancare per la spesa di ottobre

 

La stagionalità di inizio autunno offre verdure per tutti i gusti e colori: bietola, cavolfiore, cavolo cappuccio, cavolo verza, cicoria, cipolla, coste, erbette, fagioli, funghi, finocchi, indivia, lattuga, patate, porro, radicchio, rafano, rapa, ravanello, rucola, scorzonera, sedano, sedano rapa, spinaci, topinambur, valerianella, zucca.

La zucca è l’ortaggio più giusto da mettere nel carrello della spesa di ottobre e al di là di Halloween, le occasioni di servire piatti a base di zucca sono tantissime.

La raccolta avviene tra settembre e novembre e ha in ottobre la sua massima espressione.

Tra le ricette a base di zucca non si possono non citare i tortelli ripieni da condire con Olio Extra Vergine di Oliva e salvia. La zucca può essere inoltre ingrediente di altre composizioni come vellutate, torte (salate e dolci, indifferentemente) e muffin, da arricchire sempre con semi a piacimento.

 

Vuoi seminare qualcosa in giardino o balcone per avere verdura biologica a kilometro zero?

 

Dedicarsi ad un piccolo orto di casa, in giardino o balcone, è un ottima soluzione per staccare qualche momento dalla vita frenetica e portare sulla tavola verdure biologiche ed a kilometro zero.

Fin da settembre è possibile seminare nell’orto ravanelli, lattuga, cipolle, carote, cavolo, porro, cime di rapa e aglio rosa. Sono piante resistenti anche alle basse temperature, anche se è importante proteggerle nei momenti di freddo intenso: sarà sufficiente coprire le piantine con teli specifici, anche biodegradabili.

È possibile seminare anche diverse erbe aromatiche quali: erba cipollina, alloro, origano, salvia, timo, menta e rosmarino.

Anche il pescato ha la sua stagionalità: i pesci migliori di ottobre

Al supermercato siamo abituati a trovare sempre sul banco tutte le specie di pesce. Questo accade perché spesso si tratta di prodotti importati da mari diversi da quelli locali.

Per pesce di stagione si intende un pesce che in un determinato periodo è ampiamente disponibile nei mari che circondano l’Italia e non è in fase riproduttiva.  Evitare di pescare pesci in fase riproduttiva permette di non interrompere il ciclo vitale e la proliferazione della specie per non diminuire la sua disponibilità nelle stagioni future.

I pesci migliori per ottobre, ma anche per i mesi autunnali, sono: Alalunga, Spigola, Triglia, Rombo chiodato, Gallinella, Lampuga, ai quali si possono aggiungere pesci presenti tutto l’anno come: Cefalo, Mormora, Zerro, Occhiata.

Gastrite nervosa

Gastrite e reflusso di origine nervosa

‘’Una fiamma che divampa e mangia’’. Così viene descritto il tipico bruciore della gastrite, una vera e propria infiammazione della mucosa gastrica.

 

I fastidi legati alla gastrite e l’aspetto psicosomatico legato allo stress

 

Sebbene sia asintomatica nel 50% dei casi, è un problema molto comune caratterizzato da bruciore epigastrico, digestione lenta e difficoltosa, nausea, eruttazioni e vomito.

Un altro dei sintomi più comuni è la cosiddetta dispepsia, cioè disturbi della digestione come il senso di pienezza post prandiale che può pregiudicare la piacevolezza del pasto.

Secondo l’antica medicina cinese lo stomaco ha come riferimento nelle emozioni la preoccupazione, i pensieri tormentati, non a caso lo stress è un fattore di rischio della gastrite. In generale, ingoiare bocconi amari, chiudersi in se stessi, tenere tutto sotto controllo, sono gli atteggiamenti che incendiano lo stomaco, causando gastrite nervosa e reflusso.

ATTENZIONE PERCHÈ: i dolori allo stomaco sono correlati a una causa comune di patologia gastrica e cardiaca, ossia lo stress, sebbene la gastrite sia la più frequente, alcuni segnali, come ad esempio il rapporto con l’attività fisica, suggeriscono di rivolgersi allo specialista per gli opportuni approfondimenti diagnostici. È noto come i problemi allo stomaco siano annoverati tra i fattori di rischio cardiovascolari.

 

La gastrite può essere calmata o risolta applicando alcune variazioni nelle abitudini alimentari

 

In molti casi è necessario trovare il problema recondito che determina lo stress, il primo passo per ridurre il livello di infiammazione cronica può essere adattare il proprio ritmo biologico a bassi livelli di stress svolgendo regolare attività fisica al mattino, effettuare una leggera restrizione calorica in una finestra alimentare precisa e riservando le ore serali a qualche momento di meditazione e spegnendo dispositivi o tv almeno 2 ore prima di coricarsi.

Gli altri fattori chiave per contrastare la gastrite sono l’eliminazione del fumo e una riduzione drastica del consumo di alcol; una giusta, ma non stressante attività fisica, evitando l’abuso di farmaci, curando il sonno e gestendo al meglio l’alimentazione, eliminando grassi e fritti.

 

La gastrite nervosa si vince distraendosi

Pensare alle attività che rilassano di più, come un hobby o uno sport, e cercare di attuarle il più frequentemente possibile permette di scaricare tutto il nervosismo accumulato al lavoro o nella vita privata.

Camminare a ritmo regolare, correre, fare ginnastica, andare in bicicletta o anche ballare, ad esempio, sono tutte discipline che stimolano la mente e i muscoli, allentando la morsa dei pensieri. L’attività fisica in questi casi non deve essere troppo intensa per evitare di ottenere l’effetto contrario.

 

Alcuni suggerimenti a tavola

 

Dalla persona soggetta a gastrite vengono tollerate molto bene le verdure crude come carote e finocchi con le quali si può iniziare il pasto visto che contengono enzimi digestivi di cui spesso chi soffre di gastrite ha bisogno.

Oltre i cibi da evitare, sono importanti due accorgimenti da seguire a tavola: il primo consiste nel ridurre le quantità di cibo ad ogni pasto, introducendo uno spuntino a metà mattina e uno a metà pomeriggio. In linea con la leggera restrizione calorica di cui parlavamo prima.

Il secondo invece è evitare di cenare troppo tardi, l’ideale sarebbe consumare l’ultimo pasto della giornata almeno 4 ore prima di andare a letto, lasciando così tutto il tempo necessario allo stomaco di effettuare i suoi compiti nel processo della digestione ed avvicinarsi al momento del sonno il più leggeri possibile.

 

Dopo cena un infuso di zenzero e curcuma con una scorza di limone

 

Altri rimedi li troviamo in quelle piante con proprietà lenitive come la calendula, la camomilla, la melissa in forma di infusi o lo zenzero sempre in forma di infuso che aiuta la digestione.

La melissa, è conosciuta come uno dei rimedi naturali per la gastrite nervosa, la melissa dona sollievo grazie alle sue proprietà sedative, ansiolitiche, spasmolitiche e digestive. Il consiglio è mettere in infusione, in acqua bollente, le foglie essiccate. Dopo almeno 15 minuti, filtrate la bevanda ancora calda, rimuovendo i residui della pianta.

Le droghe mucillaginose, come altea, acido alginico, malva ed aloe dalle proprietà gastroprotettive devono questa proprietà proprio al contenuto di mucillagini: polisaccaridi che a contatto con l’acqua formano una sorta di gel protettivo in grado di limitare l’insulto degli acidi sulle pareti gastriche.

L’aloe nello specifico ha un’azione antinfiammatoria. Il gel di aloe vera rigenera le mucose gastriche grazie alle sue fibre di collagene. Grazie all’azione antidolorifica favorita dall’allantoina, e al suo effetto antinfiammatorio e antimicrobico, con l’aloe riusciremo anche ad alleviare i sintomi di questo disturbo e a trovare un po’ di sollievo.

i rimedi per la stitichezza

I rimedi per la stitichezza

La stitichezza è una condizione molto comune caratterizzata da un rallentamento del transito intestinale delle feci , causando problemi di evacuazione. La frequenza normale può variare da una volta al giorno per l’uomo a quattro volte a settimana per la donna.

Come riconoscere la Stitichezza?

La stitichezza è il rallentamento del transito intestinale e comunemente si riferisce a evacuazioni poco frequenti, ma può anche riferirsi ad una diminuzione del volume o del peso delle feci, la necessità di sforzarsi per poter evacuare, un senso di evacuazione incompleta, o la necessità dell’utilizzo di clisteri, supposte o lassativi al fine di mantenere la regolarità intestinale.

Meno di due evacuazioni a settimana oppure almeno due dei sopracitati disturbi in almeno il 25% delle evacuazioni: sono chiari segnali che possono definire anche clinicamente la stipsi.

Prevalentemente affare dei paesi occidentali, frequente nel genere femminile (rapporto M:F pari a 1:4) e nella popolazione sopra i 65 anni di età, le abitudini intestinali sono influenzate dalla dieta. Nei paesi industrializzati la dieta in media include da 12 a 15 grammi di fibre al giorno, nonostante siano dai 25 ai 30 grammi al giorno di fibre le dosi raccomandate per una corretta funzione intestinale. Mangiare cibi ad alto contenuto di fibre, tra cui la crusca, grano macinato, pane integrale e alcuni tipi di frutta e verdura, contribuisce a fornire la giusta quantità di fibre.

 

Anche l’esercizio fisico influisce positivamente sul funzionamento del colon.

 

Perché succede? Quali sono le cause della stitichezza?

Tra le diverse cause della stitichezza, talvolta simultanee, compreso l’inadeguato apporto giornaliero di fibre e liquidi, uno stile di vita sedentario, e cambiamenti ambientali. Il transito intestinale può essere rallentato dai viaggi, dalla gravidanza o dai cambiamenti nella dieta. Dallo stress in generale e in alcune persone inoltre può derivare dal reiterato comportamento di ignorare lo stimolo ad andare di corpo.

 

Cause più gravi di stitichezza invece includono patologie espansive che possono restringere il lume del colon. E’ pertanto consigliabile chiedere il parere di un chirurgo colo-rettale quando la stitichezza persiste.

Inoltre molti farmaci tra cui antidolorifici, antidepressivi, tranquillanti e altri farmaci psichiatrici, i farmaci per il controllo della pressione sanguigna, i diuretici e l’alluminio contenuto negli antiacidi, possono rallentare il movimento del colon e peggiorare la stipsi.

Il comune denominatore di tutte le cause di stitichezza è la disbiosi intestinale: ovvero l’alterazione della normale flora batterica concausa e conseguenza stessa del fenomeno della stitichezza.

Un intestino sano è sinonimo di un transito regolare e di una vita sana.

I rischi della stitichezza

La stitichezza conclamata può essere un fattore di rischio importante per diverse patologie. Ma è bene prestare attenzione anche alla stitichezza occasionale perché potrebbe essere il primo campanello d’allarme.

Uno studio coordinato tra Giappone e Stati Uniti ha rilevato come i pazienti con costipazione avevano una mortalità per tutte le cause più alta del 12% rispetto ai pazienti senza costipazione, questa relazione è apparsa analoga anche nei pazienti che facevano uso di lassativi.

Le due parti anatomiche che soffrono maggiormente le conseguenze della stitichezza sono il colon e il cuore.

 

La stitichezza infatti è tra i primi fattori di rischio per il tumore al colon ed aumenta statisticamente il rischio cardiovascolare.

Poiché molti fattori che predispongono alla costipazione sono anche fattori di rischio per le malattie cardiovascolari uno studio pubblicato su The American journal of Medicine ha indagato su questa associazione osservando quasi 94.000 donne e concludendo come, in caso di stitichezza grave, il rischio cardiovascolare aumenti del 23% 

 

Cosa fare per sbloccarsi? I rimedi per la stitichezza

Esistono diverse strategie per sbloccare una situazione di stipsi occasionale: in primis, avere un intestino in salute scegliendo un probiotico adatto e arricchendo la dieta di prebiotici, ovvero quelle fibre indigeribili per l’uomo, ma digeribili per la flora batterica, in questo modo verrà stimolata la crescita selettiva dei batteri buoni.

Un probiotico molto utile in questa occasione può essere  a base di estratto di finocchio in grado di favorire il transito intestinale e lactobacillus acidophilus che colonizza la prima parte dell’intestino.

All’occorrenza, per situazioni più difficili, si può ricorrere a piante capaci di stimolare l’evacuazione. Un ottimo rimedio naturale è rappresentato dalla Cassia angustifolia, una pianta dalle proprietà lassative, già largamente utilizzata in passato. La Cassia è  in grado di regolarizzare il transito intestinale determinando  grazie alla presenza di glucosidi antrachinonici che agiscono a livello del tratto gastrointestinale irritando debolmente la mucosa e consentendo, così, l’evacuazione.

Proprio perché tutti i lassativi hanno blanda (o forte) attività irritante vale il loro utilizzo ‘’all’occorrenza’’, infatti la strategia d’elezione per la stitichezza deve essere una alimentazione consapevole e un intestino in perfetta eubiosi.

Cosa mangiare per combattere la stitichezza?

 

La stipsi si combatte, o si previene, a tavola nutrendosi di cibi contenenti il corretto apporto di fibre per l’organismo. Gli alimenti di origine vegetale ne sono ricchi e l’assunzione regolare permette feci voluminose e della consistenza corretta, riequilibrando la flora intestinale. Questa dieta a base di fibre deve essere introdotta in modo graduale per evitare altri disturbi come coliti e meteorismo. È buona norma bere sempre almeno due litri di acqua al giorno.

Gli alimenti consigliati da avere sempre disponibili in casa sono dunque i prebiotici come: cicoria, carciofo, cipolla, porri, aglio, asparagi, grano, banane, avena, consumarli direttamente o utilizzarli per la preparazione di altri piatti, ma anche semi come semi di lino, papavero, girasole e sesamo.

Tre/quattro volte a settimana è importante consumare anche cibi probiotici come yogurt, kefir, formaggi fermentati.