passeggiate in compagnia

Passeggiate in compagnia: per restare giovani

Una lunga passeggiata è l’ideale per restare giovani e in salute, specie dopo una certa età, meglio ancora se la si fa in compagnia.

Da questa premessa prende le mosse l’iniziativa, appena conclusa, “Ginnastica-mente-Insieme’’ , che ha riscosso molto successo.

L’iniziativa è stata promossa da Assomensana, associazione noprofit di neuropsicologi, in occasione della dodicesima edizione della Settimana di Prevenzione dell’Invecchiamento Mentale (Spim).

L’evento si è svolto in circa 200 città Italiane, in cui si sono svolte camminate di un’ora in compagnia di uno specialista in grado di spiegare come la socializzazione durante l’esercizio fisico sia fondamentale per mantenere in salute il cervello e rallentare il declino cognitivo.

Alzheimer, poche cure ma tante possibilità di prevenzione

I due maggiori fattori di rischio per l’Alzheimer sono sedentarietà e solitudine, protagonisti di prim’ordine anche in malattie cardiovascolari e diabete.

Gli esperti suggeriscono come sia necessario adottare stili di vita corretti per ridurre al minimo il rischio di Alzheimer o ritardare il più possibile l’insorgenza. Ad alimentazione sana e regolare attività fisica si aggiungono anche socializzare, come effettuare esercizi mentali.

 

Gli importanti aspetti psicologici delle passeggiate in compagnia

 

I benefici di una passeggiata in compagnia riguardano anche aspetti psicologici, preziosi soprattutto per le persone più anziane. Oltre ad uno stimolo fondamentale per l’attività fisica, il piacere legato alla compagnia può regolarizzare questa buona abitudine, renderla più attraente e più semplice da fare.

Le passeggiate in compagnia inoltre, liberano la mente e la rendono più leggera, in modo da essere rilassati e di buon umore. Diversi studi dimostrano come camminare nel verde di giardini o prati allontani dai pensieri negativi.

 

Il momento migliore per una lunga passeggiata?

 

Le passeggiate in compagnia devono inevitabilmente tenere conto degli impegni di tutti i partecipanti, e spesso la sera, dopo la giornata lavorativa, si presta alla perfezione.

Dopo una giornata in ufficio sempre seduti, ci sentiamo stanchi; la troppa sedentarietà e il poco movimento possono portare a dolori alla schiena, rallentare il metabolismo ed accentuare problemi articolari, perciò la passeggiata serale può essere una valida soluzione.

Nonostante questo, un ‘altro momento adatto per una lunga passeggiata è la mattina: prima della colazione a stomaco vuoto.

Concentrare l’attività fisica al mattino permette prolungare il digiuno notturno, espletando una detossificazione più efficiente dell’organismo e sfruttando nel modo migliore il livello di cortisolo che risulta alto al mattino presto.

Al rientro dalla passeggiata, una sana colazione a base di frutta fresca e frutta secca con un caffè o tè per iniziare al meglio la giornata.

La spesa di ottobre

La spesa di Ottobre

L’orto di ottobre è generoso, scopriamo gli alimenti che non possono mancare sulle nostre tavole per un mese denso di impegni che inizia a vedere il vero cambio di temperature dell’autunno.

Infatti, la spesa di ottobre deve essere ricca di cibi che sostengano l’umore e le energie ed anche il sistema immunitario, onde evitare i primi malanni di stagione.

 

Funghi, castagne, cachi, melagrane, uva, cosa offre la natura di ottobre.

 

Ottobre è il mese migliore per la raccolta funghi negli Appennini: porcini, ultimi porcini estatini, russole (o colombine) e sanguinelli fanno da padroni. In ottobre si possono poi trovare i deliziosi cimballi, con la loro carne bianca e compatta che piace davvero a tanti.

Tutti i funghi sono ricchi di beta-glucani e polisaccaridi, ideali per rinforzare il sistema immunitario e favorire un trofismo sano dei batteri intestinali. Un grande classico come il risotto con i funghi può essere un ottimo piatto leggero, perché privo di glutine, ma nutriente.

 

I frutti caratteristici che descrivono al meglio il cambio di stagione sono le castagne: da assaporare arrostite o lesse, o da utilizzare in una dolce marmellata, e i cachi utili per eliminare le tossine, grazie ai minerali presenti che aiutano il fegato a mantenersi sano ed hanno effetto diuretico; I cachi sono utili per l’intestino, essendo ricchi di fibre contribuiscono a migliorare la regolarità intestinale. Attenzione a non esagerare: è infatti un frutto ricco di zucchero, non adatto a chi soffre di diabete o glicemia borderline.

 

 Il potere antiossidante di uva e melograno ed i punti ORAC

 

Lo stress ossidativo si traduce nell’aumento dei radicali liberi, questa condizione è il fattore decisivo nell’insorgenza di malattie ed invecchiamento.

L’orto di ottobre regala due fantastici alleati contro lo stress ossidativo come uva e melograno.

Due tra i migliori antiossidanti naturali classificati per il loro punteggio ORAC: Oxygen Radical Absorbance Capacity.

Si è dimostrato che attraverso il consumo di elevate quantità di frutta e verdura ad alto punteggio ORAC si può rallentare il processo di invecchiamento del corpo e della mente, e questo si traduce in un consiglio pratico: mangiare ogni giorno nove porzioni di alimenti diversi scelti tra quelli a più alto punteggio ORAC, in modo da totalizzare 5000 punti ORAC al giorno.

In questo caso è importante preservare le molecole antiossidanti presenti in frutta e verdura, cercando di cuocere poco la verdura, meglio se a vapore: la cottura tende a distruggere gli antiossidanti.

tavola orac

La verdura che non può mancare per la spesa di ottobre

 

La stagionalità di inizio autunno offre verdure per tutti i gusti e colori: bietola, cavolfiore, cavolo cappuccio, cavolo verza, cicoria, cipolla, coste, erbette, fagioli, funghi, finocchi, indivia, lattuga, patate, porro, radicchio, rafano, rapa, ravanello, rucola, scorzonera, sedano, sedano rapa, spinaci, topinambur, valerianella, zucca.

La zucca è l’ortaggio più giusto da mettere nel carrello della spesa di ottobre e al di là di Halloween, le occasioni di servire piatti a base di zucca sono tantissime.

La raccolta avviene tra settembre e novembre e ha in ottobre la sua massima espressione.

Tra le ricette a base di zucca non si possono non citare i tortelli ripieni da condire con Olio Extra Vergine di Oliva e salvia. La zucca può essere inoltre ingrediente di altre composizioni come vellutate, torte (salate e dolci, indifferentemente) e muffin, da arricchire sempre con semi a piacimento.

 

Vuoi seminare qualcosa in giardino o balcone per avere verdura biologica a kilometro zero?

 

Dedicarsi ad un piccolo orto di casa, in giardino o balcone, è un ottima soluzione per staccare qualche momento dalla vita frenetica e portare sulla tavola verdure biologiche ed a kilometro zero.

Fin da settembre è possibile seminare nell’orto ravanelli, lattuga, cipolle, carote, cavolo, porro, cime di rapa e aglio rosa. Sono piante resistenti anche alle basse temperature, anche se è importante proteggerle nei momenti di freddo intenso: sarà sufficiente coprire le piantine con teli specifici, anche biodegradabili.

È possibile seminare anche diverse erbe aromatiche quali: erba cipollina, alloro, origano, salvia, timo, menta e rosmarino.

Anche il pescato ha la sua stagionalità: i pesci migliori di ottobre

Al supermercato siamo abituati a trovare sempre sul banco tutte le specie di pesce. Questo accade perché spesso si tratta di prodotti importati da mari diversi da quelli locali.

Per pesce di stagione si intende un pesce che in un determinato periodo è ampiamente disponibile nei mari che circondano l’Italia e non è in fase riproduttiva.  Evitare di pescare pesci in fase riproduttiva permette di non interrompere il ciclo vitale e la proliferazione della specie per non diminuire la sua disponibilità nelle stagioni future.

I pesci migliori per ottobre, ma anche per i mesi autunnali, sono: Alalunga, Spigola, Triglia, Rombo chiodato, Gallinella, Lampuga, ai quali si possono aggiungere pesci presenti tutto l’anno come: Cefalo, Mormora, Zerro, Occhiata.

Gastrite nervosa

Gastrite e reflusso di origine nervosa

‘’Una fiamma che divampa e mangia’’. Così viene descritto il tipico bruciore della gastrite, una vera e propria infiammazione della mucosa gastrica.

 

I fastidi legati alla gastrite e l’aspetto psicosomatico legato allo stress

 

Sebbene sia asintomatica nel 50% dei casi, è un problema molto comune caratterizzato da bruciore epigastrico, digestione lenta e difficoltosa, nausea, eruttazioni e vomito.

Un altro dei sintomi più comuni è la cosiddetta dispepsia, cioè disturbi della digestione come il senso di pienezza post prandiale che può pregiudicare la piacevolezza del pasto.

Secondo l’antica medicina cinese lo stomaco ha come riferimento nelle emozioni la preoccupazione, i pensieri tormentati, non a caso lo stress è un fattore di rischio della gastrite. In generale, ingoiare bocconi amari, chiudersi in se stessi, tenere tutto sotto controllo, sono gli atteggiamenti che incendiano lo stomaco, causando gastrite nervosa e reflusso.

ATTENZIONE PERCHÈ: i dolori allo stomaco sono correlati a una causa comune di patologia gastrica e cardiaca, ossia lo stress, sebbene la gastrite sia la più frequente, alcuni segnali, come ad esempio il rapporto con l’attività fisica, suggeriscono di rivolgersi allo specialista per gli opportuni approfondimenti diagnostici. È noto come i problemi allo stomaco siano annoverati tra i fattori di rischio cardiovascolari.

 

La gastrite può essere calmata o risolta applicando alcune variazioni nelle abitudini alimentari

 

In molti casi è necessario trovare il problema recondito che determina lo stress, il primo passo per ridurre il livello di infiammazione cronica può essere adattare il proprio ritmo biologico a bassi livelli di stress svolgendo regolare attività fisica al mattino, effettuare una leggera restrizione calorica in una finestra alimentare precisa e riservando le ore serali a qualche momento di meditazione e spegnendo dispositivi o tv almeno 2 ore prima di coricarsi.

Gli altri fattori chiave per contrastare la gastrite sono l’eliminazione del fumo e una riduzione drastica del consumo di alcol; una giusta, ma non stressante attività fisica, evitando l’abuso di farmaci, curando il sonno e gestendo al meglio l’alimentazione, eliminando grassi e fritti.

 

La gastrite nervosa si vince distraendosi

Pensare alle attività che rilassano di più, come un hobby o uno sport, e cercare di attuarle il più frequentemente possibile permette di scaricare tutto il nervosismo accumulato al lavoro o nella vita privata.

Camminare a ritmo regolare, correre, fare ginnastica, andare in bicicletta o anche ballare, ad esempio, sono tutte discipline che stimolano la mente e i muscoli, allentando la morsa dei pensieri. L’attività fisica in questi casi non deve essere troppo intensa per evitare di ottenere l’effetto contrario.

 

Alcuni suggerimenti a tavola

 

Dalla persona soggetta a gastrite vengono tollerate molto bene le verdure crude come carote e finocchi con le quali si può iniziare il pasto visto che contengono enzimi digestivi di cui spesso chi soffre di gastrite ha bisogno.

Oltre i cibi da evitare, sono importanti due accorgimenti da seguire a tavola: il primo consiste nel ridurre le quantità di cibo ad ogni pasto, introducendo uno spuntino a metà mattina e uno a metà pomeriggio. In linea con la leggera restrizione calorica di cui parlavamo prima.

Il secondo invece è evitare di cenare troppo tardi, l’ideale sarebbe consumare l’ultimo pasto della giornata almeno 4 ore prima di andare a letto, lasciando così tutto il tempo necessario allo stomaco di effettuare i suoi compiti nel processo della digestione ed avvicinarsi al momento del sonno il più leggeri possibile.

 

Dopo cena un infuso di zenzero e curcuma con una scorza di limone

 

Altri rimedi li troviamo in quelle piante con proprietà lenitive come la calendula, la camomilla, la melissa in forma di infusi o lo zenzero sempre in forma di infuso che aiuta la digestione.

La melissa, è conosciuta come uno dei rimedi naturali per la gastrite nervosa, la melissa dona sollievo grazie alle sue proprietà sedative, ansiolitiche, spasmolitiche e digestive. Il consiglio è mettere in infusione, in acqua bollente, le foglie essiccate. Dopo almeno 15 minuti, filtrate la bevanda ancora calda, rimuovendo i residui della pianta.

Le droghe mucillaginose, come altea, acido alginico, malva ed aloe dalle proprietà gastroprotettive devono questa proprietà proprio al contenuto di mucillagini: polisaccaridi che a contatto con l’acqua formano una sorta di gel protettivo in grado di limitare l’insulto degli acidi sulle pareti gastriche.

L’aloe nello specifico ha un’azione antinfiammatoria. Il gel di aloe vera rigenera le mucose gastriche grazie alle sue fibre di collagene. Grazie all’azione antidolorifica favorita dall’allantoina, e al suo effetto antinfiammatorio e antimicrobico, con l’aloe riusciremo anche ad alleviare i sintomi di questo disturbo e a trovare un po’ di sollievo.

i rimedi per la stitichezza

I rimedi per la stitichezza

La stitichezza è una condizione molto comune caratterizzata da un rallentamento del transito intestinale delle feci , causando problemi di evacuazione. La frequenza normale può variare da una volta al giorno per l’uomo a quattro volte a settimana per la donna.

Come riconoscere la Stitichezza?

La stitichezza è il rallentamento del transito intestinale e comunemente si riferisce a evacuazioni poco frequenti, ma può anche riferirsi ad una diminuzione del volume o del peso delle feci, la necessità di sforzarsi per poter evacuare, un senso di evacuazione incompleta, o la necessità dell’utilizzo di clisteri, supposte o lassativi al fine di mantenere la regolarità intestinale.

Meno di due evacuazioni a settimana oppure almeno due dei sopracitati disturbi in almeno il 25% delle evacuazioni: sono chiari segnali che possono definire anche clinicamente la stipsi.

Prevalentemente affare dei paesi occidentali, frequente nel genere femminile (rapporto M:F pari a 1:4) e nella popolazione sopra i 65 anni di età, le abitudini intestinali sono influenzate dalla dieta. Nei paesi industrializzati la dieta in media include da 12 a 15 grammi di fibre al giorno, nonostante siano dai 25 ai 30 grammi al giorno di fibre le dosi raccomandate per una corretta funzione intestinale. Mangiare cibi ad alto contenuto di fibre, tra cui la crusca, grano macinato, pane integrale e alcuni tipi di frutta e verdura, contribuisce a fornire la giusta quantità di fibre.

 

Anche l’esercizio fisico influisce positivamente sul funzionamento del colon.

 

Perché succede? Quali sono le cause della stitichezza?

Tra le diverse cause della stitichezza, talvolta simultanee, compreso l’inadeguato apporto giornaliero di fibre e liquidi, uno stile di vita sedentario, e cambiamenti ambientali. Il transito intestinale può essere rallentato dai viaggi, dalla gravidanza o dai cambiamenti nella dieta. Dallo stress in generale e in alcune persone inoltre può derivare dal reiterato comportamento di ignorare lo stimolo ad andare di corpo.

 

Cause più gravi di stitichezza invece includono patologie espansive che possono restringere il lume del colon. E’ pertanto consigliabile chiedere il parere di un chirurgo colo-rettale quando la stitichezza persiste.

Inoltre molti farmaci tra cui antidolorifici, antidepressivi, tranquillanti e altri farmaci psichiatrici, i farmaci per il controllo della pressione sanguigna, i diuretici e l’alluminio contenuto negli antiacidi, possono rallentare il movimento del colon e peggiorare la stipsi.

Il comune denominatore di tutte le cause di stitichezza è la disbiosi intestinale: ovvero l’alterazione della normale flora batterica concausa e conseguenza stessa del fenomeno della stitichezza.

Un intestino sano è sinonimo di un transito regolare e di una vita sana.

I rischi della stitichezza

La stitichezza conclamata può essere un fattore di rischio importante per diverse patologie. Ma è bene prestare attenzione anche alla stitichezza occasionale perché potrebbe essere il primo campanello d’allarme.

Uno studio coordinato tra Giappone e Stati Uniti ha rilevato come i pazienti con costipazione avevano una mortalità per tutte le cause più alta del 12% rispetto ai pazienti senza costipazione, questa relazione è apparsa analoga anche nei pazienti che facevano uso di lassativi.

Le due parti anatomiche che soffrono maggiormente le conseguenze della stitichezza sono il colon e il cuore.

 

La stitichezza infatti è tra i primi fattori di rischio per il tumore al colon ed aumenta statisticamente il rischio cardiovascolare.

Poiché molti fattori che predispongono alla costipazione sono anche fattori di rischio per le malattie cardiovascolari uno studio pubblicato su The American journal of Medicine ha indagato su questa associazione osservando quasi 94.000 donne e concludendo come, in caso di stitichezza grave, il rischio cardiovascolare aumenti del 23% 

 

Cosa fare per sbloccarsi? I rimedi per la stitichezza

Esistono diverse strategie per sbloccare una situazione di stipsi occasionale: in primis, avere un intestino in salute scegliendo un probiotico adatto e arricchendo la dieta di prebiotici, ovvero quelle fibre indigeribili per l’uomo, ma digeribili per la flora batterica, in questo modo verrà stimolata la crescita selettiva dei batteri buoni.

Un probiotico molto utile in questa occasione può essere  a base di estratto di finocchio in grado di favorire il transito intestinale e lactobacillus acidophilus che colonizza la prima parte dell’intestino.

All’occorrenza, per situazioni più difficili, si può ricorrere a piante capaci di stimolare l’evacuazione. Un ottimo rimedio naturale è rappresentato dalla Cassia angustifolia, una pianta dalle proprietà lassative, già largamente utilizzata in passato. La Cassia è  in grado di regolarizzare il transito intestinale determinando  grazie alla presenza di glucosidi antrachinonici che agiscono a livello del tratto gastrointestinale irritando debolmente la mucosa e consentendo, così, l’evacuazione.

Proprio perché tutti i lassativi hanno blanda (o forte) attività irritante vale il loro utilizzo ‘’all’occorrenza’’, infatti la strategia d’elezione per la stitichezza deve essere una alimentazione consapevole e un intestino in perfetta eubiosi.

Cosa mangiare per combattere la stitichezza?

 

La stipsi si combatte, o si previene, a tavola nutrendosi di cibi contenenti il corretto apporto di fibre per l’organismo. Gli alimenti di origine vegetale ne sono ricchi e l’assunzione regolare permette feci voluminose e della consistenza corretta, riequilibrando la flora intestinale. Questa dieta a base di fibre deve essere introdotta in modo graduale per evitare altri disturbi come coliti e meteorismo. È buona norma bere sempre almeno due litri di acqua al giorno.

Gli alimenti consigliati da avere sempre disponibili in casa sono dunque i prebiotici come: cicoria, carciofo, cipolla, porri, aglio, asparagi, grano, banane, avena, consumarli direttamente o utilizzarli per la preparazione di altri piatti, ma anche semi come semi di lino, papavero, girasole e sesamo.

Tre/quattro volte a settimana è importante consumare anche cibi probiotici come yogurt, kefir, formaggi fermentati.

la spesa di agosto

La spesa di Agosto

Il mese di Agosto ha un solo nome: vacanze! Vacanze che ci permettono di staccare la spina e ricaricare le batterie, anche se, come spesso capita, il caldo, le spiagge affollate e le abitudini alimentari che in vacanza cambiano, possono disturbare i nostri momenti di relax.

Vediamo allora come una spesa leggera e pronta alle partenze ci possa aiutare a goderci questi momenti sotto l’ombrellone, dove vorremmo occuparci solo di una buona e sana abbronzatura.

La spesa di Agosto, leggera e mineralizzante: goditi dei pasti di sola verdura!

Il carrello della spesa di Agosto va gestito con particolare attenzione in quanto è meglio non lasciare il frigorifero pieno in caso di partenza per una vacanza.

Ecco dunque che in questo mese si preferiranno cibi di pronto consumo come le verdure, da comprare e cucinare il giorno stesso: oltre al consumo di vegetali crudi, la cottura a vapore è un ottimo sistema dalle origini Orientali che sfrutta le capacità del vapore acqueo di trasmettere calore all’alimento e di cuocerlo senza il contatto diretto con l’acqua. I cibi cotti a vapore avranno sapore molto più ricco, gustoso e naturale, conserveranno inalterati tutti i Sali minerali e le vitamine. Inoltre, i grassi contenuti negli alimenti si sciolgono e si depositano nell’acqua di ebollizione, in questo modo i cibi risultano più digeribili e meno calorici.

Da provare ad agosto soprattutto: cavolo cappuccio, cetrioli, fagiolini, fave, finocchi, sedano, valerianella, zucchine.

Molto consigliati anche pranzi totalmente a base di vegetali, conditi solo con Olio Extravergine di Oliva e qualche spezia come la curcuma.

 

Come cambiano le abitudini alimentati in vacanza?

 

Che si tratti di vacanza al mare o in montagna, cambiano le abitudini alimentari e questo può portare a fastidiosi e momentanei intoppi intestinali, gonfiori o fastidi di genere.

Sarà ancora più importante in questa fase improntare la propria alimentazione sul mondo vegetale, e dopo un pasto completamente a base di verdure, il pomeriggio può trascorrere tra uno spuntino di frutta e l’altro.

La frutta tra cui scegliere ad agosto è variegata e ricca di colori e interessanti proprietà: Albicocche, cocomero, fichi, frutti di bosco, mele, meloni, pere, pesche, prugne, susine, uva.

Il cocomero ovviamente comanda la classifica del frutto estivo più apprezzato: è ricco di carotenoidi in grado di combattere l’azione dei radicali liberi e quindi l’invecchiamento delle cellule, tra questi, il licopene. Inoltre il cocomero è ricco di citrullina, un amminoacido che favorisce l’equilibrio della pressione e l’elasticità delle pareti arteriose.

 

Sempre per evitare fastidi o disordini intestinali nel carrello della spesa di Agosto è importante mettere tanti probiotici e prebiotici: i primi sono i fermenti vivi, che colonizzano il nostro intestino per farlo funzionare al meglio, i secondi sono fibre indigeribili per noi, ma digeribili proprio per i batteri, dunque, una fonte di nutrimento per il loro sano accrescimento. Quali prebiotici mettere in carrello? carciofo, crusca, porro e aglio, funghi.

 

Tutelare l’intestino, per tutelare la salute

La scelta del probiotico è molto importante. Le abitudini alimentari che possono cambiare, le giornate in spiaggia, il caldo e le bibite fredde possono giocare brutti scherzi alla nostra salute intestinale.

L’equilibrio della flora batterica può evitare anche i fenomeni di stipsi legati alla vacanza. Il transito intestinale regolare infatti è un indice di salute e sicurezza anche cardiovascolare fondamentale.

Le caratteristiche ideali per scegliere un buon probiotico sono 3: fermenti vivi garantiti fino alla scadenza, possibilità di conservarli anche fuori dal frigorifero (per poterseli portare con se in tutta comodità), ceppi batterici di efficacia consolidata come i Lactobacilli e i Bifidobatteri.

 

5 cibi per una abbronzatura perfetta sotto l’ombrellone

Arginati i fastidi intestinali possiamo goderci la vacanza ed una sana e corretta abbronzatura. A questo scopo sarà fondamentale l’apporto di Vitamina A, il pranzo e gli spuntini sotto l’ombrellone dovranno comprendere: le Carote ad alto contenuto di vitamina A, ricordiamoci che per assorbirla al meglio va associata all’Olio d’oliva; il Radicchio in una insalata insieme alle carote e un filo d’olio si presta all’occasione; i Frutti rossi per una macedonia che si trasforma in merenda o pranzo ricca di antocianine. Albicocche e Pomodori, si può preparare oltre alle classiche insalate, degli interessanti estratti o centrifughe da mantenere al fresco e consumare durante la giornata.

alternative vegetali al latte

Alternative vegetali al latte: le 4 migliori opzioni

Il latte è un alimento fondamentale nella fase di sviluppo, meno indicato e spesso più difficile da digerire da adulti, vediamo 5 alternative al latte da provare a colazione.

Perché il latte risulta difficile da digerire?

Il latte di mucca è composto per l’80% di acqua, un buon tenore di proteine e di grassi (di cui circa il 50% è costituito da acidi grassi saturi come l’acido palmitico, circa il 25% da acidi grassi insaturi come l’acido oleico, mentre il resto è costituito da acidi grassi polinsaturi come l’acido linoleico), Vitamine  A, B1, B2, B3, B5, B6, biotina, acido folico, B12, C, D, E, e minerali.

E’ questa sua ricchezza che ne fa un alimento fondamentale nella fase di sviluppo

I carboidrati del latte sono rappresentati dal lattosio, molecola che viene digerita dall’enzima lattasi. Crescendo, questo enzima diminuisce e di conseguenza diminuisce la nostra capacità di digerire correttamente il latte.

Inoltre le proteine del latte, sono sostanze verso cui alcune persone sviluppano ipersensibilità.

 

Cosa dice la ricerca sul consumo di latte?

Diversi studi,tra cui uno studio del 2012 pubblicato sulla rivista BMC Dermatology  hanno dimostrato che il consumo di latte ha un ruolo nella formazione dell’acne, in particolare: ‘’La dieta a carico glicemico e le frequenze di assunzione di latte e gelato erano positivamente associate all’acne vulgaris’’.

Nel 2014 è la volta dell’ International Journal of Cancer che pubblica uno studio sull’associazione tra il consumo di latte e il possibile rischio di cancro alle ovaie e alla prostata , questo per i possibili effetti tossici diretti dei metaboliti del lattosio sugli ovociti o mediante stimolazione compensatoria della gonadotropina.

Inoltre non è dimostrato da nessuno studio che il latte, in età adulta, possa migliorare lo stato di salute delle ossa.

 

Le alternative del latte quali caratteristiche devono avere?

Molte alternative al latte a base vegetale forniscono nutrienti simili e possono essere altrettanto nutrienti del latte convenzionale. È importante evitare le alternative del latte con ingredienti nascosti che possono avere un impatto negativo sulla salute. Questi includono:

 

Zucchero: lo zucchero è camuffato da molti nomi (ad esempio saccarosio, destrosio, glucosio, fruttosio, sciroppo di fruttosio, sciroppo di glucosio, maltodestrine, lattosio, maltosio, ecc.) La dipendenza da zucchero è un vero problema, motivo per cui è consigliabile evitare zuccheri aggiunti il più possibile .

Aromi naturali: questi includono componenti aromatici derivati ​​da prodotti vegetali o animali. Tuttavia, non hanno più nulla in comune con il cibo da cui provengono, a parte gli stessi componenti chimici.

Regolatori acidi: i regolatori acidi, come i fosfati, vengono aggiunti alle alternative del latte per mantenere il pH durante lo stoccaggio. Tuttavia, qui c’è molta polemica che circonda l’uso di alte concentrazioni di fosfati come additivo alimentare, motivo per cui dovrebbero essere consumati solo in piccole quantità.

 Le 4 migliori alternative al latte:

 

  1. LATTE DI COCCO

Il latte di cocco è una buona alternativa priva di latticini. È prodotto a partire dal cocco ed è una buona fonte di sostanze nutritive, tra cui magnesio, ferro e potassio. Il latte di cocco contiene anche acido laurico, un acido grasso a catena media che viene facilmente assorbito dal corpo e utilizzato per produrre energia.

  1. LATTE DI MANDORLE

Il latte di mandorla – una miscela di mandorle e acqua finemente macinate – è una valida alternativa al latte  per chi vuole evitare i latticini. È quasi privo di allergeni e non contiene né lattosio, né proteine ​​di soia né glutine. Il latte di mandorla ha proprietà anti-infiammatorie e può essere più facile da digerire rispetto al latte.

Unici nei del latte di mandorla sono che viene spesso addolcito con zucchero aggiunto e arricchito con molti altri nutrienti. La cosa migliore da fare è comprare del latte di mandorle semplice e biologico.

 

  1. IL LATTE DI RISO

Il latte di riso è un alimento particolarmente adatto per chi ha problemi di funzionalità intestinale, in particolare, della mobilità del colon, poiché ne aiuta la regolarizzazione.

 

E’ altamente digeribile perché ricco di zuccheri semplici, privo di colesterolo e quindi adatto a chi ha problematiche come dislipidemie, trigliceridi alti e problemi cardiovascolari.

 

  1. LATTE D’AVENA

Il latte d’avena è un’altra buona alternativa al latte, poiché non contiene né latte né proteine ​​del latte.

Il chicco di avena è ricco di fibre, ha carattere saziante ed è un valido alleato nella gestione degli stati ansiosi.

Secondo alcuni studi l’avena sembrerebbe anche ridurre i livelli di trigliceridi e di colesterolo “cattivo” nel sangue. L’utilizzo di avena è vantaggioso in caso di stitichezza. Il latte d’avena può essere un valido aiuto anche per chi segue diete dimagranti: attenua il senso di fame ed è al contempo un prodotto ipocalorico.

la spesa di giugno

La spesa di Giugno

Nel mese di giugno maturano frutta e verdura prelibati da gustare in insalate o da consumare per una intera giornata detossificante. Portiamo a tavola anche pesce azzurro e legumi per fare il pieno di omega-3 e vitamina D.

Cosa portare a tavola ad inizio estate

I campi per la spesa di giugno sono ricchi, preferiamo dove possibile la spesa a kilometro 0 dal contadino vicino casa: aglio fresco, asparagi, bietole, carote, cetrioli, cicoria, cipolle, fagiolini, fave, fiori di zucca, lattuga, tutte le insalatine da taglio, patate novelle, ortica, pomodori, piselli, rabarbaro, ravanelli, rucola, sedano, tarassaco, zucchine.

A giugno arrivano le albicocche, perfette per l’estate e per la tintarella. Ricchissime di caroteni, aiutano la pelle ad abbronzarsi.

Largo uso inoltre della frutta rossa e viola: amarena, ciliegia, fragola, melone, mora di gelso, nespola del Giappone, pera, prugna, pesca, pesca noce, lampone, ribes, uva spina.

 

Una giornata detox per la salute della flora batterica

 

Con questa ricca varietà di frutta e ortaggi è semplice, oltre che salutare, dedicare una giornata interamente ai prodotti della terra: una giornata detox.

Bastano 1-2 giornate al mese a base di frutta e verdura per permettere alla nostra flora batterica di rigenerarsi e permettere a batteri come l’Akkermansia muciniphlia di ripulire le pareti del canale digerente.

Attenzione alle dosi: è meglio non superare i due frutti per pasto onde evitare l’innalzamento della glicemia, mentre le verdure andrebbero mangiate crude, cotte al vapore o lessate, con un filo olio extravergine di oliva.

 

La spesa di giugno ricca di omega-3 per la salute della pelle

 

A giugno il nostro mare abbonda di cefalo, dentice, merluzzo, sardina, orata, spigola, sogliola, tonno, triglia.

La sardina in particolare, consigliata anche dalla ‘’guida al pesce giusto’’, vede la sua popolazione raddoppiare in un tempo medio (pochi anni) sopportando gli effetti della pesca commerciale. Ha carni molto buone, è ricca di Omega-3 e ha prezzo molto economico.

Sono un’ottima scelta se provengono dalla piccola pesca costiera o da pesca certificata sostenibile. La taglia minima è di 11 cm.

Per una buona scorta di omega-3 è importante inoltre condire i piatti con i semi di lino o di chia quindi, non dovranno mancare i semi nella spesa di giugno.

Gli Omega 3 e gli Omega 6 hanno un ruolo essenziale nella struttura della pelle e nel suo aspetto. Sono incorporati nelle membrane cellulari dell’epidermide, e aiutano a mantenerne la funzione di barriera e a prevenirne la secchezza. Inoltre, una dieta ricca di Omega 3 protegge la pelle dai danni dei raggi solari: eritemi e scottature, frequenti soprattutto in estate.

 Salmone, aringhe e una tintarella sotto il sole per ossa e denti sani

 

Rimaniamo nel reparto pescheria ed aggiungiamo al carrello della spesa di giugno il salmone e le aringhe che con circa 25 µg/100 grammi di vitamina D sono tra i cibi più ricchi.

Per produrre la quantità di vitamina D3 necessaria per un efficiente funzionamento dell’organismo sono sufficienti 15 minuti al giorno di esposizione al sole, essa infatti viene sintetizzata dalla pelle a partire dal precursore 7-deidrocolesterolo in seguito all’esposizione ai raggi solari.

La vitamina D è essenziale per una corretta mineralizzazione delle ossa e dei denti durante l’accrescimento e per mantenere un’adeguata massa ossea e l’integrità dello smalto nel corso della vita adulta.

Inoltre, la vitamina D contribuisce a mantenere normali livelli di calcio nel sangue.

stress da studio

Stress da studio: come combatterlo

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità è il male del secolo. Lo stress è un’epidemia, in Italia ne soffrono nove persone su dieci, negli Stati Uniti il 40% della popolazione ammette di sentirsi più stressato dell’anno precedente. Secondo l’Oms è questo il male del secolo. In occasione della Giornata per la consapevolezza dello stress del 7 novembre gli esperti ne parlano e danno consigli per affrontare questo grave disagio.

Un aspetto frequente e spesso sottovalutato è lo stress da studio che colpisce migliaia di studenti, soprattutto universitari che nel periodo che precede gli esami accompagnano il loro stress da studio insieme ad uno stato d’animo di ansia.

 

Per tenere a bada lo stress da studio è importante tenere sotto controllo i livelli di cortisolo con buon sonno e buona compagnia

Una ricerca condotta dal Max Planck Institut e dal Politecnico di Dresda ha rilevato che stare in contatto con persone stressate produce un aumento dei livelli di cortisolo nel sangue anche del 26%. Un livello che può salire fino al 40% se si tratta di conoscenti o familiari.

Se durante un periodo di studio intenso ci si sente stressati, è fondamentale dormire bene!

Riposare in senso fisico, ma anche psichico, ed è per questo che si consiglia di avere un sonno riposante e tranquillo perché non aiuta solo a salvaguardare il proprio benessere, ma anche a recuperare tutte quelle energie che si sono spese durante l’arco di tutta la giornata.

Escolzia, Passiflora, Valeriana sono piante che favoriscono il rilassamento e il sonno in situazioni di stress. Buona compagnia e cioccolato fondente oltre il 75% aiutano a migliorare il tono dell’umore, fattore fondamentale nel combattere stati d’ansia.

Ansia e stress vanno di pari passo e influiscono sui risultati di esami e concorsi

Essere sottoposti ad una valutazione è spesso causa di tensione e ansia soprattutto se superare quella valutazione ha per noi un’importanza particolare.

È il caso dei concorsi, crocevia di tanti giovani neo laureati che si affacciano al mondo del lavoro.

L’ansia a livelli contenuti è oltretutto funzionale perché ci permette di essere pronti e attivi per affrontare la situazione.

Soffrire di stress da studio quasi sempre si associa ad ansia da esame o concorso , erroneamente catalogata come ansia da prestazione: in questo caso, la situazione stressogena influenza il tono dell’umore, la capacità di memorizzazione e la lucidità mentale. Di conseguenza si avverte la sensazione di poca preparazione e di paura.

Sebbene i problemi nascano nella sfera dello studio e dei libri, la soluzione si deve trovare altrove: nel sonno, nello sport e in alcune piccole abitudini.

 

Essere gentili e spegnere il telefono 2 ore prima di andare a dormire

Secondo gli esperti, piccole azioni possono aiutare ad affrontare il disturbo di stress generale, che contribuisce ad alleviare le tensioni e favorisce la tranquillità.

Essere gentili: secondo uno studio della Carolina State University i capi in grado di comunicare con educazione e gentilezza ottengono migliori performance dai dipendenti.

Ridere: gli specialisti della Mayo Clinic del Minnesota hanno sottolineato come ridere faccia aumentare la quantità di aria ricca di ossigeno nel nostro corpo, stimolando il cuore, i polmoni e i muscoli, un effetto che aumenta l’endorfina rilasciata dal cervello.

Abitudini: Perri Klass dell’Università di New York sostiene che i gesti ripetitivi sono buoni rimedi contro l’ansia: la ripetizione di una parola, una frase, un movimento o un suono può avere effetti di riduzione dello stress.

No allo schermo: i ricercatori dell’Università di Gothenburg hanno scoperto che trascorrere troppo tempo davanti allo schermo provoca problemi di sonno e aumenta il rischio di depressione, specie nelle donne giovani. È sana abitudine spegnere i dispositivi 2 ore prima di coricarsi. Provatelo per un mese!

Pranzare con calma: dall’Università di Saint Louis un consiglio, una pausa pranzo troppo veloce o a base di junk food è da sostituire con un pranzo leggero e bilanciato, ricco di carboidrati, vitamine e proteine. Si legge nello studio che “Al respiro corrisponde una determinata attività mentale: sono due azioni strettamente legate, perché il respiro lavora sul sistema parasimpatico con effetto calmante. Infatti, quando l’ansia e lo stress salgono, il respiro si accorcia”.

 

Prova la fast walking dopo una sessione di studio

Siamo alle solite, il livello di cortisolo. Dopo una sessione di studio è il momento di massimo stress e ansia in quanto si materializza l’impressione che le cose non vadano e la memoria sia debole.

Ebbene, è il momento migliore per fare un po’ di sana Fast Walking per liberare la mente e scaricare le tensioni: una camminata a buon ritmo di 20-25 minuti, è un’ottima tecnica anche per ripensare a quello che si è studiato da un’altra prospettiva. Ragionare anche a come si è studiato, cosa è rimasto in mente cosa no.

Al ritorno della Fast Walking è consigliabile una spremuta di frutta o un centrifugato detox e un momento di stacco.

In questo modo si può gestire lo stress da studio compagno scomodo della carriera scolastica ed universitaria dei giovani.

Zenzero e Microbiota

Le nanoparticelle simili agli esosomi (ELSn) derivate da piante come lo zenzero contengono RNA capaci di regolare la composizione del microbiota intestinale.

 

Zenzero e microbiota messi in relazione da uno studio condotto dalla Università di Louisville, nel Kentucky, Stati Uniti pubblicato sulla rivista Cell Host & Microbe.

 

La dieta può alterare la composizione del microbiota intestinale, modificando la fisiologia dell’ospite.

L’intestino è responsabile della salute del sistema immunitario, del tono dell’umore, dell’assorbimento dei nutrienti e di altre importanti funzioni.

Le piante commestibili sono la principale fonte di energia per i microbi intestinali, in quanto fungono da prebiotici: substrato fondamentale per la crescita dei batteri buoni, ma non è noto se questi prodotti alimentari influenzino l’espressione dei geni batterici intestinali.

 

I microRNA ottenuti dallo zenzero modellano il microbiota intestinale

 

Il team di ricercatori ha caratterizzato delle nanoparticelle derivate dallo zenzero (GELNs – ginger-derived ELNs), che hanno rivelato la presenza di considerevoli quantità di RNA.

Il campione che ha ricevuto le nanoparticelle GELNs ha mostrato un cambiamento nella composizione del microbiota intestinale. In particolare, la percentuale di Lactobacilli è aumentata da circa lo 0,25% a quasi il 25%.

 

Inoltre, le colture in vitro di Lactobacillus rhamnosus con i GELNs hanno dimostrato che i GELNs promuovono direttamente la crescita di L. rhamnosus.

Gli RNA dei GELNs derivati dallo zenzero inducono l’espressione di IL-22 e inibiscono la colite.

I campioni di topi trattati con gli RNA associati ai GELNs sono risultati più protetti contro la colite rispetto ai topi trattati con RNA “mischiato”, il che suggerisce che gli RNA associati ai GELNs hanno un effetto protettivo.

In sintesi, i GELNs sono assorbiti dal microbiota intestinale attraverso i lipidi e cambiano la sua composizione. I microRNA modulano anche la fisiologia dell’ospite inducendo la produzione della citochina IL-22 e alleviando la colite nei topi.

Lo zenzero con le sue proprietà è indicato per i fastidi di stomaco e dell’intestino.

Lo zenzero viene usato come antinfiammatorio naturale e digestivo con lo zenzero si possono trattare disturbi come il mal d’auto, il mal di mare, la nausea mattutina.

Utile anche contro l’alitosi e contro l’accumulo delle tossine della fermentazione batterica, le sue proprietà sono dovute al principio attivi più importante: i gingeroli, ma anche resine e mucillagini.

metodo3emme in gravidanza

Metodo3EMME in gravidanza

Quando parliamo di gravidanza è importante affrontare il concetto di alimentazione. Tante mamme, nel momento in cui si scoprono tali, iniziano a porsi domande su cosa e quanto mangiare. Troppe donne, invece, non hanno ancora consapevolezza di quanto l’alimentazione influenzerà la vita del nascituro.

L’alimentazione della donna in gravidanza deve essere consapevole.

La parola dieta non deve essere fraintesa: in gravidanza si parla di alimentazione corretta e consapevole, seguendo i principi della vera dieta mediterranea, facendo attenzione allo sviluppo del bambino ed alle modificazioni corporee della madre.

Nel primo trimestre di gravidanza avvengono le divisioni cellulari a carico del bambino e la formazione degli organi. Nel secondo e terzo trimestre avviene il 90% della crescita corporea fetale. Già durante la vita endouterina il feto è capace di riconoscere i sapori e le prime papille gustative compaiono a circa 8 settimane di gestazione. Il feto inizia deglutire (liquido amniotico)  a 12 settimane di gestazione.

Una dieta ricca di frutta e verdura (caratterizzata da gusto amaro) influenzerà in seguito i gusti del bambino che preferirà questi alimenti e li sceglierà da adulto. L’esposizione ad una sovra-nutrizione nella vita fetale genera una serie di risposte neuro-endocrine che influenzano lo sviluppo del tessuto adiposo e del sistema centrale di regolazione dell’appetito. Le scelte alimentari che compie la mamma durante la gravidanza andranno ad influenzare, insieme ad altri fattori di stress ambientali, una risposta biologica ereditabile trasmessa alla prole (epigenetica).

Lo stile di vita materno interferisce nello sviluppo fetale con un impatto importante a media e lunga durata sulla vita post natale.

Durante la gravidanza è consigliabile un’alimentazione stile metodo3EMME, ovvero un alimentazione molto varia con frutta e verdura mangiata dalle 5 alle 7 volte al giorno.

 

Le regole base dunque saranno:

Frutta e verdura (locale, stagionale  e fresca)

Cereali integrali

Legumi

Olio extravergine di oliva monovarietale spremitura a freddo

Proteine vegetali abbinati ai cereali integrali per avere a disposizione tutti gli aminoacidi  (in giusta quantità, preferibilmente da pesce azzurro di piccola taglia e carni bianche)

 

In gravidanza attenzione al tipo di cottura: da preferire è sicuramente quella al vapore, in quanto mantiene inalterate la maggior parte dei macro e micronutrienti contenuti negli alimenti.

 

Bere almeno 1, 5 litri di acqua oligominerale al giorno. Eliminare bibite dolci, gassate e superalcolici. Come dolce ci si possono concedere anche 5 porzioni settimanali di cioccolato, purché sia fondente oltre il 75%. Questa qualità è infatti più povera di zuccheri, ma ricca di teobromina, importante per la prevenzione dell’ ipertensione arteriosa e utile nel mantenimento dello stato dell’umore.

Cos’è il Maternity Blues?

La condizione di maternity blues è anche detta sindrome del terzo giorno, infatti emerge tipicamente 2-3 giorni dopo il parto e scompare entro un decina di giorni circa. È caratterizzata da ansia, frequente pianto, stanchezza, ipersensibilità, instabilità dell’umore, tristezza, confusione. Colpisce il 50-80% delle neomamme. Da non confondere con la depressione post partum, che si distingue innanzi tutto dal fatto che lo stato di umore alterato dura molto di più di 10 giorni, la mamma tende a non rasserenarsi, continua ad essere nervosa, irritabile, triste o non volersi occupare del bambino, avere disturbi del sonno o dell’alimentazione per più di due settimane. A volte la depressione inizia a manifestarsi anche tre, quattro mesi dopo il parto.

ll maternity blues  post gravidanza è una condizione che scompare da sola, anche il contatto pelle a pelle col neonato risulta essere molto efficace…

Si può comunque fare tanto per il benessere di mamma e bambino: dare alla mamma la possibilità di sfogare i propri sentimenti e le paure, sostenerla e ascoltarla.

Migliorare la fase del sonno con infusi di camomilla o melissa o valeriana prima di dormire, in aggiunta a magnesio,  e ridurre lo stress con piccoli esercizi di Yoga per sciogliere le tensioni o brevi camminate.