Carni:Né troppo, né poco. Né sempre, né mai

Né troppo, né poco. Né sempre, né mai

Se imparassimo a leggere l’etichetta, obbligatoria per legge, con l’indicazione del luogo di allevamento e di macellazione delle carni fresche bovine, suine, ovi-caprine e di volatili, sapremmo… sapremmo… sapremmo cosa stiamo mettendo in bocca. Ahimè l’indicazione non è ancora obbligatoria per carni di cavallo, coniglio e… salumi. Quindi almeno per le carni rosse fresche, quelle con rischio minore secondo la lista stilata dall’OMS il 26 ottobre 2015, potremmo avere la consapevolezza di sapere cosa stiamo mangiando. Si consiglia di mangiare carni fresche e locali. Altro discorso è la quantità e la frequenza.

Né troppo né poco, né sempre né mai: Per chi vuole continuare a mangiare carni rosse, lo può fare, ma  solo occasionalmente. A riguardo il World Cancer Research Fund già da anni raccomanda di mangiarne non più di 300 grammi a settimana, e suggerisce di consumare almeno cinque porzioni di frutta e verdura per un totale di almeno 400 grammi al giorno.

Addirittura l’Università di Harvard, da sempre in prima fila nella ricerca, nella sua guida “Healthy eating plate”, creata per insegnarci a mangiare nel 2011, restringe il limite di consumo di carni rosse a porzioni non superiori a 80 grammi, al massimo due volte a settimana.

Attenzione alla cottura al barbecue. Qualsiasi cibo cotto alla brace quando diventa scuro, anche la carne, produce acrilamide, una sostanza molto tossica, cancerogeno di classe 1, che si forma quando gli alimenti raggiungono temperature elevate.  Se imparassimo a leggere l’etichetta, obbligatoria per legge, sapremmo se quella carne è stata “lavorata” ovvero “macinata” e se contiene altri ingredienti.

Riguardo i salumi, Harvard dice addirittura di evitarli. Il problema sui salumi nasce dal fatto che in tutta la carne lavorata industrialmente vengono aggiunti nitrati e nitriti (E250-E252). Il motivo della loro presenza è quello di conservare il prodotto più a lungo in sicurezza, la presenza di questi sali inibisce la formazione del Clostridium botulinum. Il problema si crea quando questi nitrati e nitriti incontrano le ammine nel nostro corpo e si trasformano in pericolosi cancerogeni di classe 1: le nitrosamine. Non tutti i salumi contengono questi “conservanti”, per esempio il Prosciutto di Parma DOP ne è privo e sarebbe possibile mangiarlo con moderazione una tantum, così come molti altri prodotti artigianali.